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Fine della produzione industriale europea

Mercoledì 11 Gennaio 2012, 09:31 in Apocalypse now di

In poche drammatiche parole, il blog di una piccola fondazione inglese spiega l'assurdità di tutto il sistema di produzione odierno. Per niente liberista, peraltro, visto che concede vantaggi fiscali a chi produce in determinati posti e non in altri.

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Leggo con curiosità dell'avvento del Raspberry Pi, il computer da 25 dollari creato dall'Università di Cambridge a scopi didattici, che sarà in vendita tra qualche settimana.

Per saperne di più, finisco sul blog dei creatori di questa piccola grande idea e trovo un racconto che mi lascia senza parole. Non si tratta di chissà che novità, ma della storia nero su bianco di come sia diventato impossibile produrre qualcosa, anche di innovativo, in un Paese europeo, e si sia alla fine letteralmente costretti a mandare la produzione in Cina. Piccoli problemi uno in fila all'altro, raccontati con una certa soavità, che dipingono un quadro inconsapevolmente catastrofico e senza ritorno. Eccovi la storia del Raspberry Pi.

Sfortunatamente, non siamo stati in grado di avviare la produzione nel modo che desideravamo. Come sapete, la Raspberry Pi Foundation aveva intenzione di produrre interamente in Gran Bretagna; dopotutto, siamo una no profit inglese e volevamo aiutare l'industria elettronica del nostro Paese.

Abbiamo contattato svariate industrie inglesi, ma incontrato tali problemi da rendere la cosa impossibile. Anzitutto, i tempi di consegna variavano tra le 12 e le 14 settimane, contro le 3-4 settimane offerte dalle fabbriche asiatiche.

Secondo, abbiamo scoperto che i prezzi in UK cambiano enormemente a seconda della capacità delle aziende. Se un'azienda ha la capacità sufficiente per la nostra produzione di massa, ha anche prezzi altissimi; noi ci aspettavamo certo una differenza di prezzo con l'Asia, ma non al punto da farci saltare tutti i conti. Altre industrie ci offrivano un prezzo migliore, ma non riuscivano a consegnare più di qualche centinaio di pezzi al mese. E anche così, il prezzo era superiore di almeno cinque dollari a pezzo. Qui si parla di decine di migliaia di pezzi per una fondazione no profit (il cui scopo è un computer per tutti gli studenti, ndt) e la spesa ci sembrava irresponsabile.

Inoltre, per produrre in Gran Bretagna, avremmo pagato molte più tasse. Se un'azienda inglese importa componenti, paga tasse su ciascuno di essi. Se invece viene importato un prodotto finito, non si paga alcuna tassa. Questo significa che è del tutto inefficiente per un'industria produrre in Gran Bretagna. Per come stanno le cose, significa che se una compagnia produce interamente all'estero, deprivando l'economia inglese, ottiene un premio fiscale. E' un'assoluta follia.

In poche drammatiche parole, il blog di una piccola fondazione inglese spiega l'assurdità di tutto il sistema di produzione odierno. Per niente liberista, peraltro, visto che concede vantaggi fiscali a chi produce in determinati posti e non in altri. E' questo il meccanismo che mette in ginocchio le nostre industrie, anche quelle ad alto valore tecnologico, e che ne induce altre a chiudere baracca e burattini, lasciare a casa gli operai e correre all'estero. Messa così, non c'è rimedio.

E i più catastrofisti non riusciranno a non porsi una domanda: se dovesse succedere qualcosa in Oriente, come una guerra, problemi nei trasporti internazionali, un aumento dei prezzi dell'energia, una crisi di qualsiasi genere, come diamine riusciremo a riavviare una produzione interna? Come potremo far ripartire le nostre industrie, ormai morte e sepolte?

Foto - Raspberry Pi

27
27 commenti
27
25 Gen 2012
alle 06:51

Pippo

Non lo ha scritto nessuno allora lo faccio io.

Anche qui sempre a parlare solo di denaro. Ma in quali condizioni lavorano quei cinesi che fanno i mini pc per la ONLUS inglese? Ci sono i controlli ambientali in Cina? Ci sono i diritti sindacali?

