Crisi sistemica e cambio di paradigma
Backyard, cortile di casa, così da anni si chiamano a volte i Paesi dell'America Latina. In particolare quando scoppiano rivolte, oppure viene eletto un governo "scomodo" agli USA, il padrone di casa appunto, che controlla ciò che succede nel proprio cortile e spesso interviene.
Abbiamo anche noi un cortile di casa, sapete. Il nostro backyard è una piccola area mediterranea dell'Africa, quella che va dalla Tunisia alla Libia. A ovest poi c'è il cortile francese, e ad est, man mano che ci si avvicina alle zone calde mediorientali, se ne occupano gli anglosassoni. Così, la rivoluzione che sta infiammando la Tunisia ci riguarda assai da vicino.
D'altronde, per accorgersene basta seguire il telegiornale della sera. In scaletta sarà più o meno la sesta notizia, ma il solerte cronista che va puntuale ad intervistare la gente all'aeroporto di Fiumicino (oltre non si spinge) fa domande assai significative, tipo: "E le zone turistiche? I villaggi vacanze? Il turismo è a rischio? Anche in spiaggia c'è pericolo? I turisti è meglio non partano?" E così via approfondendo ogni risvolto dello scontento popolare vacanziero.
Eppure, la Tunisia è il nostro cortile. Il tiranno Ben Ali (perché E' un tiranno, mica come i nostri all'acqua di rose-ad esempio se un negoziante non espone il suo ritratto rischia l'arresto) ce lo abbiamo messo noi, nel 1987. Per l'esattezza, furono Giulio Andreotti e Bettino Craxi che, con l'aiuto dei nostri servizi molto ben inseriti nel Paese, piazzarono al potere tale brav'uomo per "proteggere" l'Italia da eventuali prese di potere dei primi fondamentalisti. Non si poteva tollerare, nel cortile di casa. Ben Ali ricambiò poi gentilmente offrendo protezione a Bettino rifugiato ad Hammamet. Così qualche responsabilità ce l'abbiamo, se i tunisini hanno sofferto sotto una dittatura fatta di corruttele, parentele, repressioni e censura.
Ma la cosa che nessuno ha forse notato è che questa è la prima vera "rivoluzione" degli anni della crisi. In Grecia si è trattato di occasionali rivolte, ancor più occasionali quelle verificatesi in Inghilterra, in Francia o in Italia. Qualche giorno di caos nella capitale, e poi tutti a casa. I tunisini no, i tunisini hanno infiammato l'intero loro Paese, si sono esposti al fuoco delle forze dell'ordine e malgrado le vittime hanno continuato. Le ultime notizie riferiscono che il governo ha fatto marcia indietro e pare aver ceduto ad ogni richiesta... ma si sa, le promesse sono quel che sono, e il sospetto è che a Ben Ali sia stato caldamente consigliato da Paesi esteri il gettare rapidamente acqua sul fuoco. In ogni caso, considero questa una "rivoluzione della crisi" e non semplicemente una rivolta contro una dittatura dopo aver visto chi è stato ad andare in piazza a fare casino: per la maggior parte giovani laureati altamente specializzati e tutti senza lavoro. Non i proletari senza pane, seppure gli aumenti dei generi alimentari abbiano ovviamente influito in una situazione di disoccupazione endemica. Quando a bruciare le strade e a farsi sparare dalla Polizia è un'intera mancata classe dirigente, sono giovani laureati e consapevoli di non avere più alcun futuro e alcuna prospettiva (vi ricorda qualcosa?), allora non è una rivolta di affamati e neppure di dissidenti: è la prima rivoluzione della crisi.
Non hanno avuto le prime pagine dei giornali, e neppure la solidarietà offerta ai greci, né tantomeno l'onore dei dibattiti televisivi. D'altronde, vivono nel nostro cortile, e meno ci si riflette sopra meglio è.
(Ho scelto una foto dove si vedono le ragazze. I TG mostrano solo immagini di uomini, a sottolineare che si tratta del solito casino musulmano di Paese arretrato. Invece no, cari miei, la rivolta è unisex anche in Tunisia.)
xx
Poldo, allora mi stai dicendo che sono doppiamente povero, perché oltre a toccarmi di lavorare per mangiare non ho neppure le terre disabitate dove poter passeggiare e guardare il panorama.
@ puddu
Puddu che te ne fai di terre sconfinate se non hai i contadini schiavi che te le lavorano significa che se hai solo terre sconfinate e non hai manodopera ti tocca lavorare per mangiare, dunque sei povero. Per essere ricco hai bisogno di schiavi, di poveri da poter ricattare non importa se in democrazia o in una dittatura o in un regime organizzato in caste. Un uomo per definizione è ricco se possiede almeno dieci schiavi. Questa è una definizione corretta di ricchezza. La felicità di passeggiare per terre sconfinate è un'altra cosa, non ha nulla a che fare con la ricchezza o la povertà. Ma quello che dovete capire è che non tutti possono essere ricchi, perchè per ogni ricco ci vogliono almeno dieci poveri che servono il ricco. E' matematico.
Qualcuno si è accorto che circa un mese fa dei cargo di grano russo e ucraino diretti in Tunisia ed in Egitto (totale di 350 000 tonnellate di prodotto) sono stati ri-dirottati dalla marina militare russa verso il porto di partenza?
