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Il Fotovoltaico TAGLIA i costi dell'energia. Ancora una prova

Pietro Cambi avatar Sabato 23 Aprile 2011, 00:00 in Bugie, Energia, Politica, Reimparare, Vita quotidiana di Pietro Cambi

GME Marzo 2011.jpg

GME dati di marzo 2011, cliccare sull'immagine per ingrandire.

Appena dimostrato, con un ottimo studio, che il fotovoltaico, in realtà, non peserà sulle tasche degli italiani e farà anzi risparmiare soldi in bolletta, SOPRATUTTO alle industrie più energivore, possiamo ora portare una prova di quanto affermato in quel recentissimo post.

Il grafico che vedete in alto (ringrazio Giuseppe per la ragionata segnalazione) si riferisce agli ultimi dati disponibili disponibili presso il GME, Gestore del Mercato Elettrico, l'equivalente della borsa, per il settore.

Molto semplicemente è la pistola fumante, la PROVA, al di la delle chiacchiere, e/o fino a prova contraria, della forza calmierante delle energie rinnovabili, rispetto ai prezzi di mercato.

Vedete che la Curva, che descrive l'andamento orario medio dei prezzi per il mese di marzo mostra che i prezzi sono mediamente aumentati rispetto all'analoga stagione del 2010. Cosa è successo? Molto semplicemente il barile è schizzato a livelli quasi record facendo da traino, come al solito anche alle altre fonti energetiche non rinnovabili, gas e carbone.

Se guardate meglio, però, potrete notare una cosa: nei momenti di massima richiesta i prezzi sono rimasti quasi invariati. Questo, da un punto di vista di un mercato che non avesse visto una crescita delle energie rinnovabili non ha senso.

E' proprio nei momenti di massima richiesta che vengono attivate le centrali di riserva, ad esempio a turbogas, per definizione poco efficienti, ma che permettono di coprire rapidamente l'aumento di richiesta.

Ci saremmo quindi attesi una oscillazione ancora maggiore, nei momenti di punta, visto il maggior costo di produzione, esacerbato dalla scarsa efficienza. Perchè questo, con tutta evidenza, non si è verificato? Perchè nell'anno appena trascorso e fino a Marzo 2011 sono stati installati ed allacciati quasi 4 GWp di impianti fotovoltaici.

Di questi quasi tre GWp, ragionevolmente, nel periodo Marzo 2010 Marzo 2011.

Sono questi tre GWp di fotovoltaico in più rispetto al 2010 che, producendo al massimo proprio nei momenti di massima richiesta, hanno di fatto annullato gli aumenti di ALMENO 10 euro/MWh che altrimenti si sarebbero verificati.

Una controprova?

I dati dei giorni festivi, nei quali, per la minore richiesta complessiva, non sono attivati gli impianti meno efficienti.

Per questi giorni l'ingresso in produzione del fotovoltaico ha da un lato una influenza percentualmente maggiore, per la minore richiesta complessiva di energia, dall'altro un effetto calmierante superiore, perchè non oscurato dall'aumento dei costi di esercizio delle centrali turbogas e simili, a bassa efficienza, di cui nei giorni festivi non vi è necessità.

Come si vede, l'effetto mitigante e talmente forte da INVERTIRE l'andamento dei prezzi, che risultano INFERIORI rispetto agli analoghi orari di punta dell'anno scorso.

Con buona pace di chi, nei qualificati commenti del precedente post,cercava di dimostrare il contrario, non solo avevamo ragione ma avevamo anche valutato correttamente il valore di questo effetto di mitigazione svolto dalla messa in produzione degli impianti fotovoltiaci sui costi dell'energia elettrica.

Credo, mi scuserete l'immodestia, che la serie di post e di studi che noi di ASPO abbiamo prodotto nell'ultimo mese su questo tema sia uno dei maggiori contributi dati per la comprensione dell'importanza delle energie rinnovabili ed in particolare del fotovoltaico nel nostro paese, anche nella sempre ribattuta ottica economica e strategica.

Giova qui ricordare, a mò di pietra tombale, che il nucleare, anche SE avessimo già realizzato, grazie ad una bacchetta magica, quattro o cinque centrali, NON avrebbe sortito alcun effetto calmierante e/O moderatore dei prezzi di mercato (al contrario di quanto pervicacemente affermato dai sostenitori), perchè, per sua natura il nucleare fornisce la potenza di base (anche una parte di quella italiana, "comprata" dalle centrali transalpine)e quindi non modula ne mitiga, in alcun modo, i picchi di costo e di consumo giornalieri.

P.S. da molte parti del multiverso dei nostri lettori ci giunge la richiesta di tornare ad aggiornarci ed aggiornarvi su Kukushima. Prometto di farlo, nei prossimi giorni.

 

 

43
43 commenti
43
09 Lug 2011
alle 00:41

Defcon1970

Nulla di cui scusarti, Giuseppe. Siamo anzi onorati che tu voglia condividere l'esito dei vostri studi, ci basta. Se intenderete pubblicare anche il dettaglio delle analisi di Aprile e Maggio, facci sapere dove, grazie.

L'articolo di Coiante è semplice, nel suo tentativo di formalizzare con qualche equazione il fenomeno del calmieramento sul primo picco. Nel senso che - adesso - chiunque abbia un minimo di conoscenze matematiche, può avere un idea di come e quanto la produzione FV possa potenzialmente influenzare il prezzo del MWh alla borsa elettrica, perlomeno in intervalli temporali ristretti e in condizioni meteo definite.

Ma il maggior pregio è di aver inserito nella stessa equazione (e soprattutto nella discussione...) anche il Costo di Gestione della Rete e di aver ricordato a tutti che valutazioni quantitative di quel costo sono molto ardue anche se sicuramente in crescita per la parte attribuibile all'incertezza nella produzione delle rinnovabili intermittenti. Non ti devo certo rammentare che nella vostra analisi, tutta concentrata nello studiare la nascita del fenomeno, non c'è traccia di queste evidenze.

Una parte di questi costi di rete potrà anche essere evitata investendo (pesantemente) nelle potenzialità delle interconnessioni ma sarà inevitabile a fine 2011 dover pagare ai gestori delle turbogas una spare capacity più alta di quel 3-5% che gli paghiamo adesso come remunerazione del capitale investito che non gli facciamo mettere in produzione. Hai scritto che il FV sta spiazzando le turbogas, erodendone i margini: bene, ti rammento che questi fra un po' si vedranno aumentare il fatturato senza neppure spendere in forniture di gas naturale, che notoriamente sono il costo più alto fra tutti quelli che devono sostenere.

Rileggendo il tuo commento, la parte più interessante è l'interazione FV-Hydro che ipotizzi; la butto là: Terna (la parte di attività aziendale sul mercato, diversa da quella che assolve il compito istituzionale, sì, vabbé...) si è già fatta ben benino i suoi conti e ha previsto nel 2013 l'anno in cui sarà remunerativo investire nello storage con l'obiettivo di tenersi in cassa parte del gruzzolo della spare capacity. Un po' come per i gasdotti di SNAM ossia di ENI: qualcuno le chiama sinergie, qualcun altro conflitti di interessi.

