Crisi sistemica e cambio di paradigma
Il declino di New York.

Storica, celeberrima foto della grande depressione. Sul cartello si legge: 100$ compreranno quest'auto. Ho perso tutto alla borsa di New York ed ho bisogno di contanti.
Titolo scontato ed adusato quant'altri mai,quello di oggi, ma efficace per descrivere la situazione storica della grande città. Ho detto storica, si. Non sto parlando dell'uragano Irene, qui il link al sito del National Hurricane Center, per gli ultimi aggiornamenti. L'uragano farà un sacco di guai, sicuramente, dimostrerà l'ESTREMA vulnerabilità e la quasi nulla resilienza di una città come New York ma guai e rogne saranno riparabili un paio di settimane di lavoro, si spera ( con gli uragani il livello di incertezza è sempre bello alto).
Il punto è che New York ha già superato, probabilmente da decenni, il punto più alto della propria storia ed è ormai in declino.
Con il cuore pulsante del commercio che si sposta sempre di più nelle grandi megalopoli asiatiche, con il perdurare della Crisi, ormai entrata nel quarto anno consecutivo, Wall Street e con lei Manhattan e con loro gli altri quattro distretti cittadini, boccheggiano.
Crisi, si. Nonostante quanto dichiarato ai quattro venti, una ripresa foraggiata da migliaia di miliardi di dollari di debiti NON è una ripresa, sopratutto quando la buona parte di questi dollari non sono altro che un modo per trasferire debiti privati sulle spalle di tutti contribuenti.
Finiti i soldi, o per meglio dire la capacità di continuare a stamparne ancora senza perdere credibilità in modo verticale, finita la pseudo-ripresa.
Aggiungete il fatto che da tempo l'inventività commerciale, tecnologica ed economica si è traferita armi e bagagli sulla West Coast, aggiungete il fatto che da sempre i cittadini Newyorkesi lo sono per motivi di opportunità e carriera, pronti a spostarsi la dove queste opportunità diventino migliori ed è facile comprendere come, da circa cinquanta anni, il boom demografico sia finito, con la città che nel 2010, nonostante un certo recupero, grazie alle politiche poliziesche ed alle speculazioni edilizie che hanno risanato interi quartieri, ha piu' o meno la stessa popolazione degli anni '50.
New York, quindi, sarebbe avviata ad un lento quanto magari dignitoso e solare tramonto, come, prima di lei, Londra, Parigi, Venezia?
No, purtroppo no, non andrà cosi bene. Il declino sarà brutale, deciso, irreversibile, rapido. MOLTO presto i nodi della finanza mondiali verranno al pettine ed assisteremo al rapidissimo spopolamento dei costosissimi uffici nei grandi grattacieli. Costosissimi perchè inefficientissimi, complicatissimi, pericolosissimi ( si veda quel che succederà al passaggio di Irene tra poche ore).
Sarà MOLTO difficile che continuino ad esservi motivi per abitare queste affascinanti quanto inefficienti macchine di acciaio e vetro. Le cose peggioreranno con l'aumento rapido ed irresistibile dei costi dei trasporti, dell'energia, dei materiali, il peak everything, insomma.
Sarà un insieme di fattori umani, economici, politici, fisici, climatici, che determinerà il rapidissimo crollo ed abbandono della Grande Mela.
Intendiamoci bene: benchè questo, causa pregressa elaborazione del lutto, non mi addolori molto, comunque non è qualcosa che si possa auspicare perchè, manco a dirlo, NON si compirà in modo indolore.
Purtuttavia è quel che probabilmente succederà e con tempistiche molto piu' veloci di quanto si possa immaginare.
In tempi caratterizzati da dinamiche MOLTO piu' lente, duemila anni fa, la Roma dei Cesari che aveva ancora quasi un milione di abitanti ai tempi di Teodosio, Ne aveva forse 600.000 ai tempi del primo sacco, una dozzina di anni dopo, forse 300.000 cinquanta anni dopo questo primo traumatico evento, alla caduta dell'impero.
