Crisi sistemica e cambio di paradigma

Noi picchisti abbiamo spesso citato l'esempio di Cuba a chi ci chiedeva di illustrare le conseguenze, nella vita di goni giorno, del superamento del picco del petrolio e dell'arrivo della mamma di tutte le crisi energetiche.
L'isola Caraibica si trovò, praticamente da un giorno ad un altro, a dover affrontare una improvvisa quanto imprevista crisi energetica a causa del collasso dell' Urss, unica fornitrice di derivati del petrolio, ai tempi, causa embargo internazionale. I cubani si arrangiarono in molti modi creativi e, anche grazie al governo autoritario, all'esperienza pregressa ed al clima relativamente mite dell'isola, senza contare il basso livello di integrazione tecnologica della società, la sfangarono, sia pure non senza problemi, traumi e rogne varie.
Ben presto avremo un esempio MOLTO piu' interessante da studiare, ovvero il Giappone Post Cigno Nero.
Il conto totale della potenza elettrica all'improvviso non piu' disponibile, a causa dello stop delle centrali, non solo nucleari, è IMPRESSIONANTE: ben 27.000 MW di capacità produttiva sono andati perduti, oltre il 20 % del totale della potenza media consumata dal Giappone. Quel che è peggio è che si tratta, in grandissima parte, di potenza DI BASE, ovvero quella potenza che permette di garantire la fornitura minima e di stabilizzare la rete.
La cosa durerà a lungo ed avrà conseguenze ENORMI e durature sulla produzione industriale. Molti processi produttivi, infatti, non possono essere interrotti, pena l'impossibilità di portarli a termine e le caratteristiche del "just in time" applicato a larghissima scala in Giappone, sono tali che le riserve, sia di materiali (magazzino) che di capacità produttive, sono tendenzialmente prossime allo zero. Portare in porduzione gruppi elettrogeni aggiuntivi, rimettere in funzione centrali ad olio combustibile e/O carbone e/o a gas, è una cosa che non si fa dall'oggi al domani e potrebbe richiedere mesi o, piu' probabilmente, ANNI, per essere compiutamente realizzato.
Vedremo se il Giappone, finora poco stimolato ad avventurarsi sulla strada delle energie rinnovabili, causa potentissima Lobby del nucleare(uh,uh), approfittando della necessità di ristrutturare la rete e la filiera produttiva dell'elettricità e spinto dalla necessità di contenere una bolletta energetica in crescita verticale, saprà lanciarsi, con il consueto trascinante vigore, in questa nuova avventura.
Nel frattempo le rutilanti luci della Ginza, famoso quartiere dello shopping di lusso e dei locali piu' in di Tokio,dovranno aspettare.
Non serve né l'amico giapponese né togliere alcun velo per capire che i giapponesi sono nella merda fino al collo.Secondo Ruffati ai giapponesi gli andrà ancora bene se non dovranno sfollare a decine di milioni dalla loro isoletta.Altro che balle, questi sono seduti senza mutande su un enorme pisello radioattivo.
@Mario, ho fatto nel 1988 una mostra ad Osaka nella Galleria Kodama,quindi i miei contatti sono di vecchia data. Sei proprio carino, sai?
ma ando vai se olduvai un tu c'hai ? Pardon le scarpe.
@ mia
Non e' curioso come, ogni volta che accade una disgrazia dall'altra parte del mondo, salta sempre fuori qualcuno con parenti o amici del cuore che gli fanno la telecronaca in diretta degli eventi ?
In effetti il Giappone, per gravità della crisi energetico-ambientale causata dal disastro nucleare, potrebbe comportarsi da canarino nella miniera per le nazioni Europee : nel post non si è rilevato come il Giappone abbia un altissimo debito pubblico, ( " sindrome giapponese " è ormai una espressione nota ), e secondo me c'è la può fare ,almeno sul piano della sostenibilità dell'energia elettrica, vista anche la proverbiale compostezza e coesione della nazione, slo attraverso un piano Marshall verso le rinnovabili che prenda una parte delle risorse attualmente indirizzate verso il welfare interno : una vera e propria rivoluzione delle coscienze che spinga a pensare un pò di meno all'oggi e a pianificare un pochino l'immediato futuro...
Se invece che "grazie al governo autoritario" Pitreo Cambi avesse scritto "a causa del governo autoritario" ora non stareste qui a farvi diecimila pippe mentali. E' quel "grazie" che vi suona scandalosissimo, anche se in questa accezione non significa affatto compiacimento ma una semplice causalità.
Prima di scrivere un post bisognerebbe fare della psicologia applicata alla grammatica, sennò i lettori sbarellano subito..... hahaaaa
In Giappone credo che stia crolllando un' impalcatura psicologica oltre a quella economica. Politici e governanti finora avevano altra credibilità rispetto ai nostrani.
Mi riferiscono amici giapponesi che ogni due e tre settimane i governanti confessino "errori" di valutazione...
Togliere veli, smantellare illusioni, svegliarsi dovunque...
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Japan admits daily radioactive release from Fukushima at 154 trillion Becquerels, many times higher than previously announced — Nuclear commission blames calculation error
"I cubani si arrangiarono in molti modi creativi e, anche grazie al governo autoritario"
State sbarellando. Fate respiri profondi, prendetevi un po' di tempo per pensare serenamente, fate un bagno caldo, liberatevi dell'ideologia.
http://www.rense.com/general93/fut.htm
sembra che riattivino centrali Nucleari con problemi
pur di sopperire al deficit energetico ... nuovi guai in vista
non credo che si possa paragonare il Giappone con Cuba
troppo dipendente il Giappone dalla Tecnologia/Energia
semplicemente penso che è il primo vero esempio di COLLASSO
....se impariamo la lezione... altrimenti seguiamo.
alle 17:39
iano
la fine del medioevo petrolifero porta un pacifico declino dell'occidente attraverso dittature oppure guerre in presenza di democrazie. non vedo alternative, chi le vedesse me le può spiegare