Crisi sistemica e cambio di paradigma
Mentre il Bungagate demolisce quel che resta della credibilità dell'intera classe politica italica, in un fuoco incrociato di accuse, maldicenze, borborigmi, scheletri negli armadi riesumati ed agitati come macabre marionette, il mondo, sghignazzando, o combattendo, va avanti senza di noi e nell'evidenza di una sempre meno probabile ripresa basati sugli stereotipi della crescita infinita e dell'uomo economicamente assunto come monodimensionale si moltiplicano gli studi che mostrano come un altro mondo ed un diverso paradigma ecnomico non solo sono possibili ma sono preferibili, non per motivi genricamente umanitari ma per motivi personali, se volete egoistici.
Fin qui a parte il Nobel per la pace Yunus e pochi altri cialtorni, sicuramente trinariciuti, veterocomunisti, terzomondisti,idealisti, etc. etc. etc. non erano stati in molti a teorizzarlo ma il punto è che c'è più soddisfazione a fare "social business" o addirittura "prosocial spending" che a impegnare tutte le proprie risorse umane, pischiche e materiali nell'arrichimento.
Certo: niente di nuovo, lo si dice da tanto tempo in tanti settori della Società.
Il punto è che ORA, non casualmente, lo si comincia non solo a dire ma a DIMOSTRARE, con una analisi oggettiva ( o almeno ci si prova, siamo sempre nel settore delle scienze sociali) e lo studio è, nientemeno, della HARVARD School of Business, ovvero, praticamente, il Sancta Sanctorum, per quanto riguarda il BUSINESS, unico Dio.
I tempi stanno cambiando, decisamente.
Che l'abbiano capito anche loro?
L'Incipit della ricerca lascia pochi dubbi che la ritengano, in senso letterale, una svolta epocale.
"Questa ricerca fornisce il primo forte indizio a favore dell'esistenza di un "possibile universale psicologico": gli esseri umani ricavano benifici psicologici dall'utilizzare le loro risorse finanziarie per aiutare gli altri..."
Insomma: pare che ci siano arrivati PERFINO loro: i consumatori, dopotutto ( anzi: sopratutto) sono UMANI.
Ecco tutta quanta la frase:
This research provides the first support for a possible psychological universal: human beings around the world derive emotional benefits from using their financial resources to help others(prosocial spending). Analyzing survey data from 136 countries, we show that prosocial spending is consistently associated with greater happiness. To test for causality, we conduct experiments within two very different countries (Canada and Uganda) and show that spending money on others has a consistent, causal impact on happiness. In contrast to traditional economic thought-which places self-interest as the guiding principle of human motivation-our findings suggest that the reward experienced from helping others may be deeply ingrained in human nature, emerging in diverse cultural and economic contexts. Se siete interessati a leggervi tutto l'articolo, eccovi il link
L'aiuto reciproco non fa PIL se viene fatto come scambio di favori o comunque senza passaggio di denaro. E' stato"dimostrato" che non fa diminuire il tenore di vita, cambia certe abitudini certo, e fa diminuire il PIL locale, perché certe attività risultano "sommerse".
ma ... l'aiuto reciproco, fa PIL? e chi glielo dice al Presidente? Anche per lui, pur ex comunista, il PIL pare un feticcio, un giorno si e l'altro anche!
Non è che scoprano l'acqua calda. L'aiuto reciproco è quello che ha permesso l'evoluzione della specie e della società. L'egoismo non paga. Almeno così lessi su L'atomo sociale.
Quindi nessuna svolta epocale. Soltanto si palesa l'implicito. Si vorrebbe portarlo a nuova dottrina economica? La vedo durissima. In fondo le tasse che paghiamo servono già a sostenere servizi utili alla comunità, semplicemente non siamo direttamente coinvolti nelle scelte e non siamo consci di come vengono spesi. Se si vuole coinvolgere di più la popolazione locale, perché si compiaccia di come usa i soldi, bene, allora diamo il via a questo federalismo fiscale.
Quando un modo per rapinare le masse perde efficacia occorre inventarne uno nuovo. O più d'uno.
Ottimo articolo Pietro! Certo, tutto è possibile, ma non vorrei che fosse uno specchio per le allodole preparato a misura da quei furbacchioni della Harvard School of Business. Personalmente la riterrei una dichiarazione di facciata, forse per imbonirsi qualcuno, visto che il paradigma dl Business as usual comincia a scricchiolare da parecchie parti.
gli esseri umani ricavano benifici psicologici dall'utilizzare le loro risorse finanziarie per aiutare gli altri..."
non per buttare tutto in vacca (come faccio spesso) ma non so perchè ma mi aspetto che dopodomani qualcuno negli States aumenti le tasse perchè "bisogna aiutare gli altri".
alle 18:49
Adriana
lo trovo semplicemente scandaloso e deprimente allo stesso tempo, e mi chiedo davvero se sanno quello che fanno e dicono o se vivono in un altro pianeta...
evidentemente non hanno ancora capito di vivere sul pianeta azzurro e pertanto appartengono alla razza dei Cretini... l'opposto della razza umana per l'appunto.