Meno di centomila all'inizio delle guerre gotiche e (FORSE!!) qualche migliaio alla fine, accampati tra le rovine.
Da un milione a ZERO abitanti in poco piu' di un secolo.
Trovate QUI il punto di vista mio e di Ugo Bardi sulla vicenda.
Se non vi basta, qui il seguito.
Ancora non sazi? Ecco la terza puntata.
Infine, per gli irriducibili, il gran finale.
senza polemica vorrei correggere una mia precedente affermazione sugli skinhead delle origini, che ho definito nella foga come proletari bianchi tacendo così in modo ingiustificato di un'altra controcultura di origine giamaicana che contribuì a definire la controcultura skinhead. può essere utile rimandare a wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Skinhead
Tanto clamore per nulla. La temperatura superficiale dell'oceano non era sufficientemente alta per consentire un aumento della scala degli uragani. Certo una megalopoli ha punti critici, ma quì mi sembra che l'informazione dei media abbia avuto una svista colossale, mentre a joplin ci sono state CENTINAIA di vittime, per non parlare della settimana prima in Arkansas, e quì non se ne è parlato affatto.
@ cambi
non ho mai capito perchè dopo il plateau si dovrebbe prendere una botta del genere, voglio dire, ancora non sappiamo quanta nuova produzione aggregata andrà comunque ad aggiungersi all'esistente in uscita dal plateau. per definizione questa produzione non sarà in grado di sostenere oltre il plateau, ma sarebbe sorprendente, almeno per me, se il declino fosse all'inizio così accentuato ... mi perdoni cambi, ma la mia amica non è una scema che vive in un grattacielo, la casa se l'è comprata in un bel quartiere londinese circondata da un certo idillio e bella vita. nemmeno spero che rimanga disoccupata per quanto sia un anarchico e mi renda conto dei danni del suo lavoro privo di remore e ideali: ma di quel lavoro subisco il fascino, lo ammetto, e sono convinto che non usciremo così facilmente come lei crede dalla morsa dell'alta finanza. sui poveri nemmeno rispondo, non vedo perchè dovrei difendere un'affermazione così innocente come quella che ho fatto, tra l'altro sottolineata dall'accenno alle controculture ...
@pietro cambi
non voglio passare da troll e con questo post chiudo i miei interventi.
secondo me la tua previsione era esagerata, tu dici di no, va benissimo così. il tono dell'articolo era leggermente catastrofista, ma se ora dici che lo avremmo dovuto leggere in maniera diversa e ovviamente le cose sono andate come avevi previsto, che ti devo dire?, avevi ragione te.
non mi sembra ci siano i margini per una discussione costruttiva se alla critica si risponde in questo modo.
per come la vedo tutto l'allrme per questo uragano è stata un'occasione di business e un facile filler per l'informazione, tu sostieni che sia il sintomo di una catastrofe imminente...punti di vista. poi è ovvio che una metropoli ai confini col canada non sia preparata per affrontare un uragano tropicale con forti inondazioni, sarebbe come chiedere ad un villaggio del Ciad di essere preparato per una tempesta di neve siberiana.
La sua amica, causa chiusura e collasso del sistema si ritroverà, mi auguro, disoccupata con una certa velocità. Me lo auguro, si. Perche' oltre certi limiti bisogna decidere se si vuole continuare a rimanere in una vasta fascia grigia ed imbelle mentre la cosidetta finanza internazionale spazza via tutto e tutti, compresa se stessa ma buona ultima.