42
08 Lug 2011
alle 18:01

Giuseppe

@39 Defcon,

scusami, non ho un alert per i nuovi commenti su vecchi post.

Sia in aprile che in maggio il calmieramento del picco diurno è evidente nei report del GME. Vista la crescita del FV installato sarebbe stato sorprendente non fosse così. Giugno non è ancora disponibile. 

@38 Giovanni, 

a mio avviso la tariffa bioraria ha sicuramente contribuito a ridurre il primo picco di prezzo, ma la scala del fenomeno è tale che lavatrici e lavastoviglie accese la sera invece che di giorno (le mie fra esse...) possono spiegarlo solo in misura minima.

Per un'idea in proposito, dai uno sguardo al report mensile di Terna pubblicato ieri. A pagina 12 si riporta il profilo di fabbisogno nel giorno di punta (il 30 giugno). Terna "vede" il fabbisogno come prelievo dalla Rete di Trasmissione Nazionale, per cui la produzione fotovoltaica in media e bassa tensione (oltre il 90% del totale) ai fini di questo grafico è "minor fabbisogno". La punta di giugno è stata inferiore di oltre 2.500 MW (48 GW contro 50,5 GW) rispetto al 2010, mentre su base mensile il fabbisogno è aumentato dell'1,5%.

Che il fotovoltaico stia spiazzando i turbogas nelle ore centrali della giornata è ormai palese: in giugno il fabbisogno gas ad uso termoelettrico è sceso del 9%, circa 200 milioni di metri cubi. Terna stima una produzione fotovoltaica a giugno di oltre 700 GWh, che al 50% di efficienza media dei CCGT vuol dire quasi 150 milioni di metri cubi "risparmiati". Al solito, ci sono molti altri fattori, ma in una giornata serena in tutta italia 6GW di FV a mezzogiorno spiazzano (al netto delle perdite di conversione e trasformazione) circa 4GW di turbogas, ossia 800mila metri cubi l'ora di fornitura...

La domanda non è tanto "se" il fotovoltaico stia spiazzando gli impianti a gas al margine della curva di dispacciamento, ma i) "quanto" tale spiazzamento in termini di volumi si traduca in una riduzione dei prezzi di equilibrio sul mercato elettrico, ii) tempi e modi in cui la riduzione si riflette in bolletta, iii) la misura in cui il beneficio in bolletta mitiga l'onere di incentivazione, iv) la misura in cui tale beneficio è ridotto per effetto dell'incremento degli oneri di dispacciamento per Terna (che a loro volta finiscono in bolletta, vedi sotto).

@39 Defcon,

Un commento sull'ottimo pezzo di Coiante. Non c'è dubbio che la presenza di fonti intermittenti generi oneri di dispacciamento per Terna. Molto più difficile è dire quale proporzione di tali oneri (che ci sono comunque, data la variabilità dei consumi, le avarie degli impianti di generazione e di rete, le congestioni) siano attribuibili alle rinnovabili non programmabili. Finora un incremento di tali oneri non è evidente: nel 2008 Terna ha speso € 2,6 miliardi in risorse di dispacciamento; nel 2009 € 1,8 miliardi; nel 2010 € 1,3 miliardi. In altre parole, gli efficientamenti messi in atto hanno sicuramente più che bilanciato gli oneri incrementali associati alla crescita della penetrazione delle rinnovabili intermittenti. La capacità FV è esplosa nel 2011, vedremo a fine anno se ha lasciato il segno sul bilancio di Terna... 

41
06 Lug 2011
alle 18:28

Defcon1970

Sono stato ascoltato! Domenico Coiante ha detto la sua sul tema calmieramento dei prezzi da parte del FV sulle ore di picco, con la professionalità, onestà intellettuale e competenza che lo contraddistinguono e che conosciamo. Mi fa piacere che abbia evidenziato che la questione è più complessa di come è stata rappresentata qui, suggerendo in sostanza di non trarre conclusioni affrettate.

40
01 Giu 2011
alle 10:23

Pier Luigi Caffese

Agli amanti italiani del ft assistito sempre dallo stato per 160 miliardi,faccio una domanda semplice.Perchè La Germania ha optato per il vento,in particolare in mare e windfuel,cioe' carburante rinnovabile dal vento e non sul solare ft?.Perchè sanno fare i conti e si accorgono che il ft è caro,che l'idrogeno è caro,che Desertec in Algeria costa 400 miliardi con perdite enormi nelle trasmissioni di rete.Con 30 GW di ft in 20 anni,ci produci poca energia e pochissimo refuels.E' un progetto caro come è caro il Desertec e l'Audi che sa far bene i conti ha scelto windfuels e non il solare.Windfuels è un progetto presentato da me nel 2005 perchè moltiplicavo il vento del mar ligure per 5 stoccandolo nel Po.Purtroppo la matematica energetica non ha audience mentre il ft non stoccato ha audience e fa lavorare poco l'industria che ha il 70% dei pannelli in mano cinese.La liguria puo' ricavare 100 miliardi dal mio piano e salvare Fincantieri perchè i 5000 che vogliono licenziare,li converto all'energia.Ma il grande Presidente della Liguria dice no al mio piano e cosi' la Liguria non avrà mai 100 miliardi di ricavi e licenzierà in Fincantieri e nell'indotto.

39
31 Mag 2011
alle 20:03

Defcon1970

@ Giuseppe

Allora? Che dicono i dati di Aprile sull'ipotesi di calmieramento nel primo picco diurno? Ci avete potuto lavorare?

38
17 Mag 2011
alle 00:43

giovanni

L'articolo sostiene che il fotovoltaico, fornendo energia nelle ore di picco di domanda, evita l'accensione di centrali a turbogas di riserva dagli elevati costi e quindi genera un effetto calmierante sul prezzo dell'energia elettrica. I grafici riportati danno in effetti questa impressione. Ci sono però delle significative stranezze che vanno in senso diametralemente opposto. Ad esempio nei giorni feriali  l'unico orario in cui il prezzo dell'energia è in calo rispetto all'anno scorso sono le 10 di sera, ora in cui il fotovoltaico non produce nulla. Altra stranezza tra le 13 e le 17 la differenza rispetto all'anno scorso (il delta in fondo al grafico )  resta inalterata, assurdo considerato che alle 13 (12 con l'ora solare) vi è il picco di insolazione. Se continuate ad osservare il grafico notate che alle 13 i benefici del fotovoltaico sarebbero inferiori sia alle 8 del mattino sia alle 21 22 e 23. Se notate bene vi è uno strano aumento del prezzo dell'energia alle 19 e alle 20 e un altrettanto improvviso calo alle 21 con il picco più basso alle 22 e una risalita forte durante la notte. La spiegazione a queste stranezze a mio avviso è la seguente: abbiamo scambiato per benefici del fotovoltaico gli effetti dell'introduzione dell'obbligo di offrire tariffe biorarie ai clienti scattato da gennaio. Difatti la tariffa bioraria rende scoraggia i consumi dalle 8 alle 19 e li fa aumentare nelle restanti ore. Se vedete il grafico la spiegazione calza a pennello: molte famiglie posticipano l'accensione di alcuni elettrodomestici alla sera, ad esempio mia nonna accende la lavatrice a quell'ora per risparmiare. Lo spostamento dei consumi dal giorno a sera e notte deprime consumi e prezzi di mercato di giorno e li aumenta nelle restanti ore.

