Crisi sistemica e cambio di paradigma
Ecco la realtà.La zona rossa dell'Aquila, al 20 Gennaio 2011.
L'intero centro storico è ancora off limits, eccettuate un paio di piazze ed i percorsi relativi, probabilmente per permettere qualche compiacente ripresa televisiva. TUTTI gli abitanti o quasi del centro sono ancora sfollati. La città è ancora morta.
Mentre tutti si arrabbattano dietro alle ultime rivelazioni sui supporti idraulici del premier e le sue seriali quanto artificiose prestazioni, stamattina in un dibattito sul Bunga-tema, ho sentito una frase che mi ha riportato di colpo alla realtà dell'orrore fallimentare e crepuscolare in cui sembra piombato il nostro paese.
Mi ha ricordato che certi disordini della vita "privata" e della sessualità raramente vanno disgiunti da analoghi e maggiori "disordini" nella vita pubblica e sociale.
Uno dei giornalisti ed opinionisti intervistati ricordava l'Aquila, i due che ridacchiavano oscenamente poche ore dopo il terremoto, le malversazioni connesse, gli enormi sprechi, le spaventose "New-towns"
Il suo collega con una scrollata di spalle ha risposto: "Vabbè ma si sa: il Centro Storico dell'Aquila costerebbe 19 milliardi di euro a ricostruirlo, QUINDI, non verrà MAI ricostruito."
Sono rimasto, come dire pietrificato.
Perchè era da un lato OVVIO che aveva TRAGICAMENTE ragione, dall'altro OVVIO perchè questa tragedia si fosse compiuta.
Ovviamente si sarebbe potuto, tranquillamente, ricostruirlo, assegnando alle famiglie aquilane con le case disastrate le risorse usate per costruire le orride new towns ed ingrassare sciacalli vari.
OVVIAMENTE, questo avrebbe impedito di gestire il business in modo, come dire, centralizzato.
Eravamo stati, tanto per cambiare, addirittura profetici quando, nelle stesse ore in cui i due ridacchiavano, scrivevo questo post ed il giorno dopo quest'altro.
Ecco. Il Bunga Bunga è un schifo ma è solo l'ultimo, minore e più visibile e mediatico degli schifi che sono stati fin qui accettati, con qualche mormorio, borbottio e vana dichiarazione della sedicente opposizione.
Il motivo di tanta tiepidezza, in fondo, non è certo quello di non giocarsi l'elettorato "moderato". Piuttosto il ben conosciuto meccanismo secondo il quale carriera politica, nel nostro paese, la fa solo chi ha qualche scheletro nell'armadio, chi è, in qualche misura, sempre ricattabile o "stoppabile".
Magari sono cose minori, come, per rimanere al talk show da me citato, la Melandri con l'appartamento in comodato gratuito o che balla alla festa di Briatore in Kenya. Ma sono sufficienti a zittirti, a trasformare una fiera invettiva in un imbarazzato balbettio, come infatti è puntualmente successo alla parlamentare.
Quindi si borbotta, si blatera, si fa un poco di teatrino, ma senza mai esagerare ne uscire dalle righe, dal seminato, dal politically correct, perchè anche te, nel tuo piccolo...
Ecco perchè ormai, dal nostro agonizzante sistema, Bunga o non Bunga, non può saltare fuori nulla di buono.
Ecco perchè un ricambio totale o quasi, una massiccia rottamazione, certo, su basi prima di tutto di trasparenza, competenza ed eticità, è vitale e necessaria.
E' assolutamente evidente che sono proprio e solo le posizione cosidette "radicali" quelle che possono (potrebbero) provare a girare davvero pagina ed una opinione pubblica sempre più portata a ritenere che non è più tempo di moderazione, farà si che vengano premiate alle elezioni, ai danni degli abitanti del putrescente stagno. E' tuttavia del tutto incerto/improbabile che possano arrivare a formare un governo stabile.
Se riuscite ad immaginare che la lega da un lato o Di Pietro, Sinistra e liberta e Movimento 5 stelle dall'altro riescano a mettere su una maggioranza decente, siete decisamente MOLTO più ottimisti di me.
Sarebbe bello SE si capisse cosa, esattamente ci si gioca, in questi giorni, settimane e mesi.
Con tutta evidenza non lo si capisce DAVVERO. Decenni di quieto vivere, fanno si che perfino tra noi catastrofisti regni l'incredulità su potenziali scenari di tipo reazionario/rivoluzionario.
Siamo troppo pigri, assuefatti, cinici, egiosti etc etc.
Uh beh, lo dicevano anche del popolino Parigino, Russo, Milanese, Romano, Napoletano, New Yorkese, Madrileno...magari dopo aver avuto ragione per secoli interi, ritenevano di poter stare abbastanza tranquilli, invece...
