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Grecia crisi: la Casta salva se stessa e affossa il Paese

Lunedì 13 Febbraio 2012, 00:25 in Apocalypse now, Politica di

Il Parlamento greco ha approvato solo e soltanto per salvare la propria privilegiata poltrona: niente rielezione per chi votava "no".

politikoi.jpg

Ho seguito la chiama del Parlamento greco in diretta dalla TV Stop Cartel. E' stato straniante, tragico: ascoltavo i si e i no espressi in greco, mentre i cittadini ellenici contavano i voti nella chat aperta accanto al video.

Non ci è voluto molto, per arrivare alla maggioranza: tre quarti dei parlamentari hanno votato si, mentre l'intera cittadinanza, da Atene a Salonicco, esprimeva la propria disperazione ed impotenza scendendo in strada e bruciando le sedi delle odiatissime banche.

A parte gli sciocchi commenti sui "black bloc", evidentemente oggi proliferati fino a raggiungere le decine di migliaia, molti hanno osservato che questa triste sorte di fame e disperazione destinata al popolo greco serve ad evitare un ancor più disastroso default.

Non è così. Il Parlamento non ha votato scegliendo il male minore. Ha votato come probabilmente avrebbero fatto anche i nostri deputati: solo e soltanto per salvare se stessi e la propria privilegiata poltrona. Il leader del partito conservatore aveva infatti pubblicamente minacciato i suoi colleghi:

"Voglio essere assolutamente chiaro... I ribelli o i 'bravehearts' non avranno posto nelle liste dei candidati del partito"*.

La Casta ha votato per proteggere se stessa, abbandonando il Paese e l'intera popolazione al disastro. L'importante, ora più che mai, è non finire per la strada con gli altri e mantenersi abbarbicati ad un preziosa vita di privilegi.

In Grecia è nata la democrazia, ed in Grecia è morta. I rappresentanti del popolo sono diventati una squallida aristocrazia di servi su cui è inutile sperare.

* 44 deputati sono stati immediatamente espulsi dai loro partiti subito dopo aver votato no.

Foto -Wikipedia

LINK UTILI:
Grecia in crisi: Tagliano gli alberi per scaldarsi.

Grecia news: bambini abbandonati dai genitori all'asilo.

Crisi Grecia: niente austerity per i militari.

11
11 commenti
11
15 Feb 2012
alle 19:17

GiBi

@Lucar

Beh, nel mio post mi sembra chiaro che le possibilità sono ben poche.

1) Lasciare le cose come sono, tenendo ognuno il credito e il debito che ha, rispettivamente da una parte e dall'altra; che comunque, se non si è capito, è IMPOSSIBILE RIPAGARLO, tanto è grande, ossia circa decine di PIL mondiali messi insieme non servirebbero che a ridurlo.... non certo a ripianarlo.

2) Destrutturare la finanza attuale e farla rientrare lentamente riportandola ad essere un "reale" indicatore dell'economia, e non un sistema come un'altro per creare ricchezza "farlocca" !

3) Dare importanza ai valori "reali", quelli che costano fatica e implicano un lavoro o la creazione di qualcosa, non la semplice movimentazione di capitali, il più delle volte solamente "astratti".

Il punto è; chi deve pagare???

E questa risposta credo che la sappiano tutti.... o forse no?

Io me la tengo per me.... anche se, leggendo i tre punti, dovrebbe essere abbastanza chiaro....

10
13 Feb 2012
alle 20:47

antonio alias brion

scalfari... chi?

chi è scalfari?

è chi scalfari?

chi scalfari è?

scalfari è chi?

9
13 Feb 2012
alle 19:03

LucAR

@GIBi: Vabbè, ciao. La rivoluzione con i carabinieri, il sogno degli italiani...

Mi si spiega come la grecia beneficerebbe dall'uscita dall'euro? No, seriamente, visto che il loro problema è che non riescono a trovare investitori (ah già, si chiamano usurai, vero, sebbene il tasso di interesse sia all'1%).

E poi, una volta fallita, i vari creditori che fanno? Chi gli restituisce i soldi? Cos'è, si fa come con l'Argentina dei tango bond?

8
13 Feb 2012
alle 18:38

francesco ganz

...Quindi, fatemi capire, cambiando moneta e governanti si può stare meglio tutti?..Oppure , col peak everything, dobbiamo affrettarci a convertire la spesa in servizi in spesa in investimenti in resilienza energetica e del settore primario?, magari soprattutto in quei paesi con scarsi giacimenti di idrocarburi, sovrappopolati, e settore primario abbandonato ?..

7
13 Feb 2012
alle 13:38

GiBi

Uhm... vorrei capire quando finirà.

