blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Alluvioni. Facciamo come al tempo dei Borboni

Martedì 8 Novembre 2011, 11:50 in Apocalypse now, Bugie, Reimparare di

I Regi Lagni sono frutto di un'opera di canalizzazione e bonifica avviata dal viceregno spagnolo nel 1610. Data di costruzione dell'opera: 1610. Progetto: i più grandi architetti del tempo. Tempo di realizzazione: 6 anni.

Regi lagni 2.jpg Apprendo con stupore, via Gennaro Carotenuto, che Paolo Villaggio avrebbe fatto dichiarazioni deliranti di questo tenore, riguardo alle alluvioni liguri:

"Sono colpito ma anche vaghissimamente indignato perchè i liguri hanno la presunzione di essere una cultura anglosassone diversa dalla cultura sudista borbonica che è forse la piaga di tutta l'Italia"

Probabilmente si tratta del peso degli anni, anche se il mio babbo ha la stessa età di Villaggio, dimentica di comprare il latte, ma non si sognerebbe mai di dire simili scempiaggini. Che i liguri siano una cultura anglosassone mi suona davvero curioso, ma chi sono io per smentire un ligure? Decisamente poi non condivido questa connotazione positiva di "anglosassone" contrapposta alla connotazione negativa di "borbonico". Sarà che son romana, e qui da noi gli anglosassoni ce li figuriamo da sempre con l'elmo a corna e l'ascia in mano ad emettere grida gutturali. Non una roba a cui ispirarsi.

Quanto ai Borboni, credo che Villaggio, chi la pensa come lui e soprattutto chi è addetto alla manutenzione del nostro territorio dovrebbe leggere attentamente cosa sono i Regi Lagni, magari traendo ispirazione per le prossime indispensabili Grandi Opere per mettere in sicurezza il Paese.

I Regi Lagni sono un reticolo di canali rettilinei, perlopiù artificiali, il cui bacino si estende per un'area di circa 1.095 km² attraversando le province di Caserta, Avellino, Napoli e Benevento e 99 comuni, per un numero di abitanti equivalenti (sia d'ambito civile che industriale) pari a circa 2.796.360.[1]

I Regi Lagni raccolgono acque piovane e sorgive convogliandole dalla pianura a Nord di Napoli per oltre 56 km da Nola verso Acerra, Brusciano, Pomigliano d'Arco, Afragola e quindi al mare, tra la foce del Volturno ed il Lago di Patria, estendendosi lungo 110 000 ettari.

I Regi Lagni sono frutto di un'opera di canalizzazione e bonifica avviata dal viceregno spagnolo nel 1610 per porre fine ad un problema che da secoli attanagliava la Campania Felix: le frequenti inondazioni.

Data di costruzione dell'opera: 1610.

Progetto: i più grandi architetti del tempo.

Tempo di realizzazione: 6 anni.

Appena 6 anni, nel 1600. Che retrogradi i Borboni, nevvero? Noi invece sì, che siamo anglosassoni.

18
18 commenti
18
17 Dic 2011
alle 20:18

chicca51

Caro clambfr,

abito in Liguria e ti rispondo subito: Vorrei tanto che gli anglosassoni e la loro cultura non si facessero vedere da queste parti. E nemmeno gli amerikani. E nemmeno i tedeski. E nemmeno.............................certi italiani.

17
29 Nov 2011
alle 19:19

Terroni a chi?

Complimenti, bellissimo post. Ci siamo permessi di citarlo in un articolo sull'argomento pubblicato nel nostro blog.

16
10 Nov 2011
alle 08:35

clambfr

Io abito a Pollena, quel Comune del napoletano recentemente assurto agli onori della cronaca per la morte di una ragazza la cui auto è stata investita da un fiume d'acqua e fango che veniva giù dal monte. Tutt'intorno a casa mia ci sono gli alvei fatti costruire dai Borboni, che oltre a essere un ricettacolo di discariche non sono per nulla manutenuti: così, a causa del menefreghismo tanto dei cittadini che delle Amministrazioni, quando si scatena un nubifragio succede quello che si vede nel video del post #1.

