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Default greco, mutui subprime ed altre catastrofi: parte il "quantitative easing" de' noaltri

Pietro Cambi avatar Venerdì 17 Giugno 2011, 11:59 in Apocalypse now, Finanza, Ordine Pubblico, Politica, Reimparare, Vita quotidiana di Pietro Cambi

la grecia i mutui subprime Lehman brothers, Draghi, Cavalieri ed altri disastri

vignetta

Siccome siamo qui su Crisis, e non sul mensile dedicato alla pettinatura delle bambole, mi rifiuto di ri-raccontarvi quello che abbiamo scritto ALMENO UNA DOZZINA DI VOLTE sulla Grecia, negli ultimi due anni.

La notizia fondamentale, ovvero che siamo alla fine dei giochi, la sapete già dai TG nazionali, che ovviamente si sono messi a parlare di Grecia e di rischi default solo ora che i nostri letargici politici nazionali hanno cominciato ad esternare, più o meno casualmente, sul tema, probabilmente nella speranza che la sfiga altrui si possa politicamente usare per giustificare l'ignavia propria.

Siccome siamo qui su Crisis e non vogliamo perdere tempo, andiamo al sodo e "divertiamoci" a tracciare scenari. manco fossimo noi il Governatore della BCE.

Dunque: La Grecia è GIA' in default, visto che ha titoli a breve con tassi superiori al 30% e titoli pluriennali che si avvicinano pericolosamente al 20% ( i titoli tedeschi sono al 3%).

Tanto per dire, L'Argentina era andata a gambe all'aria MOLTO prima.

Che la cosa si possa risolvere con una stretta alla spesa pubblica è OVVIAMENTE impossibile.

Nei momenti di crisi economica nera NON SI DEVE, NON SI PUO', TAGLIARE LA SPESA PUBBLICA.

Non è questione filosofica e/o ideologica.

Gli è che i tagli si riverberano in modo più che proporzionale sull'economia REALE, sotto forma di distruzione di aspettative, di  consumi, di investimenti e quindi frenano le entrate in modo più che proporzionale. Se volete è un principio sostanzialmente Keynesiano, ma applicato a rovescio. Il risultato di un taglio, quindi, del 10% del PIL sulla spesa corrente ( quel che si chiede ai greci, più o meno) si riverbera sul PIL stesso, in modo largamente superiore.

In fondo il discorso è ovvio. Si tagliano spese che in larga misure sono INTERNE al sistema. Si tagliano scuole, investimenti, sanità, pensioni.

TUtti soldi che altrimenti finirebbero nell'economia REALE del paese, sotto forma di grembiulini per i figli, feta per le insalate familiari ed ordinativi per le aziende locali e che INVECE finiscono per andare a pagare i prestiti da parte di istituti bancari stranieri.Questa è una ipotesi, ovviamente. a cui segue la riprova:

Dopo un anno di tagli FEROCI, il PIL greco è CROLLATO di oltre i 5%, con il risultato che il bilancio statale è ancora più fuori controllo di prima.

Il cittadino della strada europeo, a questo punto, d'istinto lascerebbe la Grecia al suo destino. Questa, uscirebbe dall'Euro ( ma anche no) e sposterebbe le scadenze di TUTTI i titoli di un bel po di anni, cosi probabilmente avvicinando molto il bilancio al pareggio. un default controllato, in sostanza.

Al quel punto non ci sarebbe bisogno di tagliare del tutto lo stato sociale ma solo di attuare riforme in termini di efficienza e taglio dei rami secchi et voila', il paese riuscirebbe a non avvitarsi in una guerra civile, trascinando nel gorgo mezza Europa ( o tutta quanta).

Solo che i soldini ai greci glieli hanno dati i principali istituti di credito europei, specialmente tedeschi e francesi e sono TANTI soldini, cosi tanti che si ha paura di creare un effetto domino simile a quello dei mutui subprime.

La BCE, d'altronde, non è un istituto sovranazionale ma è piuttosto una multinazionale monetaria, teoricamente sovraordinata ma praticamente controllata come è dagli istituti nazionali che a loro volta sono controllati dai principali istituti finanziari PRIVATI. Ogni paese fa storia a se ma insomma, a grandi linee, le cose stanno cosi.

Stanno talmente cosi che giusto ieri il futuro governatore DRAGHI si è fatto scappare la seguente frase 'Non vogliamo un altro caso Lehman Brothers''.

CAPITE? Per Draghi il collasso finanziario di uno stato sovrano, il primo in Europa da oltre ottanta anni è equiparabile al fallimento di un grande istituto finanziario.