VOI COSA NE PENSATE???

37
13 Mag 2011
alle 15:34

Defcon1970

Per chi ha un po' di tempo da spendere (meglio tanto), ecco qui (nei commenti) una panoramica delle idee di Caffese, sotto forma di scambio quasi epistolare con Vito Enzo Salatino.

Difficile farsi una opinione su tutto, i numeri li sa solo lui (oppure con lui il Ministero delle Svilupppo Economico, ENI/Enel, Finmeccanica, ecc. a cui ha presentato i suoi progetti) e sicuramente non possiamo accusarlo di essere didascalico, ma ci sono delle idee.

Che personaggio!

36
13 Mag 2011
alle 12:26

Defcon1970

@ 32 Caffese

Veramente io volevo essere propositivo, che c'hai la coda di paglia!? Sono laureato in Fisica, con l'algebra ce la posso fare. Poi da queste parti abbiamo la mente aperta.

Ripeto la domanda in altra forma: non conosco il dettaglio dei tuoi progetti/idee che pare hai presentato a vari soggetti. Intuisco che si tratti di storage di produzione da rinnovabile, argomento di mio interesse. A braccio, le stime che fai sui costi di quelle potenze/energie sono parecchio sballate. Ma, visto che le idee sono molte e non ordinarie e una loro descrizione dettagliata in un commento necessiterebbe di una proprietà di linguaggio che pare ti manchi, ce li passi un po' di link significativi sui quali ci possiamo informare?

Grazie

35
12 Mag 2011
alle 20:12

Pier Luigi Caffese

Oggi ho la notizia ufficiale che la Giunta Ligure sputa su 100 miliardi di giro d'affari perchè non vuole il mio lago di mare e vuole solo un po' di ft ed il vento con pale sulle dighe del porto con turbinine.Il mio progetto è da 600 GW e costa 17 miliardi,loro la Giunta se ne fregano dello sviluppo ligure e vogliono racimolare qualche contributo pubblico,fregandosene poi di Fincantieri.I Liguri dovrebbero denunciare per danni questa classe politica che pensa solo ai contributi statali per qualche MW di vento o ft.Con questi dirigenti regionali ,la liguria muore perchè il treno dell'energia marina passa ma loro vanno su tecnologie vecchie assistite con soldi statali e poi parlano di polo energia con tecnologia..ottocentesca.Pensate che hanno dato il mio progetto a qualche raccomandato neoassunto che non ci ha capito perchè mai ha fatto una obiezione.Purtroppo sono pagati bene per risolvere l'energia ligure.Una classe autoreferente produce progetti di basso livello e si vede.Dopo magnificheranno le loro rinnovabili dicendo che lo Stato non gli da i soldi.Ma se sono cosi' bravi perchè non progettano senza contributi pubblici?

 

 

34
05 Mag 2011
alle 17:19

Pier Luigi Caffese

Nel piano hydro moderno di Caffese con 17 miliardi produco 600 GW.Il ft ne vuole 160 miliardi per produrre 30 GW.Perchè il ft è poco efficiente e costa,al contrario dell'hydro di mare che costa meno e rende molto di piu',perchè il ft non stocca.Difatti se il ft dovesse produrre 600 GW costa 3.200 miliardi ed ho dimostrato senza ombra di dubbio perchè il ft è l'energia rinnovabile meno efficiente ma chi vuole i contributi non guarda l'efficienza perchè è solo un profittatore a spese Stato,e non per niente, vanno dietro il ft chi vorrebbe una energia statale o quasi.Il ft attuale non produce un litro di carburanti rinnovabili,nel progetto Caffese se ne producono 70 miliardi di litri.Ma a chi daranno i soldi,è ovvio ai meno efficienti del ft, perchè non producendo refuels,rendono felici gli importatori fossil fuels ed i cinesi che producono il 70% dell'installato ft in Italia.Doppia felicità perchè i petrogas sanno bene che con 30 GW di ft ci fai i baffetti e cosi' loro insisteranno per nuove centrali gas-carbone.Pagheranno,cosa gia fatta,un barone dell'energia che in tv pontifica con grande enfasi e sosterrà che senza centrali carbone-gas l'Italia non ce la fa e les jeux sont fait,cornuti e mazziati perchè in Francia invece riducono le centrali carbone-gas,le piu' inquinanti per CO2 e smog.Allora la grande idea di nasconderla come il marito che si fa scoprire a letto con l'amante.Ma persino Rubbia dice che il CCS geo non serve a niente.I soldi spesi per il ft e per il CCS geo sono il simbolo dell'Italia inefficiente e sprecona,tanto paga lo Stato.E se fallisce Fincantieri' A quelli del ft libero ma pagato dallo Stato,non frega niente di Fincantieri e non vogliono che per rimettersi in piedi faccia le rinnovabili giuste.

33
29 Apr 2011
alle 17:41

robertok06

@ Pier Luigi Caffese    #32

Solo 10 miliardi per costruire una diga (con che tecnologia, poi?) di 200 km di perimetro, alta 100 m, capace di resistere alla pressione di 100 m d'acqua?).

  Mi pare troppo poco. Comunque, se lei ha dei dati di qualche progetto simile che indichino che 10 miliardi possa essere una stima giusta, ritiro l'obiezione... in quel caso mi parrebbe solo strano che non ci abbia pensato qualcun altro... per esempio, i tedeschi faranno salti mortali per utilizzare i bacini del sud della Norvegia, per stoccare decine e decine di TWh prodotti dalle migliaia di turbine eoliche che vogliono installare... spendendo svariati miliardi solo per posare i cavi ad alta tensione DC per trasportare elettroni avanti e indietro dai bacini alle turbine... quando basterebbero 10 miliardi (a suo dire) per stoccare 16 TWh?

  No, assolutamente irrealistico... o il costo o la quantita' di energia stoccata sono, devono!, essere sbagliate... o tutte e due, anche.

  In attesa di spiegazioni ulteriori, la (ti?) saluto.

