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Cinema: Orso d'Oro alle carceri italiane

Domenica 19 Febbraio 2012, 15:12 in Bugie, Politica di

Il film sui detenuti di Rebibbia che recitano Shakespeare vince l'Orso d'Oro a Berlino. Sarebbe possibile nelle future carceri private, dei "gulag", come li chiama l'Huffington Post?

cesaredevemorire.jpg

Lo so che le carceri italiane versano in una condizione pietosa. Lo so che ci sarebbe bisogno di nuove carceri moderne ed efficienti, al punto che si pensa di affidarne la costruzione e la gestione ai privati, e ciò malgrado in Italia ci siano già ben 100 edifici carcerari nuovi, pronti ed ancora inutilizzati.

Ma poi leggo che, per la prima volta dopo ventun anni, un film italiano vince l'Orso d'Oro al festival di Berlino, e che quel film racconta dei nostri detenuti. Quelli di Rebibbia, per la precisione, un pugno di ergastolani con le facce da Romanzo Criminale, che mettono su il Giulio Cesare di Shakespeare. "Cesare deve morire" di Paolo e Vittorio Taviani, e già il trailer mette la pelle d'oca.

Non posso fare a meno di pensare allora che, malgrado l'obbrobrio in cui versano i nostri penitenziari, l'idea italiana di punizione e riabilitazione è lontana anni luce dallo schiavismo e dalla violenza che vige nelle carceri private americane.

Leggo appunto su Huffington Post che la Corrections Corporation of America, l'industria privata carceraria, ha recentemente proposto a tutti i disastrati 48 Stati di acquistare in blocco le rimanenti prigioni pubbliche. In cambio, chiedono un contratto di 20 anni e soprattutto la garanzia che le carceri saranno sempre piene almeno al 90%. Si occuperanno poi i politici e la Polizia di fornire la materia prima, attraverso leggi punitive e retate.

"American Gulag" lo chiama poi ancora l'Huffington Post.

Un gulag dove le compagnie corrompono politici per riempire le carceri di disgraziati ad ogni costo, contro il nostro sistema carcerario fatiscente e affollato in cui si riesce a recitare Shakespeare.

Io lo so cosa preferisco.

(Anche il nuovo candidato di Sinistra e Libertà di Genova, Marco Doria, sa cosa preferisce. L'ho sentito dichiarare in televisione che "bisogna costruire nuove carceri". Probabilmente crede di aver fatto un'affermazione "umana e di sinistra", ma dovrebbe sapere cosa c'è scritto nel decreto liberalizzazioni: carceri private, appunto.)

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3 commenti
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20 Feb 2012
alle 21:28

antonio

tutto è business, comprese le carceri.

il nostro è un paese miserabile, borghese piccolo piccolo, talmente mediocre che non ho nemmeno più voglia di scriverne.

saluti

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19 Feb 2012
alle 21:07

ziomaul

Notare che le carceri italiane sono piene di "In attesa di giudizio" e che ben 80% do questi "Non esiste pericolo di fuga o danno sociale"!

Allora come mai non ottengono i "domiciliari"?

Se si dispone di avvocati in gamba (costosi) questo è rapido ma se si hanno avvocati d'ufficio o simili anche anni.

Inoltre esiste una strana "stretta" da parte del ministero per evitare "scarcerazioni facili" che guarda caso non colpiscono i veri criminali che dispongono di soldi e appoggi.

Se mettiamo anche i "permessi" che sono negati sempre per ordini burocratici (e non punitivi o sicurezza) avremmo già da ora le carceri mezze vuote e la chiusura di parecchie carceri.

Questo è motivato dal fatto di premere sull'opinione pubblica con false informazioni per avere:

1) Il costosissimo bracceletto elettronico che non è sicuro e che in Italia (ma non in altri Stati) deve essere pagato dallo Stato e non dall'imputato.

2) Le carceri private. Non risolvono il problema (anzi lo peggiora e in USA pemette la fuga e vitti speciali al mafioso) ma cercano di far sembrare che lo risolva.

3) La costruzione di nuove carceri. Che poi abbiamo ma non sono operative per mancanza di fondi per la logistica.

4) Indurre Indulto e simili. Spesso per evitare che "pezzi grossi" con questo finiscano in carcere.

5) Aumentare il giro di corruzione per avere facilitazioni carcerarie.

6) Fare i buoni samaritani specie da parte di qualche politico. Che schifo!

7) Far rientrare il Vaticano nel giro-affaristico delle carceri visto il busness non è male.

Dunque se qualcuno propugna queste tesi ricordatevi che nel giro di 24ore le carceri sarebbero vuote tutelando veramente gli imputati e vittime!!!

Ciao

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19 Feb 2012
alle 20:06

francesco ganz

..La situazione carceraria attuale è ampiamente insostenibile, ma per i cittadni onesti anzitutto, che vedono deliquenti comuni pericoosi socialmente non scontare i periodi di detenzione inizialmente comminati ; col peak everything,cioè da oggi, la criminalità tenderà ad aumentare,e le risorse complessive a diminuire, ma in Italia ci so o ampi margingi di reindirizzamento vedi l'assistenzialismo di stato al Sud , per cui o si trova il modo di costringere i carcerati a produrre qulache cosa per la comunità o la situazione è destinata a diventare molto più aspra dell'attuale, per un verso o perl'altro...le carceri odvrebbero servire anzitutto a proteggere la comunità dei citttadini onesti, poi a punire e rieducare in un cntesto di sostenibilità economica: in Italia si è creduto che il principio della rieducazione ( a parole) precedesse la necessità di dare sicurezza alla comunità.

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