Non c'e' da augurarselo (se uno non ama la violenza) ma questo, dell'avvitarsi in uno stato rivoluzionario/reazionario, resta uno scenario possibile o adirittura probabile, dando retta alla Storia, piuttosto che al nostro placido vissuto.
Una cosa, comunque vada, è certa, quanto tragica.
Il citato opinionista/giornalista ha quasi sicuramente ragione.
Non sarà facile, anzi, sarà quasi impossibile trovare le risorse per ricostruire l'Aquila.
Uccidere una delle più belle città d'italia, quindi del mondo, è un reato contro l'umanità: probabilmente il primo di queste proporzioni in Italia, dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.
Probabilmente non è un caso.
karagounis78, se vuoi vai pure a vivere in un casermone a scampia, somma espressione della civilta´moderna al culmine della sua evoluzione, e´un tuo diritto.
Stavo pensando che 19 Miliardi di Euro diviso 20 Milioni di lavoratori Italiani farebbero circa 1000 Euro a testa, io ci starei, in cambio si potrebbe consegnare un bonus per ogni lavoratore per fa trascorre a lui e alla sua famiglia un week all'aquila da spendersi con calma nei prossimi anni. Se pensiamo che un anno ha circa 50 Week End per un periodo per esempio di 40 anni, sarebbero 10000 famiglie a settimana.
Ganzetti, o Francesco Ganz che tu sia, perchè non ti candidi alle prossime elezioni con il tuo programma per il prossimo ventennio Italiano?
Mi sembra che tu sia ossessionato da certi argomenti, come la sovrapopolazione, o il lavoro statale improduttivo, che pure esiste, intendiamoci.
Spiegaci un pò nel dettaglio perchè l'università dell'Aquila sia già morta, e poi vedremo.
Anzi vallo a spiegare a tutti quelli che ci hanno lavorato per anni,intenti a studiare e a insegnare un nuovo metodo per la rifritttura dell'aria.
Io sono molto più radicale di te se vuoi.
E' la stessa specie umana che è obsoleta, e la catastrofe incombente su tutti noi è ogni giorno di più probabile e inevitabile, quindi, a che pro scrivere tutte queste idiozie su un blog?
E che nel frattempo, almeno per me è un diversivo e divertimento che egoisticamente posso concedermi.
Dai, che giunte le idi di Marzo si vota!
Un saluto
Marco Sclarandis.
P.S. Acquilani si scrive senza "c".
Sai com'è anche la forma ha la sua sostanza...........
R Marco Sclarandis : l'università dell' Aquila è già morta : forse risparmiare 100 milioni di euro all'anno, da giraredirettamente agli aquilani per la ricostruzione, farebbe comodo...Concetto semplice semplice....( Oh mio Dio ! Ma dopo dei dipendenti pubblici perderebbero il posto ! Perchè i 4/5 dei privati, liberi professionisti e commercianti che operavano nel centro dell' Aquila, non hanno perso il " posto ", secondo te Sclarandis ? ) ....
vivere in un ambiente a misura d´uomo (o di donna, bambino, anziano etc.) come per es. un centro storico, un paesino, una realta´rurale (sicuramente non una periferia o una new town!) deve essere riconosciuto come diritto umano inalienabile
Scusa Louise ma mi pare una grande idiozia. Io per primo apprezzo i centri rurali ed i centri storici, ma rendiamoci conto che queste sono espressioni della civiltà così come si è evoluta nei secoli e solo qui da noi in Europa per altro. Dire che questo è un diritto mi sembra assurdo. Al limite puyoi dire che le città andrebbero progettate con criteri differenti
Per quale motivo chiudere l'università dell'Aquila?
Il commento di Francesco Ganz, alias Ganzetti,
brilla sempre per una curiosa mescola di sensatezze e idiozie.
Mi firmo pure.
Marco Sclarandis.
....Ci vorrebbe una legge ad hoc per permettere che gli acquilani stessi siano impiegati come manodopera gratuita : di quanto potrebbero così ridursi i costi ?...Vista anche la gravità della situazione, chiudere per alcuni anni l'università dell'Aquila e ridurre alle sole emergenze il servizio sanitario locale così, che, almeno in parte, gli aquilani stessi ripaghino le risorse necessarie...Spero almeno che in campagna elettorale possa servire per mandarlo a fari fare il bunga bunga in Galera, peggio di Madhoff che è apparso qualche tempo fà tumefatto dalle botte prese in carcere....
