Crisi sistemica e cambio di paradigma
Mi vien da ridere quando si profetizza un prossimo futuro di scarpe rotte e cappotti rattoppati: con le scarpe, i cappotti, i vestiti, gli elettrodomestici, i mobili che abbiamo ammucchiati in casa potremmo andare avanti vent'anni.

Con l'arrivo del nuovo anno, in genere, ci si impegna in buoni propositi. Il mio è il seguente: basta, non compro più nulla. Nulla, se non cibo (buono) e rimpiazzo per cose davvero indispensabili.
Protesta contro le cattive multinazionali, gli invadenti centri commerciali, gli avidi negozianti? Neanche per sogno. Crisi economica, risparmio forzato, decrescita felice? Ma figuriamoci.
Semplicemente sono stufa di farmi fregare. Ho capito (si, ci ho messo parecchio) che scambio il mio denaro per pura e semplice monnezza. Robaccia che non vale nulla, che si rompe, si guasta, non fa ciò che deve fare, si tiene insieme con lo sputo. Schifezze fatte per non durare, che non valgono neppure la benzina per andarle a comprare. Sto regalando il mio lavoro quotidiano in cambio di vera immondizia. Vale così poco?
Tutto quello che è in vendita è porcheria. Ho acquistato una borsa, carina e di marca, per 80 euro: dopo dieci usi si è staccata la tracolla e rotta la cerniera. Se volessi una borsa che fa bene il suo lavoro dovrei spendere 300 euro. No, grazie. Mi tengo le borse che ho da dieci o vent'anni, che non hanno intenzione di rompersi e vanno ancora benissimo.
Così per tutto il resto. Mi vien da ridere quando qualcuno profetizza un prossimo futuro di scarpe rotte e cappotti rattoppati: con le scarpe, i cappotti, i vestiti, gli elettrodomestici, i mobili che abbiamo ammucchiati in casa potremmo andare avanti vent'anni senza rattoppare nulla. Sono piena di roba. Ho cose sufficienti per un esercito, come chiunque di noi: anche il più "povero" ha più scarpe di quante ne avesse mia nonna sessant'anni fa.
Ho deciso che acquistare cianfrusaglie non significa "togliermi qualche soddisfazione". Tanti poveri cristi usano questa misera giustificazione. Le mie soddisfazioni sono altre, che buttare i miei soldi per oggetti che nascono già pronti per la discarica.
Non contate su di me, insomma, per "far riprendere l'economia". L'economia si riprenderà quando decideranno di produrre e vendere cose decenti, e smetteranno di truffare il prossimo.
Mi dispiace, ma io a questo giochino scemo non partecipo più.
(Fregate una donna su una borsa, e avrete creato una rivoluzionaria.)
Bel post pensa che io possiedo ancora maglioni , cappoti e jeans di quando andavo alle superiori (finite nel 95) e me li tengo , sono pratici e restistenti (ho un bomber che ho comprato nel lontano 92 e cavolo ancora oggi e intero .
@ federico
Non ho dati precisi, ma credo che l'energia risparmiata con un nuovo frigo in classe AAA non riesca a pareggiare il costo energetico per realizzare quello stesso nuovo frigo (e smaltire il vecchio), prima che il suddetto sia da buttare. Avevo fatto il calcolo per i computer, e risultava così. Se qualcuno ha dati precisi sarebbe interessante farci una ragionata. Idem per le famigerate lampadine a basso consumo, suppongo.
Poi vedi, io in questo momento sono felicemente disoccupato. Cerco di vivere secondo le mie possibilità.
A proposito, il frigo è solo in classe A. Orrore. E il forno a gas consuma meno di quello elettrico (se non altro sulla bolletta).
A mia figlia non lascerò una cucina da 22'000 euro. Però posso stare con lei tutto il giorno perchè non devo lavorare per pagarmi la cucina nè mandare lei all'asilo a 3 anni. Credo che la società potrà perdonarmi.
la sequenza finale di zabriskie point di antonioni...cavolo mi era passata; andatevela a rivedere: niente da aggiungere
saluti
Ammazza che genio, Federico, hai buttato 22 mila euro per una cucina!!! W il consumismo, eh!!! E sei anche convinto che tua figlia e tua nipote si raccatteranno la tua cucina usata??? Ah ah ahhh!!! Se le hai cresciute come te, la schiferanno e ne spenderanno altri 22 mila per una cucina "moderna" e molto più "efficiente" della tua!!! Con gli elettrodomestici classe 10 A, quelli che ci venderanno tra qualche anno!!!
