Crisi sistemica e cambio di paradigma
Tutto regolare, tutto legale, tutto secondo flessibilità. E così, quando muore un facchino sfruttato sotto un palco che crolla, dovrebbero anche avere la faccia tosta di ripetere: è morto un imprenditore di se stesso

Se fosse stato extracomunitario, se fosse caduto da un'impalcatura di un qualsiasi palazzone di periferia, avrebbe meritato a malapena un trafiletto. Ma era un bel ragazzo italiano e lavorava per una popstar, quindi la tragica morte di Francesco Pinna è su tutte le prime pagine.
Non importa. Quel che conta è che Francesco non ci sia più, che abbia perduto la vita per mettersi in tasca 5 euro l'ora e vedere un concerto gratis. A 19 anni sembra tanto.
Mi chiedo quale fosse il contratto di lavoro di Francesco, che lavorava a giornata per una coop. Cococo? Cocopro? A progetto? Non è una questione secondaria.
La morte sul lavoro è un rischio che corrono in tanti, non solo chi fa lavori oggettivamente pericolosi: gente che finisce vittima di incidenti stradali, di disgrazie, di disattenzioni proprie o altrui. Si rischia sul lavoro, come si rischia semplicemente nel vivere. Quello che fa differenza, quello che indigna (almeno a me indigna), è che il rischio sul lavoro dovrebbe essere sempre compensato almeno con la dignità del lavoro. Dignità che si esprime nella messa in sicurezza dell'ambiente circostante, che costa, e che si esprime in un contratto e una paga dignitosi, come recita la Costituzione. Anche questi ahinoi costano.
Per diminuire questi costi, è arrivata la "flessibilità". E per farla digerire ai cittadini recalcitranti, è stata accompagnata da una propaganda battente che ha valorizzato il precariato come se fosse una conquista: basta col posto fisso, vendi le tue competenze e guadagnaci su, diventa imprenditore di te stesso. "Imprenditore di te stesso": uno slogan efficacissimo che innesca l'automatica associazione mentale imprenditore=ricco, di successo, libero, figo. Tutti imprenditori di se stessi. Poi nella realtà, paghe da fame, sfruttamento, lavoretti a giornata, tasse e contributi opprimenti, insicurezza e disperazione. Milioni di persone in queste condizioni. Le aziende, contente, risparmiano in dignità.
Si arriva al punto che si firmano contratti a ore per cooperative di facchinaggio, tutto regolare, tutto legale, tutto secondo flessibilità. E così, quando muore un facchino sfruttato sotto un palco che crolla, dovrebbero anche avere la faccia tosta di ripetere: è morto un imprenditore di se stesso.
Ma forse il furbo slogan non funzionerebbe più.
Foto - Leggo
... e un blogghino piccolo piccolo per il 50esimo imprenditore del nord-est che si toglie la vita per tenersi un po' di onore, non lo facciamo? O quelle sono vite di serie B? Un guariniello che condanni la tesoreria del Comune per omicidio volontario, lo vedremo mai?
brava - condivido
grazie
Condivido tutto di questo articolo tranne che l'incipit: "se fosse stato extracomunitario, se fosse caduto da un'impalcatura di un qualsiasi palazzone di periferia, avrebbe meritato a malapena un trafiletto".
Oh no! stiamo vivendo al contrario, una cultura del tutto xenofila. Al punto che se ci sono stupri da parte di stranieri (marocchini, algerini, somali), saltano fuori le solite prefiche del buonismo a comando (femministe in testa) a dire che "non bisogna generalizzare". Rapine con morti come quello fatto a Gorgo di Treviso dei coniugi Pellizzari? spaccio di droga? Non bisogna generalizzare, recita il mantra.
Mi spiace per i poveri senegalesi che occupano le prime pagine di giornali e TG. Ma la verità è che quando accade il contrario, nessuno parla di razzismo contro gli autoctoni. Soprattutto, ciglio asciutto da parte del presidente Napolitano.
Ritorno al topic. L'articolo è buono e il diventa "imprenditore di te stesso" è una truffa farlocca. E una volta tanto, merita di essere nelle prime pagine, se serve a sensibilizzare al problema.
