Crisi sistemica e cambio di paradigma
L'avevamo teorizzato, l'avevamo previsto, l'avevamo auspicato.
Finalmente POSSIAMO PROVARLO.
Il fotovoltaico non gonfia la bolletta!!!
Sopratutto, non la gonfia agli utenti più energivori, al contrario di quanto dichiarato dai nostri esimi (s)governanti e dai rappresentanti di molti settori industriali, ad esempio, giusto POCHE ORE FA, l'ufficio studi dell'Associazione italiana tecnico economica del cemento (Aitec): «Dietro un aumento di pochi centesimi di euro al chilowattora si nasconde una vera e propria stangata per il settore cementiero, quantificabile in 20 milioni di euro per l'anno 2011, pari a quasi 5 euro per ogni megawattora consumato».
E' vero, invece, esattamente il contrario: per le industrie più energivore, quelle che consumano più di 10 GWh al mese, il risparmio dovuto al "peak shaving", ovvero alla diminuzione dei costi dell'energia nelle ore di punta conseguente alla produzione in larga scala da fonti rinnovabili è già oggi superiore all'aggravio dei costi per l'aumento della componente A3.
Primi in Italia (e non solo), siamo in grado di provarlo, grazie ad un ottimo lavoro del comitato scientifico di Aspo Italia, che mostra che, in prospettiva, il fotovoltaico contribuirà a DIMINUIRE e non ad aumentare i costi della bolletta energetica italiana.
Di seguito il comunicato, che sintetizza le risultanze dello studio, mentre il documento completo è disponibile a questo link.
Ringraziamo Giuseppe Artizzu, Carlo Durante, Francesco Meneguzzo, Pietro Pacchione, Federica Zabini, per la stesura del testo e le ricerche e simulazioni correlate.
Credo che sia, scusate l'APPARENTE iperbole, una vera pietra miliare, che dimostra, PROPRIO agli UTENTI INDUSTRIALI dei settori energivori che il fotovoltaico e le altre energie rinnovabili danno un contributo ed hanno un interesse che va MOLTO oltre la semplice vantaggiosità dell'investimento e coinvolge le strategie, in grande del sistema industriale del paese. Per questo motivo e per la rilevanza degli argomenti trattati, non si tratta, ce ne rendiamo conto di un documento alla portata della famigerata "casalinga di Voghera". Tuttavia la non molto più sagace lavandaia di Via dell'Oche è arrivata, a comprenderlo e conto sul fatto che la maggior parte dei nostri lettori potranno non solo afferrare la portata della cosa ma anche entrare nel merito e, se del caso, confutare e/o confermare quanto sostenuto. Buona lettura.
In particolar modo agli esperti del centro studi dell'Associazione italiana tecnico economica el cemento e dei tanti altri centri di ricerca che ci spiegano sempre come il fotovoltaico e le energie rinnovabili siano un costo e diano un contributo irrilevante nell'economia di un paese.
IL SOLE LA FA IN BARBA AL PREZZO DELL'ELETTRICITÀ
ANALISI EMPIRICA CONDOTTA DA ASPO ITALIA INSIEME A CAUTHA Srl
18 Aprile 2011
Gli incentivi al fotovoltaico gonfiano la bolletta?
Probabilmente no: è sempre più evidente che grazie al fotovoltaico il prezzo all'ingrosso dell'elettricità è stabile nonostante l'incremento del prezzo internazionale di petrolio e gas. Il punto di forza del fotovoltaico è che la massima produzione si registra nelle ore di massima insolazione, proprio quando più alto è il costo dell'energia elettrica prodotta da fonte tradizionale. È evidente quindi l'effetto calmierante del fotovoltaico sul prezzo dell'elettricità, effetto che sarà sempre più marcato, grazie alla riduzione degli incentivi* e all'aumento del prezzo del gas naturale (la principale fonte fossile con cui si produce energia elettrica in Italia).