Ancora non hai capito come funziona l'imbroglio, vero???
Quindi, Pluto, mi segui dal 2008 ed in 4 anni hai capito che io faccio gridolini per le borsette con le amiche. Interessante. Mi chiedo cosa ho scritto in realtà, finora.
Cara Debora,
é da agosto 2008 che ti seguo. :) magari puoi scavare nei log e cercare un IP ungherese se vuoi controllare.. non penso ce ne siano moltoi che ti seguono da qui.
Bella idea, geniale!
peccato che se fanno tutti così 4/5 degli italiani si trova senza lavoro domani stesso!
Comunque io ho 4 paia di scarpe 2 per l'estate e 2 per l'inverno.
Di roba per la discarica non ne ho mai comprata, per fortuna mia mamma mi ha insegnato a fare la spesa a leggere le etichette e far di conto. Un maglione mi dura 10 anni idem il giubbotto o il cappotto.
C'è gente catastrofista che ha scoperto oggi l'acqua calda, io senza essere un catastrofista dell'ultimo momento ho sempre acquistato il giusto e il meglio.
Ahhhh...la cucina raccattata a zero euro ...grazie!!! un bel forno a gas elettrodomestici classe F e viva l'ambiente !!!!!Brava....Alla società la tua cucina costa in termini di inquinamento come fukushia quasi ( è una battuta...cappero però sulla cucina non si può !!!!!) La mia: Elettrodomestici tutti tripla A, piano a induzione, pannelli sul tetto, vernici ad acqua ( 22 mila euro di cucina ...) tutto legno vero e qui si ...w l'ambiente!
E la cederò a mia figlia e lei a sua figlia...
vado fuori tema...occhio a quello che sta succedeno nel golfo persico, gira gira questi psicopatici fanno scoppiare una guerra mondiale...
ah, un'altra cosa: finalmente si comincia a capire che è una follia spendere qualche decina di miliardi di euro per dei merdosi aerei da guerra.
speriamo che questa volta gli vada male...ai bocconiani
saluti
Ciao a tutti. Mi sono ritrovato in molti dei commenti che ho letto finora. E col post di Debora, certamente.
Ho appena finito di traslocare in una nuova casa, in affitto (qui in collina comprare casa costa ancora una follia). In questi giorni sto cercando di arredarla. Sto perdendo un sacco di tempo e benzina cercando di raccapezzarmi nell'acquisto del frigo, del forno, del piano cottura, dei mobili della cucina, del lavandino, per non spendere un capitale e non prendere fregature. Perchè la legge del libero mercato permette di vendere robaccia a qualunque prezzo. Così ho recuperato un lavandino con mobile, un forno+piano cottura, un frigorifero da incasso, un bel tavolo di cristallo di quasi 2 metri, un tavolo di legno massello con panche e sedie, un divano e due poltrone, vari armadi e scaffali. Il tutto funzionante e messo bene, ma destinato alla discarica, trovato in giro per caso parlando con le persone. Costo totale: zero. Poi certo, il frigo non sarà in classe AAA, il forno è a gas...
Anche io sono uno che tiene le viti degli elettrodomestici rotti che non ho potuto riparare. Ma ora il mio garage è strapieno di scatoloni, in buona parte roba vecchia che non voglio buttare. Va bene il riciclo e il riuso, ma non possiamo nemmeno farci la discarica in casa per non buttare via. A me fa male buttare via, ma conservare tutto non è di sicuro la soluzione... Posso donare le cose alla Caritas, che sta diventando anche lei una Discaricas. Se proprio mi servono le posso ricomprare usate, o andare in qualche garage o soffitta e trovare quello che mi serve.