In ogni caso I grattacieli della londra finanziaria sono GIA' vuoti, cadenti e/o decadenti. basta farci una passeggiata, come è successo a me circa un anno fa, Settembre 2010, per comprenderlo. I poveri sono sempre esistiti, è il meglio che può esprimere? Deboluccio come ragionamento, Anche se, disgraziatamente, c'e' poco da ridere. Sul mercato immobiliare, mi sa che è rimasto uno zinzino indietro. A Londra ci sono GRATTACIELI disabitati, in questo momento. Succede, perfino in italia, che pochi sappiano che il mercato è crollato verticalmente, al superamento di una certa soglia di invenduto. DI schianto, con crolli del 50% in pochi mesi. Dove?
Uh, a Torino, per esempio, causa olimpiadi e stagnazione.
Mi auguro abbia ragione. Ma lo scenario piu' probabile vedo una curva di discsa della produzione, uscendo dall'undulating plateau, di circa il 5-7%. Tutto fuorche' dlce. Ancora non ci siamo, finora siamo ancora nell'undulating plateau. In ogni caso non ho capito cosa la facesse tanto ridere.
Sostiene forse che la finanza mondiale, ed in particolar modo quella con le sedi a new York e Londra stia in buona salute o sia in procinto di tornarci? Mica per altro: ogni tanto piacerebbe ridere, o almeno sorridere, un poco anche a noi.
# Mandarino Vediamo se mettiamo una pietra tombale sopra questa diatriba, ok?
Avevo vaticinato un sacco di guai e le'videnziazione della vulnerabilità di NewYork ed ecco qui quel che e' successo:
http://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/?pg=1&idart=3961&idcat=4
Allagamenti di Brooklyns, Queens, alcuni milioni di persone senza luce, etc etc etc.
Moltissimi danni, ripristinabili in un paio di settimane, avevo scritto. E cosi sarà a quanto pare. probabilmente ci metteranno anche meno.
Nessun allarmismo, solo una considerazione dell'andamento ragionevole della faccenda.
Con 48 ore di anticipo rispetto a quanto verficatosi. Andassero tutte cosi precise, le mie previsioni.
"L'uragano farà un sacco di guai, sicuramente, dimostrerà l'ESTREMA vulnerabilità e la quasi nulla resilienza di una città come New York"
non mi sembra che questa frase voglia dire che i danni sarebbero stati relativamente modesti.
condivido in pieno la visione degli autori di questo blog del mondo prossimo venturo ma di qui all'apocalisse ce ne passa.
tutte le grandi città dell'occidente sono in declino ma non significa che diventeranno paesi fantasma nei prossimi 20 anni....spero...
guardi che dei subprime ne abbiamo letto a iosa, io e lei insieme a molti altri, su the oil drum. tutta la serie su the perfect storm quando si ipotizzava la sincronicità tra peakoil e crisi del mercato immobiliare. kunstler era uno dei tanti ... latoc se ancora esiste dovrebbe essere uno dei primi siti sul peak oil del famoso matt savinar, il quale per sua sfortuna vedeva il picco nell'immediato e viveva in una sorta di attesa messianica di sconvolgimenti, blackouts, saccheggi, e altre amenità del genere, tutte cose che non accadranno visto che dopo il picco il profilo di produzione non 'crolla' verso il basso ma mantiene un andamento dolce sebbene 'negativo' ...
londra continua ad attirare professionisti, non solo camerieri, è ciò che conta: lavorare nella finanza frutta nel caso di una mia amica in media 20.000 euro al mese, forse perchè alle spalle ha una grossa banca di investimento, magari sarà un caso, ma sono sempre tanti soldi, dati sull'unghia e senza che vi sia qualcuno a controllare che lei stia seduta di fronte ai computer. pensi quando una così va a comprar casa come ha fatto, l'effetto che la cosa ha sul mercato immobiliare ... i poveri, guardi che il proletariato inglese è sempre esistito, lo testimoniano le controculture, non c'è niente di nuovo o di particolarmente spettacolare. i primi skinhead cosa erano? giovani proletari bianchi. i punk? lo stesso.
Kunstler non ne ha mai azzeccata una?