Utilizzando dati di Terna e del GME per i 31 giorni lavorativi dal 1 marzo al 14 aprile scorsi, ASPO Italia e Cautha S.r.l. hanno osservato che:
- Il fotovoltaico ha prodotto energia pari a circa 260 GWh, che costeranno circa 106 milioni di euro di incentivi*, pagati ai proprietari degli impianti fotovoltaici attraverso sovrapprezzi sulle bollette degli utenti elettrici;
- La produzione solare ha riguardato in parte significativa le ore di massima domanda di energia elettrica, riducendo la produzione richiesta alle centrali tradizionali meno efficienti. In questo modo il fotovoltaico ha calmierato il prezzo dell'energia da un minimo di 1 euro/MWh ad un massimo di circa 15 euro/MWh, generando un risparmio fra 21 e 34 milioni di euro (dal 20 al 32% dell'onere di incentivazione);
- Tale effetto sarà verosimilmente ancor più accentuato in estate quando, per effetto dei condizionatori, le punte di fabbisogno saranno più alte e l'irradiazione solare sarà massima.
Sono risultati molto interessanti, visto che siamo ancora in primavera, la capacità installata fotovoltaica sta continuamente crescendo e il costo dei combustibili è in aumento: a breve, il contenimento del costo dell'energia in bolletta sarà quindi ancora più marcato. I grandi consumatori energivori (acciaierie, cartiere, vetrerie), che godono di agevolazioni rispetto agli oneri di incentivazione delle fonti rinnovabili, in alcuni casi beneficiano già di una bolletta potenzialmente più leggera nonostante il peso degli incentivi.
"Il sole può sgonfiare le bollette", e non è una leggenda metropolitana!
Senza dimenticare che le energie rinnovabili sono un investimento per la salute e la sicurezza energetica dei nostri figli, ed un'opportunità strategica per il Paese (sviluppo tecnologico e industriale delle nostre aziende, incremento della base fiscale e rafforzamento della bilancia dei pagamenti).
Pietro Crisis sostieni che sono disinformato,perchè scrivo di problemi e costi di smaltimento dei pannelli, mentre secondo te sono ecologici,facili da smaltire:magari addirittura biodegradabili.Probabilmente ignori che fra i pannelli che stanno entrando nel meccanismo di incentivi ventennali ci sono anche quelli in telloruro di cadmio,che dal prossimo anno saranno illegali nell'UE, perchè il cadmio è altamente tossico. Sicuramente ignori che i moduli in silicio policristallino, che rappresentano i quattro quinti del mercato hanno un contenuto in piombo,inquinante tossico e bandito per molte altre produzioni, ma non per le energie verdi(verdi?).Potrebbe essere sostituito con l'argento , ma i produttori non sono disposti a sostenere costi maggiori.
Sostieni che un pannello fotovoltaico può durare anche 40 anni, sicuramente non si autodistrugge al compimento del quarantesimo anno, ma già molto prima cala vistosamente la produzione. Scrivi che il fotovoltaico può essere riciclato lucrosamente. Innanzi tutto va ricoradato che le installazioni su centinaia di migliaia di piccoli impianti sui tetti rendono molto complicati i controlli, sarà probabilmente necessario mettere incentivi economici (pagati dallo stato)per indurre il proprietario a portare i pannelli in un centro di raccolta e smaltimento, per evitare di ritrovarsi con campagne invase da pannelli, in buona parte costruiti con metalli pesanti. Per chi sia poi questo lucro da te supposto è tutto da vedere. Scrivi di enormi quantità di inquinanti evitati grazie al fotovoltaico, forse non sai che il fotovoltaico copre solo una piccola parte dei consumi elettrici, circa il 2% quest'anno. La produzione di energia elettrica è responsabile appena del 4% della produzione di polveri sottili in Italia, che potrebbe ulteriormente essere ridotta sostituendo le centrali a carbone, olio combustibile e scarti di raffineria con centrali a ciclo combinato a metano. Il 2% del 4% è pari allo 0.08%, questa è la riduzione di polveri sottili nel 2011 grazie al fotovoltaico che ci costerà 2.5 miliardi di euro di incentivi. Definisci farneticazioni le mie considerazioni su Agosto farneticazioni, ma non sai che Agosto è il mese con i consumi elettrici più bassi di tutto l'anno. Scrivi che la priorità di dispacciamento è il minimo, al di là delle considerazioni sul confine tra diritti e privilegi, la priorità di dispacciamento è una deroga al libero mercato e grava più o meno direttamente sugli utenti finali. Da quello che scrivi è evidente che secondo uno studio fatto da fautori delle rinnovabili (tutt'altro che imparziali) al più si recupera un terzo del costo sotenuto in incentivi, senza considerare costi aggiuntivi come smantellamento futuro degli impianti, adeguamento rete elettrica per far fronte a fonti incostanti ed evitare rischi aggiuntivi di black out.
