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Ahi ahi, paradigma che dolor.

Mercoledì 5 Gennaio 2011, 11:14 in Apocalypse now, Psicologia, Vita quotidiana di

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Su un interessante gruppo Facebook sulla crisi, va avanti il consueto dibattito. Rosanna dice:

Gli 'scricchiolii' dell' Impero si avvertono ancor prima culturalmente che economicamente e se non si comprende questo non si può risalire la china. Occorre una presa di coscienza intellettuale assolutamente in contrapposizione con i 'modelli ' di vita, nell'accezione totale del suo concetto, vissuti fin ora.

E Maurizio, manco a dirlo, replica:

Ben detto, ma praticamente come farlo comprendere al fruttivendolo all'angolo?

Ai fruttivendoli fischieranno le orecchie, sono diventati le casalinghe di Voghera del nuovo millennio. Rosanna è convinta, poi, che con l'esempio si possa procedere a quei piccoli passi che faranno prendere coscienza al colto e all'inclita; Maurizio replica

Quel che mi chiedo è: avremo il tempo per produrre il cambiamento con un'azione capillare?

Rosanna ribatte che lo Stato siamo noi, che i grandi cambiamenti sono lenti, eccetera. La discussione va avanti proprio in questo momento, io mi fermo qui. Mi sembra però che i grandi cambiamenti saranno anche lenti, ma noi siamo fermi sempre sullo stesso punto, ormai da anni direi. La formichina del "buon esempio" che bacchetta il catastrofista dell' "è troppo tardi", il blabla quotidiano sulla presa di coscienza di queste fantomatiche masse che non hanno alcuna voglia di venir catechizzate sui cambiamenti di paradigma prossimi venturi.

Mi occupo di queste faccende da almeno un decennio, e la mia visione sta scivolando sempre più verso l'accettazione dello status quo. Ovvero, sarà il filino di amarezza da inizio anno, mi sto convincendo che è impossibile per l'essere umano accettare la decrescita, forzata o volontaria (se non su base strettamente individuale).

La decrescita semplicemente succede, cade sulla testa, e basta: non si può programmare o gestire. Sarà colpa del paradigma culturale prevalente, quello che ci ha inculcato fin dalla culla che "il progresso" è cosa buona, giusta è inevitabile; che non si "torna indietro" dall'auto alla bici, così come non si torna indietro dal computer ai geroglifici o dai jeans alla toga. Basta leggere, d'altronde, alcuni commenti all'ultimo post di Petrolio: pretendere che si passi dai 150 kmh dell'auto termica ai 90 dell'elettrica è un sopruso, un'ingiustizia, ci ribelleremo a tale orrore, dalle nostre fredde mani morte!

Ogni singola comodità, anche quelle palesemente cretine come gli imballaggi inutili, è considerata una faticosa conquista dell'essere umano diventata poi un diritto inalienabile, da difendere con le unghie e con i denti perché altrimenti si "torna indietro". "Non tornare indietro" è un valore assoluto, un dogma, che si rivendica senza neppure averlo esaminato. Vale, e basta.

Con questi presupposti, fare il detersivo in casa è sicuramente divertente e salutare ma come esempio ha valore nullo, e come presupposto per il cambiamento della società ha valore men che zero. Continuare ad informare gli altri resta un dovere, perché più gente è consapevole meglio ci troveremo dopo.

DOPO, però. Sul prima, non ho soverchie speranze.

 

xx


18
18 commenti
18
08 Gen 2011
alle 21:11

antonio cecchi

il grande Lev Tolstoj, padre della non-violenza e della disobbedienza civile, diceva:

"fà quel che devi, accada ciò che può"

17
06 Gen 2011
alle 12:27

oscar wilde

Visto che andiamo verso il baratro, perché crucciarsene, godiamoci tutto in fretta finché siamo in tempo!

16
05 Gen 2011
alle 23:35

Marcello

Assolutamente d'accordo con Debora.

15
05 Gen 2011
alle 19:52

persenaro

14@

No, su questo non accetto compromessi; la mia polenta va cucinata mescolandola lentamente, su un paiolo posto in una bella stufa a legna, la quale proviene dai miei campi o in alternativa, da amici e conoscenti, che non sapendo come sbarazzarsi del pino, della magnolia, del salice, etc. troppo cresciuti nel giardino, mi chiamano per risolvere il problema.

Un grazie a tutti perchè la mia legnaia è sempre ben fornita.

