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Governo: tra tassisti e articolo 18, nessuna differenza

Venerdì 13 Gennaio 2012, 12:21 in Mass media, Politica di

Sorpresa: tra quelli che voi ritenete privilegi assurdi di caste protette sono inclusi anche i vostri diritti. Sono lacci all'economia, alla "crescita", e quindi vanno aboliti il prima possibile. Ancora in guerra tra poveri?

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E' buffo che nuove norme sull'articolo 18, che tolgono diritti storici ai lavoratori dipendenti, siano state inserite all'interno del decreto "liberalizzazioni".
Non c'è differenza, agli occhi del legislatore, tra le norme che tutelano il tassista e il farmacista e quelle che tutelano l'impiegato. Buffo, e anche molto indicativo della visione del governo: tra quelli che voi ritenete privilegi assurdi di caste protette sono inclusi anche i vostri diritti. Sono lacci all'economia, alla "crescita", e quindi vanno aboliti il prima possibile.

Non so se è chiaro, e quindi mi ripeto: "liberalizzare" significa in questa neolingua "impoverire". Impoverire il tassista che finirà sotto padrone a 700 euro al mese, così come l'impiegato che accetterà trattamenti peggiori per tema di essere licenziato. Fa tutto parte del dogma imperante secondo cui siamo tutti, quando va bene, meri mezzi di produzione su cui risparmiare, e quando va male inutili bocche da scartare.

Ma i giornali distinguono. Oggi la protesta dei tassisti è su tutte le prime pagine costellata di sostantivi quali "disagi", "caos", "rivolta selvaggia". Mentre ci incoraggiano ad indignarci contro la sfacciataggine tassinara, dell'articolo 18 si parla in fondo a destra in poche righe. Nessuno nota che si tratta in sostanza della stessa cosa: attacco a diritti acquisiti di lavoratori. Quando saranno i salariati a scendere in piazza, tutti si stracceranno le vesti e nessuno parlerà di "rivolta selvaggia". Ma la sorte finale sarà la stessa. In fin dei conti, anche in Grecia è cominciata con la liberalizzazione dei taxi e gli scioperi selvaggi, il che non depone a favore.

C'è un vecchio post di Crisis che vi invito a rileggere. Parla di rivoluzione, e titolava "Invidia, crepa". Cosa c'entra l'invidia con la rivoluzione? C'entra moltissimo. Diceva tra l'altro così:

Gli impiegati odiano commercianti ed artigiani, "tutti ladri ed evasori", e vogliono vederli in galera; i lavoratori autonomi odiano gli impiegati statali "tutti fannulloni e rubastipendio", e vogliono vederli in mezzo alla strada; i precari odiano i dipendenti, "tutti raccomandati col culo al caldo", e vogliono vederli a spasso; i disoccupati odiano gli extracomunitari "che vengono a rubarci il pane" e vogliono vederli sul barcone di ritorno; i giovani odiano i pensionati "lavoriamo per ingrassare i vecchi che se la godono" e vogliono vederli tutti con la pensione sociale; i pensionati odiano i giovani "che vogliono la pappa scodellata senza far nulla" e vorrebbero vederli con la vanga in mano; i genitori odiano gli insegnanti "li paghiamo per andare in vacanza" e li vorrebbero tutti precari; gli stagisti odiano gli scioperanti "eh, se lo possono permettere, hanno il posto fisso!" e vorrebbero vederli tutti licenziati; e così via all'infinito.

Per finire ho anche massacrato "Brecht", e ve la dedico.

Prima hanno preso i tassisti.
E io ho festeggiato perché sono tutti imbroglioni.
Poi hanno preso i farmacisti.
E io ho festeggiato perché sono tutti ricchi col suv.
Poi hanno preso gli idraulici.
E io ho festeggiato perché sono tutti evasori.

