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Rivolte arabe: la crisi sistemica presenta il conto.

Giovedì 27 Gennaio 2011, 11:58 in Acqua, Agricoltura, Apocalypse now, Energia, Mass media, Ordine Pubblico di

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Seguo con assoluta fascinazione quello che sta accadendo nei Paesi nostri dirimpettai, Tunisia ed Egitto in primis. Sono anzitutto colpita dal fatto che siano rivoluzioni "internettiane", anche in Paesi dove la diffusione della Rete è sicuramente inferiore che da noi, più che spinte da pressioni religiose o dalle solite pastette politiche. Mi stupisce moltissimo, altresì, come la nostra stampa stia dipingendo tali rivolte: niente immagini di spaccavetrine, niente scandalo per "i bravi cittadini che devono sopportare il caos", niente disgusto per i "nullafacenti che rompono tutto invece di andare a lavorare", insomma nulla della solita retorica che in genere non ci risparmiano quando si tratta di rivolte casalinghe. Sembra quasi che i nostri media facciano il tifo per i rivoltosi, e francamente un po' disturba questo usare due pesi e due misure per l'insoddisfazione popolare.

Tant'è, in ogni caso tra un bunga bunga e l'altro riusciamo almeno a farci un'idea.

Ma quello che più di tutto fa riflettere è il capire come queste rivolte-rivoluzioni siano perfetto specchio e conseguenza della crisi sistemica. Alla radice, la fatale triade energia-acqua-cibo che inizia a colpire in modo evidente. I Paesi arabi importano più della metà del loro cibo (e no, non parliamo di caviale del Volga), e l'aumento dei prezzi dei cereali di questi ultimi mesi ha esercitato una pressione insostenibile sulle masse di disoccupati. Molti Paesi sono anche in deficit d'acqua, e stanno usando acqua non rinnovabile (riserve sotterranee) per riuscire a mantenere i livelli di produzione agricola. I cambiamenti climatici (che in quelle zone non prevedono certo nevicate, ma caldi estremi) contribuiscono, asciugando fiumi e torrenti.

E per quanto riguarda l'energia? Il fatto che molti siano Paesi produttori di petrolio non deve ingannare; con la produzione in calo e la domanda mondiale crescente, i governi si trovano alle prese con il dilemma se vendere all'estero il petrolio o continuare a sostenere la domanda interna, spesso pesantemente sovvenzionata. Veder aumentare la benzina anche di pochi centesimi è drammatico, per un disoccupato. Ricordiamo poi che l'energia è legata sia alla produzione di cibo, che all'elettricità, spesso prodotta per via idroelettrica - ancora l'acqua.

Il mix è esplosivo. So che qualcuno ricorderà il problema della sovrappopolazione: ma anch'essa è legata alla Rivoluzione Verde, e al surplus di cibo ed energia di cui abbiamo goduto negli ultimi decenni. Siamo giunti al capolinea.

Siamo giunti al capolinea anche per quanto riguarda la corruzione, il malgoverno, l'oligarchia e la Casta in cui paiono essersi trasformate gran parte delle democrazie moderne, da quelle arabe a quelle occidentali. Governi che non sono in grado di dare una risposta al confluire di nodi al pettine, anzi riescono a peggiorare la situazione.

Una tempesta perfetta.

(Qui un bellissimo racconto delle rivolte egiziane fatto da chi... non c'era. Proprio internettiano!)

 

xx

8
8 commenti
8
01 Feb 2011
alle 12:32

Luca

@ Mario (6) : vero, l'Italia e' messa meglio di questi paesi in rivolta oggi, pero'..... aspettiamo di vedere cosa accadra' quando non saremo piu' in grado di sostenere le cassaintegrazioni. Quasi quasi io penso che sarebbe meglio toccare il fondo prima possibile. Finche' non si tocca il fondo non si tirano fuori i coones.

7
28 Gen 2011
alle 07:12

Puddu

Molto opportuno il riferimento alla sovrappopolazione come base dei drammi che stiamo vedendo e che vedremo (vivremo) in costante crescendo, ma vorrei puntare il dito su una cosa che non è ancora stata detta: le rivolte di questi giorni hanno toccato Paesi nei quali esiste una certa uniformità culturale; quando toccheranno seriamente Paesi multiculturali, la deflagrazione sarà alquanto più forte, perché assisteremo a scontri tra fazioni senza esclusione di colpi, roba tipo le storie ruandesi che qualcuno ricorderà ben. A voler pensar male, verrebbe da dire che la VOLUTA trasformazione dell'Italia (e non solo) in un mondo multiculturale sia mirata proprio a deviare le energie degli eventuali rivoltosi in scontri tra gruppi, piuttosto che in un una ribellione mirata contro chi detiene il potere. Come diceva Andreotti nella sua famosa battuta?

