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Paolo Mieli, la "violenza giusta" e la rivolta italica.

Venerdì 20 Maggio 2011, 10:22 in Mass media, Ordine Pubblico di

Ciò significa comunque che governo, istituzioni e media si aspettano da un momento all'altro una rivolta popolare nel nostro Paese. Anzi, dirò di più: sono in un certo senso stupiti che ancora non sia accaduta, diciamo che siamo abbondantemente oltre la deadline.

Piazza del popolo.jpg

Ieri sera, ad Anno Zero, si è sentita la seguente affermazione (vado a memoria):

Quando i cittadini non vengono ascoltati, prima o poi ricorrono alla violenza. E se i pastori sardi o chiunque altro finiscono col ricorrere alla violenza, non si può dar loro la colpa: la colpa è di chi non li ha ascoltati.

Chi ha così discettato sulla "violenza giusta" e sul diritto dei cittadini a rivoltarsi?

Paolo Mieli.

Il personaggio più soporifero e inquadrato e mainstream che abbia mai calcato i patrii studi televisivi. Il giornalista più barboso e predicante e aderente alla vulgata economica che siamo mai stati costretti a sorbirci. Paolo Mieli. Faccio male ad appisolarmi ogni volta che appare, devo ripromettermi di ascoltarlo attentamente d'ora in poi.

Ciò significa comunque che governo, istituzioni e media si aspettano da un momento all'altro una rivolta popolare nel nostro Paese. Anzi, dirò di più: sono in un certo senso stupiti che ancora non sia accaduta, diciamo che siamo abbondantemente oltre la deadline. Sanno che quel che ci vuole è una piccola miccia, che siano i pastori sardi, le partite IVA, i lattai del Nord o i disoccupati del Sud. Ci andammo vicini con la rivolta dei ricercatori sui tetti e la battaglia di Piazza del Popolo (nella foto), ma forse era troppo in anticipo sulla tabella prevista.

Perché parlo di tabella? Il solito complottismo? Non saprei. Ma che i rivoltosi greci siano descritti, com'è accaduto ieri nell'assenso generale (inclusi Feltri e Belpietro!) come fautori una legittima protesta popolare, quando fino a ierlaltro erano dipinti urbi et orbi come black block eversivi e sfasciavetrine, un po' fa pensare. Stessa cosa per l'annuncio delle rivolte in Spagna, che oggi imperversano in tutta la Rete e fino a ieri erano completamente ignorate.

Figuriamoci se io non sono contenta di un po' di sana ribellione in un Paese che subisce da decenni. Ma non vorrei che finisse con l'essere teleguidata anch'essa, magari da chi spera che il governo Berlusconi venga cacciato a pedate a furor di popolo, e nell'emergenza del casino si debba sostituirlo... con cosa?

 

 

 

38
38 commenti
38
23 Mag 2011
alle 21:31

lalica

krawall secondo me sei troppo ottimsita!

a molta gente importa solo il proprio portafogli e se anche fino al mattino han parlato di onestà, di pagare le tasse tutti il giusto, di non sciupare soldi pubblici, stai pur tranquillo che al pomeriggio avran dimenticato tutto se solo sospettano di poter usufruire di un poco di quella disonestà, di non pagare le tasse, di soldi pubblici sciupati dandoli a gente che appartiene alle due categorie precedenti

37
23 Mag 2011
alle 08:33

krawall

questa discussione sulla violenza dei movimenti "giusta" o "sbagliata" è  il classico tranello che da anni si tende ad ogni sussulto di piazza, ad ogni accenno di radicalità politica che non rientra nel parlamento. così mirano, e spesso ci riescono, a frammentare la coesione dei soggetti in lotta. La cosa più salutare per i movimenti è uscire da questa dialettica imposta dai media e dalle istituzioni (il cui monopolio della violenza non viene mai messo in discussione!). Spegne la lotta e fa perdere di vista i problemi reali, riducendo tutto a un problema di "ordine pubblico".