E' bella l'idea di non comprare più niente. Facci sapere come procede la tua esperienza.
la civiltà dell'obsolescenza programmata, perseguita con sacro furore a discapito della biosfera...si può vivere con molto meno di quello a cui ci hanno abituati, magari è tutto da dimostrare che questo non ci condanni ad una fine violenta, però non ci rimane che tentare questa strada; io, almeno, non ne vedo altre.
saluti
Debora ti stracapisco, il mio risveglio sulle borse è avvenuto una decina d'anni fa, quando beata ingenuità, ne ho comprata una di una superfirma ultrafamosa pagata AI SALDI un patrimonio (700.000 lire! che sarebbero 700 euro di oggi). tutta in pelle, meravigliosa non ti sto a dire quanto, però amara sorpresa dopo un mese i manici erano già sciupati e non c'è stato modo di aggiustarli.
perché se no cambiano collezione ogni stagione??? e perché se no a fine stagione mettono tutto a metà prezzo? se durassero in eterno non lo farebbero mai!
da qualche anno giro con un bellissimo marsupio tutto in pelle che avrà 20 anni, made in Italy, ancora perfetto e me ne frego delle mode.
i vestiti li prendo quasi tutti ai banchi dell'usato, li pago due lire e di solito trovo qualità strepitosa. idem i giocattoli per la bimba che trovo meravigliosi e perfetti e pago 1-2 euro l'uno.
gli oggetti di oggi o ti rivolgi ad artigiani, o son quasi tutti ciofeche. comunque ho smesso di frequentare Ikea, negozietti, mercatini della domenica e altre occasioni di shopping varie, tanto 999 casi su 1000 si compra tutta roba che finisce nel cassonetto entro un mese.
tutt'al più raccatto gli oggetti lasciati fuori dai cassonetti, non ti sto a dire gli 'affaroni' che ho fatto!
a qualcuno questo metterà tristezza, a me no e quindi me ne frego!
auguroni a tutti!
Caro Pluto, dubito fortemente che tu mi legga da anni. Altrimenti avresti capito da un pezzo che non compro cose per farle vedere alle "amiche", e soprattutto NON ho amiche che fanno "gridolini" per le borsette.
Salve
Concordo in pieno con Debora
Io ho 48 anni e da 40 riparo tutto, il 70% dei beni di consumo che posseggo non li ho comprati, ma li ho ricevuti in regalo da persone che li hanno dismessi, dove è stato necessario li ho riparati e vanno benissimo.
Non ci si crede trovo fuori i secchi della mondezza cose di maggiore qualità di quello che si trova nei centri commerciali.
Mi regalano abiti pagati anche 900 milalire che non mettono più perché fuori moda.
Le persone buttano i mobili di legno di valore e si comprano i mobili di truciolato.
Ho scoperto una cosa che dopo 5-10 -15 - 20 anni le cose ritornano di moda e io c'è le ho già messe da parte è ho sempre dei modelli originali che non ha nessuno.
Purtroppo in questi ultimi anni la qualita dei prodotti è così schifosa che non conviene nemmeno ripararla.
Per trovare una qualità di materiali pari a quella che 20 - 30 anni fà era normale, ora devi spendere una fortuna.
La verità è che l'inflazione si è mangiata il valore dei soldi, tanta gente non potrebbe nemmeno sopravvivere se non esisterro alimenti e beni di pessima qualità a "basso costo".
Le persone non comprendono che la qualità dei prodotti, corrisponde alla qualità della vita, si comprano alimenti a basso costo pensando di risparmiare e poi si spendono migliaglia di euro di visite e medicine per riparare i danni.
Questo vale per tutti i beni, stiamo diventando tutti inefficienti, perché perdiamo un sacco di tempo con cose che funzionano male e a riparare i danni di una cattiva qualità della vita.
Saluti e Auguri di Buon Anno
Cara Debora,
ti leggo sempre e quasi sempre sono d´accordo con te: questa volta no, é stata una tua mancanza.
Non dovevi valutare la affidabilitá di un impianto termonucleare: dovevi solo constatare che un oggetto che conosci bene perché lo usi (in molte varianti) da una quarantina di anni fosse ben fatto e no, dote di una donna, ti sei fatta solo abbindolare dall´estetica non guardando i dettagli ma pensando solo ai gridolini di qualche amica. Fail. :)
La legge, comunque, tutela anche questi casi con la garanzia: essere rimborsata dipende da quanta energia intendi investire nel far valere il tuo diritto.
Concordo con il post. Io credo che il next future ci riserverà many bad suprises: inflazione galoppante, unemployment diffuso, povertà a livelli mai visti (almeno non nel recente past).