Salve:
come cosa c'entra? Il FV "ritocca" i costi del MWh e questo cambia il modo in cui le fonti "sporche" si spartiscono la produzione del rimanente. Uno dei motivi principe dell'ampliamento della base installata di FV e' che servirebbe a raggiungere uno dei "20" del famoso "20-20-20"... questi sono aspetti intimamente legati uno all'altro.
Comunque, come ho detto altrove... bastera' aspettare e vedere quel che succede. Stando a quello che si sostiene su questo blog, il FV ha un effetto fantasmagorico sui costi delle bollette degli italiani. Ottimo: dato che fra pochi anni il paese si sara' impelagato nell'installazione di molti GWp supplementari, questo effetto diventera' ancora piu' grande! Forse potremo addirittura evitare di importare quei 40 TWh/anno di corrente elettronucleare, e le bollette degli italiani ne approfitteranno.
Non c'e' problema, io ho pazienza. Nel frattempo aspetto l'arrivo dell'altro holy grail del settore... "la grid parity". :-)
Saluti,
Roberto
va beh: è come dire, in perfetto stile compari der quartierino che.".. siccome che esistono donne che vanno con berlusconi diventiamo tutti gay".
Semplicemente il cap & trade è una fregatura di breve durata ed andrebbe severamente controllato7abolito. ma questo che c'entra, scusa, con quel che qui si dibatte?
@pietro cambi:
... fra altre cose, sulle quali non ho tempo di rispondere, ha scritto:
"Quel che si evince è che proprio coloro che si stanno massicciamente schierando contro il fotovoltaico perche' e' un costo, non si sono ancora resi conto che invece è un beneficio netto per la bolletta energetica italiana."
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Salve: questa mi sembra tirata per i capelli: diciamo che piu' che un beneficio netto la perdita e' minore rispetto a quella che non ci sarebbe senza il fantomatico "effetto calmierante" del prezzo all'ora di punta.
Comunque, questi ragionamenti e la discussione qui coprono solo i costi, ma per quel che riguarda le emissioni le cose vanno peggio, perche' "Green Serves the Dirtiest"... parte del titolo di un interessantissimo articolo/studio fatto da due tizi norvegesi, di cui non ho tempo adesso di cercare il nome... digitate quanto sopra e lo troverete subito.
Saluti,
Roberto
#15 e #16 complimenti per la disinformazinoe, Giovanni. La tua, prima che quella degli altri lettori, data la macroscopica scarsità di approfondimento/qualunquismo. Una per tutte: smaltire decine di migliaia di tonnellate di fotovoltaico tra venti anni?
MA LOL!! de uno fosse un minimo informato saprebbe che tra venti anni i pannelli avranno ancora ALMENO venti anni di vita davanti a se e ben pochi dovranno essere smaltiti nel frattempo. la prova esiste: i primi pannelli in policristallino installati in italia, quasi quaranta anni fa ancora resistono. Charito questo punto banale, si tratta in sostanza di vetro alluminio e silicio monocristallino, piu' qualche grammo di pvc e rame. MA CHE SMALTIRE !! E' tutto RICICLABILE E LUCROSAMENTE !!!