Purtroppo se il metro di paragone deve essere il denaro, va bene, ma a condizioni uguali, altrimenti non si può fare alcun paragone! La scienza insegna ma visto che l'economia non è una scienza esatta tutti che se lo dimenticano.

Quando i cinesi avranno 20 giorni di ferie pagate, la mutua, i permessi parentali ecc. allora ne riparleremo. Invece è più semplice farci avvicinare ai cinesi (grazie Monti per aiutarci a raggiungerli più in fretta).

26
24 Gen 2012
alle 16:18

Steven

Una volta un tipo del paese di mia madre aveva un allevamento di pecore. Cominciò ad investire in Borsa, e vidde che i guadagni erano molto alti...

Un giorno vendette il suo allevamento - si parla di diverse centinaia di migliaia di euro - e compro molti cover warrant di Tiscali ed altre .COM...

Morale della favola...ora gira per la città come un pazzo, avendo perso tutto...

L'industria è il vero motore dell'economia...

25
16 Gen 2012
alle 17:11

Enrico Espinosa

Torno accapo.

L'inghilterra alcuni anni fa, negli anni della Tatcher e di Ronald Reagan fece le sue scelte. Suppose che l'economia potesse reggersi esclusivamente con la finanza e ha dismesso totalmente l'industria. Ora, l'Inghilterra in assenza di una politica industriale, da impero globale è al 7° posto, poco più avanti dell'Italia. L'inghilterra è un paese le cui disuguaglianze sociali, per questo indirizzo economico sono disastrosamente aumentate ed è ad alto rischio sociale come riporta spesso la cronaca. Solamente in questo ultimi 2 anni la politica sta mettendo in dubbio lo strapotere della finanza ed i disastri economici odierni non sono altro che la conseguenza di tutto ciò. Quindi non prendiamo ad esempio l'inghilterra quando parliamo di industrializzazione di prodotti, semplicemente perchè hanno scelto loro di non essere competitivi con i paesi emergenti. Le possibilità di fare prodotti in Europa c'è e ci sono anche esempi concreti. Vi rimando al mio articolo pubblicato nel mio sito:http://www.e3group.eu/index.php/the-decline-of-international-electronic-manufacturing-services-in-italy-what-are-italian-companies-learning/

 

24
14 Gen 2012
alle 23:35

xela

vogliamo tutti, tutto quanto, acquistiamo tutti un sacco di baggianate costruite in cina, che si rompono velocemente (di scarsa qualità) e con le quali riempiamo le discariche, o peggio le portiamo a smaltire in germania o in olanda. finchè ci si comporta così non potremo avere futuro.

23
13 Gen 2012
alle 12:01

Indipendente

@ Vicky G

Arriverà anche in Cina questa ondata di fango, tranquillo. Tempo 5-6 anni, quando il reddito medio salirà e inizieranno a scioperare per condizioni di lavoro migliori. A quel punto le industrie delocalizzeranno in posti dove si sta ancora peggio, e milioni di contadini cinesi che speravano di migliorare il proprio tenore di vita spezzandosi la schiena in fabbrica non la prenderanno tanto bene.

22
13 Gen 2012
alle 11:00

Paolo B.

@ 20

Ecco uno che non ha capito niente, ma proprio niente, di picco delle risorse in un sistema Terra a risorse finite soggetto alla crescita economica infinita del parassita umano che lo infesta. Dovunque tu sia, sei nella stessa barca che sta affondando. Comunque se ti fa piacere scrivere molto a vanvera e pochissimo a ragione buon per te...

21
13 Gen 2012
alle 08:16

Davide

Beh Vicky...non hai tutti i torti... io sono poco lontano da te e qui di mercedes ne girano piu' che a milano... e per via delle tasse costano anche il doppio!! In aumento anche le Ferrari per non parlare di Lambo, sembra quasi che qualcuno ne abbia importato uno stock in saldo (battuta ovviamente). 