Comprare meno per comprare better potrebbe essere un good slogan per le nostre vite, a patto che sappiamo premiare le best practices delle aziende e delle corporations che sapranno adottarle. I bad producer, invece, andranno puniti evitando di operare qualsiasi acquisto dei loro prodotti. In questa maniera si creerà un link molto molto strong tra i customers e le realtà produttive, dando modo ai secondi di migliorarsi con i suggerimenti dei primi: un po' come se fossero degli advisor da ascoltarare saggiamente, e dai quali learn something.
Anche il retrofit delle car, o il ri-uso degli objects potrà concorrere a rendere migliore il nostro economic and social system.
Posso concludere questo mio message augurando un good 2012 a tutti, e soprattutto molta molta serenity (che di questi times non guasta mai).
Ma, cara Debora/Crisis, non c'è bisogno di rivendicare quel genere di diritto di cui parli.
Nessuno è esperto di tutto.Semmai dovremmo esercitarci di più nel dovere di conoscere le cose fondamentali per mantenere un equilibrio accettabile tra noi e il mondo non umano.
Il mondo non umano pare che si limiti in modo quasi inconsapevole, per noi è necessaria un consapevolezza tanto più profonda quanto più è complesso è il mondo da noi creato.
Poi, possiamo anche scegliere consapevolmente l'annientamento provocato dall'avidità, ma almeno ci siamo comportati fino in fondo secondo la nostra peculiare natura.
Noi abbiamo il privilegio di avvertire "La sensazione dell'infinito" ma misteriosamente siamo confinati in una condizione dove memoria, lunghezza della vita, creatività e dimensioni fisiche nostre e del luogo in cui viviamo, sono da sempre in conflitto.
Dovremmo vivere su una terra illimitata per assecondare i desideri scaturiti da quella sensazione, ma non riusciamo nemmeno a immaginare di quale materia essa dovrebbe essere fatta.
Si tratta di fisica vera e propria,non di fumosa filosofia.
Non oltrepasseremo questo secolo e nemmeno lo concluderemmo tutti quanti insieme appassionatamente, proseguendo imperterriti il cammino di decine di secoli precedenti, chiunque non sia mentalmente malato lo sa nell'intimo dell'animo.
Non dobbiamo scegliere tra il niente e l'infinito.
Ma tra il novecentonovantanove, il mille e il milleeuno.Per accedere a quell'uno in più, a volte bisogna rifare tutto daccapo.
Marco Sclarandis
Caro Marco, io rivendico come diritto quello di non dover essere esperta di ogni cosa al mondo. Esiste la legge a tutelarmi.
E se la legge non viene rispettata da chi vende, non compro più niente. Per fortuna è tutta roba inutile, di cui ho già casa piena, e almeno questa protesta posso agevolmente attuarla.
Eh no Debora/Crisis, se non ti senti in grado di saper giudicare la qualità della merce che compri, allora puoi solo fidarti delle lodi del venditore e del mercante.
In questo atteggiamento risiede un nodo cruciale di tutta l'intera civiltà.
Tutti noi ci dobbiamo fidare in fin dei conti degli altri oltre che di noi stessi, ma siccome sappiamo che siamo capaci di frode, la nostra fiducia non può essere illimitata e incondizionata.
Per non farci fregare dobbiamo costantemente lavorare d'ingegno e perpicacia, stando pure attenti a non precipitare nel gorgo della paranoia, cascati nel quale sospettiamo di tutto e di tutti.
Il tuo "Basta non compro più niente" lo sento come un urlo di dolore estremo e un grido di rivolta verso una civiltà che non volendo pagare il giusto prezzo della sua esistenza, cerca di non rimborsare nemmeno il costo della sua sopravvivenza.
Noi umani abbiamo sostituito il crudele e matrigno ordine della natura, ma praticamente perfetto, con un disordine colmo di abissi di crudeltà e perfidia quasi irrimediabili.
Per andare sul concreto, milioni di borse di pessima fattura, in capo a cent'anni diverranno materia riciclata o inerte, ma centinaia di impianti nucleari guasti e osoleti rimarranno per secoli come insidiosi e letali sarcofagi a meno che noi non provvediamo a renderli innocui.Cosa che non pare affatto probabile vista l'enormità dell'impresa e le chiacchere spese per affrontarla.
C'è troppo fuoco acceso sulla Terra e quindi troppo fumo.
Ma gridare "Basta,non respiro pù!" può essere solo temporaneamente provocatorio.
Bisogna spegnere il fuoco inutilmente e dannosamente acceso.