"rivoluzione" in Italia? bha! non c'è bisogno di morir di fame per ribellarsi, come qualcuno ha scritto. secondo me questa è una visione un poco ottocentesca. la gente non è solo stufa di diventar sempre più povera, e vedere i ricchi diventare sempre più ricchi. la gente è stufa anche del sistema, del non poter decidere niente nella grande truffa della democrazia rappresentativa. la gente è stufa di vedere le proprie libertà restringersi sempre di più, di vedere il pianeta crollare a pezzi sotto l'inquinamento e il veleno delle industrie, di non poter pensare di fare i figli in un mondo così. ribellarsi è giusto.

36
23 Mag 2011
alle 08:29

krawall

 

questa discussione sulla violenza dei movimenti "giusta" o "sbagliata" è  il classico tranello che da anni si tende ad ogni sussulto di piazza, ad ogni accenno di radicalità politica che non rientra nel parlamento. così mirano, e spesso ci riescono, a frammentare la coesione dei soggetti in lotta. La cosa più salutare per i movimenti è uscire da questa dialettica imposta dai media e dalle istituzioni (il cui monopolio della violenza non viene mai messo in discussione!). Spegne la lotta e fa perdere di vista i problemi reali, riducendo tutto a un problema di "ordine pubblico".

"rivoluzione" in Italia? bha! non c'è bisogno di morir di fame per ribellarsi, come qualcuno ha scritto. secondo me questa è una visione un poco ottocentesca. la gente non è solo stufa di diventar sempre più povera, e vedere i ricchi diventare sempre più ricchi. la gente è stufa anche del sistema, del non poter decidere niente nella grande truffa della democrazia rappresentativa. la gente è stufa di vedere le proprie libertà restringersi sempre di più, di vedere il pianeta crollare a pezzi sotto l'inquinamento e il veleno delle industrie, di non poter pensare di fare i figli in un mondo così. ribellarsi è giusto.

 

35
21 Mag 2011
alle 18:16

lalica

uhm...

io sono sempre pessimista ma farei una scommessa: scommettiamo che tra qualche giorno (28-29 maggio) i tg parleranno di violenza non giusta/ingiusta/ingiustificata?

34
21 Mag 2011
alle 14:40

mia

@Cataldo

 <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } H1 { margin-bottom: 0.21cm } H1.western { font-family: "Times New Roman", serif } H1.cjk { font-family: "Arial Unicode MS" } H1.ctl { font-family: "Arial Unicode MS" } A:link { so-language: zxx } -->

…..in metafora non è guardando i singoli alberi che si capisce come è fatta la foresta....

 

 

Mi viene in mente..

"fa + rumore un'albero che cade di un'intera foresta che cresce" Qualche volta la accendere un dettaglio illumina una stanza intera. L'aquisizione della comprensione è via infinita e richiede di tener conto sia del piccolo che del grande , ma in un movimento fluido, aperto, popperiano, come sa fare bene il citato Soros (da Hieie) 

Il dettaglio delle volte, anche minuscolo, si manifesta forza scatenante ed innovatrice.

Non avendo mai una visione completa, ogni previsione potrà soltanto essere approssimativa e speculativa.

Per chi conosce l' ”Effetto Farfalla”: Il cambio di paradigma sarà forse indotto da questo tipo di dinamica ( trovando il terreno pronto ovviamante).

http://www.thedailybit.net/index.php?method=section&action=zoom&id=2442

33
21 Mag 2011
alle 09:06

Cataldo

@ Pietro et Debora scusate il doppio invio del papiello

32
21 Mag 2011
alle 09:03

Cataldo

Nel campo sociale è facile incorrere in gravi errori interpretativi, mi sembra un caso di scuola, non sono isolati i contesti, non ci sono indicazioni quantitative, quello del post è un approccio claudicante, in metafora non è guardando i singoli alberi che si capisce come è fatta la foresta, questa pedanteria  mi sembra obbligata per delimitare il campo di utilità dell'interessante discussione che si è avviata con il post di Debora.

Concordo con il presupposto che, mancando una elaborazione politica delle alternative, il paradigma attuale della società del consumo, genera una serie di risposte, in via di principio non incanalate in un alveo istituzionale, tra queste si individua la "protesta" che si esprime in varie forme, più o meno organizzate nello spazio e nel tempo.