Si accontenteranno di metterci tutti alla fame? Sì, perché fra poco, se non lo si è ancora capito, toccherà a noi. O alla Spagna. Ma comunque, in tempi relativamente brevi, ci aspetta un'altra stretta di collo. Così farà la finanza mondiale; illudendo prima l'uno, poi l'altro, per campare alle loro spalle tra spread, bund, indici azionari che vanno su e giù, cercando di prendere quanti più pesci è possibile. Le loro manovre servono solo e soltanto a loro stessi. A me no di sicuro.

Fino a quando? Conviene veramente tagliare il ramo su cui si è seduti?

Quale è lo scopo finale.... visto che non potrà che peggiorare, questa cavolo di situazione economica. Cosa è stato fatto in 3 anni dai vari governi? E' migliorato un qualche cavolo di dato economico reale? Non mi pare. E lo stesso accadrà con le prossime misure. E così via... finché....????

Deve accadere qualcosa di sconosciuto ai più?

Quindi queste non sono le soluzioni; servono solamente per tenerci sotto; succubi ed inerti. E prima lo capiremo, prima riusciremo a reagire con qualche successo. Come fare non lo so. Oramai si aspettano di essere attaccati nelle loro roccaforti. Forse solamente se ci fosse qualcuno molto in alto che possa fare un colpo di mano, per riaddrizzare le cose, ma è molto difficile. 

Non ho veramente idea di come potrà andare.... sicuramente peggio di come va ora!

6
13 Feb 2012
alle 13:26

tulkas

Non sono esattamente d'accordo con te.

La democrazia non è morta almeno fino a quando uno potrà votare NO.

Chi ha votato no, rappresenta gli interessi dei propri cittadini, una minoranza ... peccato!

 

5
13 Feb 2012
alle 11:46

antonio

allora,

atene brucia, il "pacchetto" ( meglio "pacco") è stato approvato "manu militari" ( i deputati che non erano d'accordo sono stati espulsi dai rispettivi partiti ) e le borse guadagnano...poco in verità, mi dispiace per sole24ore, repubblica e corriere.

Tutta la nefandezza di questa sistema inizia a dispiegarsi davanti ai nostri occhi ma, mi auguro, non basterà a salvare l'accolita di merde ( ops! scusa Debora ma è il termine tecnico esatto per definirli) che governa questo disgraziato mondo.

saluti

4
13 Feb 2012
alle 11:33

Igor Giussani

Ma perché dare retta alla catastrofista Debora Billi?! Sentite invece Scalfari di oggi:

"Personalmente continuo ad essere moderatamente ottimista. Credo cioè che l'eventuale crisi bancaria non sarebbe di dimensioni ingestibili; credo che - Grecia a parte - non ci sarebbero altri "default" e credo anche che il fallimento della Grecia produrrebbe un'accelerazione verso un'Europa federale. Credo infine che dal male possa venire un bene e che l'Italia, se Monti potrà proseguire nel suo programma di modernizzazione dello Stato e della società, possa contribuire al bene dell'Europa e al proprio. Probabilmente questi risultati avranno bisogno d'un tempo più ampio che vada oltre la scadenza elettorale del 2013 e questo mi porta ad esaminare il secondo tema di queste riflessioni: la democrazia italiana del dopo-Monti".

Capito? Il sacrificio della Grecia è per il bene di tutti noi.

3
13 Feb 2012
alle 10:34

Peppe

n Egitto, Siria, Marocco ed Iran quando la gente scende per strada contro i loro governi, la stampa occidentale è tutto un ribollire di slanci di solidarietà verso gli aneliti di giustizia di quelle genti. Per chi non ha la democrazia, e cerca di rivendicarla per migliorare la propria condizione, si giustifica persino la mobilitazione degli eserciti Nato.
Per chi la democrazia ce l'ha, ed è anche nella Nato, ma scende in piazza contro il proprio governo e la finanza globale, invece vanno bene le manganellate: sono black bloc...http://lemieconsiderazioniinutili.blogspot.com/2012/02/che-tristezza-grecia-no-whitney-houston.html
Nel frattempo i giovani virgulti italiani sono rapiti dal cordoglio per la morte di una cantante...La Grecia? Bel posto per le vacanze!?

2
13 Feb 2012
alle 10:01

max

siamo arrivati al soylent verde del martedì. è una crisi che difficilmente verrà chiusa dagli stessi attori iniziali. la situazione è simile a quella argentina del 2001 ergo la strada di atene dovrà essere quella di uscire dal fmi e dunque dall'euro. anni di sacrifici che manco leonida aveva vissuto.

1
13 Feb 2012
alle 09:54

Paolo B.

E la Grecia sarà il primo paese a mandare a fanculo l'UE delle banche, o con le buone (le prossime elezioni), o con le cattive, l'insurrezione tanto temuta dal potere e che solo le demotivate forze dell'ordine riescono a contenere per ora.

Una cosa molto importante però, ce la insegna la situazione greca: in Italia ne abbiamo ancora molta di strada per arrivare a toccare il fondo, prima di scendere in strada come stanno facendo gli ellenici.

Avanti con allegria e con lo charme dell'usuraio della banche Monti. E vai!

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