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Crisis, Revolutions e la riffa elettorale I

Pietro Cambi avatar Mercoledì 16 Febbraio 2011, 18:14 in Acqua, Agricoltura, Apocalypse now, Distribuzione, Energia, Finanza, Ordine Pubblico, Politica, Psicologia, Reimparare, Vita quotidiana di Pietro Cambi

Ve lo ricordate il terzo episodio della serie di Matrix? E' quello dello scontro finale, oltre il quale si intravede, in qualche modo, la nascita di un nuovo, per quanto fragile equilibrio. Questo fragilissimo "mondo nuovo" però, non può nascere se prima non si cacella l'anomalia, lo squilibrio che ha generato il conflitto nella fase precedente.

Fuor di metafora: le rivoluzione (quasi) incruente tunisine, egiziane ed ora algerine, marocchine, yemenite, iraniane...sono solo i primissimi, prodromici, passi verso un necessario riequilibrio. tra l'uomo ed il pianeta, certo, ma prima di tutto ( ed ad esso strettamente collegato) tra sistema finanziario ed economia generale e tra questa e società umana.

Non la voglio fare troppo lunga: qui su Crisis ne abbiamo parlato cosi tante volte che qualunque cosa dicessi suonerebbe già detta e ridetta.

Il passaggio alla sostenibilità NON è un pranzo di gala ma passa, prima di tutto, dalla cancellazione delle promesse non mantenibili, nel mondo reale. Per noi cittadini dei paesi avanzati queste promesse non mantenibili si chiamano risparmi. Quello è, infatti il risparmio: un accantonamento virtuale e simbolico (la moneta) di risorse, esigibile in un futuro eventualmente anche remoto.

E' chiaro che in un mondo finito, con consumi in aumento, la crescita dei risparmi che vengono investiti può non essere semplicemente soddisfatta da una mancata e sempre piu' rallentata crescita economica. Prima o poi realtà e fantasia, sogni e speculazione, fisicità e sua rappresentazione monodimensionale-economica devono interfacciarsi e, quando con una data quantità di moneta si possono comprare beni reali decrescenti, sono guai, specialmente se gli stipendi non crescono.

Si può attuare una tremenda stretta monetaria, come sta facendo la banca europea, ma questo, per i motivi FISICI, qui tante volte esposti, non può portare ad un raffreddamento dei prezzi. E' il prezzo del grano, del petrolio, dei metalli che aumenta ed il motivo semplicissimo è che ci vogliono più risorse FISICHE/reali, per ottenerne una data quantità, causa esaurimento del pianeta e se ne vuole sempre di più, causa crescita democratica e crescita economica delle neo-potenze ecnomiche orientali.

I prezzi aumentano, quindi, e una politica ciecamente finanziaria strangola l'economia nel vano tentativo di fermare una inflazione che in realtà non c'e', per salvaguardare investimenti e risparmi che non possono esserlo perche' in ultima analisi si fondano su promesse non mantenibili, non tutte insieme, per lo meno.

C'e' chi ha capito anche troppo bene come andranno le cose e sta attuando la politica opposta, di stampare selvaggiamente moneta, il che consente, per lo meno, di non raffreddare l'economia, anche se in ultima analisi il risultato è lo stesso, ovvero un inesorabile aumento dei prezzi/diminuzione del valore dei risparmi.

E' ovvio che il nuovo ciclo rivoluzionario sia cominciato proprio in Affrica e proprio nei paesi in cui è cominciata: pura dinamica demografica, elevato acculturamento medio, piena consapevolezza della mancanza di prospettive e della concentrazione della ricchezza e del potere in poche e corrotte mani.

E' anche chiaro che siamo solo all'inizio di un necessario riequilibrio e che, sopratutto, le persone devono ancora interiorizzare fino in fondo la necessaria profondità del cambiamento che dovrà compiersi.

Per, ora, come in Matrix, cacciato un dittatore non si risolve automaticamente il problema: un'altro clone, appena trasmutato da qualche esponente della oligarchia di controllo ne prenderà il posto, riproponendo una versone appena mutata della situazione precedente.

Poichè la situazione NON è destinata a migliorare, questa nuova versione durerà meno, forse MOLTO meno di quella precedente e verrà analogamente cacciata.

Non so dire quanto durerà questa fase.

Durerà, probabilmente, finchè si troverà, caso per caso, qualcuno in grado di garantire un efficace riequilibrio tra le varie forze endogene della società, un equilibrio sperabilmente dinamico anche se la storia ci insegna che spesso, dopo tanti disordini, la stabilità viene raggiunta sotto un comando particolarmente duro e spietato.

(continua)

7
7 commenti
7
17 Feb 2011
alle 12:10

Andrea Rosati

Fregato è colui che non ha fatto della sua vita quello che gli piaceva, lavoratore e non. L'oro non si mangia, chi usa la zappa compri anche un fucile, chi risparmia talvolta perde tutto in un attimo.. se ci sono le onde restiamo a terra.