 

 

14
05 Gen 2011
alle 19:20

francesco ganz

....A proposito di detrsivo fatto in casa, credo che anche cucinare sia piuttosto energivoro....Credo che una pietanza ottima,facile,veloce ed a bassa produzione di co2 sia il bulgur : se ho ben capito si tratta di macinati grossi di grano  precotti : basta aggiungere un volume uguale di acqua bollente ,mescolare per qualche decina di secondi,  se volete delle verdure a pezzettini crude o meglio ancora essiccate con un essicatore solare l'estate prima e si ottiene una portata ad elevato indice di sazietà e dalla energia di preparazione ( metano  od elettrica) molto ridotta rispetto alla solita pasta : più sazietà, meno calorie, meno co 2 per la cottura, tempi ridottissimi e tante vitamine se si aggiungono verdure secche ( peperoni e pomodori ) che si combinano molto bene e non richiedono cottura come per condire la solita pasta...Credo sia il miglior contributo per comvbatterel'effetto serra portato dalle regioni medioorientali ( Probabilmente l'unico)

13
05 Gen 2011
alle 18:24

Roland

Stiamo andando dritti nel baratro, ma certi ci vogliono andare a 150km/h. 

12
05 Gen 2011
alle 17:38

Lou

il problema secondo me non e' la presunta stupidita' delle masse di fruttivendoli all'angolo, e neanche i vari lavaggi del cervello secondo cui il "progresso" e'cosa buona e giusta anche quando produce solo tumori e montagne di monnezza; il problema e' l'inerzia dell'abitudine: la maggior parte della gente con cui ho occasione di parlare non e'affatto contenta di vivere in un mondo cosi' innaturale e privo di senso, solo che si lascia vincere dalla pigrizia mentale e dalla paura di provare strade nuove...finche' non vi e'costretta dal bisogno: una buona parte delle persone che vivono in modo cosiddetto "sostenibile" sono quelle che per banali motivi economici non possono permettersi la macchina, il riscaldamento a palla e tanti begli apparecchi elettrici inutili. ma quando a non poterselo permettere sara' la maggioranza allora il cambio di paradigma sara'inevitabile;

ma essendo anche io una pessimista temo che nel frattempo qualcuno trovera' da qualche parte qualche nuovo immenso giacimento di fonti energetiche...cosí potremo finalmente continuare a sprecare e riempire il pianeta di monnezza all'infinito ***SIGH***

11
05 Gen 2011
alle 17:32

steu

La butto là: un'economia pianificata di stampo socialista, ma fortemente informatizzata, potrebbe realizzare il paradigma della decrescita?

10
05 Gen 2011
alle 17:15

poldo alias marco

La decrescita sarebbe accettata come si accetta tutto ciò che è ineluttabile, quello che non si può accettare è che chi ci ha costretto a studiare fesserie dai 3 anni ai 30 anni piuttosto che passeggiare e giocare sui campi sarà probabilmente già morto, e non potremo vederlo morire di fame e di stenti, quando il calvario della modernità sarà compreso da tutti. Ma consoliamoci, da lassù chi ci ha instillato il veleno dell'ambizione e della rivalsa vedrà che era un fallito. O brucerà all'inferno, ma ciò mi è indifferente.

9
05 Gen 2011
alle 16:25

Luke

"Ciò che è su Facebook non può essere interessante."

E noi speriamo di cambiare i paradigmi mondiali, con gente che ha 4 idee di legno. Anche cubiche probabilmente, come il loro cervello.

8
05 Gen 2011
alle 14:46

zio tibia

non sono d'accordo col non avere speranza nel futuro, semplicemente perchè mi piace sposare l'idea di Monicelli quando disse che la speranza è una truffa e allora faccio ciò che sia giusto.

Io non spero che tutti o parecchi cambino, tanto è inutile e su questo Debora ha ragione.

Ma me ne sbatto degli altri, ritengo che sia giusto impostare una vita che utilizzi meno risorse di quanto ho fatto fino a poco tempo fa, perchè per me è giusto così. E' giusto utilizzare i mezzi pubblici, muoversi a piedi o in bici, evitare acquisti inutili, evitare di acquistare imballaggi inutili o prodotti che distruggono l'ambiente (olio di palma per esempio), riutilizzare, scambiare e quant'altro. E chissà, magari qualcuno potrà prendere esempio anche solo da una delle mie (poche) azioni in tal senso.

Poi probabilmente non cambierà niente ma non mi importa

7
05 Gen 2011
alle 14:26

panoplia

La stupidità non è altro che l'ombra proiettata dalla nostra peculiare intelligenza.Ma la stupidità è anch'esso un fattore di evoluzione, inteso inizialmente in modo neutrale, perchè non è detto che in seguito, un eccesso di stupidità non provochi una reazione contraria che porti ad un affinamento ed estensione dell'intelligenza.