Il prezzo pero' e' una forbice sociale sempre piu' ampia... e non voglio pensare a cosa succedera' tra qualche mese quando gli effetti della crisi di LA' cominceranno a riflettersi di QUA'... ed e' impossibile evitarlo...

20
12 Gen 2012
alle 18:03

Vicky G

Visti dall'oriente, da dove vi scrivo, davvero non si capisce più che cosa diavolo volete. Vi si paga uno stipendio gigantesco, vi si danno ferie, malattia, tredicesima, quattordicesima, quindicesima, a volte pure sedicesima, maternità, paternità e trattamento di fine rapporto. E non siete mai contenti.

Mille euro sono una quantità di denaro che non finisce mai, se li vai a spendere fuori da quella provincialotta con la puzza sotto al naso che siete diventati. Il problema è che da voi non hanno più potere d'acquisto, perchè quando siete passati all'euro vi siete mangiati a vicenda, non c'è stato uno, DICO UNO, che non abbia raddoppiato i prezzi!

NON SIETE CAPACI, in quanto paesi occidentali, di FARVI GOVERNARE. Parlate di concorrenza sleale e di lavoro sottopagato, quando qui in Cina un lavoratore mediamente prende 300 euro e ci riesce a pagare anche il mutuo - E' QUESTO CHE NON VOLETE CAPIRE!Qua il potere d'acquisto del denaro è stato SALVAGUARDATO dalle politiche del tanto temuto e crudele regime comunista che mangia i bambini!

Ha ragione l'articolo, non si può più produrre niente di niente in Europa, e voi ancora ve la prendete coi cinesi! Ma se il vostro sistema avesse funzionato, perchè mai le industrie avrebbero cominciato a delocalizzare, una decina d'anni fa, perchè agli imprenditori piaceva fare viaggi in Cina, secondo voi?
E per quale ragione, secondo le vostre logiche distorte, un lavoratore cinese dovrebbe accettare di essere SOTTOPAGATO, per fare un favore a quello stesso imprenditore che gli porta turismo?!

SUVVIA! Qua la gente non è sottopagata, siete voi che avete voluto far perdere alle vostre monete il potere d'acquisto! Negli anni 80 prendevamo tutti un milione e mezzo di lire e avevamo l'impressione di essere benestanti.... con 750 euro a cranio!

Cos'è cambiato? E' cambiato che vi siete CANNIBALIZZATI e NON AVETE FATTO NIENTE PER IMPEDIRLO! Vi siete mangiati tra di voi a suon di raddoppiare prezzi, alzare affitti, aumentare tutto l'aumentabile, sempre tutti a guardarsi il proprio orticello, tanto da voi paga sempre pantalone! Siete tutti colpevoli, dal primo all'ultimo, anche quelli che si sentono vittime! Pensateci un attimo e vedrete che troverete che in qualche modo avete contribuito anche voi, e se non l'avete fatto è perchè NON AVETE POTUTO, perchè OGNUNO DI VOI, SE AVESSE POTUTO, avrebbe fatto qualsiasi schifezza pur di arricchirsi, che è quello che hanno fatto quelli che hanno potuto. Tutto qua, eccola l'Europetta dei miei stivali.

Io sono compreso, certo, solo che io, quando ho capito che non potevo cambiare il mondo da solo, me ne sono andato e avete cominciato a starmi un po' sul groppone tutti quanti, sempre a piagniucolare e a rompere le balle alla gente!

Se le cose non vi stanno bene, via, tutti in strada coi forconi in mano, non a rompere le balle su internet. Invece che vuoi fare, in un paese di pappamolli brontoloni... niente.

Vai, continuate a piangere. Tanto niente cambierà finchè non cambierete voi. Da dentro, profondamente.

 

19
12 Gen 2012
alle 16:23

medo

Le merci vanno a prodursi (quasi da sole) dove il costo è minore, da quando esiste la ruota e le prime strade commerciali carrozzabili (Caucaso) esistono da oltre 3500 anni. E' la fine dell'era industriale, senz'altro. La fine della grande industria come la conoscevamo. Senz'altro. Ma rimarranno qua e là squadre di disperate scimmie senza peli agghindate di stracci, che cercheranno di costruirsi catapecchie di rifiuti, tra qualche decennio... E' un po' industria pure quella.

