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Taranto ILVA: un Paese senza futuro che divora i propri figli

Lunedì 30 Luglio 2012, 17:00 in Psicologia di

Ci sembra normale fare sacrifici umani, figli compresi, in nome del lavoro. E in nome di chi da tutto ciò continua a guadagnare: le vere divinità assetate di sangue.

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E' il tempo che ci frega, quel Saturno che divora i propri figli nella speranza di sopravvivere loro.

Nelle popolazioni allo stato di natura la concezione del futuro è cosa rara, a dimostrazione che non si tratta di una caratteristica umana ma di una conquista del pensiero. Anche solo "metter via" cibo per i tempi di carestia (ancora il tempo) significa aver raggiunto un certo grado di civiltà, quello che coincide col passaggio dalla caccia e il nomadismo alla stanzialità dell'agricoltura.

E' una conseguenza del non aver ancora imparato a conservare la memoria del passato. Il tempo, sempre.

Leggo questo tragico racconto, la storia di un'ematologa che lavora al reparto tumori dell'ospedale di Taranto. Padri che lavorano all'ILVA e figli che entrano in ospedale, in una sequenza ininterrotta. Il presente che ogni giorno dimentica il passato e non sa vedere il futuro, l'orrore economico che ci ha portato a divorare i nostri i figli pur di non farli "morire di fame".

Come a Serra D'Aiello, forse qualcuno lo ricorda, in cui pur di "lavorare" ci si prestava a torture e abusi inenarrabili su malati inermi. O come nelle fabbriche in cui si vota per decidere se è meglio essere schiavi o disoccupati. L'ematologa parla di Taranto come di un caso isolato ma non è così: è l'intero Paese ad essere preda di una follia assoluta, ormai prostrato ed in ginocchio davanti al Dio Lavoro, a quello che invece di essere un diritto tutelato al servizio della collettività è diventato una sanguinaria divinità che richiede continui sacrifici umani senza peraltro saziarsi mai.

Ci sembra normale fare sacrifici umani, figli compresi, in nome del lavoro. E in nome di chi da tutto ciò continua a guadagnare: le vere divinità assetate di sangue.

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4
4 commenti
4
01 Ago 2012
alle 01:26

Minin Ladi

Penso che messa così, sia come gridare nella tempesta. Un paese di cirrca 60 milioni di cittadini, come l'Italia, ha la vitale necessità di fare industria e per fare industria la produzione dell'acciaio è fondamentale. Per produrre acciaio, nell'era moderna, utilizzando soluzioni tecnologiche e logistiche è possibile farlo nel pieno rispetto dell'ambiente e della salute umana. Stop, poi come tutte le cose nel nostro Paese, le cose si fanno senza una seria programmazione e senza usare la testa.

3
31 Lug 2012
alle 19:58

Pietro Bacc

è la pura verità

2
31 Lug 2012
alle 02:49

Maurizio Ziomaul

Fintato che il ricatto oltre ad essere immorale non diviene reato queste cose peggioreranno. Infatti una cosa è la contrattazione (anche avendo il "coltello dalla parte del manico") e una cosa il ricatto in se stesso come i lavoratori della FIAT o quelli dell'ILVA e altri.
Il ricatto privato è punito dalla legge, dovrebbe esserlo anche il ricatto pubblico.
.
Ciao

1
30 Lug 2012
alle 17:02

Marco Pierfranceschi

Non solo in nome del lavoro. Li uccidiamo quotidianamente anche in nome del trasporto privato...
http://mammiferobipede.wordpress.com/2011/11/08/il-re-volante/


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