Crisi sistemica e cambio di paradigma

Quando ha visto i trailer del film su Vallanzasca, la Cassandra che è in me ha pensato: "Ora pianteranno un casino."
Puntualmente avvenuto. I soliti moralizzatori, quelli che si occupano dell'igiene pubblica e assai meno di quella privata, hanno chiesto il ritiro della pellicola o almeno il boicottaggio da parte delle "persone perbene". Non si mitizza un delinquente, non si filma la sua storia come se fosse un eroe, ma si deve invece educare il pubblico insegnando che si tratta di personaggio disgustoso ed amorale.
La serie TV "Romanzo criminale" sulla storia della banda della Magliana, pur rappresentando un capolavoro tutto italiano che ha avuto riconoscimenti internazionali, è andata in onda su un canale satellitare a pagamento. In seguito, replicata sul digitale free a tarda notte. In troppi hanno poi dimenticato la sconcertante vicenda del film "Il Lupo", sulla vita di quel Luciano Liboni che nell'estate del 2004 scatenò un'epica caccia all'uomo e finì morto ammazzato al Circo Massimo: il film fu bloccato dalla magistratura proprio alla vigilia della prima, perché "metteva in cattiva luce le forze dell'ordine". Più probabile che il vero motivo della censura fosse la descrizione del Lupo come figura antieroica.
Mette tristezza venire a sapere che i ragazzini del sud tengono sul telefonino o sulle magliette i ritratti dei boss, questo è sicuro. Ma a me mette tristezza ancora maggiore l'idea che mi sia impedito di vedere un film, e che io debba "venir educata" per ciò che concerne le mie opinioni. Come se non fossi in grado di discernere tra il bel figo Rossi Stuart che giganteggia sullo schermo ed un vero criminale che ammazza la gente. Senza considerare il fatto che io Vallanzasca me lo ricordo, ed "il bel René" era davvero temuto ed ammirato dall'intera popolazione (una sequestrata si innamorò persino): che facciamo, ci mettiamo a correggere la Storia?
Soprattutto, mi infastidisce oltremodo che ciò avvenga solo e soltanto quando si tratta di criminali italiani. Nessuno ha mai pensato di censurare "Scarface", ovvero Al Capone, eroe per intere generazioni inclusi probabilmente alcuni di coloro che oggi gridano allo scandalo. Sono certa che è piaciuto loro un sacco anche "Butch Cassidy", un altro criminale che ha fatto epoca, e che hanno visto e rivisto "C'era una volta in America" dove Sergio Leone mitizza la mafia newyorkese al punto che versiamo fiumi di lacrime quando i banditi finiscono crivellati di colpi e ridiamo a crepapelle quando si ridicolizzano i poliziotti corrotti. Per tacere delle centinaia di altri antieroi frutto di fantasia, dal "Brutto figlio di puttana" di "Pulp Fiction" allo splendido Al Pacino del "Padrino", agli efferatissimi Mickey e Mallory Knox di "Natural Born Killers", circondati da tali idioti corrotti che alla fine fai il tifo per loro.
Ma Vallanzasca no, Liboni nemmeno, il Libanese neanche. Cattivi maestri che parlano italiano, che non sono lucidati dalle paillettes hollywoodiane e quindi sembrano tanto più veri. Così, malgrado il Paese sia sprofondato nel più bieco sistema di corruttele, amoralità, impunità, volgarità e facce di bronzo della sua storia, si torna a riesumare la morale democristiana e vaticana per cui a noialtri spetta la lezioncina e ci va insegnato a campare da bravi bambini.
Forzati al catechismo.
xx
Eh già, Scarface è la storia (romanzata) di Al Capone. Talmente si sono scandalizzati... che non lo sa nessuno!
:D
per capire cosa vuol dire 'censura' dovremo attendere la fine politica di SB, ce lo insegnerà chi verrà dopo di lui.
Scarface = Al Capone ?
Liboni uno di noi
Cosa vuoi che sia questa censura al confronto del pervertimento e della assoluta obnubilazione delle menti di milioni d'Italiani?
Ma per chi di decennio in decennio s'è abituato ad equiparare la menzogna alla verità, è arrivata la resa dei conti.
E certamente i censori di un film come questo stanno tremando al cospetto degli eventi che stanno accadendo nel nostro paese.Perchè sanno benissimo che gli effetti di un lungo incantesimo stanno per esaursi.
Le persone che capiscono, ragionano, scelgono, non sono la minoranza, ma una maggioranza quieta che ormai è pronta a scacciare l'Intoccabile e la sua laida corte.
La censura di questo film è l'ennesima crepa che preannuncia questo schianto d'impero mediatico.
Come potranno mai censurare l'intera realtà quando questa supererà ineluttabilmente la loro minuscola fantasia?
alle 18:31
Francesco
Vorrei precisare che nessuno sa che Scarface è la storia romanzata di Al Capone per un semplice motivo:
Tutti abbiamo presente la versione di Brian de Palma dell'83, ambientata a Miami in quegli anni, che NON È L'ORIGINALE! ma un remake di un omonimo film del '32 ambientato proprio a Chicago negli anni del proibizionismo. Per chi ha visto la pellicola, è palese notare che lo Scarface più recente ha ben poco da condividere con il reale Al Capone.