Da una parte DECINE DI MILIONI di cittadini europei con la prospettiva di finire in mezzo ad una strada, con contorno di sconquassi politici, barricate, disordini, rivoluzioni varie, dall'altra qualche centinaio di migliaia di grandi investitori che hanno perso un poco di risparmi.

Nella sua testa e nelle sue parole, la stessa cosa. A parte il fatto che NON è nel modo più assoluto la stessa cosa, anche in termini funzionali e/o causali, vi spiega cosa passa per la testa di questi grandi decisori.

Cosa gli INTERESSA. Cosa gli SPAVENTA.

Il collasso del risparmio, ecco cosa. Il collasso dell'enorme apparato che gli ha garantito e gli garantisce oneri prestigio, soldi e potere. Le minaccie al sistema finanziario, si chiamassero Hitler o mutui subprime sono viste allo stesso modo.

Del mondo reale, della vita reale, della gente reale, poco o niente gli frega ( ok: lo sapevamo, dirte voi).

Quel che succederà è presto detto: di fronte al rischio concreto dell'esplosione della pentola greca la BCE stamperà un bel sacco di euro e li darà, in cambio di pochissime precondizioni al governo greco, che li girerà IMMEDIATAMENTE agli istituti creditori. Con calma, ovviamente.

Poi continuerà.

un quantitative easing all'europea.

Chi pagherà quei bigliettoni?

Ma tutti noi, ovviamente.

Ovvero TUTTI gli europei si assumeranno, alla fine, il loro fardello di debito, tramite emissione di titoli nazionali, per contribuire a mantere in vita gli istituti che hanno portato al collasso, causa assservimento della politica alla BCE, un paese.

Non buttate troppo la croce sopra ai greci: il loro debito pubblico era minore del nostro e il loro deficit era solo di poco superiore a quello di quotatissimi paesi europei. L'Inghilterra, ad esempio ha RADDOPPIATO IL DEBITO IN QUATTRO ANNI:

andamento debito

Una media di oltre 20% all'anno di deficit, ovvero una dinamica DOPPIA di quella greca.

Insegnamenti?

Che il default non si ferma con i tagli di spesa, che una volta innescato il processo scappa di mano a chi l'ha innescato ( gli stessi istituti, ovviamente, che pra si stracciano le vesti) che questo porcesso dipende da una situazione internazionale dove la crescita economica non può più tenere il passo con quella debitoria. In poche parole: la grecia è un test, altri paesi seguiranno e la risposta, sarà, per tutti, quella di stampare altre banconote.

Negli USA vanno avanti da oltre un decennio in questo modo.

Ma gli USA possono vendere i loro dollari sul mercato del petrolio, facendoli diventare petrodollari.

Se l'euro vorrà fare lo stesso, dovrà nascere anche il petroeuro.

Scommettiamo che lo strangoleranno nella culla?

In ogni caso noi italiani non siamo mica messi tanto bene: nella fiera lotta tra Draghi e Cavalieri finiremo infilzati e/o bruciacchiati. Un Souvlaki, in buona sostanza...

 

23
23 commenti
23
02 Ott 2011
alle 14:03

matteo

http://www.sinistrainrete.info/crisi-mondiale/1577-paolo-giussani-vizi-privati-pubbliche-virtu.html

il graffiante commento dell'economista outsider paolo giussani

 

22
21 Giu 2011
alle 10:37

Puddu

Pietro: «convertire i tuoi risparmi in qualcosa di tangibile e fungibile»

Sì, in linea di principio sono d'accordissimo, e ci ho già pensato più e più volte. Solo che non riesco a immaginare qualcosa che non mi costi in tasse e che non si deteriori col tempo e che sia realisticamente accessibile con cifre "umane". Personalmente sarei propenso all'acquisto di terreni, ma è difficile trovarne di appetibili in vendita e sono FORTEMENTE a rischio tassazione selvaggia e/o esproprio. Non mi spiacerebbe affatto allestire un allevamento di bisce e arbusti (nel senso di comprare terreni da tenere lì in attesa, senza farne niente nell'immediato), ma temo che finirebbe per risolversi in un continuo e consistente salasso più che in un investimento. Qualcuno ha consigli?

21
21 Giu 2011
alle 09:46

Hunter76Lima

Hiei ha un futuro nel cabaret.

Non voletegli male, questo è solo un laboratorio di prova per lui, tentativi e sperimentazioni di dibattito aperto e battute sagaci.

Penso che l'abbiate capito, ormai, no?

