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Proiettore a pedali: low tech&hitech: una lettera dalla Tanzania

Pietro Cambi avatar Venerdì 5 Agosto 2011, 00:38 in Energia, Low tech, Reimparare, Vita quotidiana di Pietro Cambi

 la foresta vergine del parco
Le foto sono tratte da qui

Della fortunata serie post peak e mix inventivo lowtech&hitech per sopperire alla mancanza della corrente elettrica nelle comunità isolate, ecco una interessante testimonianza da un amico in Tanzania per motivi di ricerca ed insegnamento.
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Ciao Pietro,

mentre ero in Tanzania per una Summer school al Parco di Udzungwa(http://www.mtsn.tn.it/INGLESE/ing_sezioni/sum-sch11.asp ), che è stata una esperienza interessante e molto produttiva e ci ha consentito difare partecipare un certo numero di studenti Tanzaniani ad un tipo di formazione per loro non sempre accessibile, sono stato testimone attivo di una proiezione di un film con uno strumento molto simpatico e particolare che ti racconto.
Una sera, nel centro di ricerca dove alloggiavamo

centro studi del parco

si è presentato Andrew Marshall (http://www.york.ac.uk/res/kite/people/current/Andrew%20Marshall/Andrew%20Marshall.htm) ricercatore presso l'Università di York e molto addentro alle tematiche di ricerca e sociali della zona, che portava con sè un originale
attrezzo per proiettare film nei villaggi africani della zona.
Andy sta portando avanti un progetto Udzungwa Forest project (http://www.flamingoland.co.uk/park/udzwunga-forest-project-overview.html) per favorire non solo la conoscenza scientifica delle foreste tanzaniane ma anche la diffusione nelle comunità locali della consapevolezza del valore della biodiversità in cui i villaggi sono immersi, nella speranza che capirne il significato aiuti i locali a non buttare via le proprie risorse naturali.
Uno degli strumenti che utilizza è un attrezzo alimentato tramite una bicicletta posta su un supporto che la tiene in piedi e la cui ruota posteriore aziona un rullo collegato ad una scatola che contiene un lettore di DVD, un proiettore ed un altoparlante. Qualsiasi bicicletta fa al caso, a detta di Andrew basta che abbia la gomma della ruota di dietro in buone condizioni.
Questa è la foto:

projector1.JPG
Quello che si vede vicino alla scatola nera è Andrew.

I particolari tecnici su come funzioni scatola nel dettaglio non li so, e sei certamente più bravo tu di me a capirli.
Ti spiego solo come ha funzionato nella pratica. Ci vogliono due minuti circa di pedalata mooolto energetica per attivare l'apparecchio, dopo due minuti però con una pedalata non particolarmente impegnativa e con un occhio all'indicatore che non deve mai scendere sotto una certa soglia, si riesce a mandare avanti la proiezione di un film alternandosi alla bici e condividendo così lo sforzo con gli altri spettatori.
Per la cronaca, abbiamo visto Benda Bilili, un bel film documentario sulla storia vera di una band di squatter di Kinshasa (Congo) composta per lo più di persone rese paraplegiche dalla poliomielite che riesce ad ottenere un successo strepitoso in Europa a dispetto di tutto.
Ho pedalato per una ventina di minuti ed è stato divertente e non particolarmente impegnativo, la bicicletta è orientata verso la proiezione per cui mentre pedali guardi il film. Mi faceva una strana sensazione, pensare di stare guardando un film che veniva proiettato grazie all'energia delle mie pedalate...
Lapperlà ho avuto una visione... e se lo facessimo in tutte le aule delle nostre università? Invece di accendere i proiettori ed attaccare i computer, professori e studenti pedalano per proiettare le slides, e alimentare i portatili rendendoci consapevoli in ogni istante del fatto che tutto consuma energia e contribuendo a risparmiare sulle bollette pubbliche (anche se è vero che, per lo meno nell'università dove lavoro io, gli sprechi energetici sono per lo più riscaldamento e
condizionamento totalmente inefficienti).
Questo strumento viene utilizzato comunemente nel progetto di Andrew per
proiettare documentari, fare formazione nei villaggi. Ho visto delle foto con decine di bambini che guardavano le proiezioni e si alternavano
ai pedali...