Ehhh si tutta roba altamente tossica. Mica come le centinaia di migliaia di tonnellate di zolfo, ceneri varie, metalli pesanti ( cromo, mercurio) che NON saranno state emesse nel frattempo dalle centrali a carbone/gas od olio combustibile. Andiamo! PROVA a prendere in considerazione le emissioni e le produzioni di rifiuti tossici speciali MANCATE, fai pure tutte le assunzioni ragionevoli/conservative/ottimistiche che vuoi e poi riparliamone. Secondo punto: abbiamo preso marzo perche' e' una prima prova di quanto da noi teorizzato. Il primo mese utile in cui la produzione fotovoltaica comincia a pesare fortemente sul totale.
terzo punto: dispacciamento privilegiato: mi pare il MINIMO, vista l'alternativa. Che dovremmo favorire, le centrali a carbone? INoltre proprio perche' siamo sul libero mercato una centrale fotovoltaica ha un costo marginale del kWh IRRISORIO rispetto a quello di una centrale a gas e questo e non altri e' il motivo del calmieramento die prezzi. DI PRODUZIONE, capisci? Non degli impianti che sono pagati ENTRAMBI dai contribuenti/utenti. Questa sola ffermazione,a nche senza tirare fuori le farneticazioni sul 15 Agosto, dimostra che se hai letto l'articolo citato, cosa poco probabile, non l'hai capito.
Quando consideriamo il risparmio ci si riferisce al consumatore finale, se vuoi al sistema italia. Nel caso specifico lo studio prendeva in particolare in considerazoine gli utenti piu'energivori, ovvero quelli che in teoria piu' hanno da perdere dall'innalzamento della componente A3.
Quel che si evince è che proprio coloro che si stanno massicciamente schierando contro il fotovoltaico perche' e' un costo, non si sono ancora resi conto che invece è un beneficio netto per la bolletta energetica italiana. Se invece andiamo a vedere la distribuzione costi e benefici vediamo che e' sbilanciata nei confronti delle grandi utenze, con le piccole e medie che pagano piu' di quanto risparmiano. Ecco perche' si dovrebbe spingere verso i piccoli impianti in GRANDE quantita'. per distribuire l'utilità netta alla magigor parte possibile della popolazione e delle imprese. Disgraziatamente, anche se qualche passo in questa direzione la muove, l'attuale conto energia chiude la porta in faccia a tutti a partire dal 2014, quando diventerà antieconomico installare un impianto fotovoltaico sotto qualunque balzo tecnologico conosciuto, fino ad arrivare, in ogni caso, all'assurdo che la tariffa ONNICOMPRENSIVA riconosciuta al produttore nel 2016 potrebbe essere piu' bassa di quella riconosciuta ad un produttore tradizionale per il suo kWh. L'unica cnsolazione è che è l'utlima porcata di una classe dirigente prossima all'autorottamazione collettiva. Disgraziatamente potrebbero PIRMA rottamare il paese.
L'effetto sul prezzo di mercato dell'energia da parte del fotovoltaico si basa sulla coincidenza tra picchi di domanda e picchi di offerta fotovoltaica. L'articolo ignora il fatto che agosto è uno dei mesi con più alta insolazione, ma è il mese con più bassa richiesta di energia per via della chiusura estiva di fabbriche,uffici,scuole e università. Nei mesi invernali l'insolazione è molto più bassa, ma la domanda di energia è molto più alta.
Cosa proponete? Spostare al 15 dicembre Ferragosto?
Chi ha scritto l'articolo non ha le idee chiare. La notizia può essere riassunta così: uno studio di ASPO(un'associazione pro-rinnovabili e contraria a nucleare e combustibili fossili) sostiene che nel mese di marzo 2011 il fotovoltaico ha avuto effetti calmieranti sulla bolletta pari al massimo del 32% dell'onere sostenuto per incentivare lo stesso fotovoltaico. Il fotovoltaico incassa incentivi mediamente pari a 6 volte il valore dell'energia prodotta, il fatto che i benefici siano meno di un terzo del valore dell'incentivo significa che la perdita per la collettività è pari almeno a 4 volte il valore dell'energia prodotta. Questa stima è fatta da un'associazione che ha tutto interesse a sovrastimare i benefici delle fonti rinnovabili. In questi calcoli non si tiene poi conto di quanto ci costerà smaltire migliaia di ettari di pannelli solari tra una ventina di anni. Non si tiene conto del fatto che per la gestione delle fonti incostanti si dovrà costruire una rete europea di smart grid che costerà oltre 200 miliardi euro. Non si tiene conto del fatto che la priorità di dispacciamento per le fonti rinnovabili è una deroga al libero mercato, la quale come tutte le limitazioni alla libera concorrenza la pagano cittadini e imprese.