   Roberto

32
29 Apr 2011
alle 13:20

Pier Luigi Caffese

L'ironia di chi dice che ho reinventato le leggi della fisica è pungente e denota grande ignoranza perchè è la fisica-matematica che ha trovato me e non il contrario.Ma passiamo all'energia che Lei butta in burla perchè non la capisce.Caso concreto al Delta Po perchè i fondali sono bassi.Costruisco in mare a 12 miglia una offshore wind farm per 40 GW ma ne utlizzo il 25%,cioe' 10 GW.Con questi 10 GW, diciamo 5 GW li utilizzo per winfuels immediato e 5 GW mi servono per pompaggio di mare.Se costruisco nel mare del Delta un lago di mare grande di 80 km di lunghezza per 20 di larghezza con diga di 100 m.,quanto stocco di acqua di mare? 16 TWh e se non sa calcolarli non si rivolga ad Eistein ma al suo professore di fisica del liceo o del mio nautico.Con 16.000 GWh risolve i problemi energetici italiani e di mezza europa.Quanto costa? 3 miliardi per il vento,10 miliardi per 200 km.di dighe in mare,3 miliardi per turbine,collegamenti:totale 16 miliardi per 16.000 GWh stoccati le danno come minimo 400 GW per refuels(70 miliardi di litri) e 100 GW per elettricità,piu' il pesce allevabile in 1600 Km.2.Mi contesti i dati, non mi dia dell'Eistein o dell'ubriacone già concessomi da un ambientalista come Lei, a digiuno di fisica.Il problema è un altro:le lobbies vogliono 160 miliardi per 30 GW di ft perchè ragionano come Lei, non sanno che lo stoccaggio moltiplica le rinnovabili.E poi non mi lasceranno mai costruire il lago perchè risolvo per 100 anni il prb.energetico italiano che lobbies ed ignoranti esperti di energia bla..bla non vogliono?Ma per favore si ripassi la fisica perchè al momento merita radice di 2,voto che dava il prof.Togliatti agli ignoranti matematici.Poi se non capisce il passaggio da MW a refuels,veda come i tedeschi anteguerra inventarono il FTS che passava dal carbone-gas al fuel,oggi l'Eni lo usa per passare dal metano inquinante a fuel,mentre io uso vento,acqua e mare.Ma il passaggio chimico l'ho scritto in inglese e se vuole lo legga o lo chieda al MSE che lo conosce benissimo.Non bisogna essere Einstein,bisogna conoscere il vento,il mare,le dighe in mare,lo step o pompage-turbinage e tanta chimica per hydrocarbon o solar fuel o windfuel o water fuels,perchè di plasma fuel se ne parlo ancora, per Lei, divento un Dio,cosa che non mi piace perchè a ciascuno il suo mestiere.

 

 

31
27 Apr 2011
alle 22:07

Defcon1970

@ Pier Luigi Caffese

Sembra che hai qualcosa da dire, nel senso che ci hai lavorato su. Perché non provi a metterlo in italiano comprensibile... ;-) ... o ci posti il link a qualche documento utile a comprendere?

Messa così pare che hai riscritto le leggi della fisica.

30
27 Apr 2011
alle 13:50

Pier Luigi Caffese

Dire che il ft taglia i costi dell'energia è una balla che merita un bel 4 in matematica energetica perche il ft senza stoccaggio ha costi elevatissimi,confermati dalle Associazioni solari che chiedono contributi di 160 miliardi per 20 anni.E chi nega le richieste è un bugiardo patentato.Dopo il ft arriva a 30 GW in 20 anni per 160 miliardi e si taglia i cosidetti perchè per compensare i petrogas hanno buon gioco a chiedere centrali a gas-carbone.In molti paesi è vietato il ft senza stoccaggio ed il sottoscritto ha inventato il cosidetto effetto leva che da 40 GW di vento o ft passa a 200 GW tramite l'hydro pumped up da me terizzato per il Po nel 2005.Difatti ho presentato al Governo un piano serio che stocca con le rinnovabili,incluso vento in mare e solare,ben 2.500 GWh per produrne 250 GW di cui 50 GW vanno all'elettrico e 200 GW ai carburanti rinnovabili(35 miliardi di litri).La riduzione dei costi delle rinnovabili sta nello stoccaggio via pompaggio e chi non lo capisce è meglio che cambi mestiere e si dia all'ippica seria. 

 

29
27 Apr 2011
alle 11:26

Giuseppe

@26Defcon

Sì, nei paesi con giacimenti di gas esauriti è la soluzione tipica per la realizzazione di stoccaggi. Tutti gli stoccaggi esistenti in Italia, per quanto ne so, sono ex giacimenti. Dove giacimenti esauriti non ci sono si cercano invece altre strutture geologiche adatte (tipicamente acquiferi e caverne di sale).

Gli stoccaggi permettono di conciliare il profilo rigido di fornitura dei contratti di approvvigionamento take-or-pay di gas (i cui volumi giornalieri in estate eccedono il fabbisogno e sono invece deficitari d'inverno) con l'andamento stagionale del fabbisogno.

28
27 Apr 2011
alle 09:51

Pietro/Crisis

#26 Si, ma si fa SEMPRE, in modo routinario, ogni anno, per far fronte ai consumi invernali largamente superiori alle capacità dei vari gasdotti. Mi autocito con uno storico link:

http://petrolio.blogosfere.it/2006/02/energia-italia--2.html

5 anni fa!!!

Passa il tempo...

27
26 Apr 2011
alle 23:56

Defcon1970

@20 Giuseppe

Riguardo a dove in Italia è e sarà maggiormente disponibile potenza da FV, voi giustamente nella vs analisi avete badato allo stato attuale, io invece intendevo anche in prospettiva. Specie se l'industria del FV non si decide ad abbassare in modo sostanzioso il costo degli impianti, con le nuove tariffe del conto energia gli impianti medio-grandi saranno una questione da Roma in giù.

Quindi delle due l'una: o questa sarà una spinta allo sviluppo industriale per il Sud e il Centro o ci costruiamo dei grandi elettrodotti.

26
26 Apr 2011
alle 23:36

Defcon1970

@25 Pietro

Ne do atto, ovviamente. Succede a tutti, chi più chi meno.

@23 Giuseppe

Condivido, analisi lucida della realtà e delle possibili prospettive. Non c'è che aspettare Aprile e Maggio e l'estate per approfondire il fenomeno. Scaldiamo gli excel...! 

Ma qualcuno sta già stoccando gas naturale nei giacimenti esauriti?

25
26 Apr 2011
alle 13:49

Pietro/Crisis

#23 Giuseppe:per molti aspetti la vedo come te.

#18: ho detto una castroneria, hai assolutamente ragione. Succede, ed è (sarebbe) obbligatorio darne atto. Intendevo, spero si comprendesse nel contesto, ciclo combinato e non cogenerazione.

24
26 Apr 2011
alle 12:23

Claudio B

@ 23 Giuseppe

Analisi lucida e condivisibile , esposta in modo chiaro.

Quantomeno condivisa da mè .

Un ringraziamento sentito .

Saluti Claudio B.

23
25 Apr 2011
alle 21:25

Giuseppe

@robertok06

Non credo che chi scrive, incluso il sottoscritto, a sostegno del FV abbia in mente un sistema elettrico basato sul FV o altre fonti intermittenti.

Personalmente vedo il FV nel contesto del sistema elettrico italiano, basato su turbogas ed impianti idroelettrici, e quindi uno dei più flessibili al mondo. In un sistema come il nostro, il FV può sfruttare indirettamente i bacini idroelettrici e gli stoccaggi gas, e questo (entro margini ragionevolmente alti di penetrazione) per semplici logiche di funzionamento del mercato.