18
12 Gen 2012
alle 14:08

Indipendente

@16

Che ti devo dire, io ho vicino (a Rufina) un inceneritore di medie dimensioni, continuo oggetto di proteste e sit-in da parte di comitati. Purtroppo mi sembra che molti di questi non abbiano chiaro nè il problema nel suo complesso (riducendo tutto a una questione NIMBY) e ti posso assicurare che alcuni di essi predicano bene e razzolano male, visto come si comportano con la raccolta differenziata. Abbiamo campato sulle spalle della Campania per troppo tempo (possibile che a nessuno sia venuto in mente che prezzi così bassi potevano nascondere qualche casino?), è l'ora che ce la sbrighiamo da soli con i nostri rifiuti, PRIMO diminuendone la produzione (e questo deve essere fatto cercando di limitare gli imballaggi e riciclando il più possibile), SECONDO trattando noi stessi quelli che produciamo sul territorio. Perchè in altri paesi europei la rete di inceneritori funziona e da noi no? O vogliamo ancora coprirci di vergogna facendo partire treni pieni di spazzatura per la Germania?

17
12 Gen 2012
alle 10:55

David Addison

Articolo segnalato da Medo:

....sergiodicorimodiglianji.blogspot.com/2012/01/unicledit-si-riprende-che-foltuna-che.html

"Perché una cosa è chiara: se i cinesi entrano e sostengono la banca, lo capisce anche un bambino, l’istituto finanziario finirà per privilegiare quelle imprese che vanno a produrre in Cina, che esportano in Cina e che importano dalla Cina.

Non avranno nessun interesse nel sostenere l’industria italiana. Non è così che si rilancia una economia nazionale disastrata.


O mi sbaglio, caro ragionier Monti?"

16
12 Gen 2012
alle 10:38

massimo

@12 se ti può consolare dall'ignoranza della gente, qui a Montale di Pistoia, dove è in funzione un inceneritore da 40 anni, le analisi delle acque, delle uova delle galline e del terreno hanno evidenziato livelli terrificanti di diossine, come è terrificante la percentuale di bambini down rispetto a quella della mia gioventù.

@8 nella Toscana dei granduchi a Firenze agli abitanti non mancava niente grazie alle tasse ridistribuite, mentre nel resto del Granducato la gente moriva di fame. Così nella Roma dei cesari e di oggi, come in tutte situazioni odierne di contributo o regalia concessa dallo stato. D'altra parte non può mica aiutare i proprietari, quando i poveri italiani o stranieri non hanno da pagare l'affitto, la spesa, i vestiti, gli autobus, le rette scolastiche , il riscaldamento, la luce, il gas, i libri per i loro bambini, il treno, la macchina per andare a lavorare, magari saltuario, se poi hanno parenti poveri in Italia o all'estero, devono mandare qualcosa anche a loro. Che il cattivo proprietario venda ciò che ha, magari alle mafie o alle lobby, che sono dietro ai fantocci politici, se vuole campare. Poi una volta diventato poveraccio potrà accedere ai favori concessi agli altri poveracci e non potrà certo più esprimersi liberamente per paura di perdere anche quelli. In fondo i regimi autoritari e dispotici del passato erano più onesti nei confronti dei sudditi. Almeno lasciavano la libertà interiore al loro sottomessi, dopo aver tolta quella materiale. Questi con la scusa della democrazia ti tolgono l'una e l'altra.

15
12 Gen 2012
alle 10:30

andreaX

@12

La cosa grave è che non se ne parla affatto, quello di cui parlavo io è una stufa pirolitica per uso domestico ad emissione di co2 NEGATIVA. Assorbe la co2 anzichè aumentarla, costa pochissimo produrla e venderla, ma la cosa passa sotto totale silenzio.