@francesco M.
Salve:
OK, facciamo cosi': e' chiaro che qui si tratta di vedere la bottiglia mezza piena o mezza vuota... propongo di applicare un approccio piu' pragmatico: ci fermiamo qui, 24 aprile 2011... e ci rivediamo fra 2 anni, aprile 2013 (non lo dimentichero', non preoccuparti).
Questi fantomatici (per me) effetti calmieranti del prezzo del kWh dovuti alla presenza di poche centinaia di MW di FV saranno ancora piu' evindenti (giusto?) quando i 7-8 e piu' GWp installati a fine 2010 e inizio 2011 entreranno in servizio.
Anche al ridicolo 13% di efficienza del FV "medio" italiano, 8 GWp genereranno piu' di 9 TWh/anno... hai voglia di abbassare il prezzo del kWh! Costera' cosi' poco, ma cosi' poco, che verranno dalla Francia a prenderla coi secchi l'elettricita'! :-)
OK? Ci scommettiamo sopra qualcosa? Un imbolico Euro? (sono contro le scommesse ed il gioco d' azzardo)
Saluti,
Roberto
@ robertok06 - commento n. 12
Quite fake example!
Se ho compreso bene, volevi utilizzare l'articolo di quei due grandi scienziati australiani, tra i migliori in circolazione, per dire che all'aumentare in volume dell'energia da fonti rinnovabili aumentano i costi, vero? E che *quindi* occorre limitarne l'immissione (in rete nel caso dell'elettricità). Giusto?
NO!
Moriarty e Honnery partono dall'assunto che TUTTA l'energia deve diventare rinnovabile a causa della depletion delle fonti fossili il cui costo per altro va fuori controllo e quindi nemmeno da pensarci sul versante "costi", nonché per i cambiamenti climatici.
Assunto quindi l'opposto di quello che intendevi tu, cioè energia 100% rinnovabile, cosa tecnicamente possibile com'è ovvio, il livello totale dell'output energetico complessivo (ripeto, tendenzialmente 100% rinnovabile) dovrebbe essere più basso del previsto.
Questo è ovvio, così come è ovvio che anche oggi i Paesi a maggiore fabbisogno energetico, USA in testa, sono ovviamente gli stessi con maggiore dotazione infrastrutturale quindi con maggiori necessità di conservazione/manutenzione (in senso lato) e quindi necessitano di EROEI (ritorno energetico sull'investito) più alto. In questo senso e questo solo l'impiego di maggiore energia fornisce ritorni marginali decrescenti, per cui esiste ovviamente un "optimum" in cui la civiltà sta in piedi decentemente e l'EROEI richiesto alle fonti energetiche impiegate è ancora praticabile.
Merito degli autori è aver definito questo livello di "optimum", che si colloca più in basso rispetto a quanto le proiezioni correnti suggeriscano.
Prima di evidenziare in neretto pensiamo se quello che si evidenzia corrisponde al messaggio che si vuol dare; in questo caso, pare di no!
Salve:
sull'argomento, a livello piu' globale e generale:
"Is there an optimum level for renewable energy?"P Moriarty, D. Honnery, Energy Policy Vol 39 Issue 5 May 2011, p2748-2753
Abstract
Because continued heavy use of fossil fuel will lead to both global climate change and resource depletion of easily accessible fuels, many researchers advocate a rapid transition to renewable energy (RE) sources. In this paper we examine whether RE can provide anywhere near the levels of primary energy forecast by various official organisations in a business-as-usual world. We find that the energy costs of energy will rise in a non-linear manner as total annual primary RE output increases. In addition, increasing levels of RE will lead to increasing levels of ecosystem maintenance energy costs per unit of primary energy output. The result is that there is an optimum level of primary energy output, in the sense that the sustainable level of energy available to the economy is maximised at that level. We further argue that this optimum occurs at levels well below the energy consumption forecasts for a few decades hence.