Mi spiego:

  • Se è vero (come sono convinto) che il FV ha un effetto calmiere sul prezzo di picco diurno, ci sarà un naturale incentivo per i proprietari di impianti idroelettrici a bacino a spostare per quanto tecnicamente possibile la produzione su ore "meno affollate". Indirettamente, questa è una forma di stoccaggio infra e intergiornaliero della produzione fotovoltaica, il cui contributo si estenderà così oltre il picco diurno. All'estremo (ad esempio nelle domeniche d'estate) il FV potrebbe un giorno rendere conveniente utilizzare i pompaggi durante il picco diurno.
  • L'effetto diretto del FV sul picco diurno e quello indiretto (via spostamento della produzione hydro) sul picco pomeridiano e serale sarà quello di ridurre i load factors dei turbogas, particolarmente nei mesi estivi ma anche in marzo-aprile e ottobre-novembre (in Italia meridionale anche in pieno inverno). L'effetto sarà quello di ritardare l'inizio del prelievo autunnale dagli stoccaggi gas e l'anticipo della stagione delle immissioni (nonché un minor ricorso fisiologico nelle giornate invernali di sole). Indirettamente, questa è una forma di stoccaggio stagionale della produzione fotovoltaica.

Non serve pensare ad un sistema elettrico rivoluzionario. D'inverno e di notte continueremo a produrre elettricità con il gas: semplicemente ne useremo sempre meno e accresceremo i margini di sicurezza e livelli di concorrenza nel sistema. Non mi sembra poco... 

Questo modo di vedere il sistema elettrico vale per l'Italia, non per la Francia, visto il ruolo del nucleare (con un profilo di produzione rigido). In Francia i pompaggi sono una necessità tecnica per spostare produzione nucleare dalle ore vuote alle ore piene. In Italia, tranne in alcuni contesti regionali, l'utilizzo risponde oggi a logiche puramente economiche (e infatti sono abbondamentemente sottoutilizzati).

In quest'ottica, l'anomalia del generation mix italiano (tradizionalmente uno svantaggio per l'elevato costo medio di generazione) in prospettiva diventa un vantaggio competitivo: rete permettendo, ha potenzialità enormi in termini di accoglimento di produzione intermittente (solare in particolare), grazie anche a 4GW di pompaggi puri + i pompaggi "di gronda" e 15 miliardi di metri cubi di stoccaggi gas (e molti ex giacimenti esauriti che possono essere convertiti). Strategicamente (sicurezza degli approvvigionamenti), avendo il solare dimostrato la capacità di aggiungere "riserve" a ritmi vertiginosi, per l'Italia si aprono opportunità importanti in termini di riduzione della dipendenza da fonti estere instabili.

In termini economici (rispetto al generation mix negli altri paesi europei), tutto dipenderà invece dall'andamento relativo del costo del petrolio (e del gas, ad esso ancora in gran parte legato) e di quello degli impianti FV. Perché il vantaggio strategico (che ha in sé un enorme valore) diventi anche un vantaggio economico bisogna che l'uno salga e l'altro scenda. Negli ultimi due anni la forbice si è più che dimezzata. E' ancora ampia, ma promette bene...   

22
24 Apr 2011
alle 22:19

robertok06

Salve:

  scusate, ma per me che abito in Francia la frase seguente mi ha fatto sorridere...

  "Giova qui ricordare, a mò di pietra tombale, che il nucleare, anche SE avessimo già realizzato, grazie ad una bacchetta magica, quattro o cinque centrali, NON avrebbe sortito alcun effetto calmierante e/O moderatore dei prezzi di mercato (al contrario di quanto pervicacemente affermato dai sostenitori), perchè, per sua natura il nucleare fornisce la potenza di base (anche una parte di quella italiana, "comprata" dalle centrali transalpine)e quindi non modula ne mitiga, in alcun modo, i picchi di costo e di consumo giornalieri."

  Ora, se la vostra analisi fosse giusta anche solo a meta', la Francia che ha il 75% e passa di nucleare e non ha, per fortuna, che una frazione del FV italiano, dovrebbe avere dei costi del kWh allucinanti, soprattutto all'ora di punta... ed invece, guess what?... indovina?... non e' per niente cosi'.

  Seguendo alla lettera la vostra ipotesi... 4 o 5 centrali nucleari gia' realizzate... 4 o 5 EPR?... 48-60 TWh  a costi di molto inferiori rispetto a quelli delle centrali a gas naturale che in questo momento mandano avanti il paese? Dai, non scherziamo... non fate demagogia spicciola, non vi fa onore.

  Il nucleare mantiene i prezzi bassi sempre, 365 giorni all'anno, giorno e notte: come si puo'  pensare che una fonte intermittente che per definizione non c' e' 12 ore su 24 al giorno, di media, e non ha (al momento e nel futuro prossimo) possibilita'  economicamente abbordabile di stoccare l'elettricita'  generata possa competere, su un anno intero, col nucleare?

  Questo e'  quanto costa in termini economici, ambientali (CO2 e altri gas serra) il kWh delle centrali nucleari Svedesi:

   www.environdec.com/en/EPD-Search/?&query=nuclear

  Sullo stesso sito trovate anche l'EPD di altre forme di produzione elettrica, idro e termico.

  Ripeto quanto ho chiesto nell'altro articolo: se questo effetto fantasmagorico di pochi GWp lo estrapolate a quando il FV sara'  molto di piu', quanto poco costera'  il kWh?

  A proposito, perche'  non provate a fare lo stesso calcolo/giochetto con un giorno qualsiasi dei mesi di novembre, dicembre, gennaio? Sarebbe interessante vedere l'effetto del FV, e soprattutto sarebbe bello vedere come proporreste di coprire il picco di consumo delle settimane di Natale/Capodanno, o quello estivo alle 9-10 di sera.

  Se guardate i grafici giornalieri sul sito di Terna o GSE vedrete che il picco di consumo avviene in ore in cui il FV non e'  al massimo (tarda mattinata/mezzogiorno), nel momento in cui il FV ha il vero picco la domanda e'  ad un minimo relativo, e comincia a salire quando il FV diminuisce di molto (tardo pomeriggio).

  Il FV non sara'  mai una risposta alla domanda energetica/elettrica del paese finche'  non si trovera' il modo di stoccare l'energia su lunghi periodi in quantita' di almeno qualche TWh, perche' i consumi elettrici sono destinati ad aumentare, e d'inverno ci possono essere dei periodi anche di svariate settimane durante le quali il cielo e'  coperto, e comunque le giornate sono corte.

  Questo vostro esultare sul risultato di un mese mi fa pensare al recente annuncio in pompa magna di quasi tutti i blogs "ambientalisti" a proposito della produzione eolica spagnola del mese di marzo, che avrebbe (ha) prodotto piu' energia elettrica di tutte le altre forme di produzione. Grande... peccato che, per esempio, da un paio di giorni l'eolico spagnolo (quasi 21 GW installati) sia sceso anche sotto il singolo GW, ed a meno del 5% della potenza... c'e'  stata una grossa perturbazione che ha coperto la Spagna per giorni e giorni, i dati del FV e del solare termico il sito di RED (l'equivalente di Terna in Italia e RTE in Francia) non li indica in maniera separata... ma immagino, dalle foto satellitari che ho guardato ogni giorno, che abbiano prodotto molto poco...