Marco Sclarandis
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E da una vita che vivo di riciclaggio. Le cose belle e di qualità ho potuto solo acquistare andando ai mercatini dell' usato. Ad un certo punto della mia vita era diventato una decisione,da piccola era una necessità.
Avrei potuto avere un guadagno superiore, ma ero troppo golosa di una cosa sola, del mio tempo.
La qualità di vita viene misurato nel quanto puoi acquistare.Avere non essere.Caro Erich Fromm.
Mi chiedevo giusto stamattina godendomi un ora di più a letto, riuscendo a non schizzare su con lo squillo della sveglia ma lentamente scrostandomi dal sonno. Che piacere!
Mi chiedevo cosa ci resta con un black-out, anzi cosa resta a me. Il tempo passato attacata ai fili, anzi wireless , è immenso ormai.
Mi resta una casa piena di libri, mi resta carta da riempire con disegni e scritti, mi restano persone da guardare in faccia. Il prezzo?
Non costa nulla.
E ora di scoprire la cultura del sì piuttosto che stare dietro ai divieti che aumentano, i muri che si innalzano giustificate con false sicurezze.
Buon anno, e state attenti a non farvi soccombere lo spirito. Reimperare a respirare liberi è forse la via , staccarsi dalle tante bombole d'ossigeno.
Essere poveri non e' un vanto eh
X Debora
Stavolta sono totalmente e incondizionatamente daccordo con te!
@23
Per fortuna che non ho avuto genitori come te, sai che tristezze di ricordi del natale che avrei a quest'ora! Le bambole fatte con i contenitori delle lampadine è la cosa più triste e miserabile che abbia sentito negli ultimi cinque anni.
ho comprato una borsa CARPISA come faccio ogni anno si è rotta subito la cerniera esterna me l'hanno aggiustata e tenuta un mese e mezzo in fabbrica.Restituita e dopo due aperture di cerniera uguale a prima !!!!non l'hanno toccataaa non comprate quel marchio tenetevi le borse vecchie!
Pietro,
scusa ma a me della marca me ne frega un accidente. Se l'ho scritto, è perché c'è sempre il fesso che viene qui a dire "ehhh ma se la compravi di una marca buonaaa...", come hanno fatto nel post sulle lavatrici. Così ho evitato quei commenti scemi.
Per il resto: io NON sono tenuta a saper giudicare la qualità di una borsa, di una scarpa, di un ferro da stiro o di una sedia. Quindi NON sono in grado di capire se il tuo negozietto "fatto a mano" ha borse buone o è solo un'altra fregatura.
Quel che so è che se pago poco prevedo di avere poco, ma se pago una cifra media PRETENDO di avere una cosa che almeno duri un po', e non tre giorni. Senza dover essere un'esperta di pellami e cuciture. Altrimenti è una truffa, e siccome mi rifiuto di diventare un'esperta in tutto per pararmi il didietro coi truffatori, semplicemente non compro più nulla e che si attacchino al tram.
Mah lol, Debora!! PER FORZA che si e' rotta: era DI MARCA. L'errore è quello. Dietro la marca c'e' sempre o quasi sempre la fregatura, il valore aggiunto ( che non aggiunge un beato caxx) del nome etc etc. Le borse si comprano vintage, eventualmente oppure alla piccola boutique sotto casa ( io ce ne ho una, che dalla botteguccia in via dell'oche e' diventata addirittura una firma, le sue borse le ho trovate pure a trento ed è pure una lontanissima parente, pare. Tie' il link, 'che magari di passaggio le ritrovi... http://www.teresacambi.it/). Meglio il vintage, comunque. Pensateci un attimo: SE qualcosa esiste e dura e merita di essere rimesso in vendita, un valore REALE ce lo deve avere e pure una qualità visto che, giustappunto, è durato. semplice, lineare, efficiente. 8o)) Buon anno a tutti i crisaioli, eh.
nevrosi compulsiva da acquisti. La depressa che corre allo shopping e torna con gli occhi che brillano dalla contentezza. Togliere la libertà interiore è più soddisfacente e subdolo, che vincere una battaglia in campo aperto. E costa anche molto meno sforzo ed il rischio, se ti scegli le vittime giuste, è assai minore. La vittima inoltre rimane schiava per tutta la vita, perchè contemporaneamente viene oscurata la capacità critica di giudizio. Col peak oil queste poveracce e poveracci rischiano il suicidio, ma in fondo se non ce più da sprecare, a cosa servono?