Scusate, forse ho fatto un po' di confusione, ma non avevo compreso che tutta l'analisi si basa sull'ipotesi che gli operatori offrano l'energia al costo marginale!
Se così fosse, il prezzo dell'energia (a parte le zone Sicilia e Sardegna) non dovrebbe superare in nessuna ora i 70 Euro/MWh, perchè in Italia gli impianti marginali sono i cicli combinati a gas, e ne abbiamo così tanti da non dovere scomodare impianti più costosi, neanche quando ci sono i picchi di carico.
Il prezzo dell'energia lo fanno gli operatori con le loro offerte, e siccome non è previsto alcun vincolo al prezzo di offerta (se non un limite massimo di 3000 Euro/MWh), capite bene che l'ipotesi di offerta a prezzo marginale non regge.
Se poi qualcuno vuole guardate nel dettaglio i prezzi delle offerte per avere un'ulteriore conferma, li potete scaricare (attenzione: si tratta di una marea di dati poco comprensibili) all'indirizzo http://www.mercatoelettrico.org/It/download/DownloadDati.aspx?val=OfferteFree_Pubbliche
@ robertok06 - commento 9
Mi pare il contrario, almeno in generale, infatti l'abstract che riporti comincia con:
"Average market prices for intermittent generation technologies are lower than for conventional generation."
In ogni caso, la fonmte eolica non è affatto "lo stesso" della fonte FV, poiché quest'ultima genera maggiormente proprio nelle ore di picco del fabbisogno, e ti ricordo che il grosso dell'effetto di "merit order / peak shaving" del FV si osserva quando il prezzo d'equilibrio è "forzato" dal costo marginale degli impianti termoelettrici più costosi, chiamati a produrre per coprire i picchi.
Quindi, per l'eolico l'effetto è più "spalmato" e complessivamente inferiore rispetto al FV.
Salve: di nuovo io, scusate, credo che il messaggio precedente fosse formattato male, con molti links, e non passa il filtro.... provo con il solo testo.
Dicevo, nel messaggio, che anonimo ha ragione. L'esempio qui sotto, l'abstract di un articolo recente pubblicato su Energy Policy, mostra come le fonti intermittenti in un mercato reale non apportino i vantaggi che ci si potrebbe aspettare.
L'articolo parla di eolico, ma vale lo stesso per il FV.
Buona lettura.
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Energy Policy Volume 38, Issue 7 (July 2010)
Wind power and market power in competitive markets Pages 3198-3210
Paul Twomey, Karsten Neuhoff
Abstract
Average market prices for intermittent generation technologies are lower than for conventional generation. This has a technical reason but can be exaggerated in the presence of market power. When there is much wind smaller amounts of conventional generation technologies are required, and prices are lower, while at times of little wind prices are higher. This effect reflects the value of different generation technologies to the system. But under conditions of market power, conventional generators with market power can further depress the prices if they have to buy back energy at times of large wind output and can increase prices if they have to sell additional power at times of little wind output. This greatly exaggerates the effect. Forward contracting does not reduce the effect. An important consequence is that allowing market power profit margins as a support mechanism for generation capacity investment is not a technologically neutral policy.
Article Outline
1. Introduction
2. Intermittent generation under perfect competition
3. Intermittent generation under monopoly
4. Intermittent generation under a duopoly with forward contracting
4.1. The spot market
4.2. The contract market
4.3. Wind generator
5. Intermittent generation under a duopoly with option contracting
6. Numerical examples
7. Conclusions
Appendix I. Demonstration of technological bias under general cost and demand conditions
Appendix II. Intermittent generation under a duopoly with option contracting
References
Mi scuso, ovviamente il commento precedente era in risposta anche a robertok06...
@ anonimo - commento 6
In sintesi.
Risposta a Francesco M.
