Crisi sistemica e cambio di paradigma
Monti vuol fermare il calcio, dimenticando l'ordine pubblico. Non vuole dare soldi pubblici alle squadre continuando a foraggiare le banche, proprietarie di squadre. Che razza di intreccio è mai questo?
E' solo per la triste concomitanza con il terremoto in Emilia che l'Italia tutta non è in rivolta contro il Presidente del Consiglio, che ha appena affermato:
Forse ci vorrebbe uno stop al calcio di due o tre anni. Trovo inammissibile, e me ne sono occupato anche quando svolgevo il ruolo di commissario europeo, che vengano usati soldi pubblici per ripianare i debiti delle società di calcio.
E' la seconda volta che Monti si occupa di sport, dopo il sensatissimo stop all'ipotesi "Olimpiadi di Roma", e anche lì avevo avuto da ridire ahem.
La sua è una clamorosa presa di posizione, che non ha precedenti nella storia politica italiana. E mostra anche l'inesperienza di Monti proprio nel campo "populista" tanto caro ai politici italiani. In Italia, caro Monti, i politici fanno a gara a farsi vedere in prima fila negli stadi, a tifare per squadre del cuore vere o fasulle, a districarsi nei derby quando sono sindaci, persino a discettare di calcio nelle più seguite trasmissioni televisive. Il calcio porta voti.
Non solo: qualcuno al Ministero dell'Interno starà in queste ore spiegando molto bene al Premier, che si trova a governare in un momento storico ad alto rischio rivolte, che molti cittadini privati del calcio "per due o tre anni" potrebbero rivolgere la propria attenzione ai problemi concreti del Paese e decidere di trascorrere il weekend a fare casino in piazza invece che negli stadi. E' una vecchia, vecchissima storia, il calcio oppio dei popoli eccetera.
E' vero altresì che Monti si indigna giustamente per i soldi pubblici usati per ripianare i debiti delle società di calcio, ma non pare indignarsi tanto per i soldi pubblici usati per i debiti che affogano le banche. Se poi pensiamo che ci sono squadre di calcio di proprietà delle banche (come la Roma, che è di Unicredit), ci accorgiamo che il demenziale intreccio va molto al di là delle azzardate affermazioni del Premier. Le quali quindi, per fortuna vostra e della tifoseria tutta, non avranno alcun seguito. (foto:infophoto)
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Dopo il panem ci vuole l'alienazione...finchè c'è il panem. Sappiamo benissimo che ci sarà abbondanza di cibo, finchè i petrofosfati ce lo permetteranno. Monti ha solo anticipato cosa sarà il mondo del 2020, massimo 2030, tanto varrebbe cominciare da subito, ma vallo a dire alle 59. 800.000 cicale italiane su 60 milioni di abitanti.
Io non seguo il calcio e ne farei volentieri a meno, ma non vanno dimenticati tutti i posti di lavoro che vi ruotano attorno: dagli arbitri ai medici, alle imprese di pulizia, a chi vende merchandising, a chi ha i bar vicini allo stadio, etc. etc.
Più che altro mi chiedo come Monti non abbia pensato a tutte le tasse che lo stato incassa grazie al calcio. O forse ci ha pensato ma la sua è stata una dichiarazione populista e basta.
@2
Esatto... pero' bisognerebbe fare un confronto con l'indotto, l'indotto "domenicale" e con le tasse che le societa' pagano (se le pagano)e quanto riescono a fregare nella Borsa (per quelle quotate). In un momento in cui tutto fa brodo.... ma siamo sicuro che questo sia un'economista? :-)
Questo discorso ovviamente solo dal punto di vista di un calcolo economico; da tutti gli altri per me potrebbero anche chiudere baracca domani... pero' ve li immaginate tutti gli ultras uniti da causa comune? No no...lasciateli nelle gabbie (stadi) a scannarsi tra di loro
L'ultima serie di partite di calcio l'ho viste qualche anno fa ai mondiali (di che anno non so) quando l'Italia ha vinto i mondiali.Altro calcio non ho guardato. Per cui trovo indecente che vengano spesi dei soldi per delle attività , oltrettutto passive, perchè tali sono i tifosi.Chi vuole godersi il calcio se lo paghi, non è un'attività importante, è solo un gioco.Chi va a vedere i film se li paga, chi vuole andare in vacanza, si paghi il divertimento.
Trovo corretto che quando è possibile, il costo venga sostenuto da chi usufruisce del vantaggio, salvo tutelare i piu' deboli e le situazioni piu' delicate, come puo' essere la sanità e l'istruzione.
Anche per le pensioni dovrebbero fare come in australia: pensione sociale dignitosa per tutti, tranne per chi ha ricchezza tale da avere rendite maggiori della "pensione sociale dignitosa".
Lo stato dovrebbe avere delle priorità, e il calcio non è una priorità, neppure a tirarla per i capelli.
il calcio porta voti, si, beh, ma al golpista son serviti i voti?
dopo il panem ci toglie pure i circenses?
1- Secondo me è stata una battuta altrettanto furbetta e demagogica: dicendo così ha attirato le simpatie di chi odia il calcio (quasi tutte le donne e un 20% degli uomini). Ben sapendo che sarebbe stata una proposta inattuabile.
2- un po' OT. nessuno si sofferma mai sui costi del calcio che ricadono sulla collettività: migliaia di poliziotti "impegnati" ogni domenica, spazzini, vigili per il traffico ecc. tutto ovviamente a carico dei contribuenti... mah. io (che comunque seguo il calcio) sarei d'accordo sullo stop di 2-3 anni
Sarà stata un'uscita non meditata, sanno benissimo che il calcio, come altre distrazioni è funzionale al sistema, contribuisce a dividere il popolo e tenerlo impegnato in frivolezze.
Inoltre fa salire il pil!!
alle 08:40
zol
http://www.tempi.it/monti-prima-di-bloccare-il-calcio-guarda-qui-quanto-ci-guadagna-lo-stato#axzz1wWKpKOFU