Nella realtà italiana abbiamo avuto una reazione preventiva delle politiche "imperiali" * alla parte di protesta "cinetica" come direbbero i militari alla moda, con il mattatoio di Genova, nell'anno di svolta del secolo di cui viviamo il decennale**. I prodromi di questa furono a Napoli contro i disoccupati, dove si sperimentò anche il blackout mediatico,  si avviò allora anche una fase di assorbimento nell'ambito di partiti politici delle figure spese per organizzare proteste violente, partiti da allora sempre più coordinati e controllati dai gangli sul territorio dell'apparato mediatico ed informativo.

Uscendo dal nostro pollaio, abbiamo visto la profonda evoluzione degli strumenti di manipolazione della protesta nel tempo. Ai vecchi arnesi da guerra fredda, come i classici infiltrati, o circoli segreti etc etc , si sono aggiunti gli strumenti in tempo reale visualizzati dai satelliti, associazioni di diritto internazionale, basi e logistiche ormai in ogni angolo del pianeta.
Le chiavi di facebook le abbiamo viste in opera nel golfo persico, dove hanno chiuso in galera o peggio migliaia di giovani, bruciati per tenere i piedi caldi alle guerre, sono chiavi che aprono e chiudono quando vuole il guardiano.

Le vicende della guerra Libica, il sostanziale disprezzo del dettato costituzionale che regna sovrano tra le alte cariche dello stato*** non possono che invitare ad un enorme sforzo di vigilanza, dato che abbiamo assitito a fatti inauditi nel senso letterale, con un certo appeasement collettivo ad una prassi continua di riscrittura per via mediatica della carta. Questo è del tutto inaccettabile,  è la miccia che porta alla protesta violenta, non per via diretta, ma per la semina di una sfiducia nelle istituzioni.

Ognuno in questo può esercitare un ruolo.


 *  La teatralità delle riunioni del G8 passera alla storia come un elemento fondante di queste politiche, la trama verrà dipanata a partire dalla scena, più che dai testi.
** La cronologia vede la violenza di Genova anticipare la sublimazione di settembre
*** Il Presidente della Repubblica diede alla stampa la linea sulla guerra prima della riunione del Consiglio Supremo di Difesa, operando una duplice esondazione dei suoi poteri, per non parlare solo delle anomalie di B.

31
20 Mag 2011
alle 22:50

peppe

Non preoccupatevi, ci penserà lui a raddrizzare l'economia italiana:

http://www.lettera43.it/politica/16512/l-ex-commissario-europeo-la-scelta-bipartisan-se-cade-il-cav_breve.htm

30
20 Mag 2011
alle 21:05

MASSIMO

@k2

ho sempre pensato che la regia delle rivoluzioni sia stata in mano a persone con una certa intelligenza. Non penso che si potranno mai scatenare dei disastri sociali per l'i-phone, al limite la microdelinquenza, ma quella è tanto che c'è e di essa sono tanto contenti i nostri manipolatori.

29
20 Mag 2011
alle 20:25

k2

Attenti, che oggi le rivoluzioni non si fanno perché si ha fame, almeno non qui, in occidente. Le rivolte possono scoppiare anche soltanto se al popolo gli togli l'illusione di vivere una vita agiata e degna. Togli la possibilità di comprare l'i-phone, la city-car, la vacanza più o meno alternativa, e hai già creato dei potenziali rivoltosi, senza aver bisogno di evocare la fame. Del resto era Marx in persona che diceva che è il capitalismo ha creare i bisogni. Oggi, alla gente, levagli quei bisogni che sono stati creati ed alimentati, e avrai già uno scontento. Non serve arrivare alla fame. Attenzione.

28
20 Mag 2011
alle 19:50

everest

Sono solo episodi.

Non c'è nessuna rivoluzione all'orizzonte, semplicemente perchè non c'è motivo di farla questa rivoluzione.

Come dice massimo, la gente pensa ad organizzarsi le vacanze.

Il precario più scalcagnato ha un'automobile, una casa dignitosa, abiti e cibo a volontà. Per quale motivo dovrebbe fare la rivoluzione?