Poi hanno abolito l'articolo 18.
E tassisti, farmacisti e idraulici hanno festeggiato perché sono una manica di stronzi senza cuore.

Foto - Taxistory

 

16
16 commenti
16
14 Gen 2012
alle 12:42

fausto

Sono fantasie. Il tempo degli incentivi ai licenziamenti sta per finire. Tra un paio di mesi si svolgono le elezioni dei rappresentanti sindacali: sarà il momento in cui chi lavora farà cambiare la forma della rappresentanza.

In Italia fino ad oggi abbiamo navigato nella melma dietro la guida di politici che non abbiamo potuto scegliere, con la complicità di sindacalisti che si sono fatti prorogare il mandato; entrambi sanno benissimo che verranno spediti via non appena gli italiani potranno esprimere un qualche tipo di voto. Da qui l'interesse per mantenere in vita un parlamento di nominati al capolinea, assieme ad un sistema di rappresentanza sindacale che purtroppo ormai rappresenta solo se stesso.

Il guaio è ora uno solo: ma quando le cose cominceranno a cambiare, chi sarà il padrone della scena? Non faremo rivoluzioni d'ottobre, ma ci sarà confusione. Non è detto che i prossimi rappresentanti, pur se armati di buona fede, siano in grado di risolvere qualche problema.

15
14 Gen 2012
alle 12:17

rosario

il "divide et impera" è antico 2000 anni......

14
13 Gen 2012
alle 21:54

Nessie

Ma ci siamo rimaste solo noi a scrivere che liberalizzare significa impoverire? I grandi cervelloni delle testate ammiraglie non lo capiscono ? E aggiungo,  significa subordinare le ex e vituperate "corporazioni" alle grandi lobby e agenzie transcontinentali per cui il povero tassista si ritroverà a fare il povero nègher come a NY o a Londra. 

Liberalizzare =   centralizzare e omologare tutto quanto, per favorire la grande distribuzione e concentrazione  monopolista, e uccidere i piccoli. 

 

Inoltre, costringere con la scusa della concorrenza, i dettaglianti a tenere aperto di notte significa aiutarli quanto prima a morire. Significa che non potranno mai reggere il confronto e la competizione  con outlet e centri commerciali, dato che non possono assumere nuovo personale di turno, pagare energia elettrica e luminarie in più. E nemmeno guardie del corpo o sistemi di sicurezza per eventuali furti e rapine, da mettere sempre nel conto se si sta aperti a orari antelucani, visti i balordi che pullulano per le nostre città.

Significa ridisegnare la mappa della nostra variegata geografia commerciale italiana per farne una provincia sfigata statunitense, priva di ogni anima e identità. 

13
13 Gen 2012
alle 20:30
12
13 Gen 2012
alle 19:46

antonio

cara Debora e cari tutti voi che scrivete...

poco fa una agenzia di rating ha declassato la Francie e ( doppiamente ) l'Italia ed altri paesi europei

il sistema- denaro non fa più per noi comuni mortali, siamo davvero sul filo del rasoio;

abituiamoci all'idea che dobbiamo tutti inventarci, o recuperare, nuove forme di vita.

facciamo qualcosa o sprofonderemo nel fascismo o peggio.

saluti preoccupatissimi

 

 

11
13 Gen 2012
alle 19:07

poldo alias marco

Nel 2007 alcuni tassisti romani avrebbero "svenduto" la loro licenza per 138.000 euro che, ai prezzi di allora, equivalevano a 10 chili d'oro se non di più.

Si lamentavano tra l'altro perchè qualche anno prima le licenze erano state vendute a 180.000 euro ed anche 200.000 euro.

Certo se le liberalizzazioni incideranno sia sul reddito sia sul patrimonio, decurtando entrambi di un ammontare significativo, i tassisti soffriranno molto, pensiamo a chi paga un mutuo sulla licenza e magari non ha casa di proprietà, per lui è una tragedia, rischia di finire strozzato

Regalare una licenza a chi ne ha una significa invece dimezzare lo stipendio del padre ma fargli lavorare il figlio o la moglie. 