Uhm citiamone una, una a caso: crisi dei mutui subprime, "azzeccata" con qualche anno di anticipo. Un bel cretino in effetti.
latoc chi è?
Non c'e' niente di male a vederla diversamente, anzi.
Ma un minimo di sforzo, al di la delle offese e dei mavala' ( che ultimamente suonano come resa incondizionata alla correttezza delle idee altrui) sarebbe richiesto.
scusate se ritorno sulla cosa, ma certi discorsi mi ricordano kunstler, un picchista che non ne ha mai azzeccata una. nel 2008/2009 prevedeva la dissoluzione degli stati uniti, cretino ... quell'altro, matt savinar, che vedeva l'apocalisse dietro l'angolo, adesso produce consulenze astrologiche, se non sbaglio, l'ho googlato tempo fa e penso proprio di aver individuato lo stesso soggetto che stava dietro latoc
Veramente chi ha scritto quest'articolo faceva presente che i danni dell'uragano sarebbero stati telativamente modesti, ovviamente con gli opportuni caveta, anche perche' il post è stato scritto Sabato quasi 48 ore prima dell'arrivo a New York.
Beh, se ritiene che Londra non sia da OLTRE SETTANTA ANNI in declino, sotto ogni possibile e concepibile punto di vista ( peraltro basta farsi un giro per la città, eh) significa che non ha proprio ALCUNA conoscenza storica. Intendo a livello primi anni della scuola dell'obbligo.
Scusi la brutalità, ma è cosi.
In ogni caso anche per Londra il declino fino ad ora "classico" e dotato di un certo fascino e classe sarà analogamente brutale, violento sconvolgente, rapidissimo. Ups volevo dire: E'. Perche' non credera mica che i recentissimi moti giovanili di qualche settimana fa siano un caso, un caso isolato spiegabile con un bel bi e ba sui quartieri degradati, vero?
Per il resto, come al solito non mi dispiacerebbe, per niente, essere smentito, QUINDI se dopo essersi fatta una bella risata lei o chi per lei vuole esmeplificare/condividere con me e con tutti i motivi della stessa, tanto per comprendere la leggerezza della mia paranoica visione e la profondità della sua cultura, che la porta a ridere cosi facilmente, le sarei, anzi: le saremo, profondamente grati.
non concordo in niente con questo post ... declino brutale per new york? ma via, e poi il paragone con londra, anche lei in declino? senza offesa per l'autore ma mi viene da ridere ...
ovviamente è facile parlare con il senno di poi, ma sinceramente chi ha scritto questo articolo ha peccato di molta ingenuità e ha dimostrato di non conoscere il carattere degli americani. di fronte alle catastrofi o alle presunte tali, gli americani mettono in mostra sempre uno spesso inguistificato allarmismo. non bisognava essere esperti di meteo per capire che quell'uragano non avrebbe fatto alcun danno significativo perchè dopo aver viaggiato per mezza east coast era plausibile che diminuisse la sua forza.
ovunque allarme e business vanno a braccetto e negli Stati uniti questo è ancor più evidente. negli stati del Sud, e parlo con cognizione di causa, da giugno a ottobre c'è la litania degli uragani, che sì, sono talvolta distruttivi, ma il livello di allarme è sempre di molto al di sopra della effettiva pericolosità del fenomeno.
ad ogni modo concordo con chi dice che lo spopolamento di NYC sarà lento e progressivo e nessuno di noi vedrà la grande mela cadere in rovina prima della sua morte. in questo blog ho sempre trovato spunti di riflessione validi e misurati (per quanto catastrofisti) ma questo articolo mi sembra un'inutile distopia paranoica del prossimo futuro.
#7 ehhh. Semmai Molti di noi no nerano ancora nati e già New York era in declino.
Il marketing, anche quello sulla scala della cità, della nazione, del paradigma sociale ed economico, può molto ma non può tutto. Non per sempre, non a qualunque costo, comunque.