Forse perchè la "cupola" finanziaria dirota i soldi delle tasse per salvare le banche? La gente comune vive di cose molto più semplici. Parole come "TARP", "quantitative easing" e amenità simili, la gente non sa proprio cosa siano.

Buttiamo tonnellate di cibo nei rifiuti e mi si viene a dire che dobbiamo fare la rivoluzione perchè siamo oppressi dalla cupola finanziaria!?

Chi sarà il primo ad impugnare il forcone?? L'operaio da 1300 €/mese con utilitaria e citycar? L'impiegato con 1800 €, monovolume e ferie pagate? Oppure il libero professionista che fattura 100000 €? O magari il cassaintegrato con 800€ e lavoro in nero?

27
20 Mag 2011
alle 19:48

Zapata

Il Manifesto dell’iniziativa: “Democrazia reale, ora!”

Siamo persone comuni. Siamo come te: gente che si alza ogni mattina per studiare, lavorare o per trovare lavoro, persone che hanno famiglia e amici. Persone che lavorano duramente ogni giorno per vivere e dare un futuro migliore a chi li circonda.
Alcuni si ritengono più progressisti, altri più conservatori. Alcuni credenti, altri no. Alcuni hanno un’ideologia ben definita, altri si sentono apolit…ici … Ma tutti siamo preoccupati e indignati per il panorama politico, economico e sociale che vediamo intorno a noi. Per la corruzione di politici, imprenditori, banchieri … Per l’impotenza del cittadino.
Questa situazione ci fa soffrire tutti i giorni. Ma se siamo tutti uniti, possiamo cambiarla. E’ tempo di muoversi, è tempo di costruire insieme una società migliore. Pertanto sosteniamo fortemente che:

- Le priorità di qualsiasi società avanzata devono essere uguaglianza, progresso, solidarietà, libertà di accesso alla cultura, sostenibilità ecologica e sviluppo, il benessere e la felicità delle persone.

- Ci sono diritti fondamentali che dovrebbero essere protetti in queste società: diritto alla casa, occupazione, cultura, sanità, istruzione, partecipazione politica, libero sviluppo personale e i diritti dei consumatori di beni necessari per una vita sana e felice.

- L’attuale funzionamento del nostro sistema di governo economico non riesce ad affrontare queste priorità e costituisce un ostacolo al progresso umano.

- La democrazia parte dal popolo (demos = popolo, crazia = governo) perciò il governo deve essere del popolo. Tuttavia, in questo paese la maggior parte della classe politica non ci ascolta neppure. Le sue funzioni dovrebbero essere di portare la nostra voce alle istituzioni, facilitando la partecipazione politica dei cittadini attraverso i canali diretti che offrano i maggiori vantaggi per la società in generale, non per arricchirsi e prosperare a nostre spese, frequentando solo i dettami della maggiori potenze economiche e aggrappandosi al potere attraverso una dittatura partitocrática guidata dall’immobile sigla PPSOE.

- L’ansia e l’accumulo di potere tra pochi crea disparità, tensione e ingiustizia, la quale porta alla violenza, che noi respingiamo. L’obsoleto e innaturale modello economico vigente blocca la macchina sociale in una spirale che si consuma in sé stessa arricchendo pochi e gettando nella povertà e scarsità il resto. Fino al crollo.

- La volontà e lo scopo del sistema è l’accumulo di denaro, che ha la precedenza su efficienza e benessere della società. Spreca le risorse, distrugge il pianeta, crea disoccupazione e consumatori infelici. I cittadini sono parte di ingranaggio di una macchina progettata per arricchire una minoranza che neanche conosce i nostri bisogni. Siamo anonimi, ma senza di noi tutto questo non esisterebbe, siamo noi che muoviamo il mondo.

- Se come società impariamo a non affidare il nostro futuro ad un astratto ritorno economico, che non torna mai a vantaggio dei più, saremo in grado di eliminare gli abusi e le carenze che soffriamo tutti.

- È necessaria una Rivoluzione Etica. Abbiamo messo il denaro al di sopra dell’Essere Umano e dobbiamo metterlo al nostro servizio. Siamo persone, non prodotti del mercato. Io non sono solo ciò che compro, perché lo compro e a chi lo compro.