Bravissima!
Io fin'ora ho comprato un solo giocattolo a mia figlia. Gli altri o sono ricicli o li creo con quello che ho in casa. Ad esempio, con la copertura in plastica delle lampadine a basso consumo (tolta la lampadina ovviamente) ci fai delle teste tonde bellissime su cui disegnare occhi, poi le infili in un vecchio e ben lavato contenitore per shampoo o roba simile e viene un bel pupazzo. Le scatole, gli anelli delle tende, tutte cose con cui gioca senza stancarsi... Ne abbiamo fin troppe di cose, inutili e stupide.
#21
Questo è propio,almeno per me , il problema fondamentale , di buttare via i soldi propio non ci riesco, i soldi che guadagno sono più che sufficiente per tutta la famiglia (moglie e figlio) ,e non sono tantissimi, ma ad esempio di poter lavorare 4 ore io e 4 mia moglie non è propio possibile, non esiste nessun tipo di flessibilità .
Io sono convinto come hanno scritto altri che si potrebbe lavorare tutti meno e anche in maniera stabile.
Ottima idea. Sono anni che lo faccio e non vivo certo peggio che se spendessi a destra e a manca. Ho solo un tarlo che mi rode, e non poco: se non spendo (e non spendo) perché devo lavorare di più di quel che mi servirebbe per guadagnare di più di quel che mi serve, oltre tutto in considerazione del FATTO che quando la formica risparmia è sempre pronta una cicala per fotterle quel che ha previdentemente accantonato? In altre parole, perché gli impieghi sono standardizzati ed è così difficile "personalizzare" il carico di lavoro e la rispettiva paga? Se mi dite che è un caso non ci credo. Secondo me è una delle facce della nuova forma di schiavitù più o meno soffice che il sistema (nelle persone fisiche di coloro che lo dirigono) ci impone -- guai anche solo a pensare di tirarsene fuori! La libertà. oggi come ieri, è uno spot pubblicitario, cioè una menzogna vestita a festa.
Io mi sono spinto anche oltre:per esempio, recupero viti, bulloni e quant'altro da un elettrodomestico rotto, oppure i vaseti dello yogurt da utilizzare come seminiere, tanto per fare un paio di esempi. In cantina conservo i giocattoli dei nipoti oramai grandicelli, da riciclare quando avranno figli a loro volta. Coltelli, forbici e lame affilate in genere, le riporto a nuova vita usando una vecchia mola da arrotino. Molti apostrofavano questo mio comportamento come semplice ed esecrabile tirchieria, ma la realtà è che odio comperare qualcosa che poi utilizzerò una sola volta.
Con gli scherzi che ci prepara il governo la tua piu' che una scelta sara' un necessita'
Tutto ok, ma…: perché consumiamo? Perché se non consumassimo cosa ce ne faremmo dei soldi? Se non sapessimo cosa farcene dei soldi cosa ce ne faremmo del lavoro? (se lavorassimo secondo il nostro effettivo fabbisogno direi che occhio e croce lavoreremmo meno di sei mesi l’anno, senza per forza voler immaginare esistenze luddiste o monacensi). Se non sapessimo cosa farcene del lavoro cosa faremmo durante la nostra esistenza? Probabilmente finiremmo con l’interrogarci sulla nostra finitezza, sulla morte come destino ultimo che vanifica l’esistenza stessa (anche se Cioran sosteneva che proprio la morte dava un senso alla vita, ma lui aveva la forza dei grandi pensatori, merce che non trovi al discount). Insomma, se non fossimo degli zombi consumisti rischieremmo di diventare degli zombi nichilisti: ovviamente il mercato ci preferisce nella prima versione, mentre noi a livello inconscio ci rendiamo conto che la differenza è davvero troppo labile, per correre il rischio e la fatica nel cercare alternative convincenti: temiamo che il fallimento ci precipi dolorosamente nell'abisso, quindi meglio un indolore e letargico inabissamento nelle sabbie mobili.
Provo spesso a spiegare che malgrado il mio reddito sia piuttosto basso il mio problema economico più grande è riuscire a spendere il danaro. La qualità degli oggetti è così bassa che provo disgusto all'idea di doverli usare, quindi se posso evito di comprarli. D'altra parte, gli oggetti di qualità accettabile hanno prezzi spesso inaccessibili. Questa discrepanza tra livello di aspettative e livello di reddito è decisamente un bel problema.