14
12 Gen 2012
alle 10:23

Daniela

Ciao. Io ho difficoltà ad ACQUISTARE senza trovarmi davanti un prodotto MADE IN CHINA. E lo fanno da FURBINI, perchè, metti per esempio di un capo di abbigliamento (adesso siamo in zona saldi), bello, sembra di buona fattura, di prezzo non basso, anzi medio, leggi tessuti italiani, design italiano, poi visto che non leggi il mitico MADE IN ITALY, ti tocca ravanare verso l'interno, verso la mefitica etichetta interna e lì arrivi al dunque: importato dalla Cina.

Il prezzo dovrebbe ssere un decimo, visti i costi imprenditoriali invece è POCO MENO del concorrente italiano. E anche di minor valore. E' successo con una casa di calzature italiana/svizzera, con un costo medio di 200/250 euro, ma la Cina ha copiato e le pone in vendita a 80/100. Identiche, peccato il verme: la struttura in lana di roccia è stata dai cinesi sostituita da una barra di metallo che ha ferito l'acquirente in tentativo di risparmio.

I soldi sono pochi, io e mio marito abbiamo acquistato pochissime cose in saldo, e solo perchè servivano, ma tutte italiane. Una fatica però...mediamente solo un negozio tra dieci o più è italiano, gli altri mentono...

Ma se tutto sarà prodotto in Cina, e quindi qui ci sanno disoccupati che la pensione non la vedranno mai, chi acquisterà i sebbene farlocchi prodotti cinesi?

I rifiuti/inquinamenti di tutta questa operazione di viaggio delle merci dove andranno? In Europa solo o anche in Cina?

...domande retoriche...

 

13
12 Gen 2012
alle 10:06

Paolo B.

Leggo che in Cina gli scioperi per l'aumento dei salari e contro le delocalizzazioni (anche lì ora) stanno aumentando. In occidente è lampante che si sia costruita tutta una politica fiscale portata avanti dai maggiordomi politici della finanza a favore delle delocalizzazioni dove il costo del lavoro è basso.

La crisi delle risorse indubbiamente sta divorando il corpo putrescente del paradigma imperante, ma è brutalmente vero che la globalizzazione ne sta amplificando enormemente i devastanti effetti sulle popolazioni dell'ex ricco occidente. La stessa Germania non è proprio quella locomotiva europea che i soliti media vogliono farci credere, là dove per legge le aziende riducono fino al 31% le ore lavorate a causa della riduzione dei profitti, una sorta di part time imposto ai dipendenti, seppur ad integrazione statale delle ore lavorative perse (per il momento). Il risultato truccato è che il paese dei mangiacrauti denuncia una disoccupazione ai minimi storici. Sfido!

E poi sembra che l'entità del suo debito pubblico sia "leggermente" truccata al ribasso.

Ma alla finanza globale che ormai governa l'Europa e il mondo poco importa. L'importante è spolpare fino all'ultimo ciò che resta dell'antico benessere petrolifero con le solite ricette neoliberiste (alla crisi rispondi con aumento delle tasse e della precarietà lavorativa, oltre al taglio selvaggio degli stati sociali), ventilandole fumosamente come giustificazione alla ripresa di una crescita che non tornerà mai più, ciò che gli esponenti di quella finanza globale sanno benissimo.

Avanti consapevolmente (gli esponenti suddetti) e inconsapevolmente (le masse tranne quelli che si informano coerentemente sul web) verso il collasso del paradigma petrolifero... 

12
11 Gen 2012
alle 22:59

Indipendente

@ 2 andreaX

http://www.energoclub.it/doceboCms/page/49/Bio_energia.html

E' la versione più grande di quello che dici te, stanno cercando di impiantarne uno a Pisa che trasforma rifiuti tossici delle concerie in energia e rifiuti inerti.

http://elenacomelli.nova100.ilsole24ore.com/2011/03/elettricit%C3%A0-dai-rifiuti-industriali-una-macchina-contro-le-eco-mafie.html

Ovviamente ci sono già migliaia di comitati contro l'installazione di tale macchina, con scuse di ogni tipo e scenari apocalittici.

http://iltirreno.gelocal.it/pontedera/cronaca/2011/01/29/news/in-marcia-contro-l-inceneritore-centinaia-di-persone-al-corteo-3302392

Mi spiace che nella mia regione ancora ci sia tutta questa ignoranza in fatto di gestione dei rifiuti.