26
20 Mag 2011
alle 19:42

Zapata

Lo ripetiamo in modo che sia sempre più chiaro a tutti....IN SPAGNA COME IN ITALIA LA LOTTA SI FA INSIEME...ANCHE LA FRANCIA SI STA UNENDO...E' UNA PROTESTA EUROPEA CONTRO I GOVERNI DELL'FMI , DELLA BCE , DELLE LOBBY...NON VOGLIAMO UN'ALTRA GRECIA! Italian Revolution - Democrazia reale ora!

25
20 Mag 2011
alle 19:00

MASSIMO

in giro sento  la gente comune parlare solo di vacanze, calcio, mangiate, sagre come al solito. Ma siete sicuri che la rivolta sia proprio prossima?

24
20 Mag 2011
alle 18:01

Socialismo o barbarie

@Mia: il movimento spagnolo non è nato ieri, dietro "democrazia real" si sono semplicemente coagulati vari gruppi preesistenti come le reti di precari, collettivi studenteschi, ecc. La vera differenza è che dopo un giorno di normali manifestazioni (che come pratiche di lotta somigliavano molto alle nostre dell'autunno scorso, vedi i book block) hanno deciso di occupare le piazze e di restare là fino alle elezioni di domenica. cosa succederà dopo non si sa. L'italianrevolution è partita sempre dalla spagna e doveva essere semplicemente un'iniziativa di spagnoli all'estero per esprimere solidarietà ai connazionali, ma ora sta cambiando in qualcos'altro e stasera si capirà in cosa. Si, in italia ci sono sia il popolo viola che i grillini a cercare di appropriarsi e di convogliare entro i propri binari questa cosa, ma non è assolutamente diretta da loro nè da qualcun'altra entità dietro le quinte. Oltretutto non è vero che in italia non si fa mai nulla, siete solo voi i soliti ciechi che vi autoassolvete coprendovi gli occhi per avere la scusa di non impegnarvi in prima persona. A cominciare dallo sciopero del 16 ottobre scorso per passare agli studenti, i pastori sardi, ecc. ecc. Le lotte ci sono, manca solo l'Evento. Se stasera sarà l'inizio di qualcosa o solamente la solita farsa viola non lo so, ma sono possibilista. 

Oltretutto vi consiglio di leggere il manifesto del movimento spagnolo, tutto è meno che liberista/similgrillino.

23
20 Mag 2011
alle 17:54

medo

#22

Fitch ha abbassato poche ore fa da BB+ a B+ (di TRE punti) la nota sull'indebitamento a lungo termine greco. Siamo ad ore/giorni dalla resa dei conti finale: la Grecia dovrà dichiararsi insolvente. Con buona pace di BCE, Francia e Germania che perderanno una marea di denaro in interessi non corrisposti... Addio borse europee, fuori-gioco per un bel pezzo?

22
20 Mag 2011
alle 17:43

francesco ganz

ATTENZIONE : Mieli 1 secondo dopo ha aggiunto parole di questo senso :

" Naturalmente non vuol dire che bisogna accogliere le richieste o tutte le richieste dei pastori sardi o dei prossimi di turno, ma che bisogn ascoltarli, prendere una decisione e spiegarla all'interlocutore di turno "

Parole sacrosante, sopratutto se non mutilate di senso...Eh eh !

..Nel frattempo l'altro ieri ad " EXIT", di la sette, , nei 5 minuti prima dell'intervista a Pisapia il dibattito è stato monopolizzato dall'intervento di un giovane milanese senza lavoro che in diretta ha chiesto perchè il comune spenda risorse solo per gli anziani e i non autosufficienti e non per le nuove generazioni  che in teoria disabili od anziani non solo ma che stanno venendo esclusi in tronco dalla società....La Spagna si avvicina, e chissà se i giovani spagnoli hanno chiari  i termini di una redistribuzione delle risorse procapite fra le varie generazioni.....Cari baby boomers...