@ 12 Schauble: ragionamento lucido e inoppugnabile, non mi meraviglio che sia stato subito oscurato. Il popolino deve rimanere confuso, perchè chi è lucido può fare delle scelte che non sono quelle che il padrone vuole.
ho letto il rapporto di condindustria..
non vorrei dire una stupidaggine ma secondo me hanno scoperto che qualcosa non va nel trinomio +crescita=+PIL=+lavoro..nel report sul greggio ci sono scritte molte cose , o meglio forse le ho interpretate così, che secondo me celano la sensazione che poi se le risorse dovessero effettivamente mancare il sistema potrebbe andare a gambe all'aria..
non dico sia un rapporto scritto da ASPO ma certe cose un paio d'anni fa non le avrebbero mai scritte..
Oggi paghiamo per i diritti acquisiti, giustamente, dai nostri genitori e nonni. Ma mica è colpa loro... Cioè... E' andata in questo modo.
Pensate che in Francia devono chiudere una trentina di ospedali in più l'anno prossimo per pagare gli interessi sul debito... Causato in parte dalla loro costruzione. Fantascienza? No no, è il 21esimo secolo baby: sono talmente ridotti male che in Borgogna stanno preparando un piano per mandare i veterinari nelle urgenze sanitarie umane*, in attesa dell'arrivo dei medici di base (sempre meno e sempre più oberati di lavoro). Scusate se mi linko da solo, ma questa è troppo grossa per essere vera ed in fatti è vera:
*link: ...://petrolitico.blogspot.com/2011/12/francia-veterinari-per-supplire-alla.html
OT: messaggio precedente
http://www.lesechos.fr/economie-politique/monde/actu/0201796041367-le-cri-de-wolfgang-schauble-contre-la-societe-de-consommation-263465.php
nous devrions nous engager à limiter la croissance économique dans nos propres pays occidentaux
OT: ieri a Rainews24, alle 20, hanno riferito che il ministro tedesco dell'economia Schauble ha detto, a Die Zeit, che, per ragioni di sostenibilità, la decrescita dell'economia è inevitabile, e l'Europa sta andando in quella direzione. La notizia è stata subito liquidata. Qualcuno l'ha sentito?
Sarebbe un articolo normalissimo se non contenesse questa frase : "è che il rischio sul lavoro dovrebbe essere sempre compensato almeno con la dignità del lavoro. "
che è la centralità di tutto... lo dico perchè faccio un lavoro assolutamente senza alcun rischio ma tale dignità viene calpestata allo stesso modo ad esempio facendo lavorare 4 persone sullo stesso tavolo, gomito a gomito; senza alcun rispetto per un minimo di spazio ed altri aneddoti con cui non vi voglio annoiare. Un giorno feci una battuta che fece ridere tutto l'open space: "Se qui fossimo in un cantiere, eravamo già tutti morti, tutti"
danilo, pensaci bene e renditi conto che quel ragazzo lavorava a 5 euro per pagare i tuoi diritti di operaio 'vecchio ordinamento' che ne costa 25, e consentire a tuo figlio di andarsi a vedere il concerto con 20 euro; cioè renditi conto che le tue lotte sono state il problema, non la soluzione.
É sempre la solita storia e per di piú molto vecchia.Nel 1600, in Inghilterra, c'era una legge che puniva chi offriva prodotti o servizi a prezzi troppo bassi, poiché il prezzo troppo basso non garantiva la qualità di quanto si stava per comprare.Ma ad essere diversa non era solo la materia di legge che regolava l'economia e il commercio, erano diversi anche i compratori.Avevano una dignità, una coscienza e il senso delle cose.Ora, a fronte di un popolo di consumatori che si scanna davanti ai centri commerciali per un piumino a 10 euro, che gira 20 negozi alla ricerca dl prezzo piú basso, che consulta i piú aggiornati motori di ricerca per strappare all'ultimo secondo il prezzo piú misero per viaggiare nella stiva di un volo charter verso i caraibi, mi venite a parlare di giusta paga?Di dignità sul lavoro?E quanto sarebbe costato il biglietto per questa manifestazione canora?Mi stupisco di come ogni giorno contribuiamo miseramente a diminuire drasticamente ogni diritto di dignità per i lavoratori con i succitati metodi e di come poi si possano sostenere teorie dimquesto tipo, che fanno palesemente a cazzotti con il tipo di economia che subdolamente ci hanno insegnato a costruirci intorno.
tutte le lotte per i diritti dei lavoratori che hanno fatto i nostri padri, non hanno più alcun valore. E' finito tutto nel peggiore dei modi e questi sono i risultati. E non pensate che qualcuno si senta responsabile, perchè non è così. Sono del 1960, ed è dal 1975 che faccio parte del mondo del lavoro, quindi ho lottato per quanto mi è stato possibile, ho scioperato e ho manifestato il mio dissenso per quella che veniva definita la "liberalizzazione" del mondo del lavoro, ma in cuor mio credo di non aver fatto abbastanza.
