Crisi sistemica e cambio di paradigma
Il Movimento dei Forconi blocca la Sicilia per 5 giorni. E non finisce qui, giurano.

Si scrive Forconi con la "F" maiuscola, in realtà, ma lo spirito è quello: una rivolta per occupare tutti i punti strategici della Sicilia. E' cominciata oggi, e non ne parla praticamente nessuno a parte la stampa locale. Eppure, sembra una notizia da prima pagina. Su Il Cambiamento c'è un'intervista ad uno dei leader del Movimento dei Forconi, in cui sono rappresentati agricoltori, artigiani, allevatori, pastori, autostrasportatori, che chiedono
defiscalizzazione dei carburanti e dell'energia elettrica, potremmo parlare di blocco delle procedure esecutive della Serit-Equitalia, potremmo parlare di Piano di Sviluppo Rurale siciliano, potremmo parlare dell'intervento della Giustizia affinché si penalizzi e si lotti contro il taroccaggio dei prodotti
e che da oggi 16 gennaio annunciano:
la nostra intenzione è quella di fermare pacificamente l'intera Sicilia bloccando i punti cruciali del trasporto regionale. Saremo sui porti, sulle autostrade e sugli scorrimenti veloci di ogni parte della regione, saremo nei pressi delle raffinerie di Gela e Priolo, ecc.
Non si tratta di sogni velleitari. La protesta è già in corso, con conseguenze imprevedibili come l'assalto ai supermercati e ai benzinai avvenuto a Gela, dove i cittadini terrorizzati di rimanere senza rifornimenti hanno forse esagerato un filino in paranoia. La ricaduta sta infatti avvenendo anche sui negozi, che rimarranno chiusi, e sulle scuole.
Qualora non ve importi nulla, sappiate che i Forconi stanno meditando anche di bloccare del tutto il trasporto dei carburanti dalle raffinerie siciliane, che producono ben il 50% della benzina consumata nel nostro Paese. Scommetto che ora ve ne importa di più.
La protesta durerà fino al 20 gennaio. Chissà se si estenderà a bersagli più succulenti, o si finirà come al solito a parlare di "caste". Anche se la casta dei pastori siciliani non mi pare poi così tremendamente privilegiata.
LINK UTILI:
Sicilia, la rivolta contadina del movimento dei forconi.
Movimento dei Forconi: manifestazioni e blocchi in Sicilia dal 16 al 20 gennaio 2012.
La cosa più rumorosa nel mondo dell'informazione è il silenzio. Perchè il silenzio è censura; e questo tipo di censura nasconde la paura. Ma quale paura? La paura della gente comune, della gente vera, dei cittadini altrimenti invisibili e senza voce. Di quella moltitudine di uomini che normalmente accetta di indossare i panni di un destino che loro non confezionano mai, perchè sono altri a farlo.
Quello che sta avvenendo in Sicilia, con il movimento dei forconi, è qualcosa di pericoloso, di diverso. E' un qualcosa che sfugge alle classificazioni ed alle identificazioni classiche che il Sistema conosce, riconosce e sa governare.
E quando il Sistema non capisce, ma fiuta il pericolo, allora scatta il silenzio e l'isolamento...http://lemieconsiderazioniinutili.blogspot.com/2012/01/movimento-dei-forconi-la-riscossa-della.html#more
Saluti
segnali sempre più evidenti di un prossimo, imminenete tracollo dell'unione europea...ma si parla solo della nave affondata; capitata proprio a fagiolo per repubblica e corriere e tg vari ma è inutile perchè nei prossimi due-tre mesi si deciderà tutto.
altro che forconi...
saluti
Beh! ci sono veramente tante cose su cui emettere una protesta, una denuncia, ecc., Son d'accordo con chi ha detto che l'importante e incominciare a fare piccoli passi, piccole cose... Complementi per il blog, lo trovo molto interessante!
cinque giornate nn bastano,continuate così,la disperazione di chi èrimasto senza lavoro è tanta. Le grandi cose iniziano sempre da piccoli gesti.
@7 Non so se hai saputo ma anche il tuo eroe adesso gira in Mercedes....