6
27 Gen 2011
alle 20:17

Mario

Chi ci e' stato sapra' che tra l'Italia e i paesi di beduini c'e' ancora una bella differenza.

Nel Belpaese la maggior parte della popolazione se la passa benissimo. Basta, ad esempio, avere almeno un contratto normale, la casa, e qualche vecchio pensionato, magari invalido o con i soldi da parte.

La maggior parte delle famiglie riesce tranquillamente a sostenere piu' di una macchina, minimo un figlio universitario o a spasso, e fare le vacanze due volte l'anno.

Quanto durera' non lo so, ma evocare scene simili da noi per il momento e' assurdo. La gente avrebbe ancora tutto da perdere.

5
27 Gen 2011
alle 15:23

Paolo B.

Aspettiamo che i livelli di disoccupazione nostrani e di altri paesi europei raggiungano i valori di soglia e poi sì che si ripeteranno gli eventi tunisini ed egiziani di questi giorni.

Un occhio particolare agli USA; con tutti i disoccupati e le formazioni paramilitari ivi presenti potremmo vedere i fuochi artificiali quanto prima...

4
27 Gen 2011
alle 14:11

francesco ganz

Scusate intendevo che parlo per chi vive sopra il 40esimo parallelo.

3
27 Gen 2011
alle 14:09

francesco ganz

R " So che qualcuno ricorderà il problema della sovrappopolazione: ma anch'essa è legata alla Rivoluzione Verde, e al surplus di cibo ed energia di cui abbiamo goduto negli ultimi decenni. Siamo giunti al capolinea. " ....Lei è una pericolosa sovversiva della morale di noi tutti benpensanti e che crediamo nellea dichiarazione universale dei diritti dell'uomo ...Scherzi a parte, io der waldgang di Junger l'ho letto e lo tengo sotto il cuscino, ma qui senza un piano marshall non solo energetico, per i suoli e la biosfera, ma prima di tutto morale per la rifondazione del nostro vivere siamo messi maluccio...E come leggevo anche su TOD essendo paurosamente oltre il tempo concesso per correggerci siamo senza dubbio anche oltre il tempo utile per le cosìdette democrazie..( E qui non parlo di chi vive sopra il 40 esimo parallelo)... 

2
27 Gen 2011
alle 13:28

poldo alias marco

Non illudiamoci, anche nel 2008 c'erano le rivolte per il cibo perchè andava tutto alle stelle ma poi le materie prime sono tornate ai loro minimi storici in termini di prezzo. Oggi ci risiamo? Sembrerebbe di si, ma per il momento le rivolte riguardano paesi privi di risorse energetiche (e privi pure di acqua e terra coltivabile pare). Per essere crisi non basta che muoiano 10 100 1.000.000 di persone in quei paesi, anzi, più gente muore più la crisi si risolve perchè chi muore non mangia ed in più rende alla terra prezioso concime. Perchè sia crisi deve toccare noi, e perchè ciò accada occorre una rivolta in Arabia Saudita, quindi dico:

rivolta nei paesi non esportatori = bene; 

rivolta nei paesi esportatori = molto bene;

rivolta nei paesi trasformatori = ottimo;

rivolta nei paesi del terziario = pace sulla terra.

1
27 Gen 2011
alle 13:11

Karagounis78

Volete sapere quale è il vero problema? Noi pensiamo che poveri non hanno cibo a sufficienza e nemmeno acqua per coltivarlo. Invece dovremmo pensare: perché si ostinano a voler vivere in mezzo ad un deserto? LA natura non fa le cose a caso e la nostra tecnologia non è ancora così avanzata da controllare il clima. Ci sono zone in cui non si può sostenere un numero sempre crescente di persone, perché l'autarchia è sempre un buon punto di partenza sebbene non debba più essere la legge unica.

Io credo che in capo a qualche settimana queste rivolte saranno sbollite, senza che peraltro la situazione migliori per i rivoltosi. Al limite potrà peggiorare per tutti gli altri.

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