Tutto vero Debora, è morto un bel ragazzo Italiano e questo ha fatto la differenza, ma nella normalità sono gli extracomunitari a fare i lavori più pericolosi e peggio retribuiti.
Lo fanno, lo sappiamo, perchè più poveri e disperati dei nostri, che pure cominciano a morire anche loro grazie al buon Mario Monti.
Sai qual è l'alternativa allo sfruttamento sistematico della forza lavoro? L'aumento dei prezzi dei servizi che questi poveracci riescono ad offrire, sacrificandosi, a prezzi ancora contenuti. Chi va ai concerti è il solo e vero colpevole dello sfruttamento della forza lavoro, perchè paga solo 40 oppure 60 euro, mentre se fossero rispettate le regole sulla sicurezza nel lavoro e sugli adempimenti fiscali delle varie ditte coinvolte il prezzo sarebbe oltre i 150 euro a bigletto, ed il popolo non potrebbe permetterselo.
avevo circa l'età di Francesco quando sognavo di lavorare nel "mondo dello spettacolo" e così, tra un esame e l'altro, lavoravo con i service. sempre in nero a 50 euro al giorno, ma le giornate erano di 18 ore, le casse pesavano centinaia di kg e le norme di sicurezza una cosa sconosciuta. dopo un paio di anni (mai visti controlli) e finiti gli esami all’università, mi sono reso conto che non potevo rischiare di farmi male per quei pochi soldi, nonostante amassi quel lavoro, perché in italia è una professione di serie b. non esistono sindacati, abilitazioni, esami o corsi di sicurezza (se non nelle realtà più grosse, ma quante saranno? 5? 10?). per farvi un esempio della giornata tipo: sveglia alle 6/7, scarico materiali, montaggio, prove, concerto, smontaggio, carico materiali, guidare fino al posto della prossima data. Un mazzo di fogli firmati prima di partire per il tour da un ingegnere possono bastare a garantire la sicurezza di tecnici e operai che lavorano in situazioni eccezionali per tutte quelle ore di fila? Spero tanto che negli anni le cose siano migliorate, ma lo dubito, quindi evito di leggere i comunicati degli organizzatori e simili o mi incazzo.
Appunto di fenomenologia dell'imprenditorialità di se stessi: prendete il popolo dei dipendenti con partita IVA (lo sono stato tempo fa, come sono stato collaboratore occasionale da 50 ore a settimana e co.co.pro. ad lib.).
Dipendenti con Piartita IVA dicevamo: poveri cristi che lavorano come fossero dipendenti, ma senza averne i diritti, e rischiano come fossero imprenditori, ma senza averne i vantaggi economici. E ci credereste? Conosco più di qualcuno si identifica con la upper class, condividendone le istanze!
C'è del genio (malefico) nell'introduzione della categoria "imprenditori di se stessi", bisogna riconoscerlo!
Medo del 2: le pensioni sono un'invenzione degli anni 20 del secolo scorso e negli anni 20 del presente secolo spariranno, sia per quelli che le matureranno, sia per chi ce l'ha già. Sono state permesse dai miliardi di schiavi petroliferi e col petrolio finiranno. Si torna alla normalità, anche se è inaccettabile.
Amarissimo e tragicamente esatto... :-(
Con le ultime riforme del governo Berlusconi e di quello Monti, chi non ha versato "abbastanza" (e l'abbastanza è stato aumentato molto), non avrà diritto a nessun trattamento pensionistico... Guarda caso quelli che versano poco sono proprio i precari dei contratti dalla Legge Biagi in poi. Fine della Storia, ci hanno preso tutto.
alle 01:01
irvine
Ho fatto il facchino a dei concerti per una cooperativa e il contratto, mi fu detto, era del tipo "a chiamata". 6,20euro/ora netti. Al pagamento ho avuto una "ricevuta di compenso per prestazione occasionale" nella quale "dichiaravo" di non aver nessun rapporto di lavoro dipendente con la cooperativa avendo gestito il lavoro in modo autonomo.
Quando ci presentammo alla riunione indicata nell'offerta di lavoro i rappresentanti della coop. ci dissero che malattia e infortuni erano coperti, ma dato che la ricevuta è per "prestazioni occasionali" francamente non so se sia vero.