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La recessione, di Pier Paolo Pasolini

Venerdì 16 Dicembre 2011, 23:29 in Apocalypse now, Finanza, Politica, Vita quotidiana di

Il genio visionario di Pier Paolo Pasolini ci raccontava, dal lontano 1974, gli anni che oggi abbiamo davanti. Con inaspettata precisione, e ineguagliata poesia

pasolini_0.jpg

Tante le Cassandre che affollano questi anni difficili. Tanti, che hanno inascoltati chiesto una decrescita "felice" prima che fossimo costretti a quella infelice. Tanti che hanno avvisato, poi salutati come menagrami, complottisti, fantasiosi, chiacchieroni da tastiera.

Una, la grande Cassandra italiana, ci aveva raccontato i nostri anni molto prima che li vivessimo, molto prima che persino li pensassimo. Pier Paolo Pasolini. Che, incredibile a dirsi, ci ha descritto anche i tempi che dobbiamo ancora vedere. Nel 1974. Una poesia che è una fotografia impietosa del nostro futuro, dal nome amaro, La Recessione.

Rivedremo calzoni coi rattoppi
rossi tramonti sui borghi
vuoti di macchine
pieni di povera gente che sarà tornata da Torino o dalla Germania
I vecchi saranno padroni dei loro muretti come poltrone di senatori
e i bambini sapranno che la minestra è poca e che cosa significa un pezzo di pane
E la sera sarà più nera della fine del mondo e di notte sentiremmo i grilli o i tuoni
e forse qualche giovane tra quei pochi tornati al nido tirerà fuori un mandolino
L'aria saprà di stracci bagnati
tutto sarà lontano
treni e corriere passeranno ogni tanto come in un sogno
E città grandi come mondi saranno piene di gente che va a piedi
con i vestiti grigi
e dentro gli occhi una domanda che non è di soldi ma è solo d'amore
soltanto d'amore
Le piccole fabbriche sul più bello di un prato verde
nella curva di un fiume
nel cuore di un vecchio bosco di querce
crolleranno un poco per sera
muretto per muretto
lamiera per lamiera
E gli antichi palazzi
saranno come montagne di pietra
soli e chiusi com'erano una volta
E la sera sarà più nera della fine del mondo
e di notte sentiremmo i grilli o i tuoni
L'aria saprà di stracci bagnati
tutto sarà lontano
treni e corriere passeranno
ogni tanto come in un sogno
E i banditi avranno il viso di una volta
con i capelli corti sul collo
e gli occhi di loro madre pieni del nero delle notti di luna
e saranno armati solo di un coltello
Lo zoccolo del cavallo toccherà la terra leggero come una farfalla
e ricorderà ciò che è stato il silenzio il mondo
e ciò che sarà.

Pier Paolo Pasolini

(Dedicato a R.)

14
14 commenti
14
23 Dic 2011
alle 13:46

pino

mi sa che Pasolini leggeva la Bibbia..

comunque Alicice è bellissima e coraggiosa a cantare Recessione.

13
21 Dic 2011
alle 12:26

Valter Manini

Io che negli anni 60 avevo i pantaloni corti sognavo tante belle cose e speravo in un futuro migliore be sia i sogni che il futuro sono rimasti in quei pantaloni corti.

 

12
19 Dic 2011
alle 17:35

Karagounis78

Anche Silvio è una cassandra: l'aveva detto che la crisi in Italia non c'era. Ed in effetti in questi giorni di shopping compulsivo ne ho vista ben poca girando per centri cittadini e commerciali. La corsa al telefonino di grido è in pieno svolgimento. Dov'è la crisi?

11
19 Dic 2011
alle 11:40

Mammifero Bipede

Il futuro immaginato da Pasolini è già stato macellato negli ultimi trent'anni dalla cementificazione selvaggia. Ci aspetta l'incubo, non la nostalgia.

10
19 Dic 2011
alle 08:40

Paolo B.

Troppo romantica e nostalgica la poesia di Pasolini, che resta comunque un grande profeta.

Negli anni '50 c'era una società italiana (ed europea) in crescita, città molto meno estese e nazioni meno affollate. Tornare a quello che descrive la poesia in questione è quanto di meglio possiamo augurarci nella fase di transizione fino al prossimo paradigma.

Ma temo che non sarà affatto così...

9
18 Dic 2011
alle 14:45

mia

Un disaster anch'io!

Ma COME  ho scritto?

Vi rende creativi nella lettura, no? Quindi hanno ragione?:-)

DISASTRI FERTILIZZANO? Possono sì.

Altro mondo è da inventare, non c'è  soltanto  da analizzare  e prolungare statistica- "curvicamente"  tendenze  in atto verso il futuro. Questo modo ignora tutti gli aspetti ingnoti, e sono tanti.

8
18 Dic 2011
alle 11:05

mia

Quelli che guidano ora il disfacimento

hanno in mente un mondo, un mondo huxleyano. Che ci sia ora un crollo del sistema, da ogni punto di vista, è previsto e voluto.

Mi è capito leggere alcuni studi, parlavano dell' onda che aveva per travolta centinai di chilometri parti della Germania. Era inondazione limitata ma abbastanza devastante.

E stata valutata in questa analisi un incentivi per fertilizzare le infrastrutture ed il rinnovamento delle zona.

Il Disastermanagment oppure Emergency-Management  è una logica di questo sistema, perfino quotato in borsa.

http://www.disastermanagement.it/

E addirittura professione promettente . Clickate disastermanager.