Intanto su Wallstrett Italia leggo che ul default Greco, oltre che inevitabile, è anche l'unico percorso minimamente " serio", per qual paese....Qunidmnell' Europa socilademocratica, in tempo di prevedibile runaway greenhouse effect e declino petrolifero le rivoluzioni si fanno per  l'insostenibilità dei vari debiti pubblici  e per le più o meno prevedibili sforbiciate ai dipendenti pubblici ?... Non saebb più degno scendere in piazza per destinare dall'anno prossimo almeno un 5-6 % di spesa pubblica a rinnovabili e sotenibilità del settore primario e tutela ambientale del territorio ? ....Che vergogna !

21
20 Mag 2011
alle 16:52

lugg

Io non sono convinto che ci si aspetti una rivolta.

Detto cio', una rivolta o presunta tale (ricordiamoci che siamo nel paese dove le adunate oceaniche si fanno chiudendo 3/4 di piazza con le transenne e inquadrando solo il resto) gioverebbe a chi chiede piu' leggi repressive e controllanti, e svierebbe l'attenzione dall'economia alla sicurezza.

Non serve rovesciare il governo, basta solo distrarre il popolo bue.

20
20 Mag 2011
alle 16:32

riflettevo

Concordo sulle domande:

- chi pilota queste rivoluzioni sono gli stessi che hanno esasperato gli italiani finora facendogli subire un berlusconi talmente eccessivo per portarli poi nello stato di accettare volontariamente qualsiasi alternativa? ( e purtroppo intendo qualsiasi )

- io ho paura. paura perchè ci sono persone che seguono leader senza MAI fare domande. ( E vale per i papaboys, i fan di Silvio, I leghisti, e quelli del Movimento 5 Stelle ). E la buona fede puo' venire strumentalizzata... io mi aspetto la tecnica Cossiga: manifestazioni di piazza, provocatori violenti, reazione sdegnata dell'opinione pubblica e dissidenti in gabbia senza distinguo. Che tanto con FB ci si è schedati tutti da soli. E come al solito ci rimetteranno soltanto i dissidenti pacifici.

- poi è chiaro che con un deficit alle stelle ed un'industria nazionale sostanzialmente in mano estera l'italia non ha margine di manovra piu' lungo dell'elastico delle mutande. MA sulla patrimoniale non dispererei... una patrimoniale al'uno per cento o allo 0.5% fa paura solo a chi ha un sacco di soldi. per un lavoratore normale si tratterebbe di 10 euro al mese su mille euro..

- l'innalzamento dell'eta pensionabile è legato alla struttura demografica italiana.

 

Vedremo come riusciranno anche stavolta molto gattopardisticamente a "cambiare tutto per nn cambiare niente"

19
20 Mag 2011
alle 15:56

poldo alias marco

Si incanalano le legittime aspirazioni dei giovani (fino a 50 almeno) ad avere un lavoro umano (per il quale tra l'altro hanno studiato 20, 25 anni avendo fatto sacrifici loro ed avendo fatto svenare i loro genitori) verso la contestazione violenta del governo al fine di sostituirlo con un nuovo governo che potrà applicare questa nuova politica economica:

1) Patrimoniale una tantum su case, conti corrente, conti deposito, titoli rappresentativi di merci tra cui oro e argento e forse bot (no azioni o obbligazioni perchè la borsa devono tenerla su in quanto i ricchi c'hanno le azioni).

2) Tagli draconiani al settore sanitario, alla scuola, all'università.

3) Riduzione degli stipendi dei pubblici dipendenti.

4) Elevamento progressivo dell'età pensionabile, riduzione delle pensioni.

5) Fine della cassa integrazione in deroga.

I soldi racimolati verranno impiegati per i salvataggi bancari e per stabilizzare un pò i conti pubblici. La crisi purtroppo non è finita, o facciamo così o facciamo così perchè dall'euro non ci fanno uscire e comunque chi comanda nel mondo (non è Berlusconi) ha deciso che bisogna fare i sacrifici. Chi comanda nel mondo ha deciso che se una rumena è disposta a fare la commessa 12 ore al giorno sabati e domeniche comprese per 400 euro al mese con il padrone che gli mette le mani sul sedere, allora anche la figlia dell'impiegato italiano, laureata, deve fare altrettanto.

Non vi stà bene? Non fate i figli e il problema si risolve da solo.