Io ho una macchina vecchia di dieci anni, il computer di casa ne ha quasi 9, il mio cellulare circa 6.
Per l'essere umano "standardizzato" (definiamolo così), è difficile abbandonare la rassicurante sicurezza datagli dal comprare, perchè questa è la stessa che lo fa sentire integrato nel sistema, parte di esso. Egli deve essere un consumatore per sentirsi parte del mondo economico; non importa se è anche un produttore, al sistema interessa solo che la moneta giri. L'oggetto acquistato, per la maggior parte delle volte non gli servirà (non si pensa più all'utilità), ma non importa; quello che conta è il fatto che questo sia nuovo. La novità è una garanzia d'integrità sociale; rappresenta l'evoluzione e la conseguente illusione che tutto quello che si produce rappresenti un miglioramento. Il problema è che molti, troppi, si sentono migliori (non solo appagati ma esistenzialmente realizzati) solo dopo aver usato del denaro per entrare in possesso dell'oggetto-novità.
Però io ci credo sinceramente nel cambiamento. Credo nella nascita di una nuova gigantesca cultura del riciclo e del risparmio. Vivere bene senza usare (o usando al minimo) la moneta è la vera rivoluzione. Think different.
un appello disperato
ho 2 bambini, e ogni (santo) natale veniamo investiti di spazzatura
non sappiamo più dove metterla
pezzi e pezzettini dappertutto, decine di "messe in ordine" dei giochi giornaliere
ai bimbi 90 su 100 fanno cagare e li sbattono lì per non giocarci mai più
il volume dell'imballo arriva al 700% del contenuto "utile" (misurare per credere!!!)
si rompono in un amen, e i bambini ti chiedono continue riparazioni impossibili
centinaia di pile che vengono in massima parte consumate perché lasciate accese dalle pesti
mandate a cagare i negozianti, che lucrano sui nostri sentimenti verso i pupi e ti vendono merda (il settore più marcio in assoluto, dopo il software ovviamente)
basta!
o trovate dei giochi veramente degni
oppure lasciate perdere!
un librino, se proprio non riuscite a resistere alla scimma consumistica
però magari guardatelo dentro, prima di procedere all'acquisto
di roba marcia ce n'è anche li
Confermo anchi'io. Da quando ci è stato imposto il consumismo, non si fà altro che adattarsi: comprare e buttare, senza distinzioni tra ciò che è necessario, e quello non.
Fai da te, risparmi tre. Non fà rima ma ci azzecca!
Le uniche cose che durano sono quelle che ti fai da solo. Il resto, quello che si vende, è tutto defective by design. La borsa con 60 euro di pelle e borchie la tramandi ai nipoti.
Proprio l'altro giorno guardavo la nuova Panda e pensavo: 30 anni, decine di revisioni, ed è sempre il solito oggetto a 4 ruote con motore a combustione interna che ti porta dal punto A al punto B. Ogni giorno escono nuovi modelli di maglioni, cappotti, scarpe, mobili... con l'unica differenza che il modello nuovo è fatto di materiale più scadente. Tutto per alimentare l'uroboro che divora se stesso,
C'è una notizia: non serve che tutti lavorino. Se lavorasse metà della gente per mezza giornata sarebbe più che sufficiente per produrre quello che serve realmente. Abbiamo tutti i mezzi e le tecnologie per poterlo fare.
Per la verità è da un po' che ragiono in questi termini: ho scoperto così che più la roba è vecchia, più dura. Quella degli Anni 70 e 80 (eppure già allora esisteva l'obsolescenza programmata), se si riesce a riesumarla, si rivela grintosissima, altro che le ciofeche attuali. La credenza di mia nonna, poi, è splendida non solo in senso estetico: ma è un altro paio di maniche.
Il problema è quello che NON si pouò fare a meno di comprare: perchè va bene tirare fuori dalla naftalina i cappotti, ma le mie mutande Anni 70 e 80, con rispetto parlando, sono defunte da mo'.