Con l'esempio intendevo evidenziare che il mercato elettrico non è statico e che il prezzo non dipende solo da qualche kW di fotovoltaico in più o in meno: il prezzo lo fanno gli operatori (GSE compreso) che hanno capacità produttive di migliaia di MW! Questi operatori negli ultimi anni hanno fatto fronte ad una riduzione consistente del fabbisogno a causa della crisi economica ed hanno anche dovuto "fare spazio" a tutti gli impianti fotovoltaici ed eolici messi in servizio; nonostante ciò (e contrariamente all'esito dell'analisi) il prezzo dell'energia non è diminuito, ma continua a seguire fedelmente il prezzo del gas, che in Italia -chissa perchè?- è legato a quello del petrolio.
Come potete pensare di farci credere che il maggior costo dell'energia fotovoltaica (come dice Pippo il costo è circa 10 volte quello della stessa energia prodotta col gas) non lo pagheranno gli utenti (che, anzi, avranno una bolletta più leggera), ma gli operatori?
Gli operatori hanno tutti gli strumenti necessari a sistemare i loro bilanci, sanno bene come utilizzarli e, stiamone certi, lo faranno!
Detto questo, spero che per il fotovoltaico il boom di questi anni sia solo l'inizio e che presto possa veramente competere alla pari con le fonti tradizionali. Solo, non mi pare giusto illuderci che saranno gli altri a pagare!
Salve:
nella vostra analisi (chiamarla una "dimostrazione" mi sembra eccessivo, per il momento) dite ad un certo punto "Vista l’accuratezza delle
tecniche previsive per la produzione fotovoltaica, è presumibile che l’attività
indotta sul Mercato dei Servizi di Dispacciamento sia limitata"... questo mi sembra un punto molto opinabile. Non so se esista un sito dove si possano vedere le previsioni del giorno prima, ma siti simili per il FV tedesco della rete di Tennett dimostra che spesso e volentieri le stime di insolazione e i dati reali possono differire anche del 50% e piu'. Effetto simile avviene per l'eolico, e li ci sono piu' siti dove si puo' verificare di persona, Tennett in Germania, il sito di Eirgrid per l'Irlanda, e il sito per l'UK.
Per l'Irlanda parliamo di vento che solitamente arriva dall'Atlantico, senza montagne e un'estensione limitata... per l'Italia con l'arco alpino, gli appennini, un'estensione nord-sud di piu' di 1000 km... prevedere l'insolazione sulle varie macrozone (come definite sul sito di GME) con precisione sufficiente da non mettere piu' elettricita' sul mercato di quanta se ne possa produrre, o l'inverso... mi sa che sara' difficile. Il FV e' e sara' sempre affetto dall'intermittenza, come l'eolico, e questa e' il principale punto debole (oltre al fatto che in media non c'e' il sole per almeno 12 ore al giorno e lo stoccaggio dell'elettricita' e' per il momento quasi inesistente).
Per concludere vorrei aggiungere che e' un peccato che persone che sicuramente masticano fisica, matematica e discipline annesse arrivino al punto di scrivere il testo del blog non in maniera scientifica ma propagandistica... cose come "Finalmente POSSIAMO PROVARLO"... come tanti altri bloggari minus o non habens (nel senso della dimestichezza con il metodo scientifico).
Saluti e auguri.
Roberto
Ma se la matematica non è un opinione, a me risulta che il mio MWh è costato 550 euro in più del prezzo di mercato (visto che con lo scambio sul posto come è stato modificato ora il gestore paga quello che viene immesso a prezzo di mercato rimane solo la componente del conto energia come costo extra: i conti sono più facili) considerato che invece il rimborso medio è di 404 euro al MWh, mi risulta veramente difficile credere che l'energia prodotta da fonti tradizionali anche carissime nelle ore di punta possa avere un prezzo extra rispetto al prezzo medio di questa entita.
@anonimo
Il tuo esempio conduce direttamente alle conclusioni opposte alle tue, cioè alle nostre :)
Mi spiego.
Oggi, 19 aprile, sul mercato elettrico il GSE ha offerto circa 25 GWh di energia verde in meno rispetto al solito. È "solo" il 3% del fabbisogno, poco più della produzione solare attesa per domani (20 aprile).
