Crisi sistemica e cambio di paradigma
Pochi giorni dopo il collaudo e l'allacciamento del nostro primo impianto fotovoltaico, in film sottile Cd-Te, è arrivato il turno del secondo, questa volta nel Comune di Sansepocro. In entrambi i casi avremo la rara possibilità di un raffronto diretto con un impianto tradizionale di pari potenza, su un terreno limitrofo, addirittura separato solo da una rete. Dal raffronto, ne siamo certi, usciremo vincitori, anche solo per produttività per kWp installato.
Nel frattempo, circa un mese dopo l'installazione dei pannelli devo purtroppo registrare un evidente effetto della loro ombreggiatura sul terreno.
Grazie alla permanenza di un poco di umidità sul terreno, nelle zone d'ombra crescono dei bei funghetti, di scarsa valenza alimentare: dovrebbero essere degli agarici, forse addrittura tossici. Dimostrano tuttavia il punto sostanziale: il terreno è intatto e non è stato sconvolto dalla installazione dell'impianto.

Dobbiamo invece ammettere che questo impianto, al contrario di quello di Caprese, ha sostituito una coltura produttiva. La vedete, in una zona residuale, nella foto sotto.
Si tratta di uno stentatissimo noceto, piantato ben 15 anni fa, rimasto in stato di vita quasi sospesa, causa poverta del terreno, tessitura sfavorevole, chimismo disadatto, etc etc etc. Si è trattata, lo vedete dalle pianti residue della foto, di una eutanasia.
Per il resto l'erba è ricresciuta in modo estremamente uniforme e senza grandi differenze tra zone assolate ed ombreggiate.


Sono assolutamente d'accordo che, ove possibile, siano da preferire gli impianti su tetto. Resta il fatto che, se non si ha a disposizione un capannone di notevoli dimensioni, risulta assai difficile trovare sia qualcuno disponibile a farsi installare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto, creando un vincolo ultraventennale per l'edificio, che un istituto bancario disponibile a finanziartelo.
Tra venti anni potremo fare un paio di profili pedologici, cosi da poter verificare le differenze tra le zone ombreggiate dai pannelli e quelle in piena luce. Credo che potremo verificare come queste differenze siono ridotte ed a favore di quelle ombreggiate.
Si dimostrerà cosi che i pannelli, a certe condizioni, hanno un effetto POSITIVO sui terreni e non negativi, come ormai si tende a credere, anche in base ad un diffuso tam-tam diffamatorio nei confronti del fotovoltaico e piu' in generale delle energie rinnovabili.
Nel frattempo, Pietro, in questi 20 anni cercate di escogitare un sistema ecologicamente ed energeticamente sostenibile per smaltire gli inquinantissimi pannelli fotovoltaici... perche', ad oggi, non ne esiste ancora uno. Neanche in teoria!
:)
#daniele
trabiccoli?
in che senso.
Per il resto: dici bene, non ne sai molto.
Ehh capita, eh, anche a me.
E' il contrario di come dici e l'ho pur scritto: rendono di piu' i luce diffusa e rendono di piu' in luce diretta, perche' soffrono meno il calo di rendimento dovuto alla temperatura. IN pratica la resa medioa è di circa il 3-5% superiore per kWp installato.
Poi vedremo, oh.
@8
è stato un errore di battitura... mi è mancato un "non" :-)
Secondo me quei pannelli lavorano bene con insolazione diretta, prolungata e possibilmente molto "forte", nel senso il più perpendicolare possibile all'atmosfera.
Guardando ai pannelli, mi è venuto naturale pensare al prato sotto alle vigne: nonostante l'ombra del fogliame del vigneto, se lo tratti con delicatezza cresce in maniera eccellente. E contribuisce a migliorare le caratteristiche del suolo.
Per utilizzarlo, esiste un espediente banale: il pascolo. Un nostro vicino di casa ingrassa le sue pecore noleggiando a poco prezzo i prati che ammantano i vigneti dei confinanti; le pecore faranno poi la gioia degli islamici italiani, dice lui che sono i clienti più importanti. E svolgeranno senza spesa lo sfalcio del prato.
Forse così si potrebbe dare un impiego diretto anche al prato che sta sotto ai pannelli, curando di non causare casini col surpascolo. Ed eliminando le difficoltà imposte da affiancamenti colturali più impegnativi, chemal si sposano con i sostegni dei pannelli.
molto interessante quel che dice Remo.
però vedendo quanto sono distanti tra loro questi pannelli, qualcosa ci si potrebbe provare a coltivare, no?
che so, la butto là, magari coinvolgendo l'Università o qualche istituto agrario, come test del contemporaneo impiego di un terreno per installazione di fotovoltaico e orticolo/agrario.
ad esempio sulle coltivazioni che tollerano una certa ombra ho trovato questo http://www.unpugnoditerraeunseme.com/blog/2009/04/e-possibile-coltivare-allombra/
@6 Daniele, scusa non capisco, prima mi dici che sconsiglieresti l'uso in zone molto assolate e poi dici meglio nel sahara? Mi sfugge qualcosa.
Il fotovoltaico che sfrutta la luce diffusa usa pannelli differenti e che rendono comunque meno dei migliori policristallini.
La soleggiatura costante è necessaria si e si ottiene con un meccanismo ad inseguimento solare come per gli impianti fotovoltaici che garantiscono rese aumentate anche del 30%. Queste parabole a concentrazione le puoi usare anche in montagna sulla neve a patto che ci sia un irragiamento diretto; vedi qui http://www.infiniacorp.com/powerdish.html questi sono notevolmente più piccoli ma "solo" da 3KW
abito vicino sansepolcro e mi piacerebbe andare a dare un'occhiata, dov'è di preciso l'impianto?
@1
non sono un espertissimo, ma mi sento di sconsigliare l'uso di questi trabiccoli in zone molto assolate, visto che al contrario del fotovoltaico tradizionale non funzionano con la luce diffusa e che probabilmente hanno anche bisogno di soleggiatura costante.
Li vedo bene nel sahara... altrove mi sa che non sono poi così convenienti.
ma posso essere smentito
@Remo
Hai proprio ragione. L'argomento è interessantissimo ma non ho trovato (per ora) un punto di partenza, hai dati più oggettivi a riguardo? Intendo: se siamo in piena zona arida con terreni ridotti all'infertilità secoli fa (nord africa), sarebbe utile ridurre l'irraggiamento medio su mq di territorio per aiutarne il ripristino? L'umidità al suolo aumenta realmente (sensibilmente) per effetto dell'ombreggiatura?
Continua cosi Pietro, spero che costruirai tanti altri impianti fotovoltaici.
Molto interessante, io studio da un pò di tempo un sistema di ombreggiamento naturale per il mio orto usando alberi cespugli e varie altre piante. L'orto in questione è su di una collina sabbiosa esposta a sud, quindi tendenzialmente molto arida. In simili condizioni per molti ortaggi è utile un'ombreggiatura intorno al 50%.E allora ecco un'idea, magari sbagliata per motivi che mi sfuggono, ma non credo poi troppo.Se la struttura di sostegno dei pannelli fosse più alta, tanto da poterci lavorare comodamente sotto, e se i pannelli fossero più distanziati (tipo uno si uno no), penso che si potrebbero creare condizioni molto buone per coltivare certi ortaggi in molte zone del sud sotto ai pannelli. Recuperando quindi terreni che prima erano troppo aridi per poterli coltivare in estate.Anch'io sono molto preoccupato per l'occupazione di suoli agricoli con qualsiasi struttura permanente, ma se si riesce ad evitare l'uso del cemento e se si creano le condizioni per poter coltivare molte piante che senza ombreggiatura non ce la fanno (e negli ultimi anni ho visto persino i pomodori cuocersi sulle piante per troppo sole), un tentativo lo farei. E non su un terreno marginale ma su un buon terreno agricolo già coltivato, così se l'esperimento dovesse fallire ci sarà anche lo stimolo sufficiente a riportare il terreno alle condizioni iniziali.
Pietro, l'esperienza pluridecennale mi ha insegnato che ogni terreno che ho visto destinare "temporaneamente" a utilizzi non agricoli non è MAI tornato ad essere destinato ad usi agricoli. In genere c'è una "escalation" di usi "alternativi", in un crescendo di deterioramento che porta pressoché invariabilmente alla irrecuperabilità. Il tempo ti dirà se la mia osservazione è corretta oppure no.
P.S. Il processo viene abitualmente definito "valorizzazione territoriale". Valorizzazione un cavolo!
Mi sembra ovvio che ombreggiare un terreno da parte dei pannelli fotovoltaici come effetto si avrà un aumento dell'umidità dello stesso, quindi se povero sicuramente ne gioverà la crescita di erba!
Pietro, mi chiedevo se nel vostro terreno in futuro si potesse installare uno di questi:
http://www.stirlingenergy.com/
ovviamente a mie spese....
Il problema è che non sono incentivati ma ogni parabola fa 25KW non mi sembra poco !
alle 13:16
Pietro/Crisis
#13 bernardo
Guarda che la First Solar i pannelli li ritira a fine vita, questo fa parte della garanzia, è un impegno contrattuale e per loro un vantaggio.
Attualmente sono al 93% di recupero complessivo ed al 95% del Cd-Te ( composto comunque stabilissimo e NON tossico).
Ahem l'avevo pur scritto ehh, nei post precedenti sul tema.
8o)