Voi confondete troppo facilmente gli eventi nautrali con catostrofi antropiche in grado di cambiare il volto di una società. Prima che New York cada in declino molti di noi saranno già morti.
@5-3
Le cose andranno esattamente come scrive Pietro e non occorre avere la sfera di cristallo per saperlo. Basta usare la logica per mettere insieme il sistema Terra a risorse finite e lo sciagurato paradigma economico che continua a triturare risorse preziose in nome della crescita infinita (crescita già terminata nei paesi sviluppati e vicina ad arrestarsi anche nelle 'mitiche' economie emergenti, checchè ne dicano gli economisti da strapazzo). E seconda cosa, le cose purtroppo andranno così, ed in tempi abbastanza rapidi (da oggi al 2015 ne vedremo di cose interessanti) perchè a questo maledetto paradigma del profitto ad ogni costo le elite dirigenti (poche migliaia di individui sul pianeta) non vogliono rinunciare, invece di scegliere la mossa più saggia, ovvero gestire in modo dolce la decrescita verso un paradigma della non crescita.
Non c'è nessun complotto, è soltanto 'l'umanissima' avidità che ci sta conducendo verso un disastro globale senza precedenti. E non mi pare di vedere delle 'forze' sociali in grado di opporsi a chi ci sta trascinando in questo disastro...
Sto blog e' ormai deragliato! Peccato, perche' togliendo quel 90 per cento di complottismo furibondo non era male da leggere!
..Se su yotube avete visto le riprese dal satellite di IRENE ricorda molto " L'alba del giorno dopo "
ci sono troppi 'sarà così' e 'il futuro sarà così e cosi'. dovrebbe modestamente precisare che queste sono solo le sue opinioni
E Roma, come se la passa in questa transizione? Per me se la passa male, malissimo, appena finiscono i soldi son c....zzi loro.
Impiegati, insegnanti, funzionari, gente del terziario negozianti taxi farmacisti usceri autisti, che gli fanno fare quando il lavoro finisce...???
URAGANO IRENE : FATTORE DI ONDA DA 9 METRI SU COSTA BROOKLYN E LONG ISLAND (INOLTRE OCEANO SI INNALZERA DI ALMENO 1 METRO)
Il servizio di previsione dele "onde" per i surfisti si prevedono onde fino a 29 piedi (9 metri) sulla costa fuori da New York. Il mare e la parte più esterna delal Baia di Hudson dovrebbero alzarsi almeno di 3 piedi e mezzo (1 metro) in conseguenza della depressione intensa che accompagna l'uragano. Sommate 1 metro di mare ed una decina di onde lunghe anche da 5 metri e capirete che fine farà il sistema dell'acqua potabile di Manhattanm quello delle acque reflue, la metropolitana, il tunnel Brooklyn Battery, il tunnel Lincoln, il Queens Midstown ed il tunnel Holland... Oltre che i venti su New York (con epicentro su Brooklyn!) sono previsti al momento essere per almeno 3 ore tra 125 e 170 km/h.
L'uragano inizierà a far piovere seriamente a New York dalle h. 21 con venti attorno a 50 km/h. Il picco dell'intensità di vento e pioggia è previsto per il mattino di domenica, tra le h. 3,30 e le 11,30 con vento minimo di 80 km/h e massimi anche oltre 170 km/h. Il picco dell'innalzamento del livello del mare e dell'effetto del moto ondoso è previsto tra le 5,30 e le 13,30.
link1: stormpulse.com
link2: noaa.gov
link3: ...surfermag.com/surf-reports-and-forecasts/forecasts/?RegionID=10|rt=NE%20%28LI%20to%20NJ%29
alle 19:24
Mario95
Che senso ha parlare di declino del 5-7% se si considera solo il convenzionale? perchè con l'unconventional non ci sarà tutto questo rapido declino.