Gli effetti: il Prezzo Unico Nazionale è volato a 78 euro (dai 65 euro di ieri), quello di picco a 94 euro. Fanno 11 milioni in più in bolletta per consumatori e imprese, altro che esborsi per incentivazioni nella componente “A3” della bolletta!
Cosa dimostra tutto questo: che la "mancanza" (chissà perchè!) della produzione solare FV (GSE offre la "sua" energia, quella "rinnovabile") produce un aumento di prezzo, di contro la sua "presenza" lo riduce.
Cioè, l'opposto di quello che scrivi.
E' chiaro così?
Solare. Da governo Usa 19 miliardi dollari per progetti California
http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/news/articolo/lstp/398536/
Anch'io tifo per il fotovoltaico e spero che presto arrivi a costare meno delle fonti tradizionali ed a farci risparmiare sui costi dell'energia. Purtroppo ora non è così. Non ci fa risparmiare nè direttamente -senza gli incentivi chi installerebbe i pannelli?- nè indirettamente, perchè il mercato dell'energia in Italia non funziona come ipotizzato nell'analisi. Infatti non è corretto affermare che, a parità di domanda, aumentando l'offerta di energia il prezzo diminuisca; le dinamiche di formazione del prezzo sono molto complesse, ma il risultato pratico è che tendono a remunerare i produttori, cioè consentono loro di rientrare dei costi degli impianti e dei combustibili (oggi in Italia essenzialmente gas metano). Quindi, se i produttori vendono un po' di energia in meno perchè "spiazzati" dal fotovoltaico, non rimangono impassibili ma adeguano le offerte alla nuova situazione e fanno in modo di recuperare ciò che gli è stato sottratto. Chi paga, alla fine, sono sempre gli stessi!
Per capire che il legame tra quantità e prezzi non è quello ipotizzato nell'analisi, basta guardare gli ultimi esiti del mercato MGP all'indirizzo http://www.mercatoelettrico.org/It/Statistiche/ME/DatiSintesi.aspx
il prezzo medio per oggi (martedì 19) è stato 65,09 Euro/MWh; per domani le quantità scambiate sono state leggermente inferiori, ma il prezzo, anzichè diminuire, è aumentato del 20%, a 78,34!!!
alle 13:20
Paolo Marani
Io davvero fatico a capire la retorica per cui, essendo ASPO associazione notoriamente a favore delle rinnovabili, allora tira acqua al "suo mulino" e tende ad edulcorare i dati a sostegno delle proprie ipotesi.
A parte che IDEM con patate potremmo sostenere di ENEL, che in effetti sembra aver messo una gelida manina per scrivere la bozza governativa del V conto energia (ovviamente a SFAVORE delle rinnovabili).
Non potremmo, tutti quanti, semplicemente partire da questo semplice assunto che segue ?
La transizione alle rinnovabili NON E' UN OPTIONAL, ma un fatto NECESSARIO E INDISPENSABILE.
Questo non tanto per motivi di costo (se il petrolio continuasse a zampillare nei sottoscala, a 10$ al barile, alle rinnovabili infatti non ci penserebbe più nessuno, come accaduto dopo la crisi degli anni 70).
La scelta FV è inevitabile perchè E' L'UNICA ALTERNATIVA CHE ABBIAMO NEL MEDIO PERIODO. Il mix futuro sarà inevitabilmente composto in larga parte da rinnovabili, e in misura assai minore da nucleare e carbone (che faremmo meglio a non sovrasfruttare, perchè anche esse non sono infinite, fatti salvi i disastri climatici).
Quindi, per favore, spostiamo la discussione su come INTRODURRE LA TECNOLOGIA FV AL MEGLIO, e smettiamola con questa stupida diatriba se costa più o meno.
Se hai un coltello piantato alla gola, spenderai tutto quello che hai perchè IL TUO coltello non sia affilato, anche se affilare un coltello costa molto poco. Il "costo" è solo questione di punti di vista (se ci metti i costi esternalizzati, puoi ribaltare qualsiasi risultato).
Qui dobbiamo COSTRUIRE IL FUTURO, e per farlo il ricorso alle energie rinnovabili è "purtroppo" indispensabili. Il sahara è in africa, e su questo non ci piove!