  Idem per l'eolico tedesco (rete Tennett), quello Irlandese (in questo momento e' a poche decine di MW, su piu'  di 1600 installati), idem per l'eolico Danese (da due giorni stanno importando invece di esportare perche'  non c' e'  vento in quasi tutto il mare del nord... che dirvi?... il giorno che i sogni pindarici di fantasia degli "ambientalisti" europei si realizzeranno, bisognera'  che ogni macro-zona del continente abbia installata una quantita'  di eolico e/o fotovoltaico sufficientemente alta da poter coprire il consumo di tutto il continente...

  Quando questo succedera'  l' Italia non sara' piu'  il paese che e' adesso, sara'  irriconoscibile.

  Buona fortuna per gli abitanti di questi paesi, ne avranno bisogno... per non parlare delle loro industrie.

   Roberto

21
24 Apr 2011
alle 20:50

Claudio B

@ 20 Giuseppe

Mi permetto di intervenire per confermarti che i valori di pompaggio dei primi tre mesi del 2011 sono inferiori del 52,7 % rispetto ai primi tre mesi del 2010 , se si mantiene su questi livelli fino alla fine dell' anno ci riporta ai valori dei primi anni 70 .

Molto interessante se già non lo conosci è questo documento di Terna che ci dice molte cose (per chi le sa leggere)

Tre cose principalmente :

1) Il picco di produzione da termoelettrico del 2007 e che dubito che possa essere superato in futuro.

2)Il picco delle importazioni di energia dall' estero del 2003 .

3)Il picco dei consumi per gli ausiliari del 2003

http://www.terna.it/LinkClick.aspx?fileticket=ZIzU5A%2bIX9U%3d&tabid=418&mid=2501

@ 18Defcon1970

Davo per scontato che il link non era una giustificazione per il calo del prezzo alla borsa elettrica nel mese di marzo era semmai una provocazione , nel senso che , non potrebbe essere che dando oramai per perso il segmento della copertura delle ore di punta diurne (principalmente per il fotovoltaico) si stiano orientando verso il picco serale dove il fotovoltaico può fare ben poco ?

Ed in questo caso , visto che la durata è molto inferiore vale ancora la pena di tenere centrali in stand by per usarle solo un paio di ore al giorno ?

Saluti  Claudio

 

20
24 Apr 2011
alle 11:43

Giuseppe

@18Defcon

L'utilizzo dei pompaggi a marzo è rimasto al livello di febbraio, ossia ai minimi da almeno tre anni a questa parte (e sospetto ai minimi storici, ma non sono andato più indietro del 2008).

L'utilizzo residuo è probabilmente spiegato più da necessità tecniche in Sicilia (Anapo) e Sardegna (Taloro), che da arbitraggio notte / giorno. Ammesso che sia ancora profittevole in sé (vista l'enorme erosione del differenziale di prezzo fra fascia F1 ed F3 negli ultimi due anni), se ha l'effetto di abbassare ulteriormente il prezzo in F1 l'uso dei pompaggi per Enel diventa autolesionistico, perché riduce ulteriormente la rendita inframarginale sul resto della produzione hydro e su quella a carbone. 

A farla breve, l'effetto asimmetrico sui prezzi di picco c'è stato NONOSTANTE il supporto implicito derivante dal mancato utilizzo dei pompaggi.

Quanto alla sovrabbondanza di cicli combinati, essa ha senza dubbio creato le condizioni perché il FV potesse avere questo effetto, riducendo lo spazio di coordinamento fra produttori a supporto del prezzo. E' stata quindi condizione necessaria.

Un ultimo elemento: oltre 2GW di FV sono dall'Emilia Romagna in sù. Almeno questi (che a marzo probabilmente si sono visti poco per minore irradiazione, ma in estate peseranno di più) non sono vincolati dalla capacità di trasmissione sud-nord, per cui in generale non dovrebbero aggravare il problema del sottoutilizzo della capacità CCGT di ultima generazione in Puglia, Calabria e Campania.

 

19
24 Apr 2011
alle 10:03

massimo

ho letto su Flip side of economy che l'argento fisico sta finendo e con esso il sogno del FV. Forse perchè è un minerale insostituibile in questa tecnologia? Qualcuno mi può chiarire il concetto? Grazie anticipatamente?

18
24 Apr 2011
alle 00:20

Defcon1970

@15 Giuseppe

Ora si ragiona, finalmente.

Nel mentre che qualcuno spiega a Cambi che cicli combinati e cogenerazione sono due cose diverse con scopi diversi, teniamo sotto osservazione l'innegabile fatto avvenuto in marzo 2011 e vediamo se diventa un fenomeno sistemico; anche perché nel secondo semestre 2011 ci saranno una ulteriore quantità di GWp di FV che - molto probabilmente - saranno allacciati per cui il fenomeno si dovrebbe intensificare.

Alcune osservazioni:

  1. Come, quando e perché i gestori delle turbogas decidono di avviare le turbine lo sanno solo loro; è vero che il loro mestiere è produrre energia, ma lavorano con così alti margini che in periodi di prezzi alti del combustibile possono scegliere strategie imprevedibili, che lo sono magari per questioni o per accordi a noi sconosciuti.
  2. Non ho analizzato ancora i dati di Terna in questo senso, ma per adesso il maggior indizio a sostegno alla vs (se ho capito bene, l'imboccata a Crisis proviene da te) teoria è la diminuzione di produzione dell'idroelettrico (da noi prevalentemente se non esclusivamente avviato a copertura dei picchi diurni), quando i dati stagionali di piovosità darebbero abbondanza di risorsa. Se c'è stata contemporanea diminuzione dell'energia spesa nei ripompaggi, fanno due indizi.
  3. L'eccesso di capacità produttiva pregiata (quella delle turbogas per intenderci) che ci ritroviamo dopo ormai 3 anni consecutivi di contrazione dei consumi rimane invece il sospettato numero 1 al fenomeno in discussione. E' già dal 2009 che Terna si domanda nell'annuale Relazione del Piano di Sviluppo che senso abbia allacciare tutta questa nuova potenza, per giunta in luoghi dove i consumi sono scarsi. Stiamo così progressivamente perdendo uno dei vanti da decenni della ns rete elettrica, ossia l'elevata efficienza data dal far lavorare i generatori ad alti fattori di carico.
  4. Produzione e consumo rimangono per adesso una questione macroregionale e questo ha una importanza notevole nella formazione del prezzo alla borsa elettrica: per trasportare l'abbondante energia da eolico e FV del Sud alle fabbriche affamate di energia del Nord, servirebbero elettrodotti a lunghissima distanza (ossia a tensioni >1MV e soprattutto in corrente continua) che ovviamente non abbiamo e che difficilmente avremo a breve; e questo è il principale limite allo sviluppo delle rinnovabili in Italia, in questo momento.

@16 Claudio B

Enel Distribuzione è impegnata in alcuni progetti pilota di smart-grid essendosi aggiudicata parte del bando della AEEG sul tema; forse è per quello che ha fatto quell'accordo con NEC. Ma hai idea di quanti accumulatori occorrerebbero e che razza di impianti avrebbero dovuto costruire per accumulare una energia sufficiente a incidere in quel modo sul prezzo di vendita per giunta al picco di consumo? E' Terna, non Enel, che ha inserito nel piano industriale 2012 l'inizio degli investimenti nello storage.