Penso che lo sappiano. E che si siano organizzati per fare in modo che le poche cose davvero da ricomprare (tipo le mutande, ma non solo) assicurino guadagni analoghi a quelli degli ormai impraticabili shopping ai centri commerciali. E' questo il vero dramma di fronte al quale siamo indifesi
l'aspetto della obsolescenza programmata non è il solo. Lo spreco di risorse, i soldi che non ci sono, un modello economico fallimentare... Sono 20 anni che predico queste cose, non è servito a molto, perché se non si compreranno più cianfrusaglie è solo per mancanza di soldi o per la scarsa qualità delle merci... triste ammetterlo: l'essere umano progettato dal mercato è consumista e sprecone. Non v'è rimedio se non la catastrofe economica che ci attende...
Benvenuta tra noi risparmiosi!
Acquisto solo se "costretto", ma cerco di comperare bene (magari non una borsa a 300, ma a 160€ la trovi molto buona).
SE posso, riparo fino all'improbabile.
Ohhhh... finalmente qualcuno che inizia a pensarla come il sottoscritto: è da almeno il 1997-1998 che ho iniziato a fare così, quando, resomi conto che un paio di scarpe di una marca che non cito erano robuste e durevoli ne acquistai varie paia a "stock" direttamente presso lo spaccio della fabbrica.
E inizio ad aver necessità di scarpe nuove estive adesso... (di quelle invernali ne ho ancora) e siamo a fine 2011.
Idem per l'auto: oramai anche dopo 15 anni e 300 e passa mila km la carrozzeria della mia precedente vettura era senza apprezzabili tracce di ruggine, così invece di cambiarla con una nuova ne ho presa una usata di 6 anni: 1/3 del costo di acquisto iniziale e tutti i richiami relativi a quel modello già smenati dal precedente proprietario. Oltre a cio' se me la abbozzano nei parcheggi non mi ci metto nemmeno a rodermi il fegato, tanto l'ho comperata per poco.
Hai super-ragione! Mi unisco a te nell'intento.
..C'è chi suggerisce al piccolo risparmiatore anzitutto di toglieri da ogni debito, poi di "investire" in metalli fisici od attrezzi per il lavoro manuale ;credo però che Kunstler non tenga conto degli esigui spazi delle celle nostrane negli alveari urbani, quindi mi permetto di suggeirre di comprare strumenti ottici di qualità ( microscopi, obiettivi fotografici), tenerli ben imballati per una ventina di anni e poi provare ad aprirli per rivenderli ad un prezzo reale credo più sostanzioso dell'attuale.
benvenuta nel club :-)
Stamani mi sono alzata con in testa una frase di Seneca: "Usa i piatti d'argilla come se fossero d'oro e i piatti d'oro come se fossero d'argilla". Speriamo in un anno con più responsabilità nell'uso di ciò che circonda. Grazie del post, Debora!
D'accordissimo...anch'io per quanto posso mi impegno a non comprare nulla...ho di qualsiasi cosa almeno 10 qualità diverse! E siamo messi tutti così!
Brava.Ci ha pensato qualche anno fa anche Judith Levine e ne ha fatto un libro dal titolo "Io non compro" (2006).L'unica cosa che si capisce bene dal libro é di quanto siano scellerati negli acquisti gli americchioni.Sul fatto della qualità infame dei prodotti che si comprano ultimamente, niente da dire.La roba dura un mese.Non parliamo della qualità del cibo.
io ho ancora in cantina il mio primo zaino di montagna di 35 anni fa, quasi intatto
gli zaini di oggi non durano due mesi, a meno di prendere roba superprofessionale
non parliamo degli ombrelli, una vera sciagura, al primo colpo di vento si disintegrano e non c'e' verso di rattopparli
alle 11:12
Stefano
Sembra passato un secolo quando ci "costringevano" a cambiar l'auto con la rottamazione, giocare in borsa e comprare casa. Solo ora ci rendiamo conto di avere delle rate per la macchina nuova e di aver buttato via la vecchia auto migliore di quella nuova, delle azioni che hanno perso il 90% del loro valore e non riusciamo a pagare le rate del mutuo-casa. Ricordate l'oppressiva pubblicità dei coistruttori di autoveicoli, l'incessante parlare di borsa nei vari TG nazionali? Tutto questo perchè siamo condizionati troppo dalla pubblicità e siamo un popolo di pecoroni. Il mio vicino ha comprato la macchina nuova? Allora la compro anch'io!!! Oggi che non si arriva a fine mese vorremmo andare in bicicletta, avere dei soldi in contanti come risparmi e aver comprato una casa più piccola. Signori viviamo in questa società è ora di uscire dal gregge. E dimenticatevi le "griffe" sono inutili...........