Vedremo.

10
13 Gen 2012
alle 19:06

Guido

Fino al "18" non mi sembrava niente di che, ma quando sono arrivato al "cuore" ho capito che che è vera poesia.

9
13 Gen 2012
alle 18:30

ziomaul

Applauso!

8
13 Gen 2012
alle 16:45

Andrea

lasciate in pace brecht per favore.

questa poesia non è sua anche se viene citato da tutti (compresi i deputati leghisti).

http://it.wikipedia.org/wiki/Prima_vennero...

e comunque si riferiva a cose un po' più serie che le licenze dei tassisti

7
13 Gen 2012
alle 16:04

DaLuogoComune

Avrei piacere di condividere un commento dell'utente PikeBishop su LuogoComune sull'argomento, che - essendo troppo lungo dall'essere riportato - troverete qui:

http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3916&com_id=207545&com_rootid=207545&#comment207545

Un punto di vista meritevole di attenzione, credo.

6
13 Gen 2012
alle 15:28

luposelvatico

In tempi di crisi, l'"individuazione del nemico" (interno od esterno) è sempre fondamentale. Fu un format assai praticato anche dal berlusconismo: http://luposelvatico.blogspot.com/2008/09/odiando-simpara-devastare-una-nazione.html

 

5
13 Gen 2012
alle 15:24

medo

In Italia finirà peggio che in Grecia, ma con tempi più lunghi. Ora per chi ha meno di 34 anni in Grecia c'è un tasso di disoccupazione del 45% (ed aumenta di 1% alla settimana). Fate voi...

4
13 Gen 2012
alle 15:21

fabio

In televisione e sui giornali in questi giorni, si tratta di una “campagna di distrazione di massa”.
Per non parlare dei problemi veri si cerca di indirizzare la rabbia popolare contro chiunque abbia un lavoro che gli permette di vivere.
Di questo passo tra breve anche i metalmeccanici saranno bollati come una casta, perché hanno uno stipendio fisso.

Se ascoltate bene le parole dei professori e dei giornalisti d’assalto in televisione, capirete il loro modello: ci vuole la concorrenza in ogni settore.

Chi guadagna 1.500 euro al mese è un privilegiato, e toglie lavoro agli altri.
Se facciamo fare lo stesso lavoro a due persone – per la metà dello stipendio – allora l’economia vedrà la “crescita”.
Se un poveraccio è disposto a lavorare per meno, che si faccia avanti.
Chissenefrega delle condizioni di vita. Viva la competizione!

3
13 Gen 2012
alle 14:27

eugenio

""Non so se è chiaro, e quindi mi ripeto: "liberalizzare" significa in questa neolingua "impoverire". Impoverire il tassista che finirà sotto padrone a 700 euro al mese, così come l'impiegato che accetterà trattamenti peggiori per tema di essere licenziato.""

Scusa Debora ma questa e' una provocazione gratuita. Prova a guardare in qualsiasi paese EU come funzionano i taxi... Poi sentire queste cose dette da un'ambientalista come te sembra quasi paradossale. 

2
13 Gen 2012
alle 13:48

Paolo B.

Se in Grecia, dove il massacro sociale e fiscale ha raggiunto livelli mostruosi, la gente non è scesa ancora in piazza incazzata a prendere a sonori calci nel culo i propri (s)governanti servili alla finanza, allora si può ragionevolmente 'sperare' che qui faremo altrettanto quando staremo peggio della Grecia attuale. E lì non sono nemmeno occupati militarmente dagli yankee.

Quindi armiamoci di molta filosofia ed attrezziamoci per il peggio vero prossimo venturo... 

1
13 Gen 2012
alle 13:36

andreaX

Gli impiegati statali chi odiano?, quelli nati ricchi di famiglia?

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