La notizia è stata data solo da "BFM Business Radio", una specie di Bloomberg francese, e da "Le Matin Dimanche", giornale svizzero. Smentita il 22 dicembre dall'ufficio nazionale dei cereali tunisino... Il quale dice di aver "annullato" la spedizione a ridosso della sua partenza, forse su pressione del governo russo che poi ha inviato imbarcazioni a proteggere il ritorno dell'ormai preziosissimo carico, visto il collasso produttivo causato dagli incendi del 2010, etc.
Guarda caso, poco dopo è scoppiato il caos in Tunisia...
Clima impazzito, agricoltura indutrializzata al collasso, penuria petrolifera, choc finanziari dei prezzi, dittatura russa incontrollabile, USA spariti dal contesto internazionale... Tutto si lega portando il mondo globalizzato all'Armageddon.
@10 luke, dove hai trovato questa notizia? a me risulta che sia in arabia saudita (cosi´ho letto su spiegel.de e sentito per radio)
Proprio il cortile di casa, pare che Ben Ali sia appena atterrato a Cagliari... come volevasi dimostrare.....
"Così qualche responsabilità ce l'abbiamo, se i tunisini hanno sofferto sotto una dittatura fatta di corruttele, parentele, repressioni e censura"
Massì... siamo responsabili noi di tutto, gli abbiamo anche distrutto Cartagine! Prego, fischiettare con aria indifferente e far finta di non capire, sennò questi fanno come Gheddafi e ci chiedono pure i risarcimenti!
R commento 5 Puddu : grazie di esistere.
dopo craxi non si possono prendere anche il nano i tunisini? con tutte le sue soubrette quali gasparri, la russa e l'allegra cricca?
Poldo: «Che se ne fa di una terra sconfinata se non ha i contadini che gliela lavorano?»
Ci va a spasso e guarda il panorama? A me sembra già un buon modo d'essere ricchi, visto che per andare a spasso devo sgomitare e il mio panorama è fatto di sacchi d'immondizia e capannoni più o meno industriali. Tra l'altro, non servirebbe neppure avere la proprietà di quella terra: basterebbe che fosse disabitata.
A me è "piaciuto" quando un giornalista ha bofonchiato che alla radice dei problemi attuali ci sta anche l'esplosione demografica nordafricana incontenibile degli ultimi decenni, indicandola come un problema di grande consistenza. Ovviamente si è dimenticato di tracciare il parallelo con la nostra, di esplosione demografica (oltre quattro milioni in meno di dieci anni), quasi che quella non debba avere gli stessi risultati, chissà in base a quale alchimia.
Il piacere di poter dire "l'avevo detto, io" è piccolo e vano, ma è sempre meglio di niente. Ora aspetto la seconda puntata, quella in cui anche qui da noi scoppierà quel bubbone che per ora è solo in una rivoltante fase suppurativa. Mi spiace solo che tocca anche a me subire le conseguenze di qualcosa che non ho contribuito a creare.
Ma perchè li hanno fatti studiare mi chiedo, se prima ti invita a studiare dicendoti che dopo farai il dirigente ed userai il potere per dominare anche sessualmente i poveri e poi ti fanno fare il povero è chiaro che bruci tutto. La povertà e la ricchezza sono la stessa cosa, l'una delimita l'altra. Sono i poveri a rendere ricchi i ricchi, non le terre il petrolio l'oro o le fabbriche. A rendere ricchi i ricchi sono i poveri che vengono schiavizzati e umiliati per quattro soldi, e che devono pure ringraziare. Cosa se ne fa un ricco di dieci palazzi se nessuno gleli lava? Che se ne fa di una terra sconfinata se non ha i contadini che gle la lvorano? Cosa se ne fa di dieci chili d'oro se non ha le escort sedicenni da corrompere (povere almeno all'inizio)? Cosa se ne fa dei cibi se non ha i cuochi che li cucinino e camerieri che servono? Ecco perchè siete degli asini, ei somari quando parlate di equa distribuzione della ricchezza. La ricchezza non va distribuita, va requisita a tutti perchè lo sfarzo e il lusso dei pochi indispettisce e corrompe i molti. Chi avrà letto fin qui è salvo.
"Così qualche responsabilità ce l'abbiamo, se i tunisini hanno sofferto sotto una dittatura fatta di corruttele, parentele, repressioni e censura."
Debbi, ma in fondo, perché avremmo dovuto regalare agli altri qualcosa di meglio di quello che abbiamo scelto per noi stessi....?
Un paragone con i paesi europei? Evidentemente qui la democrazia apparente agonizzante ha funzionato bene nell'addormentare le popolazioni, ma è anche un certo benessere residuo, ancora superiore in percentuale alle nuove sacche di povertà, a non permettere l'esplosione sociale da crisi.
Però alcuni segnali in tale direzione qui e là nel vecchio continente si stanno avendo, seppure all'acqua di rose rispetto agli eventi tunisini. Ed è anche vero che gli studenti sono quelli che hanno fatto più casino.
Come antipasto del possibilissimo futuro prossimo non c'è che dire.
Alle classi politiche europee e yankee asservite alle lobby finanziarie consiglierei di tenere altissima la guardia per proteggersi il culo, ma immagino stiano pianificando già tutto il necessario per soffocare a qualunque costo qualsiasi violenta reazione sociale alla crisi ed ai tagli ai welfare effettuati dai governicchi europei.
Venti di guerre civili si profilano all'orizzonte, che brutta sensazione...
Non e' propriamente una classe dirigente mancata. Difatto in tunisia c'e' pieno di laureati. Conferma del fatto che il benessere e' legato unicamente sll'industria manufattoriera.
alle 17:00
francesco ganz
R commento 12 : molto interessante: puoi postare il link alla amncata spedizione di cereali ?