Sono cautamente ottimista, la stupidità è intrinsecamente autolimitativa come ben mostrato nella classica situazione di chi sega il ramo dove sta appollaiato.

Certo che il prezzo del cambiamento diventa, letteralmente ogni giorno di più, inutilmente elevato.

Ma si sa, non sempre i ricchi sono anche intelligenti, sovente sono solo furbi, non astuti, solo furbi.

6
05 Gen 2011
alle 14:16

brio

Vabbè, arrivati a questo punto, dopo che abbiamo bruciato gli anni di tempo per correre ai ripari ed invertire tutti insieme la rotta in modo indolore, adesso chissenefrega se gli altri non se ne rendono conto. Tanto, non hanno scampo. Chi è preparato avrà un "vantaggio competitivo", o no?

5
05 Gen 2011
alle 14:12

brio

"fare il detersivo in casa è sicuramente divertente e salutare ma come esempio ha valore nullo"

Anche come potere di lavaggio è pressochè nullo.

Tanto vale l'acqua calda e basta.

4
05 Gen 2011
alle 14:11

barbara

Ciao Debora,

non smettere di informarci, poi dai lo sai molto bene che gli esempi di decrescita sono tanti, sempre di più e non si limitano solo ai detersivi autoprodotti, si pensi agli eco villaggi e gruppi di acquisto solo per citarne alcuni.

Dieci anni fa, quando si incominciò a parlare più frequentemente di decrescita, io sarà un paio d'anni che ne sento parlare, era più difficile comprenderne l'importanza, ora che il bel sistemino produttivista, come più volte già accaduto in passato non è capace di assicurare nessun benessere, nessuna qualità della vita, anzi, se produci "un tozzo di pane ti arriva, se no vai pure al macero" dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti che queste basi, in nome del PIL, sono profondamente sbagliate.

3
05 Gen 2011
alle 13:14

Mammifero Bipede

Io ormai vedo il crollo del paradigma come un rinoceronte lanciato al galoppo. Non lo posso fermare, non lo posso rallentare, l'unica speranza che ho è scansarmi dalla sua traiettoria all'ultimo istante per fuggire in un'altra direzione mentre lui continua la sua corsa distruttiva. Per ora posso solo star lì e guardarlo arrivare...

2
05 Gen 2011
alle 13:13

Karagounis78

"Su un interessante gruppo Facebook" Ciò che è su Facebook non può essere interessante.

"il progresso è cosa buona,giusta..." E questo non andrebbe mai dimenticato. Anche perché il progresso è in primis cambiamento, non necessariamente soltanto tecnico o scientifico ma anche sociale. E in un ottica di miglioramento sociale potrebbe essere preferibile una decrescita tecnologica a favore della qualità di vita. Ma le cose non si escludono a vicenda a priori.

"Sul prima, non ho soverchie speranze." Il prima è passato. Esiste solo il qui e ora. Fare piani per il lungo periodo non funziona perché non puoi controllare il mondo e alla fine rimarrai deluso. Niente aspettative=niente delusioni. Bisogna solo vivere il presente come meglio si crede, seguendo se non il Tao almeno una filosofia morale ed etica. Le nostre azioni virtuose saranno da esempio per gli altri, ma non spetta a noi convincere altri a seguire quella strada.

1
05 Gen 2011
alle 12:38

falconelvento

Sul prima anch'io non mi faccio soverchie speranze ,(dopo più di 30 anni che mi interesso a queste cose)non siamo riusciti a cambiare la mentalità della gente, se non di poco,e di tempo temo ne abbiamo ancora poco.

Sono del partito dell'ormai è troppo tardi, con la variante del:comunque bisogna provarci lo stesso, come fosse possibile...poichè i miracoli esistono,se ci si crede veramente.E anche perchè il nostro provarci, comunque migliorerà le cose dopo, per noi e anche per gli altri.

Sul tornare indietro...preferire pannelli fotovoltaici o generatori eolici autocostruiti, invece che centrali nucleari è tornare indietro?io credo di no, penso ci siano molte scelte, molte soluzioni che possono essere di esempio e risultare invoglianti anche per i più stupidi, se un sufficiente numero di persone le adotteranno. E penso che anche le monete alternative potrebbero essere utili per stimolare un cambio di consapevolezza...io mi incazzo sempre quando cose belle come gli SCEC ad es. non vengono sufficientemente utilizzate e conosciute, o addirittura snobbate come cose inutili .

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