Non a caso abbiamo i signori alla guerra a dominare il pianta (e perfino la ricerca) .

Domina una cultura di morte.

E logica che sta ovvunque, nelle "cure, nelle agricolture, ...... fate un po voi.

La ritroviamo nelle famiglie, nei rapporti quotidiani , nelle scuole.

Ho chiesto a mio figlio se ha paura del futuro. Ha sedici anni. Risponde in poche parole.

NON SI SA.

Infatti, il futuro va svelato e CREATO, non si sa nacora.

Pasolini analizzato , ha proiettato E influenzato un pessimismo culturale. E secondo me lo ha anche nutrito.Non voglio sminuirlo.

Ma in Pasolini mia manca l'orizzonte.

 

7
18 Dic 2011
alle 05:44

francescoganz

R commento 3 : intendevo dire che le risorse complessive decresceranno ; forse potranno acuirsi ancora le dofferenze, primariamente col sud del mondo, prima che fra ricchi e poveri nostrani; i ricchi cmq non pottranno " arricchirsi " ulteriormente, visto ad esempio che un imporatante benefit degli ultimi 60 anni sconosciuto ad esempio ai patrizi romani è il sistema sanitario nazionale, che anche quando un parte privatizzato o per meglio dire a contribuzione parziale privata non può reggersi in toto senza una vasta platea di benestanti....( Ce lo vedete Soros, l'uomo più ricco al mondo, a finananziare da solo la ricerca sul cancro o sui mediatori dell'arteriosclerosi quando lui o suo figlio magari morirannno di un banale incidente automobilistico e cmq  finirebbero le proprie sostanza dopo 1 mese ?... )..E poi il problema non è tanto l'acuirsi delle differenze fra i presenti, peraltro cosa odiosa, ma la distruzione del terreno su cui poggiamo  piedi per mantenere profili di spesa e di diritti insostenibili soprattutto quando questo comporta l'estinzione di specie intelligenti, vedi ad esempio, per rimanere sulla stretta attualità, il lupo dell' Abissinia... ( Altro che 8 per mille per "missioni in Etiopia"...)

 

 

6
17 Dic 2011
alle 21:47

riccardo

ho letto "the road" è addirittura peggio

"la fine del mondo storto" , invece, una delusione

5
17 Dic 2011
alle 19:58

daniele.spagli

C'è qualcosa che sfugge a noi nati dopo gli anni 50, ma che è molto chiaro a chi ha vissuto un mondo diverso dal nostro, un mondo fatto di terra e di sudore.

Gente che ha visto un paese povero di gente, che ha coltivato distese di campi che bastavano appena a famarli. Gente che conosceva il valore delle cose perché misurato dalla fatica.

Noi non scorgiamo la differenza perché a noi manca il metro, la conoscenza della vita reale.

Si, non tornerà il passato, arriverà però il futuro, e non sappiamo come sarà... non lo sappiamo esattamente come non sappiamo come è stato il passato e quando arriverà sarà certo nuovo, ma ai nostri anziani avrà un sapore di vecchio, di già vissuto, pur essendo diverso.

Eppure avremmo gli strumenti e le capacità per capire come trasformare lo sviluppo in qualcosa di diverso dalla crescita, destinata inevitabilmente al crollo. Ma ci manca il coraggio.

4
17 Dic 2011
alle 15:07

mara

il futuro è già nelle bidonville,si tratta di attrezzarsi per un capillare riutilizzo di tutto ciò che abbiamo sprecato in questi 50 anni,e di farlo in maniera tecnologica.Incenerire  i rifiuti è la cosa più stupida non tanto e non solo per i veleni  che si producono,ma per le risorse che verranno  a mancare

3
17 Dic 2011
alle 14:31

xy

francesco ganz, non hai capito. le risorse procapite non decresceranno per tutti. cresceranno esponenzionalmente per una ristretta elite a spese di tutti gli altri....quindi non è una decrescita ma uno spostamento.

2
17 Dic 2011
alle 03:30

kurdt

Non credo proprio che noi vedremo tutto questo. 

Se tornassimo fino a qui livelli, probabilmente solo quelli che sono nati in campagna sopravviverebbero, gli altri, due terzi, morirebbero di stenti.  

1
17 Dic 2011
alle 02:44

francesco ganz

La poesia è molto bella ma io ci vedo soprattuto malinconia per la sua gioventù e poi magari per un certo modo di vivere più a passo d'uomo, è proprio il caso di dire...Perchè invece la poesia viene introdotta nel post come amara cassandra di un tetro futuro ?....le risorse procapite decresceranno per tutti, punto ,senza parlare nello specifico del caso italiota o del 2012 in particolare...Se vogliamo mantenere in piedi una certa complessità sociale dobbiamo puntellarla con interventi pubblici nel sostenibile e dismissioni ( non solo di immobili, eh eh !), di ciò che sostenibile non è, punto...Chi ha fatto le scelte ( anche familiari) sbagliate si troverà male, molto male, punto: c'è da rattristarsi ? ...Io mi rattristerei , con un minimo di serietà, non per gli uomini nostri coevi ma al più per chi ha da venire e soprattutto per gli ecosistemi distrutti dall''ingordigia, anche di diritti, dei baby boomers, ed in particolare per le specie animali superiori nostre compagne di viaggio e di cui siamo tutori.

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