Io toccherei anche il discorso Tabacchi...
e credetemi, io sono un tabaccaio, sarei il primo ad abbassare le saracinesche, non erogare servizi, tutto senza preavviso, ma la realtà è che nessun operatore di questa categoria si è associato alla mia idea, se non un altro in tutta la mia provincia!!!...
Che tristezza!!!
bellissima iniziativa da condividere subito e da condividere tutti. paralizziamo il mercato, paralizziamo tutto e non solo fino al 20!!!! e' l'unica arma che abbiamo fermiamoci e li fermeremo!!! hasta la victoria siempre !!!!!!
si dovrebbe bloccare davvero tutta la sicilia(anche nei paesini),perche alcuni padroni se ne fregano e mandano anzi costringono gli operai a non aderire.
Ma perchè non cominciano proprio dalla casta dei politici siciliani?.
Mi sbaglio o furono proprio loro, non molti giorni fa, a votare per mantenere perfettamente intatti tutti i loro privilegi?.
Le hanno sotto casa loro le sanguisughe che succhiano i soldi ai loro stessi concittadini, ma cominciassero da questi!.
Costo dei soli stipendi dei tre miloni e rotti di dipendenti pubblici a pagarli come un D1: circa 60 miliardi di euro.
Costo delle mazzette versate ai politici corrotti ogni anno (dato Corte dei Conti!): 60 miliardi di euro.
E' tempo di scelte.
Soldi sul tavolo scommetto che non durano: domani sera è finito tutto
vabbè, appena toccheranno la filiera del petrolio, tutti a casa con i lacrimogeni ad altezza uomo...
...I pastori siciliani certo non vedono un euro delle accise sui carburanti ; o ci si ficca in testa che gli impiegati statali, particolarmente in quella regione, devono dimagrire subito, o si va dritti dritti verso una superinflazione con stipendi semibloccati col ritorno della lira; non si vogliono prender le decisioni più ovvie e giuste ? Allora sarà peggio per tutti, o quasi.
alle 00:42
zarbo
Ragazzi ma il silenzio dei media è agghiacciante, a livello da censura cinese. Io abito in campagna e ascolto solo la radio ma nessun radiogiornale ne ha dato notizia e mi hanno detto che neanche i telegiornali ne parlano. Io ero all'oscuro che questa manifestazione andava avanti già da un paio di giorni.
Oggi sono dovuto andare in città a Palermo e praticamente mi sono ritrovato davanti una città quasi paralizzata. Scene che avevo visto in tv solo durante la guerra in libia:
-code ai distributori di carburante.
-carburante esaurito in quasi tutte le pompe.
-cassonetti pieni d'immondizia (va beh... questo diciamo che è la normalità a Palermo).
-farmacie senza alcuni medicinali (mi serviva un medicinale che devo assumere per 5 giorni prima di andare dal dentista ed è introvabile in qualsiasi farmacia di Palermo).
-supermercati quasi senza merce (mancano soprattutto pasta, latte, tonno e carne in scatola, per il resto si trova ancora quasi tutto).
-treni bloccati o soppressi.
-il mercato ballarò con le bancarelle quasi senza frutta o verdura.
-persone a piedi con i sacchetti pieni di generi alimentari per fare scorte.
Beh... che dire? Mi piace molto questa protesta perchè si vede che parte dal basso e sopratutto è supportata da diverse categorie di lavoratori fra cui gli agricoltori. Si dice che dietro ci sono persone di estrema destra, ma da quello che ho visto c'erano molti più comunisti che fascisti nei vari sit-in.
Mi sono fermato a parlare con un paio di loro e mi hanno detto che i giornalisti hanno ricevuto ordine dall'alto (molto alto) di non dare enfasi a quello che sta succedendo in Sicilia perchè con la situazione sociale che c'è in Italia, si temono fenomeni di emulazione in tutta la penisola e quindi bisogna utilizzare il web per fare passaparola. Un po' come succedeva nei paesi del nord-Africa durante la primavera araba.
Ora io non so se è vero che lo Stato ha messo il bavaglio ai giornalisti, però devo constatare che è davvero così! Io non ci sto! Ripeto, mi sembra di vivere in Siria dove i media parlano ancora del nemico israeliano da combattere mentre il popolo è sceso tutto in piazza contro il regime. Assurdo!
Da domani scendo a protestare anche io!