18
20 Mag 2011
alle 15:18

mia

 <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } A:link { so-language: zxx } -->

Culla della italian revolution a Firenze? Come quella dei studenti contra la RiformaGelmini. Ieri  primo appuntamento a Santa Croce. Oggi in tutta l'Italia. Alle otto con i palloncini.Bianchi!

http://www.youtube.com/watch?v=Klqhbth-pdU&feature=youtu.be

 

e chiede una su facebook...

....ma oltre l'esaltazione siamo in grado di farci qualche domanda?

The question is....: chi sta' promuovendo tutte ste' manifestazioni? non vi sembra che tutto si muovo MOLTO RAPIDAMENTE,,,?non vi viene neanche un piccolo dubbio?...questo movimento ha mandato a casa gia' due governi e 1/2...

17
20 Mag 2011
alle 15:04

Miche1e

@13

Interessante. Conosco il modello di Sornette, anche se con l'oro è sempre difficile fare previsioni, perché non è un titolo puramente finanziario, ma risponde anche a esigenze di rifugio in questi tempi così volatili. D'altra parte, il "fitting" col modello è impressionante. Vedremo a breve quello che succede.

16
20 Mag 2011
alle 15:04

medo

Non esiste (più) una coscienza collettiva "di classe", mai esistita quella di popolo unitario, sono solo esistite coalizioni locali, rivolte e rivoltine... Ci saranno quindi rivolte e rivoltine: Sardegna, zona di Napoli, forse Torino salterà quando di botto dovranno licenziare altri dipendenti FIAT... Ma una rivolta unitaria la vedo poco probabile. Siamo anche un paese di vecchi: ce li vedete i 60enni che si coalizzano per tirar due pietre a tre poliziotti svogliatissimi? Mah.

Dopo Genova 2001, non è più possibile nessun movimento popolare di una certa ampiezza. Ci spegneremo in relativo silenzio e senza troppi spargimenti di sangue.

15
20 Mag 2011
alle 14:49

mario2

gli italiani non possono fare la rivoluzione in quanto non esiste una coscienza di popolo

ogni italiano dedica la sua vita a fottere il prossimo suo. dunque non ci può essere nessuna vera ostilità contro i politici che fanno solo quello che fanno tutti. l'unica ostilità che c'è in italia è contro il povero e lo sfigato. con la crisi l'italiano invece di ammazzare il ricco sfrutta due volte di più il povero (si veda il mercato del lavoro)

paese di merda!!!

14
20 Mag 2011
alle 14:33
13
20 Mag 2011
alle 14:26

paolo p.

poi ci sarebbe pure questa:

Soros vende oro

....blogs.wsj.com/marketbeat/2011/05/04/soros-fund-selling-gold/

da confrontare con questa:

arxiv.org/ftp/arxiv/papers/1012/1012.4118.pdf

12
20 Mag 2011
alle 14:21

paolo p.

e anche

Due funzionari della FED dicono che l'America ha ancora bisogno di "denaro facile"

...www.reuters.com/article/2011/05/19/us-usa-fed-idUSTRE74I7AF20110519

11
20 Mag 2011
alle 14:18

paolo p.

[OT ... ma forse no...]

IEA: il mondo ha bisogno urgente di più petrolio

...online.wsj.com/article/SB10001424052748704904604576332883930405192.html

10
20 Mag 2011
alle 14:13

peppe

Ma quali rivoluzioni! W la mamma!

http://www.youtube.com/watch?v=kZHCPY9odq8&feature=youtu.be

9
20 Mag 2011
alle 14:00

zapata

Sta cominciando anche qui da noi:

http://www.facebook.com/italianrevolution

Per chi è a Roma, l'appuntamento è per stasera venerdì 20 maggio, piazza di spagna, ore 20.00

Firenze piazza santa croce, ore 20.00

Bologna piazza di nettuno, ore 20.00

Milano piazza del duomo, ore 19.30

Torino piazza Castello, ore 20

Palermo Teatro Massimo, ore 20.00

E la lista è ancora lunga.