17
23 Apr 2011
alle 21:33

jet32

OT: bentornato al blog: appena in tempo per chiedere un bel bombardamento su damasco?

16
23 Apr 2011
alle 19:20

Claudio B

Che questa notizia di alcuni giorni fà , riveli che anche ENEL si è accorta di questa situazione e cerchi di sfruttare il secondo picco serale di durata molto inferiore al primo con dei sistemi di accumulo nuovi per il settore ?

http://www.zeroemission.tv/ze/site/news.php?id=12022

15
23 Apr 2011
alle 17:43

Giuseppe

@Defcon1970

Fonte Terna:

1. Nel marzo 2011 il fabbisogno è aumentato dello 0,7% rispetto al marzo 2010

2. Nel marzo 2011 la produzione idroelettrica è diminuita del 14,4% rispetto a marzo 2010

Altre ipotesi?

Nell'anno sono stati attivati due turbogas, uno a Lodi (Sorgenia) e uno a San Severo (Alpiq), per un totale di circa 1,200MW. Hanno sicuramente inciso sul livello assoluto dei prezzi. Ma perché dovrebbero avere un effetto asimmetrico sul primo (diurno) e secondo picco (serale) di consumo, che in marzo sono equivalenti?

Qualcosa può essere spiegato dalle congestioni sud-nord. L'attivazione del turbogas di Lodi potrebbe aver avuto un effetto maggiore nel primo picco che nel secondo, perché nel primo picco pesa di più il consumo industriale del nord, che non può essere coperto con cicli combinati del sud a causa capacità delle dorsali. Ma allora perché l'effetto non è stato regolarmente asimmetrico anche negli altri mesi? Solo a settembre 2010 si è visto un effetto simile.

Indisponibilità prolungate di grossi impianti convenzionali o di importanti elementi di rete potrebbero avere questi effetti, per cui per una conferma vale la pena di monitorare  i prossimi mesi. Ma per ora il fotovoltaico rimane il principale sospetto: 3-4 GWp aggiunti in un anno difficilmente non lasciano traccia: francamente mi stupirei del contrario.

14
23 Apr 2011
alle 16:46

Defcon1970

@7 Pietro

prima scrivete articoli riduzionistici, che semplificano in modo imbarazzante la complessità della formazione del prezzo alla borsa elettrica e poi accusate chi non è d'accordo di essere un troll prezzolato?!

Complimenti per la dialettica! Mi sa che siete ossessionati da questa offensiva mediatica in corso contro le rinnovabili e dai troll conseguenti.

Ho letto e valutato tutti gli articoli citati e molto altro, essendo questi argomenti di mio interesse NON professionale (non mi interesso di calcio nel tempo libero...), sono un sostenitore delle rinnovabili ma non un fan, preferisco i fatti alle chiacchere (la mia casa è indipendente dalle energie fossili all'80%). Ma continuo a non essere d'accordo con questo modo fazioso di sostenere la crescita delle rinnovabili, come se si dovesse rispondere con le armi alla lobby energetica dei fossili. Sul medio periodo sarà controproducente, come lo è stata la bramosia di Assosolare nel 2010.

Mi piacerebbe sapere che ne pensa Coiante della vostra teoria, in uno di quei suoi articoli SCIENTIFICI che tanto mi appassionano.

13
23 Apr 2011
alle 15:16

paolo p.

FUKUSHIMA

Mercoledì la TEPCO ha ammesso che il combustibile nel reattore 1 è ancora in fusione

 

...english.kyodonews.jp/news/2011/04/86750.html

12
23 Apr 2011
alle 15:12

paolo p.

@9

GWp = GigaWatt di Picco (o GigaWatt nominali)

Correntemente usato nell'industria fotovoltaica per esprimere la potenza che i pannelli installati fornirebbero in condizioni standard di temperatura e illuminazione.

 

11
23 Apr 2011
alle 15:05

Alby

Se ci pensate è abbastanza normale che se c'è meno richiesta di energia nelle ore di massimo consumo questa costi di meno...

10
23 Apr 2011
alle 15:03

Alby

Chiederlo qui è come chiedere cos'è un chilogrammo ad un fruttarolo ---> http://it.wikipedia.org/wiki/Watt_picco

9
23 Apr 2011
alle 13:29

Unità di misura

Avete scritto "quasi 4 GWp di impianti fotovoltaici", ma che unità di misura è il "GWp" ????

8
23 Apr 2011
alle 11:55

mia

Forse lo conoscete già. Segnalo la pagina  di Franz Alt dalla Germania ( in inglese)  per le news nell' ambito solare..

http://www.sonnenseite.com/News,80.html

7
23 Apr 2011
alle 10:15

Pietro/Crisis

#2 defcon2: Stavo parlando, OVVIAMENTE, per quelli con un minimo di competenza, che non hnno bisogno di chiarimenti, analogamente a quelli meno interessati che analogamente non ne hano bisogno, delle turbogas SENZA cogenerazione, ovvero la stragrande maggioranza di quelle attivate durante le ore di punta. Sarebbe bastato essere un po meno troll e/O un poco più informato per saperlo. O forse, semplicemente, un poco meno in cattiva fede.

L'intermittenza tipica del fotovoltaico è un vantaggio, data la sua curva di produzione, Def, come si sarebbe potuto comprendere leggendo il documento linkato e questo, in ogni caso, non ha niente a che vedere con il risparmio economico previsto. Nel merito: abbiamo in italia quasi 100 GW di potenza installata, di cui, ovviamente, la stragrande maggioranza termica, QUINDI, essendoci DECINE di GW termici da poter essere tenuti in standby, cosa che tra l'altro già avviene, saremo SEMPRE in grado di coprire eventuali oscillazioni di produzione, che, dipendendo da un fatto semplice da verificare, come la copertura nuvolosa, non potranno mai essere una sorpresa. Si spenderà, sicuramente, assai di più in reti elettriche e nella loro gestione. In compenso spenderemo MOLTO Meno in centrali ( potremo fare a meno di MOLTI GW, tra quelli tenuti operativi per coprire le ore di punta) e MOLTISSIMO meno in cura di malattie causate dalle centrali e in costose ed immorali guerre per le materie prime. Ma non voglio dilungarmi. semplicemente, NON hai letto il nostro doc. Niente di male: capisco che leggere più di due pagine che non siano la cronaca sportiva della squadretta del cuore sia un pco troppo, per te.

#6 Infatti ed infatti l'abbaimo lungamente teorizzato, ed anche scritto, in tempi non sospetti. ma una cosa è una teoria, un'altra la pratica, tanto più quando è in corso una vera e propria guerra contro le rinnovabili, in cui non si fanno ne si faranno prigionieri. Personalmente mi comporterò allo stesso modo.

Esagero? Mah!

Perfino il migliore dei cristiani, prima del perdono prevede il pentimento e qui di pentiti non ne vedo nessuno, se non prezzolato.

6
23 Apr 2011
alle 07:02

PEZANI

lo stesso fenomeno ,cioe' riduzione del prezzo nelle ore di sole, si ha anche in germania e la relativa notizia era in un articolo di Photon di quasi due anni fa

piero

5
23 Apr 2011
alle 03:11

Defcon1970

chiedo scusa per il post multiplo. Il server mi dava errore. Se potete/volete, cancellate le copie.