11
11 Gen 2012
alle 20:29

alfio

(ot)

11-gen-2012

19:07 LIBERALIZZAZIONI: SU TWITTER IDEA DEL 'CONTROSCIOPERO' TAXI

(ANSA) - BOLOGNA, 11 GEN - Mentre a Bologna e' partito il fermo nazionale dei taxi per lunedi' 23 per protestare contro le liberalizzazioni, su Twitter si sta diffondendo l'idea del 'controsciopero' degli utenti: lanciata un po' come provocazione dopo la notizia del fermo, la chiave #menotaxipertutti ha cominciato a diffondersi. L'idea e' quella di un'astensione di massa dall'utilizzo dei taxi per venerdi' 20 gennaio, tre giorni prima del fermo nazionale. L'obiettivo, ovviamente, sostenere la liberalizzazione proposta dal governo Monti. (ANSA).

10
11 Gen 2012
alle 19:14

zio tibia

scusate una cosa, ma la vogliamo finire col business as usual oppure no?

La produzione industirale così com'è deve finire ed è giusto che le cose, specialmente quelle elettroniche, piene di materiali rari e preziosi, comincino a costare molto di più, altro che 25 dollari.

Detto questo, le regole possono anche cambiare. Anzi, le regole le DOVREMO (o dovranno?) cambiare. Cominciando dalla tassazione e tutte le altre menate che portano ad essere convenienti i prodotti fatti dall'altra parte del globo

9
11 Gen 2012
alle 16:22

massimo

ma smettete di piangere sulla morte della civiltà industriale che ha reso viscidi ed infidi gli esseri umani come serpenti. Magari finisse subito, invece dovrò morire agonizzando insieme ad essa, perchè ci vorranno ancora 30 o 40 anni per farla terminare del tutto. Sono convinto che se, e dico se, rimarrà  qualcuno, questi avrà un'esistenza assai più tranquilla e soddisfacente di quella attuale: basta guardare la TV e i giornali. Anzi basta NON guardarli per migliorarla già assai. Avete mai sentito il detto: conosci te stesso? Vado subito a cercare su internet.

8
11 Gen 2012
alle 15:22

Roberto

A parte il fatto che se si parla di attività illegali non vedo come uno possa pagarci le tasse, quindi il quasi 5% passa ad un quasi 9%. Ma la cosa che mi fa più arrabbiare in questo discorso di guerra tra poveri è che quei poveri liberi professionisti oltre a non pagare il dovuto ottengono pure agevolazioni. Ecco quindi un mio amico d'infanzia con il papà imbianchino vivere in appartamento ( e che appartamento)di un condomionio popolare e poi potersi permettere ferie e autovetture che la mia famiglia poteva solo sognare (casa da pagare), oppure del mio compagno di classe alle superiori, figlio di libero professionista, con vestiti firmati (era il tempo dei paninari), moto 125 cc , il soldino in tasca e libri passati dalla scuola (in alto adige passano i libri anche alle superiori però se sei sotto un certo reddito), mentre io in bici ad attaccare manifesti per pagarmi gli allenamenti di pallavolo e i libri ovvaimente comprati dai miei. Per non parlare di quali autovetture escono dai garage di case popolari vicino a casa mia e delle esenzioni dal ticket, della retta del nido, delle borse di studio, etc. che possono accedere le persone a basso reddito. Insomma forse è vero che è una guerra fra poveri ma se fossimo poveri tutti allo stesso modo mi inca...rei un pò di meno. Perchè il ricco alla briatore che evade è vero che fa un torto maggiore alla collettività del libero professionista, ma briatore viaggia o viaggiava sullo yocht mentre l'idraulico di turno viaggia sulla mia stessa barca però a sbaffo. Se non si era capito sono un lavoratore dipendente figlio di lavoratore dipendente. 