20
20 Giu 2011
alle 19:14

pietro/crisis

Hiei: anni '70? Si certo. Io sono nato negli anni 60 e' OVVIO, che sia cresciuto a Coccobill, che ci vuoi fare.

Non sono ALL'ALTEZZA?

MA LOL!??

Una affermazione quasi da ricovero, visto il contesto, di una notevole modestia ed eleganza, devo dire. Comunque mi va benissimo di non essere ALLA TUA ALTEZZA, piu' alto o piu' basso che sia.

per il resto: Quale parte dello stato?

Ovviamente nessuna di quelle, che con enorme banalità hai citato.

Si tratta di PROVARE a mandare a governarci qualcuno un poco piu' decente.

Con idee un poco piu' sensate.

Con informazioni un poco migliori.

Che rispetti le legge esistenti, che cambi quelle indecenti.

vabbe':...Una manica di banalità, capirai.

Etc etc.

Detto questo:

Hai qualche idea, oltre i caxx di qua e di la, in merito?

Proponi l'anarchia? Non c'e' mica niente di male, eh, ma giusto per sapere.

E' una posizione assolutamente legittima in questo blog, ci mancherebbe.

Ma giusto per saperlo.

La verità è che, APPARENTEMENTE non solo non hai alcuna capacità di analisi, troppa fatica, limitandoti a criticare chi ci prova. E' proprio che non hai nessuna pallida idea in merito e/o troppa fifa per esprimerla.

Per essere giovane ( ma lo sei?) parti piuttosto male, direi piuttosto convenzionalmente. Succede, aho, specialmente in questi tempi.

VUoi cantare fuori dal coro?

Ok. ma allora santi numi, CANTA. esprimiti.

Perchè quel che hai scritto, ad esempio sul signoraggio dimostra che, quando dici qualcosa rimastichi due cose imparate qua e la. E poi offendi a casaccio.

Diciamo che sarebbe il caso che tu smettessi di PRENDERTI per il culo da solo.

Sai che ho scritto alcune cosette sul signoraggio, qui in questo blog?

Si?!

No?!

Agevolo.

http://crisis.blogosfere.it/2009/11/il-signoraggio-una-bufala-o-no.html

Cosi, tanto per dire, che non sono il tuo nemico.

Se hai il nervoso, chiudo, sfogati da qualche altra parte.

Perchè a me piacciono anche i troll, ma quando valgono qualcosa, quando combattono con la spada non con una panca della chiesa, o il mortaio da 88.

Se vuoi continua pure, eh, ma migliora un poco.

19
20 Giu 2011
alle 12:29

Pietro/Crisis

#22 puddu: Beh, diciamo che farai meglio a convertire i tuoi risparmi in qualcosa di tangibile e fungibile entro tempi non biblici. Alla fine, quel che segna la transizione sarà un immane Potlatch dei risparmi degli ultimi decenni.

SE questo trascinerà con se l'economia reale dipenderà, in buona misura, dalla capacità di comprendere la situazione nel suo insieme da parte dei governanti.

Eggia': non butta mica tanto bene.

Ah: la scala dei tempi. Impossibile dirlo.

In ogni caso NON parliao di decenni e, sono quasi sicuro, manco di lustri.

Il deficit sovrano è assolutamente insostenibile, a livello mondiale.

Non credo, quindi, che ci siano piu' di qualche anno di tempo per vedere dallo specchietto retrovisore uno scenario come quello qui tratteggiato. Shock economiy o non Shock economy.

18
20 Giu 2011
alle 12:04

Pietro/Crisis

Hiei, Sinceramente: camomillati.

Non sono il tuo nemico.Non c'e' bisogno di infilare un caxx qui ed un caxx la per esplicitare il tuo pensiero a meno che tu non ami essere filtrato in modo da poter fare l'eroe della libera trollistica informazione.

Quando poi ti sei un poco calmato dai una occhiata a qualche post di questo blog dove si è parlato di quelle cose, li, come la shock economy, prova a verdere cosa ho proposto e poi torna e dimmi se da qualche parte hai trovato un fiero propugnatore delle TAV, degli sprechi parassitari e degli istituti finanziari internazionali.

17
19 Giu 2011
alle 07:36

Vox Pop Merano

Suggerisco di prendere in seria considerazione il link sotto perchè in realtà ci sono grosse novità sulla FUSIONE FREDDA e DRACMA GRECA. Non fate gli struzzi...

http://pesn.com/2011/06/17/9501849_Defkalion_Announces_Energy_Catalyzer_Press_Conference/

15
18 Giu 2011
alle 17:15

Puddu

Dunque, pare che su questo sito vi intendiate di economia più del sottoscritto, per cui vi pongo un quesito sincero e vi invito a non ignorarlo.