4
23 Apr 2011
alle 03:06

Defcon1970

@ 1 Guido

e sono dati disponibili, sul sito di Terna, divisi ora per ora, area geografica per area geografica, per FV e eolico, disponibili per chiunque voglia approfondire quanto siano intermittenti le rinnovabili. E se Cambi li avesse letti, forse avrebbe evitato di scrivere questo post.

Quello che è rischioso, è indurre il lettore poco informato a pensare che si possa e che anzi si debba allacciare alla griglia quanta più potenza intermittente possibile, senza contromisure opportune, ossia l'onerosissimo storage che sia idroelettrico a doppio bacino, elettrochimico, a fuel-cell, ecc..

L'amministrazione californiana ad esempio, già obbliga a partire dai prossimi anni ogni nuovo impianto di generazione di potenza intermittente ad avere il suo storage.

La cosa curiosa è che, quando ci sarebbe da iniziare a preoccuparsi degli effetti sulla stabilità della griglia dovuta all'introduzione di tutta questa potenza intermittente, Cambi si affretta a "dimostrare" che tale potenza è marginale. Vedi un post precedente sempre su Crisis. Quando invece nota uno smussamento nei prezzi al picco, fra mille ipotesi altrettanto valide, diventa la pistola fumante del calmieramento del FV!!

E lo fa pure disprezzando il ruolo importante delle turbogas che etichetta come "inefficienti", ignorando evidentemente che le turbogas a ciclo combinato che adesso vanno per la maggiore arrivano al 60% di efficienza e vanno a regime termico in poche ore. E che pur con tutto l'eolico installato in Basilicata e Puglia, Enel e Sorgenia hanno trovato conveniente investire in quasi 1GW di turbogas a ciclo combinato a Candela (FG) e Modugno (BA). Che siano lì proprio per accendersi quando Eolo si stanca di soffiare...?

Detto questo, pur essendo ragionevole ipotizzare che - mediamente nell'arco di un mese - maggiore potenza disponibile possa causare una diminuzione dei prezzi alla borsa elettrica, quanto invece avrà influito la costante contrazione dei consumi di energia elettrica registrata anche nell'ultimo anno? E quanto le maggiori piogge che hanno riempito i bacini dell'idroelettrico?

3
23 Apr 2011
alle 03:03

Defcon1970

@ 1 Guido

e sono dati disponibili, sul sito di Terna, divisi ora per ora, area geografica per area geografica, per FV e eolico, disponibili per chiunque voglia approfondire quanto siano intermittenti le rinnovabili. E se Cambi li avesse letti, forse avrebbe evitato di scrivere questo post.

Quello che è rischioso, è indurre il lettore poco informato a pensare che si possa e che anzi si debba allacciare alla griglia quanta più potenza intermittente possibile, senza contromisure opportune, ossia l'onerosissimo storage che sia idroelettrico a doppio bacino, elettrochimico, a fuel-cell, ecc..

L'amministrazione californiana ad esempio, già obbliga a partire dai prossimi anni ogni nuovo impianto di generazione di potenza intermittente ad avere il suo storage.

La cosa curiosa è che, quando ci sarebbe da iniziare a preoccuparsi degli effetti sulla stabilità della griglia dovuta all'introduzione di tutta questa potenza intermittente, Cambi si affretta a "dimostrare" che tale potenza è marginale. Vedi un post precedente sempre su Crisis. Quando invece nota uno smussamento nei prezzi al picco, fra mille ipotesi altrettanto valide, diventa la pistola fumante del calmieramento del FV!!

E lo fa pure disprezzando il ruolo importante delle turbogas che etichetta come "inefficienti", ignorando evidentemente che le turbogas a ciclo combinato che adesso vanno per la maggiore arrivano al 60% di efficienza e vanno a regime termico in poche ore. E che pur con tutto l'eolico installato in Basilicata e Puglia, Enel e Sorgenia hanno trovato conveniente investire in quasi 1GW di turbogas a ciclo combinato a Candela (FG) e Modugno (BA). Che siano lì proprio per accendersi quando Eolo si stanca di soffiare...?

Detto questo, pur essendo ragionevole ipotizzare che - mediamente nell'arco di un mese - maggiore potenza disponibile possa causare una diminuzione dei prezzi alla borsa elettrica, quanto invece avrà influito la costante contrazione dei consumi di energia elettrica registrata anche nell'ultimo anno? E quanto le maggiori piogge che hanno riempito i bacini dell'idroelettrico?

2
23 Apr 2011
alle 03:00

Defcon1970

@ 1 Guido

e sono dati disponibili, sul sito di Terna, divisi ora per ora, area geografica per area geografica, per FV e eolico, disponibili per chiunque voglia approfondire quanto siano intermittenti le rinnovabili. E se Cambi li avesse letti, forse avrebbe evitato di scrivere questo post.

Quello che è rischioso, è indurre il lettore poco informato a pensare che si possa e che anzi si debba allacciare alla griglia quanta più potenza intermittente possibile, senza contromisure opportune, ossia l'onerosissimo storage che sia idroelettrico a doppio bacino, elettrochimico, a fuel-cell, ecc..

L'amministrazione californiana ad esempio, già obbliga a partire dai prossimi anni ogni nuovo impianto di generazione di potenza intermittente ad avere il suo storage.

La cosa curiosa è che, quando ci sarebbe da iniziare a preoccuparsi degli effetti sulla stabilità della griglia dovuta all'introduzione di tutta questa potenza intermittente, Cambi si affretta a "dimostrare" che tale potenza è marginale. Vedi un post precedente sempre su Crisis. Quando invece nota uno smussamento nei prezzi al picco, fra mille ipotesi altrettanto valide, diventa la pistola fumante del calmieramento del FV!!

E lo fa pure disprezzando il ruolo importante delle turbogas che etichetta come "inefficienti", ignorando evidentemente che le turbogas a ciclo combinato che adesso vanno per la maggiore arrivano al 60% di efficienza e vanno a regime termico in poche ore. E che pur con tutto l'eolico installato in Basilicata e Puglia, Enel e Sorgenia hanno trovato conveniente investire in quasi 1GW di turbogas a ciclo combinato a Candela (FG) e Modugno (BA). Che siano lì proprio per accendersi quando Eolo si stanca di soffiare...?

Detto questo, pur essendo ragionevole ipotizzare che - mediamente nell'arco di un mese - maggiore potenza disponibile possa causare una diminuzione dei prezzi alla borsa elettrica, quanto invece avrà influito la costante contrazione dei consumi di energia elettrica registrata anche nell'ultimo anno? E quanto le maggiori piogge che hanno riempito i bacini dell'idroelettrico?

 

1
23 Apr 2011
alle 01:58

Guido

La eventuale prova definitiva potrebbe essere confrontare i prezzi di un giorno di cielo coperto e pioggia su tutta italia con un giorno sereno. A quel punto, se il prezzo del giorno sereno fosse sensibilmente minore, non ci sarebbero più dubbi.

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