6
17 Feb 2011
alle 11:45

Marcello

@ alex Può sembrare puntiglio ma non lo è, l'iran non è un paese arabo, musulmano, ma non arabo.

5
17 Feb 2011
alle 11:34

Paolo B.

Il riequilibrio dell'uomo col pianeta implica necessariamente un forte ridimensionamento demografico della specie homo sapiens sapiens ed il cambio totale del paradigma in direzione della sostenibilità.

Ed è ovvio che finchè questo avvenga, se mai avverrà in toto (soprattutto il cambio di paradigma perchè il tracollo demografico è inevitabile), ne passerà di acqua sotto i ponti, ovvero decenni conditi da avvenimenti cruenti ed incruenti sparsi per il globo.

Ora siamo solo all'inizio di questa "età di mezzo", o medioevo prossimo venturo come si voglia definirla, e la mia sensazione (quasi certezza) è che le elite dirigenti tendano più a farsi trascinare dagli eventi piuttosto che cercare di controllarli in modo costruttivo per il futuro dei popoli.

Io però tifo soprattutto per un evento epocale, ovvero la disgregazione politica degli USA e la fine della loro colonizzazione dell'Europa. Le conseguenze non immediate positive per noi sarebbero sempre superiori a quelle iniziali negative... 

4
17 Feb 2011
alle 10:21

alex

"riequilibrio tra uomo e pianeta" non ha niente di orwelliano dato che non è riferito esclusivamente agli avvenimenti africani. Orwelliani sono i commenti dei vari TG a riguardo.   

Questi avvenimenti rappresentano solo un inizio di un cambiamento importante che avverrà per ineluttabili limiti fisici che nessuna politica economica è in grado di aggirare.

Il controllo militare in egitto esiste da 30 anni. Mubarak è stato solo un rappresentate politico di un accordo con gli USA ( che ha pagato centinaia di milioni di dollari i militari e Mubarak) . La sua caduta significa rottura di tali accordi. Il sistema Occidentale è in decadimento, con gli USA in testa, e i militari lo sanno.

L' Egitto è uno dei paesi più popolosi e militarmente preparati dell' area. I militari hanno seguito, in questi anni, una politica in linea con quella imposta dagli americani nell' area (filoisraeliana). Ora, sfruttando la rabbia popolare, vogliono ridefinire il ruolo strategico dell' Egitto nell' area.

L' Iran è stato uno dei paesi arabi che ha elogiato la ribellione egiziana.

Lo scontento popolare è un onda che cercano di cavalcare anche gli USA destabilizzando quei regimi poco affini agli interessi americani (Iran in primis e Libia).

 

3
17 Feb 2011
alle 10:01

louise

io vedo un altro problema: mentre noi lentamente e a fatica ci stiamo rendendo conto che certe promesse non possono essere mantenute, abbiamo (sull´altra sponda del mediterraneo come altrove) milioni di giovani istruiti e incazzati che credono che la mancanza di prospettive sia un problema solo dalle loro parti, ergo basta fare le valigie e recarsi altrove e magicamente le ambizioni si realizzeranno: un lavoro soddisfacente e ben pagato, macchina, casa, tanti amici etc.....come fare a spiegarglielo, che le vacche grasse sono morte ovunque????  (e con questo non voglio fare i soliti discorsi inutili sull´immigrazione, solo penso alla rabbia e alla delusione (inevitabili) di tanti;)

2
17 Feb 2011
alle 09:00

corrado

per certi versi quoto Hiei, specie sulla neolingua: a risolvere tutto ci pensa la "mano invisibile", che e' solo un modo "gentile" (in neolingua appunto) per indicare la morte dei piu' deboli, la selezione darwinista.

e' ben vero quello che si dice sulla moneta, nell'ottica della sostenibilita', vedi crash-course, ma quelli che hanno piu' moneta sono proprio quelli che hanno in mano tutto, oltre al "buen retiro" in un ranch superblindato...

e per quanto riguarda la fantascienza, preferisco l'"ultima verita'" a matrix, di cui salvo solo il pillola rossa/pillola blu e il discorso uomo=virus.

saluti

 

1
17 Feb 2011
alle 00:19

poldo alias marco

Vedremo, potresti aver ragione ed in questo caso rimarrei in parte fregato. Ma chi ammassa oro ed argento oggi domani si salverà? Chi compra la terra si salva, oppure gli zingari lo squartano e lo fanno allo spiedo lo stesso? Chi lavora e risparmia oggi se la prenderà in quel posto domani? So benissimo che nessuno di noi andrà mai in pensione, ma chi rimarrà più fregato, uno che ha lavorato o uno che non ha mai lavorato in tutta la vita? Nessuno può toglierti quel che hai ballato...

Ci sono le onde, domani si vola. 


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