Vivo al sud, ma non sono un meridionalista, né mi sono mai piaciute le dominazioni di qualsivoglia bandiera: fossero asburgiche - che detto én passant erano austriaci, non spagnoli - francesi o spagnole. Eppure non posso non riconoscere che durante il periodo borbonico Napoli e il Sud in generale erano al massimo della loro fioritura; per cui Villaggio farebbe bene a starsene zitto, e a non approfittare troppo della scusante dell'anzianità. Degli anglosasssoni e della loro cultura, poi, sinceramente non so che farmene: se li reputa un buon modello fatti suoi, ma per curiosità chiederei ai liguri se sono d'accordo...

15
09 Nov 2011
alle 12:44

M.Persico

HOI basta dragare i fiumi e ridare il permesso di cavare la sabbia da alveo dove in eccesso, gratis per lo stato. Pero' si distrugge l'eco-sisteme, che giustamente vuole entrarti in casa di tanto in tanto

14
09 Nov 2011
alle 07:42

massimo rocca

Non era per fare il precisante, figurati se con tutto quello che succede, e su un blog così utile come il tuo, uno perde tempo con queste quisiquilie. E' che un conto sono gli spagnoli del siglo de oro che sono appunto un culmine di cultura e di amministrazione, un conto, quasi due secoli dopo i Borboni (che sono Francesi, anche se poi approdati sui troni di Spagna e del vicereame) del re bomba, dopo che con la controrivoluzione sanfedista le classi dirigenti del mezzogiorno "decisero" storicamente la rottura con il movimento borghese e progressista del resto d'Europa, passando dalla Napoli Portici alla Salerno Reggio Calabria. Lo dicevo proprio perchè altrimenti facciamo "au contraire" del luogocomunismo. Non sono i "meridionali" ad essere meridionali, sono i governanti a farli diventare tali.Con immutata stima e riconoscenza per il tuo lavoro

 

13
08 Nov 2011
alle 23:44

Debora/Crisis

Orsù Massimo, governavano gli spagnoli. Spagnoli come i Borbone che li hanno seguiti. E la parola "borbonico" nella vulgata comune odierna significa "un qualsiasi governo spagnolo della Terronia, incivile, barbaro e noncomenoi". Si cercava solo di far venire qualche dubbio sui luoghi comuni, ma arriva sempre il precisante. Pazienza.

 

 

12
08 Nov 2011
alle 23:21

Daniela

...oddio, arrabbiarsi per qualcosa che dice Villaggio mi pare esagerato. Nel suo ultimo capolavoro "Prontuario comico della lingua italiana" se la prende un po' con tutti, ma è piuttosto pesante con i friulani scrivendo che "per motivi alcolici non sono mai riusciti a esprimersi in italiano, parlano ancora una lingua fossile impressionante, hanno un alito come se al mattino avessero bevuto una tazza di merda e l’abitudine di ruttare violentemente”.

Se uno gli da retta gli fa pubblicità.

11
08 Nov 2011
alle 22:54

Andrea

beh....

Se non sbaglio si sostiene che il vantaggio della vecchiaia è di poter dire quello che si vuole, tanto sei alla fine del giro.

Certo vedere "intelletuali" come Villaggio , senza dimenticare quel "genio" di Giorgio Bocca, indicare nel Sud l'apoteosi di ogni nefadenzza non  mi stupisce, danno solo voce a ciò che molti "padani" ( che ricordiamo sono tutti alti, belli e con gli occhi azzurri nochè ariani, insomma il ritratto di Calderoli e Borghezio ) pensano.

In ogni caso mi viene da vomitare...