Posto che al momento, essendo una formichina molto, molto parca, guadagno ben più di quanto io spenda; posto che quel che non spendo lo accantono sotto forma di depositi a interesse ben inferiore al tasso inflattivo (cassa depositi e prestiti); posto che da quel che dite pare che sia in forse la tenuta di quei risparmi che, nelle intenzioni, dovrebbero sostituire la parte di pensione rapinatami a seguito delle numerose "riforme"...

...mi chiedo in che misura mi convenga continuare a lavorare più del necessario per realizzare guadagni che, a vostro dire, saranno con ogni probabilità "dragati" prima che io possa esigerli indietro.

...mi chiedo altresì se al "sistema" convenga stimolare simili pensieri (lavorare meno per guadagnare meno per farsi rapinare meno).

13
17 Giu 2011
alle 23:25

Debora/Crisis

Hiei su 18 post sette sono tuoi. Di cento righe ciascuno.

Stai contravvenendo a una regola che conosci.

Adesso fai parlare anche gli altri, altrimenti ti cancello tutti i post anche se scrivi nomi e cognomi dei rettiliani. Sei avvisato.

12
17 Giu 2011
alle 23:05

francescog

Pietro il 23 giugno la defkalion green Technologies:http://22passi.blogspot.com/2011/06/press-conferece-defkalion-il-230611.html terrà una conferenza; ricordo che la grecia ha l'83% delle riserve di nichel dell'europa....chissà cosa succederà...

11
17 Giu 2011
alle 20:36

zio tibia

Hiei apriti un tuo cazzo di blog se vuoi scrivere così tanto, non sei capace?

10
17 Giu 2011
alle 19:09

Guastatore

Per avere un'idea veloce sulla condizione greca e su come si sia arrivati a ciò, vi consiglio la visione di Debtocracy: un documentario realizzato in Grecia e distribuito li beramente

 

Qui il link:

http://super-streaming-tv.blogspot.com/2011/06/debtocracy-sub-ita-2011.html

 

Breve scheda:

cultura e idee Grecia “Debtocracy”, processo alla crisi 26 aprile 2011 To Vima Atene

"Un documentario sulla crisi" : la locandina di Debtocracy.

debtocracy.gr  

Un documentario prodotto e diffuso tramite internet cerca di capire come è stato accumulato l'enorme debito pubblico del paese e punta il dito contro i responsabili. Dopo il suo inaspettato successo, il dibattito è esploso.

Argyris Papastathis - Lina Psaila

Tutti parlano di "Debtocracy", un documentario dei giornalisti Katerina Kitidi e Aris Hatzistefanou sulla crisi greca. Girato con i loro risparmi e i contributi di qualche amico, il documentario è stato pubblicato gratuitamente su debtocracy.gr. In meno di dieci giorni lo hanno visto quasi 600mila persone. Ogni giorno sostenitori e critici del documentario scambiano le loro opinioni su Facebook, Twitter o sui blog.

I protagonisti di questo documentario (circa 200 personalità) hanno firmato una petizione per l'istituzione di un comitato internazionale che investighi sull'origine del debito e individui i responsabili. Per loro la Grecia avrebbe il diritto di rifiutare il rimborso del suo "debito ingiustificato", cioè del debito accumulato attraverso atti di corruzione commessi contro l'interesse della società.

Debtocracy è un atto politico e presenta un punto di vista ben definito sugli avvenimenti che hanno portato la Grecia sull'orlo del baratro. Le opinioni vanno tutte in una direzione, quella scelta dagli autori, che fin dai primi minuti mettono in chiaro il loro modo di vedere le cose: "In quasi 40 anni due partiti, tre famiglie politiche e alcuni grandi imprenditori hanno portato la Grecia al fallimento. Questa gente ha smesso di pagare i cittadini per salvare i suoi creditori".

Gli autori del documentario non danno la parola a quelli che considerano come "complici" di questo fallimento. I primi ministri e i ministri delle finanze degli ultimi dieci anni in Grecia sono presentati come i responsabili di una serie di connivenze che hanno spinto il paese nel precipizio.