P1140884_ad_jresampled.jpg 


Se comunque l'indicatore dovesse scendere sotto la soglia fatidica, il
proiettore dopo un po' si arresta, bisogna pedalare di nuovo un paio di minuti a tutta birra, poi si manda avanti il dvd fino a dove si è interrotto e si continua la proiezione.
A volte diamo troppo per scontata la disponibilità dell'energia elettrica. Un salto nell'Africa dei continui black out e della discontinua internet riporta nella realtà. L'energia elettrica non è gratis. Però è interessante vedere che potremmo produrcela da soli anche a pedali...
Purtoppo so che l'attrezzo che usa Andrew è ancora piuttosto caro, ma credo che con poco sforzo e altre tecnologie si potrebbe realizzare a costi assai inferiori, infatti Andrew sta cercando di capire se si può replicare con tecnologia reperita in loco.
Comunque al di là dei costi attuali che sono destinati a cambiare nel futuro l'idea è geniale non solo per l'Africa, ma anche per noi "westerner".
Si potrebbe fare la cyclette e alimentare la TV con cui guardarci il nostro programma preferito, unire la forma fisica, il risparmio e energetico e l'intrattenimento...
Sapevo che questi attrezzi esistevano, ma è stata la prima volta che ne ho provato uno e l'esperienza è stata decisamente positiva ed ... elettrizzante...

Marco Ciolli

20
20 commenti
20
07 Ago 2011
alle 10:49

Karagounis78

Idea carina e lodevole che fa fronte ad un problema localizzato, in attesa di una soluzione più efficiente. Qualcuno ricorderà che è in commercio, proprio destinato ai paesi africani, il computer a manovella. Piuttosto che un generatore a gasolio in quei posto vedrei bene qualche pannello solare sul tetto o qualche mini-eolico se le condizioni fossero favorevoli.

Prendo come mera provocazione quella di usare un sistema a pedali nelle aule universitarie. Anche in questo caso ci sono emtodi più furbi per fare funzionare le apparecchiature elettriche.

19
06 Ago 2011
alle 15:59

mia

Defcon, ho apprezzato le tue critiche precedentemente , sono più che sensate.

La mia esposizione non era in contrasto. E semplicemente altro pensiero.

Ho preso spunto dall' articolo per alcune riflessioni.

Nelle semplicità delle cose si trova delle volte un filone di ripristino di senso.

Ma vedo che non ho saputo spiegare.

Il racconto dell' apriscatole doveva servire a questo.Storia naif, vero, mi rituffavo del resto in una visione che avevo da bambina. Avrà colorato il mio racconto.

(il mio lavoro è in parte con bambini... influisce anche questo)

Spesso si parla di necessità di ridurre “benessere”. Si chiede di rinunciare a tante cose.

Tante cose non servono realmente. Tutto qui. Altre cose potrebbero essere risolvibili con semplici soluzioni.

Molte volte la cosiddetta comodità o ricchezza non lo è ma è dimensione d' inganno ed effimero,è semplicemente occasione di profitto.

Ho colto il post con un significato metaforico.

E così ovviamente ho trascurato le problematiche reali dell' Africa o paesi con problemi simili.

Mi sono presa libertà di pensiero che mi prendo non di rado.

Che un blog come questo debba occuparsi di altro?

Be' può anche servire una storia come questa e dare a te occasione di esporre gli aspetti che hai voluto esporre.

Non di rado è spazio che offre spunto di riflessione oltre ad informazione.

E pare che abbia non poco significato lo spazio del forum in questo caso, delle volte anche più del post stesso.

A me va bene questo . Anzi mi piace e ci sto per questo.

18
06 Ago 2011
alle 15:16

Defcon1970

Crisi sistemica, Mia. Di sistematico ci sono solo i tuoi commenti naïf.

Tanto per fare un esempio, coi 17€+s.s. del tuo (inu...) gadget a manovella che stimola la fantasia... sì, ma dei markettari del greenwashing, ci avresti potuto finanziare ad uso di comunità africane disagiate un millesimo del generatore a biomassa che ho descritto nel mio commento precedente oppure la cinquecentesima parte per la battitura di un pozzo se preferisci o anche l'adozione a distanza di una creaturina per un mese.

Vedi te.

17
05 Ago 2011
alle 19:55

mia

 <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } -->

@Defcon (15)

La crisi sistematica avviene anche a causa di un irrigidirsi di pensieri e percezioni dei partecipanti del sistema..

Nutrire la fantasia  secondo me non guasta.

Situazioni bizzarre come questa possono fungere da fertilizzante per smuovere o stuzzicare .

 

Una crisi crisi sistemica è un ampio organismo.

Ci sta dentro un po' tutto. Anche chi pedala, volente o nolente.

 

 

16
05 Ago 2011
alle 18:35

fausto

Simpatico, anche se complesso; il punto debole è la difficoltà di riparazione, scommetto. Il tallone d'achille del futuro per tutta l'elettronica.

In termini di costo di costruzione ed esercizio, la spunta facilmente nel confronto con i gipponi che mi rompevano le scatole questo pomeriggio mentra tornavo a casa in bici.