8
20 Mag 2011
alle 13:48

Karagounis78

@7 non sono da nessuna parte. Sto per conto mio, lascio il mondo fluire attorno a me e mi adatto. Se questo è stare dalla parte di chi perde, perché non divento artefice dellacostruzione della nuova società, allora sì. Vorrà dire che ne godrò soltanto i benefici o le manchevolezze.

7
20 Mag 2011
alle 13:41

Maurizio T.

"Se poi dovessi essere dalla parte che perde?" ci sei già da un bel pezzo, Karagounis78, qualcuno dovrà pur dirtelo prima o poi

6
20 Mag 2011
alle 13:22

Karagounis78

LA colpa è sempre di entrambe le parti. La mancanza è tanto di chi non ascolta quanto di chi parla o protesta.

Io non considererò mai e poi mai giusta una protesta di piazza che sfoci in una pseudo rivoluzione. E' una violenza alla società civile. Se poi venisse, me ne terrò fuori in attesa del risultato finale. Chi cavalca queste cose lo fa solo per interesse, perché intravede la possibilità di essere lui il prossimo a governare una piccola fetta di paese. Sebbene l'idea di poter in qualche modo imporre le mie idee mi alletti molto, non avrei mai il coraggio di schierarmi così apertamente. Se poi dovessi essere dalla parte che perde?

Resto convinto che le rivolte non abbiano storicamente portato a nulla di veramente concreto. Solo intorno all'Ottocento hanno fatto qualche differenza, perché si è voluto imporre un sistema democratico contro quello monarchico. Ora non c'è la voglia di rivoluzionare il sistema di governo: siamo narcisisti che credono di aver già raggiunto un ottimo compromesso, quando invece siamo impantanti nella burocrazia e nell'inefficienza sociale.

5
20 Mag 2011
alle 12:52

Alby

IEri sera quatttro chiacchiere con un conoscente che fino a 2 anni fa ha votato FI-PdL: "sì, l'ho votato fino al 2008, ma dopo quelle elezioni non ha fatto nulla, non ci sono prospettive: sono tutti in attesa, tutti ordinano la roba che serve per arrivare alle ferie e non di più, sono in attesa non si sa di che cosa.

Questo a partire da Confindustria e dalla Marcegaglia, dopo lo scontro dello scorso anno."

L'impressione è che siano tutti sotto il palazzo e aspettano che il B si butti dalla finestra (o che lo buttino).

4
20 Mag 2011
alle 12:42

Renso Roberto

E non dimentichiamo la Turchia, dove il governo ha posto la censura su blog e social network. (di fatto su internet)

3
20 Mag 2011
alle 12:24

mia

In Spagna è cominciata....anche se non lo dicono i giornali e ...

http://www.youtube.com/watch?v=RZ55PC-ElSE&feature=player_embedded#at=81

2
20 Mag 2011
alle 11:42

Paolo B.

@1

Ai nostri alleati (meglio padroni) anch'essi in piena recessione. Quando un impero è in pieno declino, anche il controllo sulle sue colonie si allenta fino a cessare. La storia docet.

L'Europa a stelle e strisce si allontana, anzi è sull'orlo del dissolvimento sotto i colpi dell'esplosione dei debiti sovrani e delle sempre più frequenti proteste (rivolte) popolari che incarnano un'antieuropeismo (in questa europa delle banche) sempre più forte. I forum popolari sul web traboccano di voglia di ribellione al sistema.

La Cina sta comprando fette di debito europeo sempre più consistenti? Non ce la vedo come futura nostra padrona, nè come leader economico globale (come teorizzano i soliti economisti del c...o) in un'ottica di esaurimento delle risorse alla quale anche la tigre (di carta) asiatica dovrà pesantemente inchinarsi.

Da qui al 2015 si giocheranno molti destini della geopolitica globale attuale.

Il domani è già tra noi. E non sarà buono...

1
20 Mag 2011
alle 11:25

Pierluigi

beh basta chiedersi a chi farebbe comodo una Europa in piena recessione e crisi sociale... forse ai nostri alleati d'oltre oceano, che ci vogliono ancora piu sudditi e sottomessi di quanto siamo ora... a me l'imprigionamento di DSK suona come un potente campanello di allarme.

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