Papandreu tiene cojones, reloaded

Qualora i greci decidessero di respingere gli "aiuti" offerti dall'UE, di dichiarare default ed uscire dall'euro, per Papandreu è meglio che le forze armate siano sotto il controllo del Paese e non, magari, al servizio di qualcun altro che non apprezza il risultato referendario.

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Sono stata seppellita di risate quando qualche tempo fa ho affermato che "Papandreu tiene cojones". Probabilmente avete ragione, ma altrettanto probabilmente stiamo assistendo alle mosse di un politico navigato quando il Paese, la sua maggioranza e il suo governo sono messi con le spalle al muro. Quando si mette qualcuno con le spalle al muro, quello reagisce in modi imprevedibili.


Annunciare il referendum è stata una mossa furbissima. In fin dei conti, c'era il precedente islandese. Significa consegnare la decisione in mano al popolo: che a questo punto non ha più un solo motivo valido per scendere in piazza a devastare tutto per farsi ascoltare. In un attimo ha risolto ogni problema di ordine pubblico, e non crediate sia un problemino da niente per un governo in una situazione simile.


Qualcuno sostiene che Papandreu non ha più una maggioranza, che l'opposizione gli sta facendo le scarpe, che si trova insomma in un'impasse non tanto migliore del nostrano Berlusconi. Vero anche questo, ma pensate: ha annunciato un referendum. Qualsiasi opposizione, qualsiasi governo alternativo non ha alcuna possibilità di tornare indietro da una simile promessa ai cittadini. Cacciato Papandreu, chi avrà la faccia di presentarsi e dichiarare "Niente referendum, si firma la resa alle richieste di lacrime e sangue e tutti zitti"? Non vorrei essere nei panni del Bersani ateniese.


Inoltre, ha cambiato tutti i vertici militari in un sol colpo. Ci vogliono cojones anche per prendere una decisione del genere. In Grecia non hanno dimenticato la dittatura dei colonnelli, durata fino al non lontano 1974: il premier dell'epoca si chiamava anch'esso George Papandreu, diventato poi un eroe nazionale, ed era il nonno dell'attuale Primo Ministro. RaiNews riporta dal Telegraph una voce circolante in Europa:


Alcuni protagonisti dei mercati finanziari stanno pensando al futuro, e lo vedono come una scaletta di passi incombenti e semplici. Il britannico Telegraph ha riferito di una battuta che circolava negli ambienti finanziari, e forse anche nel governo britannico: 'Sarebbe un bene ora, una giunta militare in Grecia, magari salita al potere con un colpo di stato, perché giunte militari non possono essere un membro della Unione europea'. "


Qualora i greci decidessero di respingere gli "aiuti" offerti dall'UE, di dichiarare default ed uscire dall'euro, per Papandreu è meglio che le forze armate siano sotto il controllo del Paese e non, magari, al servizio di qualcun altro che non apprezza il risultato referendario.


Update 3/11 13.40. A degna chiusura di tutto ciò, si vocifera che Papandreu darà le dimissioni nel giro di un'ora. A favore di un governo di coalizione guidato dall'ex capo della banca centrale. Una vera rivoluzione, direi.


Update 2, 3/11 16.00. Pare che invece no, Papandreu non si dimette. In compenso, pare che la Grecia cancellerà il referendum. Che ci sia un vago legame tra le due cose?


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