Crisi Grecia: definitivamente cinesizzati

La Grecia sarà una Zona Economica Speciale. Ecco la prova: lo stipendio "cinese" è diventato legge.

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Domani sera, alle 22, sarò su RaiNews24 alla trasmissione di Maurizio Torrealta a parlare di decrescita con Ugo Bardi, Stefano Bartolini e Maurizio Pallante (replica domenica alle 11,30 per chi il sabato riempie i ristoranti). Tra le altre cose, si parlerà del rapporto tra decrescita e recessione, riassumibile in una sola parola comprensibile ormai da tutti: Grecia.




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Qualche settimana fa si parlava qui di come l'Europa, e la Germania in particolare, avesse in progetto di cinesizzare la Grecia, facendo dell'intero Paese una di quelle Zone Economiche Speciali di cui ha raccontato Naomi Klein. Molto diffuse in Cina, nel Sudest asiatico e in Messico (dove si chiamano maquilladoras), si tratta di aree dove i Paesi industrializzati possono far produrre le proprie merci a costo quasi zero, grazie alla schiavizzazione di chi lavora.


Qualcuno disse "Uh esagerati", e invece ora arriva la conferma del primo passo in questa direzione: nel recente ultimo "pacchetto di austerity" riservato agli schiavi greci, si prevede un salario minimo di 589 euro LORDI mensili. Praticamente, dovrebbero campare con 350 euro al mese. Se non è cinesizzazione questa, non saprei come altro definirla. A questo si unisce la il ritorno della malaria, la gente che non ha di che scaldarsi, gli ospedali senza medicine, e scopriamo che quasi quasi si starebbe meglio nel Guangdong.


Forse sarebbe da prendere in mano la situazione e decidere noi come decrescere secondo la nostra convenienza, prima che arrivi lo straniero europeo ad imporcelo per i suoi comodi e suoi profitti.


Foto - Stratos Moraitis


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