L'uomo della Provvidenza.

Il primo ad accorgersene, del fenomeno da fine-dei-tempi in atto, è stato il mio amico Gordon dal suo Mysterium: col suo post Obama è un sensitivo? mi ha fatto alzare il sopracciglio, qualche giorno fa. Confesso infatti che un vago sentore di ciò che sta emergendo lo avevo avuto anch'io.

Negli USA la Obamamania sta lentamente scivolando oltre l'ammirazione per un politico, oltre anche il tifo da stadio: sta diventando culto. Autorevoli quotidiani riportano di gente che sviene al suo passaggio, altrettanto autorevoli blog titolano Il mistero del culto di Obama, e lo sfottono chiamandolo Colui che cammina sulle acque.  

Ma c'è chi va oltre, ed apre un blog che si chiama Barack Obama è il Messia, sottotitolando con una frase dello stesso Obama:

Una luce entrerà dalla finestra, un raggio di luce vi colpirà, sperimenterete un'epifania, e realizzerete improvvisamente che dovete andare al seggio e votare per Obama. Barack Obama, Lebanon, New Hampshire. January 7, 2008.

Manca solo John Belushi che grida "ho visto la luce!". Ma cosa è che sta spingendo tante persone ad andare al di là del normal behaviour di una campagna elettorale, e a gettarsi in ginocchio? Neanche a dirlo, è un classico sintomo di crisi. Negli USA sta mancando la terra sotto i piedi: le Borse crollano, il dollaro è carta straccia, l'occupazione scende, la benzina sale, le infrastrutture cadono a pezzi, i reclutatori mandano i ragazzi in guerra e la classe media sta scivolando sempre più rapidamente verso la povertà. Come sostiene la commentatrice Sarah Robinson, la gente ha creduto a una promessa e si è sentita tradita.

E quando l'insicurezza dei cittadini arriva a livelli insopportabili, eccoli invocare l'uomo della Provvidenza, il messia, il salvatore. La speranza irrealistica che il prossimo sarà quello decisivo, che cambierà tutto. E la disperazione fa il resto... rendendo la speranza culto.

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