Il direttore generale dell'Fmi, Dominique Strauss-Kahn, che si è presentato ai greci come il medico del paese, è paragonato al dittatore Georges Papadopoulos [primo ministro sotto il regime dei colonnelli dal 1967 al 1974]. Il parallelo è proposto fin dall'inizio del documentario, ma Strauss-Kahn non ha diritto ad alcuna replica. Alla domanda "Perché non far intervenire le persone prese di mira?" Katerina Kitidi risponde che è "una domanda che bisogna porre a molti media, che in questi ultimi tempi trasmettono un solo punto di vista sulla situazione. Noi volevamo offrire un altro approccio, che mancava da tempo".

9
17 Giu 2011
alle 19:08

mia

Un OT  ....  lo Stato italiano ha speso 1,137 miliardi per acquistare cosa ? Leggete qui:

http://inchieste.repubblica.it/it/espresso/2011/06/14/news/satelliti-17670658/

8
17 Giu 2011
alle 19:02

francesco ganz

La spesa pubblica va tagliata almeno 3-4 anni prima del rischio default : la corte dei conti per l' italia ha parlato del 3% all'anno per 5 anni, poi si vedrà..é ovvio che se tagli del 10% quando l'anno prima hai accumulato il 15 % di deficit e col debito pubblico già oltre il 100% del pil rischi di arivare tardi...Signor Cambi, lei per caso lavora nel pubblico ? Ed ancora, lei crede davvero di essere un picchista ?...Il suo post è intriso di lgiht crude.

7
17 Giu 2011
alle 17:12

amedeo

a me sembra una gara a chi riesce a ritardare il patatrac il piu tardi possibile. speriamo di non essere tra i primi.

segnalo anche questo:

http://www.stampalibera.com/?p=27628#more-27628

6
17 Giu 2011
alle 17:02

arturo t

Pietro, la tua analisi bella e' difficilmente confutabile .. direi che oltre ad essere un geologo potresti essere anche un ottimo "economista" e ti dovrebbero dare in effetti una laurea "honoris causa".

Se la tua diagnosi e' corretta, le terapie pero' potrebbero essere diverse e non sappiamo cosa succedera' nel futuro, non avendo la sfera di cristallo. Il pesos Argentino era agganciato al $ e questo fu, insieme a privatizzazioni selvegge, la causa del loro default. Lo sgangiamento del pesos dal $ a seguito del defaul comporto' un vantaggio competitivo generato dalla svalutazione della divisa e questo ha fatto ripartire abbastanza agevolmente l'economia argentina. Quindi, se la Grecia uscisse dall'euro e tornasse ad una dracma ultra svalutata e' altamente probabile che ritroverebbe gli investimenti stranieri attirati dal tasso di cambio favorevole. Certo, gli effetti per la popolazione sarebbero d e v a s t a n t  i !!!!

correggimi se sbaglio....

5
17 Giu 2011
alle 15:18

Paolo B.

Insomma, fino a che punto si può tamponare la bolla (gonfiatissima) dei debiti sovrani degli stati prima che questa esploda, stampando cartaccia?

C'è un limite oltre il quale tutto il sistema delinquenziale finanziario imploderà?

 

4
17 Giu 2011
alle 15:15

massimouuuu

@ 2

era da un pò che non postavo, rompo il silenzio per complimentarmi con il tuo messaggio, l'esempio calcistico è il migliore che ho letto negli ultimi anni!!!

Complimenti!

MOLTO MOLTO più esplicativo dei signoraggisti, keynesiani o austriaci vari!

3
17 Giu 2011
alle 15:05

Thomas

150 miliardi di aiuti.....

2
17 Giu 2011
alle 13:47

persenaro

Chiunque avesse proposto un unico torneo di calcio aperto a  squadre di serie A, B, C, nonchè ai gruppi di calcio del locale patronato, questi sarebbe stato  internato in manicomio a vita.

Per la partita economica e finanziaria che si gioca in Europa, i soliti noti non hanno esitato a imporre una analoga follia, resa ancora più allucinante, dalle valutazioni dei soloni, che insistono a domandarsi il perché le squadre parrocchiali, perdono sistematicamente le partite contro quelle di serie A.

Chissà quale arcana soluzione si potrebbe trovare a questa misteriosa anomalia; che si tratti semplicemente di tornare alle monete rappresentative di ogni entità nazionale, cioè quello che esisteva e funzionava egregiamente soltanto una decina di anni fa?

 

 

 

 

 

1
17 Giu 2011
alle 13:38

AndreaX

Forse la domanda suona come irriverente, o come di chi si preoccupa solo dei suoi interessi, ma io la faccio lo stesso:

da questo scenario che è stato prospettato i tassi dei mutui aumenteranno o scenderanno?.

Scusate ma prima ancora dei greci vorrei sapere che fine faremo noi.

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