All'indomani del tragico terremoto capii subito che l'unico rimedio per gli Aquilani sarebbe stato regalare loro uno stupendo camper a famiglia, 30.000 euro in gasolio, ed esortare i più giovani ed ardimentosi alla diaspora. Tra venti anni, venticinque forse, quando la città sarà ricostruita riavranno le loro case, se vorranno tornare, altrimenti se le potranno vendere. Rimasi inascoltato, tra l'altro i camper poteva farli la fiat era lavoro che rimaneva in Italia l'indotto eccetera. Niente.
Ma alle prossime elezioni pure gli aquilani voteranno ancora in massa per i criminali che li hanno fatti sparire da ogni rappresentazione della realtà italiana. Perché sì, dai, è vero che qui Silvio ha fallito, ma hai visto quante belle cose ha fatto per il paese... non credere ai comunisti.
E' la nuova versione del divide et impera, in cui paradossalmente nessuno pensa al proprio particolare, dal momento che ognuno è portato a vedersi come l'unico sfigato tra gli abitanti di (New) Bengodi, quello che ha preso la pagliuzza corta, e vota nella convinzione che prima o poi toccherà a un altro, e allora i cazzi saranno i suoi.
L'unico scenario che riesco a immaginare io, in questo contesto, è di impazzimento, non di rivoluzione. Violenza generalizzata, ma (purtroppo?) non collettiva.
"Uccidere una delle più belle città d'italia, quindi del mondo, è un reato contro l'umanità"
sono pienamente d´accordo, e aggiungerei che anche deportare la gente dalle prorie case e costruire new towns di pessimo gusto e casermoni sono reati contro l´umanita´a tutti gli effetti.
vivere in un ambiente a misura d´uomo (o di donna, bambino, anziano etc.) come per es. un centro storico, un paesino, una realta´rurale (sicuramente non una periferia o una new town!) deve essere riconosciuto come diritto umano inalienabile;
Mai dire mai. Un giorno L'Aquila verrà ricostruita. Non parliamo di Bussana Vecchia o altro paesino terremotato Qui è una città bella grossa.
I prezzi degli immobili crolleranno, inevitabilmente, arriverà qualche grande affarista che comprerà i vari pezzi e procederà a demolire e ricostruire o restaurare. Vendendo i nuovi palazzi ci farà un bel guadagno. E tutto sena che sia stato pianificato in anticipo.
Complimenti!!!!!
Hai fatto trenta, potevi fare trentuno. Politica, economia, istruzione etc. per arrivare sino al singolo, al cittadino, come tessere da domino che cadono una dopo l'altra. Perchè per quanto noi ci crediamo assolti siamo lo stesso coinvolti. Non te la sei sentita?
Clap clap, collega. :-)
Basterebbe riaprire la zona rossa, e lasciare che gli Aquilani possano risistemare da se le loro case. Basterebbe aprire una sottoscrizione e io donerei volentieri dei soldi.
Anchio abito in un centro storico: ci sono nata, e vivo nella mia strada da quando avevo una settimana (adesso ho quasi 30 anni). Io li capisco li Aquilani, mi sentirei morire dentro se mi negassero di passeggiare tra le mie strade, le mie pietre, i miei muri. Se mi deportassero in una palazzina lontano da tutto, se mi togliessero al mio palazzo, vecchio di almeno tre secoli.
Il centro storico di ogni città è il luogo degli incontri, delle chiacchiere, del "vediamoci in piazza", dei capannelli di vecchi che discutono di sport o politica. E' il luogo della memoria storica, è la città; ogni centro storico è peculiare e unico, ma le periferie chissà perchè si assomigliano tutte...
Ma questo fa paura: meglio che esista solo il centro commerciale come "luogo" di "aggregazione". Perchè adesso in Italia sedersi sul gradino di una piazza a parlare fra amici è diventato un gesto eversivo: anzi, il alcune città (ad esempio Brescia) è addirittura vietato con ordinanza comunale!!!
Sarò per sempre felice di aver avuto la fortuna di nascere e vivere nel centro storico di una città con 2000 anni di storia: perchè vivere tra vecchi muri mi ha fatto amare la storia, l'architettura e il restauro, e sopratutto mi ha reso coscente del dono che abbiamo a vivere in un paese con millenni di storia.
alle 19:50
patrizia
e che dire...io ci vivo da deportata. e la mia città ( o ex-città...) muore, si sgretola un pò ogni giorno...correggo: la data sotto la cartina dell'art dovrebbe essere gennaio 20111..suppongo..per chi. come me conta i giorni e conta gli anni è importante. grazie di aver riproposto questa problematica..sono tutti troppo interessanti al bunga bunga e alle prossime elezioni, per occuparsi di un problema così grande come il nostro. tutti a fare l'ermeneutica delle parole e delle frasi...intanto l'Aquila muore e l'Italia va in pezzi...