7
11 Gen 2012
alle 15:02

tulkas

buona domanda debora, ma manca ovvia risposta.

Non si può.

I morti restano sepolti, anche se sono industrie, peggio se sono distretti industriali.

6
11 Gen 2012
alle 14:41

persenaro

"Per come stanno le cose, significa che se una compagnia produce interamente all'estero, deprivando l'economia inglese, ottiene un premio fiscale. E' un'assoluta follia".

C'è poco da spiegare, si tratta di un progetto ignobile che si impernia su una crescente eliminazione di diritti, garanzie e miglioramenti, succedutisi nel tempo  a vantaggio di tutti i lavoratori dell'occidente grazie a una straordinaria capacità di produrre innovazione, lavoro e reddito.

Gli attuali detentori delle leve finanziarie, non vogliono più che questo trend continui, e quindi sacrificano un intero continente condannando i cittadini a una crescente povertà, a vantaggio momentaneo di paesi emergenti, fino al giorno in cui altri paesi andranno a sostituirli nelle produzioni.

Si tratta di un calcolo ideologico che ha il fiato corto, e che si concluderà con il collasso mondiale dovuto al venire meno delle risorse. Peccato perchè le stesse elites che stanno determinando l'apocalisse, sono le stesse che potrebbero guidare una valida alternativa all'attuale paradigma, ma evidentemente il delirio di onnipotenza li ha resi ciechi, di fronte all'impareggiabile opportunità che gli si offre di usare il loro potere per fare del bene a se stessi e agli altri.

Avanti così, tutti insieme appassionatamente nell'abisso.

 

5
11 Gen 2012
alle 13:25

lonewolf

nell'ultima parte dell'anno il costo degli hard diak è triplicato a causa delle alluvioni in thailandia

meditiamo gente !

4
11 Gen 2012
alle 12:53

Fatoturchino

Sta succedendo tutt'ora.Qualche mese fa, a causa delle inondazioni catastrofiche che hanno colpito la Thailandia, il prezzo dei dischi fissi per computer é schizzato alle stelle e ancora non sembra voler calare.Tutto é causato dal fatto che laggiú, alcuni dei piú importanti produttori mondiali di dischi fissi, tra cui Seagate e Western Digital, hanno impiantato fabbriche per la produzione dei motorini da montare sui dischi, per abbassare i costi.Le strutture e la tecnologia sono state irrimediabilmente danneggiate e si sta procedendo alla ricostituzione degli impianti produttivi.Viste le ingenti quantità prodotte, la richiesta sempre piuttosto alta e l'impossibilità di far fronte all'attuale situazione con sufficienti scorte di magazzino, il prezzo sembra che resterà cosí per tanto tempo.Non é la speculazione sulla situazione attuale che alza i prezzi dei dischi, é la speculazione dettata dalle scelte aziendali per abbassare i costi il problema.

3
11 Gen 2012
alle 12:50

franco44

Appunto: morti e sepolti e con le nostre industrie lo siamo anche noi.

Io sono del 44, mi spiace per i miei figli ed i miei nipoti.

Ciao

2
11 Gen 2012
alle 12:19

andreaX

OT o forse no, valutate voi.

Sono venuto a sapere che è stata inventata una stufa a biomasse ad altissima efficienza ed estremamente semplice da realizzare. E' stata ideata da un italiano, in rete la chiamano lucia stove o anche stufa pirolitica, siccome non produce co2 potrebbe essere usata anche al chiuso senza camino. L'idea è semplice, costa pochissimo realizzarla, ma allora perchè non si trovano in commercio?, voi ne sapete nulla?.

1
11 Gen 2012
alle 10:28

ziomaul

Finalmente capite cosa vuol dire capitalismo!

Quelle fabbriche asiatiche sono finanziate dai gruppi bancari europei (ecco il perchè delle agevolazioni) e sono enormi per una produzione enorme e quindi (produzione di massa) pochissimo costosa.

Ciao

 

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