10
08 Nov 2011
alle 17:32

Massimo Rocca

Proprio perchè il commento di Villaggio è stupido, cerchiamo di non sbagliarci. All'epoca c'erano gli Asburgo di Spagna, i Borboni arriveranno dopo....

9
08 Nov 2011
alle 16:10

Luposelvatico

Sbagliato il punto di partenza, in questo post: commentare le parole di Paolo Villaggio è una cosa che mette tristezza. Ha una rubrica sul manifesto, la domenica, e da sempre mi chiedo perchè. Non ha nulla da dire di sensato. E' stato ed è un grande attore, ci ha fatto ridere ed emozionare. Sul resto, caliamo il sipario e non chiediamogli di più: non sarebbe giusto.

8
08 Nov 2011
alle 15:09

Paolo B.

Beh, Villaggio ha i suoi anni e la sua incerta salute, e certe sue affermazioni forse non sono poi tanto lucide.

Vabbè, a parte questa mia considerazione, tutto lo scempio ambientale in questa repubblica delle banane, non sarebbe mai avvenuto e non continuerebbe ad avvenire, senza il complice appoggio al malaffare politico/imprenditoriale/mafioso di una stragrande maggioranza di popolazione lassista e menefreghista, ambientalista unicamente a parole (movimento no Tav a parte e qualche altro raro evento di manifestazioni pro ambiente).

Non si tratta certamente di cultura sudista, ma di cultura dell'egoismo personale, ovvero, al mio stile di vita non ci rinuncio se posso mantenerlo.

E questa mentalità è diffusa, con intensità variabile, a tutte le latitudini... 

7
08 Nov 2011
alle 14:52

Dottor D.

Basta, per favore, basta con questo vizio di usare il mondo anglosassone come pietra di paragone della civiltà. Vi consiglio una lettura interessante: "C'è del marcio in Inghilterra", di Gaia Servadio. Vi chiarirà le idee sul fatto che c'è ben poco da prendere a esempio nella Gran Bretagna contemporanea.

6
08 Nov 2011
alle 14:48

carmine pongelli

Borbone, Debora, non Borboni, ché i meridionalisti si incacchiano.

5
08 Nov 2011
alle 14:18

albertog

Villaggio è piuttosto approssimativo: per "liguri" con un po' di presunzione intende la borghesia genovese di cui lui faceva parte (e che forse oggi non esiste più) rinata nel 1800 con l'industrializzazione e con lo sviluppo del porto, che aveva forti legami con la Gran Bretagna, anche dal punto di vista culturale: a Genova sono nati il football e gli scout italiani.

4
08 Nov 2011
alle 13:34

mario2

beh, secondo me non è questione di cultura nordista o sudista, ma di sistema politico, cioè monarchia contro democrazia. in una monarchia il re tira fuori a fatica i soldi (suoi) e la vuole realizzata; in democrazia una banda di ladri si fa eleggere, s'inventa un'opera inutile e passa la vita a saccheggiare lo stato

3
08 Nov 2011
alle 13:27

tanto_mi_bannano

fra i mille filamti e le mille foto dell'alluvione, quella che davvero mi ha lasciato sconvolto è il canale vicino a Pozzuoli che era un solo tappeto di contenitori in plastica. da vergognarsi, altro che rivendicare la borbonesità passata!  (ps. qualche egiziano potrebbe rivendicare la maestosità egizia, ma adesso muore di fame, vedi tu)

2
08 Nov 2011
alle 13:01

steu

Pieni di munnezza, che fa la sua parte nelle alluvioni, come i canali di Genova e qualsiasi corso d'acqua che si rispetti in Italia ad eccezione forse del Trentino. Questa è la vera passione italiana, arrivare in auto dappertutto per depositare rifiuti nell'ambiente.

1
08 Nov 2011
alle 12:33

alessandro

I Regi Lagni, in effetti, andrebbero recuperati. Ora come ora, però, sono delle discariche di munnezza...

http://www.youtube.com/watch?v=nYe9nXo-heQ

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere