Crisi sistemica e cambio di paradigma
Per quelli di voi che hanno Facebook: vi invito a visitare questo album fotografico in cui mi sono imbattuta per caso. Si tratta di una persona che sta provando a mettere in pratica... tutto quello che serve per autosufficienza, sostenibilità e risparmio in tempo di crisi.
Dal pane alla birra artigianale, dal compostatore autocostruito alla lombricocoltura, dai detersivi faidate ai pannelli solari, dalla differenziata ai pomodori, alla cartapesta da bruciare nella stufa. Stefano è praticamente un manuale vivente di sperimentazione, l'uomo a impatto zero, e vive nientemeno che a Roma. A dimostrazione che proprio non abbiamo scuse.

@7, tanto per idre che gli esserti non è che parlino a vanvera.
Essendo molto usata per gli imballaggi, la plastica (o più propriamente i materiali polimerici) è uno dei principali componenti dei rifiuti solidi; inoltre, non è biodegradabile e alcune tipologie di plastica contenenti cloro producono diossina quando bruciate: è dunque fondamentale riciclarla quanto più possibile. Molti tipi di plastica possono essere facilmente riciclati (è il caso del PET principalmente avviato alla produzione di nuovo polimero e su cui è attiva l'organizzazione europea PetCore), mentre per altri tipi (specie di bassa qualità e/o termoindurenti) la procedura è più complessa, in quanto il costo di rilavorazione è generalmente superiore al costo di produzione di plastica nuova. Pertanto le numerosissime materie plastiche presenti sul mercato non possono essere mescolate fra di loro. Esistono tuttavia impianti che permettono di separare automaticamente le varie tipologie di plastiche in tempi rapidi e quindi economicamente vantaggiosi, e sono già stati adottati in diversi paesi; la maggior parte di essi opera in più stadi separando le diverse tipologie di materie plastiche per densità. Si opera con liquidi di differente densità che discriminano tra i diversi tipi di plastiche attraverso il galleggiamento o l'affondamento. Il principio è quello della spinta di Archimede che dipende anche dalla densità del liquido in cui è immerso il materiale. Si può operare ad esempio con alcol, soluzioni acquose, alcoliche, acqua, ecc..
Il codice Unicode contempla l'identificazione numerica delle plastiche riciclabili, il numerino nel triangolo del simbolo di riciclo. Si riporta la traduzione della tabella SPI - Society of the Plastics Industry:
@6
Paola Maugeri è l'ambientalista che sta sperimentando la sua vita ad impatto zero, la trasmissione è interessante, ma l'acquisto dei vibratori a celle solari potevano anche risparmiarselo.
@6
sì, ho visto una puntata qualche settimana fa. Parlavano di rifiuti e c'era "l'esperto" che diceva che la plastica che si può riciclare è poca, il resto "deve" essere bruciata per produrre energia. Bella disinformazione.
Spero nelle puntate dopo abbiano fatto un po' meglio
Io abito vicino a ciampino, da lontano vedo gli aerei che atterrano e decollano, ho un piccolo orto, in più ho un albero di albicocco, uno di ciliegie ed uno di fichi più un giardino condominiale con i limoni.
Non so se vedete la trasmissione: "e se domani" condotta da Zanardi, l'ex pilota di formula uno rimasto mutilato. Una delle sue rubruche è "vivere ad impatto zero", nell'ultima puntata andata in onda la protagonista di questa rubrica, che vive a milano, va in un sexy shop a comprarsi un "coso" con ricarica a pannelli solari....
@valerio
non sia intesa come una difesa di fb, dato che condivido pienamente le preoccupazioni che lasci intendere; ma devo informarti che se vuoi vedere quelle foto non è necessario "farti schedare": basta che crei un profilo farlocco, guardi (e se vuoi salvi) le foto, e poi non lo usi più.
Beh! roma avendo più del 10% di territorio comunale, destinato ad uso agricolo è di fatto considerato dall'unione europea come comune agricolo, e di fatti lo è, ci sono vaste zone coltivate o usate per pascolo, è possibile acquistare prodotti ortofrutticoli direttamente dai coltivatori, o vedere greggi al pascolo o vere e proprie fattorie e aziende agricole sia in periferia che a meno di un chilometro dal centro. Non a caso l'utente facebook è di casal lumbroso sottolineo "casal",diciamo quindi che qui a roma una scelta simile è più praticabile che in altre grandi città che non hanno tale vocazione agricola, ma comunque è un ottima iniziativa sia la sua che la tua di pubblicizzarla. Io personalmente abito a centocelle e mi ritrovo un orticello, un vigneto e un frutteto se mi affaccio da un lato di casa mia, dall'altro lato mi basta attraversare via palmiro togliatti e c'è una fattoria in piena regola anche se piccolina con tanto di galline, oche, pecore, capre, maiali, pavoni, conigli, e anche un'asinella, e sento il canto del gallo ogni giorno e mi piace molto tutto ciò devo dire, dal canto mio ho un piccolo orticello, alcuni peschi e limoni e un melograno, magari è poco ma per adesso non posso permettermi di più, nel prossimo futuro credo che dovrò "osare" di più, ciao
Mettiamola così: visto che alcune persone, tra cui il sottoscritto, non vogliono realizzare un'autoschedatura personale (già esiste una pletora di soggetti a ciò preposti e pagati per questo), non riuscirò a vedere quest'album fotografico: me ne farò una ragione.
La gente seria ha i capelli cstani. Invece gli stupidi li hanno biondi.
La gente seria fuma il tabacco, gli stupidi fumano i sigari.
Quelli di destra fanno il bagno, quelli di sinistra fanno la doccia.
E così via...
Che tristezza dicommenti.....
La gente seria non ha Facebook
alle 18:13
zio tibia
mah...nel centro di Vedelago la riciclano tutta