15
05 Ago 2011
alle 16:46

Defcon1970

@14

tu ti sorprendi - giustamente- perché non ci vedi niente di speciale, ma la faccenda è peggiore. Dei bambini o ragazzi (africani e non) troveranno sicuramente interessante (=divertente) un generatore a pedali, d'altra parte alla loro età bisogna giocare e imparare non necessariamente con cose utili; la cosa imbarazzante è che degli adulti ritengano opportuno scrivere e divulgare di una minchiata del genere in un blog che ha come tema la crisi sistemica.

L'unica attenuante è l'atmosfera vacanziera che ci pervade...

Questo Marco Ciolli (o chi per lui) è stato solo intelligente a trovare una soluzione a un potenziale problema: doveva fare dei corsi di formazione che prevedevano l'esigenza di energia elettrica, non era sicuro di trovarla, allora si è attrezzato con bici, dinamo, batteria e inverter DC-AC sicuro che se non l'energia alla presa sulla parete avrebbe trovato l'entusiasmo di tanti ragazzi pronti a pedalare.

E magari all'alba della mattina successiva si è fatto pure un giro.

14
05 Ago 2011
alle 15:32

Davide

Scusate non vorrei offendere l'amico del post... una volta si diceva "non ha mai visto il treno", forse in questo caso dovremmo dire "non ha mai visto la bicicletta"!

Dove sarebbe la novita' e l'innovazione? No perche' la mia bicicletta la dinamo che accende la lampadina ce l'ha sempre avuta... Comnque anche se mi trovo pienamente d'accordo su un ritorno al "manuale" laddove il motorino elettrico non e' indispensabile secondo me certe trovate hanno un effetto controproducente su certa opinione pubblica...mica son tutti come noi che leggiamo di picchi petroliferi e crisi globali, la maggior parte delle persone ancora inorridiscono se gli prospetti di dover pedalare per vedere un film, salvo poi spendere qualche centinaio di euro per l'abbonamento in palestra....e poi va a finire che mi votano il nucleare e i rigassificatori :-))

Tornando in Africa:

http://www.corriere.it/ambiente/11_agosto_05/testo-etiopia_94739dca-bdef-11e0-99fd-c37f66002d24.shtml

ma poi perche' non se la coltivano loro?

13
05 Ago 2011
alle 14:54

andreaX

@7

me ne hanno regalata una.

12
05 Ago 2011
alle 13:28

mia

 <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } -->

Mi ricordo  casa mia. I miei avevano un apriscatole semplicissimo.

Un parente che lavorava in un magazzino di cose e cosine che dovevano alleggerire il lavoro in casa portava anno dopo anno un esempio  innovazione come dono ai miei genitori.Apriscatole appunto.

Alla fine era diventato naturalmente  un oggettino elettrico, ovvio.

I miei ci provavano, e bestemmiavano. Ricordo mio padre scuotere la testa.

E ammucchiavano. Facevano collezione.Non osavano dire a questo gentile parente che non adoperavano le meraviglie del progresso.

E tornavano al loro semplicissimo apriscatole.

Oggetto che ho chiesto in eredità. I miei fratelli mi credevano matta.

Un esempio. Mi illustrava tanti anni fa tante cose.

 

 

E uguale a questo(link) – ed è fantastico.Ha anche un bel nome.

Dosenoeffner-Sieger = Vincitore.

http://de.wikipedia.org/w/index.php?title=Datei:Dosenoeffner-Sieger.jpg&filetimestamp=20071102182513

11
05 Ago 2011
alle 12:48

Ludovico

Non lo so, ma sicuramente in un altro video si vede che si puo` usarlo a mano:

http://www.youtube.com/watch?v=5zntuBT3STY

10
05 Ago 2011
alle 12:14

mia

Pedala questo qui??? ;-)

http://www.youtube.com/watch?v=8PJ3L7h5wgk

9
05 Ago 2011
alle 12:01

mia

Ci si potrebbe fare una lunga lista.

Qui un trita-tantecose.Il mio ha almeno 50anni.Mi sa che durerà altri
cinqunata.Ed è anche un bel oggetto.
http://www.pastorinocasa.com/tritacarnemanualen5-p-491.html?language=it

8
05 Ago 2011
alle 11:47

daniele spagli

Non tutti ricordano che buona parte di quello che adesso è elettrizzato in casa, una volta era "a mano".

Pensiamo al tritacarne (quello con tramoggia e manovella da fissare al tavolo), allo sbattitore a manovella (in luogo degli attuali minipimer), alla grattugia per la frutta (quelli in vetro per preparare le pappe ai bambini)... se si tolgono le apparecchiature elettroniche (che notoriamente possono avere consumi molto bassi) la quasi totalità degli elettrodomestici presenti nelle nostre cucine potrebbero essere semplicemente sostituiti da versioni manuali.

