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PIL: ecco come va a finire con le attuali politiche fiscali

Sabato 28 Aprile 2012, 16:33 in Finanza, Politica di

Politiche fiscali e austerity stanno distruggendo il PIL dell'Eurozona.

Grazie alla segnalazione di Gustavo Piga via Twitter, vi propongo un articolo dal Financial Times corredato da un grafico davvero desolante: quel che sta succedendo al Prodotto Interno Lordo dei Paesi dell'Eurozona con l'inasprirsi della pressione fiscale e con la cosiddetta austerity.

Lo so che il Financial Times è anglosassone, che la perfida Albione e i suoi possedimenti d'oltremare (hehe) suonano la loro musica e non certo la nostra, ma diamine: i dati parlano chiaro, guardate da soli.

eurozone-structural1.jpg

(Cliccare per ingrandire). Il conto torna, perché ovviamente chi è stato più oppresso dai geniali provvedimenti dei tecnocrati UE al comando, si ritrova in fondo a destra del precipizio del PIL. Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo, Spagna.

La crisi era prevedibile e qui era stata ampiamente prevista, ma interventi così deleteri non si riuscivano ad immaginare neanche con a disposizione un Palantir. Se si poteva aggravare la malattia, gli è riuscito benissimo.

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Grafico - Financial Times

9
9 commenti
9
03 Mag 2012
alle 10:46

IWW

l'ultima "crisi"

saluti

8
02 Mag 2012
alle 04:39

Massimo2

Le tasse NON servono a pagare le spese dello stato, che sono sempre di gran lunga superiori agli entroiti fiscali, e i problemi dell'italia non si risolvono con dei semplici tagli alle spese. Bisogna capire che l'origine della crisi nell'eurozona è di natura prettamente monetaria: gli stati membri non possono più emettere moneta, per cui se non riducono drasticamente le tasse, svuotano rapidamente di liquidità l'economia reale. In una situazione di questo tipo, non basta la virtuosità delle politiche economiche. Se uno stato non esporta più di quanto importa (come in europa fa solo la germania), è destinato ad impoverirsi progressivamente.

Il problema, come fa notare massimo nel commento n. 6, è che non si capisce quale sia lo scopo finale del gioco, visto che la crisi monetaria è stata attentamente pianificata nelle alte sfere della finanza mondiale. Molto probabilmente si vuole arrivare a ristabilire la situazione sociale di fine '800, quando il popolo era composto da una massa di gente povera e ignorante, che lavorava per un tozzo di pane pur di non morire di fame.

Mi permetto di consigliare una lettura illuminante, ma anche inquietante, che ben spiega i meccanismi della crisi:

http://www.paolobarnard.info/docs/ilpiugrandecrimine2011.pdf

7
01 Mag 2012
alle 17:09

puddu

Questa crisi è tutto tranne che "finanziaria", e la tanto invocata "crescita" non farebbe che peggiorare le cose. Stiamo vedendo avverarsi quel che per dieci anni abbiamo immaginato e previsto, non capisco come chi frequenta questo blog si possa stupire di quel che accade. La cosa triste è COME accade, ovvero nel peggiore dei modi e in piena coerenza con le caratteristiche intrinseche dell'animale homo sapiens sapiens (sapiens? ha, ha, ha!). La via d'uscita passa per un collo di bottiglia molto stretto che sarà letale per una miriade di persone e alquanto sgradevole per tutti gli altri.

6
29 Apr 2012
alle 10:06

massimo

I conti sono già stati fatti: resa lorda IMU 11 miliardi, recessione innescata da IMU minori introiti per 5 miliardi, resa netta 6 miliardi. Crollo del valore del patrimomio immobiliare statale200-500 miliardi, privato 500-2000 miliardi. Chissà cosa hanno in mente? Rendere l'Italia appetibile ad investimenti esteri oppure solamente ridurre gli italiani in povertà? Forse ora solo la seconda possibilità dopo la magra figura fatta da Monti nella sua visita in Asia, tantè che ha rallentato la legge sul lavoro, che avrebbe reso schiavi di investitori orientali i lavoratori italiani. Un pò di sano risparmio non può fare altro che bene, altro che crescita e aumento dei consumi, che attualmente crescono dell'1,6% su base annua a fronte di una inflazione reale almeno del 7%, per cui si ha un calo dei consumi reale del 5,4%. Alla rifacciaccia della crescita.

5
29 Apr 2012
alle 08:47

Iodice Generoso

Bisogna vedere la causa,di questo abbassamento del pil.

4
29 Apr 2012
alle 07:58

Mammifero Bipede

Personalmente non ritengo il PIL un parametro significativo nella definizione della felicità pro-capite, ritengo anzi che un miglioramento nella qualità della vita debba necessariamente passare attraverso una gestione intelligente della riduzione del PIL e dei consumi. Poi, sul fatto che le politiche economiche attuali non producano che il contrario dei risultati promessi, non posso che essere d'accordo.

3
29 Apr 2012
alle 06:58

Davide

perche' non buttiamo fuori la Germania dall'euro? 

2
29 Apr 2012
alle 01:12

Debora/Crisis

ziomaul, non c'è bisogno né di diminuire le spese (ovviamente TAV, Ponti sugli Stretti e Piramidi di Cheope a parte) né di aumentare le tasse. C'è solo bisogno della legge del taglione.

Leggi qui, siamo già ricchi sfondati:

http://crisis.blogosfere.it/2012/03/corruzione-italia-ladri-parassiti-e-ruberie-lelefante-nella-stanza.html

1
29 Apr 2012
alle 00:16

ziomaul

Per diminuire le tasse bisogna diminuire le spese!!! Non c'è altro modo salvo trovarli con altri metodi ma ostacolati dai bigotti e conservatori.

Dunque eliminare immediatamente le opere come il TAV e Ponte sullo Stretto (già eliminata dai finaziamenti UE) e altre grandi opere che danno lavoro solo agli stranieri e di cui i soldi non ci sono VERAMENTE.

Ciao

 


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