Adesso sembra impossibile vivere se non abbiamo la grattugia elettrica per il parmigiano. :-(

Per estensione la stessa cosa si può dire per gli attrezzi di lavoro... per esempio stavo cercando una pompa manuale per poter pompare acqua in alcuni serbatoti in un campo non servito dalla corrente elettrica... ebbene è quasi impossibile trovarne e costano una sassata.

7
05 Ago 2011
alle 10:54

mia

 

Ho appena comprata una come questa...Torcia ricaricabile a mano...piccola cosa ma tutto fa brodo...rende e diffonde il concetto di "altro è possibile"...

http://cgi.ebay.it/TORCIA-PORTATILE-RICARICA-MANUALE-RICARICABILE-A-MANO-/380224808872

6
05 Ago 2011
alle 10:50

Defcon1970

Di solito l'idea del generatore a pedali piace alle donne, mi sarei aspettato questo post da Debora... Io non sono proprio convinto che si possa sviluppare una comunità partendo da una dinamo collegata a una o cento coppie di pedali. D'altra parte, in Romagna, stanno cercando di organizzare un concerto dove gli spettatori si alternano a pedalare su un centinaio di bici come quelle del post (12kW di potenza quella stimata come ottenibile con continuità), quindi non mi meraviglio più di niente.

Ma permettetemi un po' di pubblicità a un prodotto assolutamente interessante e che io sappia unico nel suo genere, magari non tutti lo conoscono. E' una alternativa al FV, con costi paragonabili ma con disponibilità di energia certa.

Sempre più piccole comunità che vivono ai margini o all'interno di foreste in paesi in via di sviluppo (come quella protagonista del post) utilizzano questo  gassificatore di cippato di legna con generatore collegato a un piccolo motore endotermico.

Fornisce 10kW di potenza elettrica e almeno 50kW di potenza termica consumando 12kg all'ora di cippato di legna in quelle zone facilmente ottenibile per mezzo di potature, non abbattimenti di alberi. Agli albori della elettrificazione in Italia, grazie alle prime centrali idroelettriche, 10kW erano sufficienti a comunità di 1000 persone. Questa macchina costerebbe al max 16$ per ogni abitante di questa comunità.

La conduzione della macchina è facilitata da un controller con HW e SW di tipo open source (il mitico Arduino, prodotto da una mente italianissima) e sensoristica sicura.

Le emissioni di gas e particolato dallo scarico sono veramente minime ma il bicilindrico fa un po' di rumore...

Se non sapessi che farmene dei 50kW di potenza termica (casa mia si riscalda con 3kW) l'avrei comprato al posto del FV.

5
05 Ago 2011
alle 10:00

quokka

@pierluigi

sono da'accordo con te sugli aerei militari, me tu se guardassi bene la foto ti accorgeresti che le toyota hanno tutte il logo del centro o dell'associazione parchi tanzania (TANAPA), e sono i mezzi utilizzati  dai ranger (tanzaniani) per il loro lavoro quotidiano. Su quelle strade non ti puoi muovere certo con una smart!

 

4
05 Ago 2011
alle 09:51

fabio

http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Mancino

L'art. 1 ("Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi") dispone quanto segue: "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, [...] è punito: a) con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell'assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni."

3
05 Ago 2011
alle 08:57

andreaX

Idea comunque interessante, a me personalmente piacerebbe applicarla dove possibile anche qui da noi.

Ad esempio io quando torno a casa per tenermi in forma pedalo su un ellittica, se fosse collegata ad una dinamo con un gruppo di continuità avrei messo da parte un po di energia elettrica a partire da un consumo di energia muscolare che comunque avrei fatto lo stesso.

2
05 Ago 2011
alle 04:39

Pierluigi

bellissimo vedere da una parte i ricchi cooperanti internazionali che vanno in giro con delle Toyota da 2 tonnellate, e dall'altra gli africani che pedalano per vedere un film...

probabilmente con l'energia sprecata da un jet militare per un minuto di volo si possono alimentare 1000 proiettori per un anno.

A Mario, il Dr Watson cita dei tests che non esistono proprio, se li e' inventati lui.

 

1
05 Ago 2011
alle 01:49

Mario

Non cercare di mascherare l'inferiorita' mentale dei negri con queste storielle. 
"[sono pessimista] Per le prospettive del continente africano, dal momento che tutte le nostre politiche sociali si basano sul fatto che la loro intelligenza sia pari alla nostra, mentre tutti i test lo smentiscono (cit.)"

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