Crisi sistemica e cambio di paradigma
Un facile slogan: non giocarti il futuro/non giochiamoci la Terra
Avrete letto, in questi ultimi giorni, dell'impari "scontro", paragonabile a quello tra le nocche di una mano cetnica e la faccia di un imberbe nerd, tra Tremonti e Gelmini, ministri della nostra res publica.
La Gelmini protesta perchè la sua "riforma" dell'Università ( ci vuole coraggio a chiamare cosi l'inverecondo accrocco concepito dal mini-mini-ministro dell'istruzione, almeno quanto ce ne vorrebbe a chiamare riforma urbanistica il sacco di Roma) è stata gentilmente messa da parte dal suo nerboruto collega, con una gentile nota, dal tenore quanto mai delicato: NON-CI-SONO-I-SOLDI.
E' seguita immediata smentita, che non smentisce niente ma anzi conferma tutto.
I 16.000 ricercatori da sistemare ( una percentuale già assai ridotta del totale) sono diventati infatti 9000 e di questi solo 1500 verranno assunti, con regolare concorso, in ogni caso quando come e se salteranno fuori i fondi in finanziaria.
In pratica non succederà nulla di diverso da quel che sappiamo: i tagli, spietati ed enormi porteranno all'arresto della ricerca Universitaria in italia e i ricercatori a cottimo/tempo determinato/precari, se potranno, fuggiranno all'estero.
Non ditemi che questo succede per caso, per stupidità, miopia, semplice invidia, qualunquismo oscurantista ( come quello che mi è toccato sciropparmi nel mio post di qualche giorno fa sugli stessi argomenti).
Uno come tremonti SA BENISSIMO che la formazione e la ricerca sono importanti.
Figuriamoci. Ha costruito una carriera politica sulla sua competenza e preparazione universitaria.
Poche storie: qui si vuole un popolo ignorante, cieco e bue e lo si vuole in fretta.
L'istruzione "popolare" è pericolosa, da che mondo è mondo, per qualunque establishment.
Ma torniamo al punto.
Un miliardo di euro sono SPICCIOLI nel bilancio dello Stato.
Eppure si è ritenuto di sforbiciare per questo importo ( o superiore, secondo le stime). Un taglio, a star bassi, del 30% su un budget già RIDICOLO per un paese come l'Italia.
Probabilmente spendiamo di più in rotonde alla francesi, ogni anno.
Sicuramente buttiamo letteralmente via dieci volte quello che ci costa la ricerca dentro le slot machines.
Trenta miliardi di euro/anno nel 2010, circa la metà di quanto stupidamente ( o ciecamente se volete) spendono gli italiani in totale per inseguire la fortuna cinica e bara.
Le slot machines e similari sono state appalte dal 2004 ( Eh già, c'era lo stesso presidente del consiglio, coincidenze), a seguito di una gara dai contorni opachi, ad una ancora più opaca ( a dir poco) società Offshore di St. Marteen, la Atlantis World.
Quelli di voi più cinefili o che hanno un poco di infarinatura sulla storia della mafia avranno sentito tintinnare un campanellino .
Atlantic City è l'equivalente East-Coast di Las Vegas.
Storicamente è stato il modo più semplice e redditizio con cui la Mafia New Yorkese storica investi e riciclò i propri proventi, oltre che costituire un buon retiro per i mafiosi stufi della prima linea o bisognosi di una pausa.
Proprio li, nel mitico '29 si tenne una celeberrima conferenza, citata in molti film di genere a cui partecipo la cupola di allora.
Vabbe': ma che c'entra il nome della Società che gestisce le slot machines in Italia.
Solo una vaga somiglianza, una casualità, una coincidenza.
Certo, certo.
Peccato che il titolare della Società fosse Francesco Corallo, figlio di Gaetano, latitante, tra l'altro per un tentativo di scalata al Casinò di Sanremo e buon amico del Clan Santapaola di Catania. Quando, dopo pochi anni la cosa è saltata fuori le'simio dirigente se la cavò con un "con mio padre non ci vediamo da venti anni".
Curioso, visto che latitava, a quanto pare, sulla stessa isola.
La cosa tuttavia aveva creato qualche tesnione, un poco di mugugni ed anche garbati sitinguo ed un paio di interrogazini parlamentari. Sembrava che, insomma, dopo aver regalato un importo equivalente ad una finanziaria tanto chiecchierata ci sarebbe stato un attimo di ripensamento.
Macché.
E' bastato un rimescolamento dirigenziale ed un cambio di nome per ottenere ANCHE PER IL 2011 il rinnovo della concessione.
Il bello ( BELLO?!!) è che questa vergogna è quasi secondaria, rispetto ad una truffa da 98 miliardi di euro che sarebbe stata messa su SEMPRE DALLE CONCESSIONARIE DEL GIOCO.
Mi pare evidente che sia necessario, anzi: vitale, ridurre il più rapidamente possibile questo sperpero di risorse, tanto più alla luce di questa ulteriore vergogna.
E' curioso che in parlamento si muova praticamente solo L'Italia dei Valori.
Sarà per questa singolare ossessione per la legalità, che pervade questi ostinati giustizialisti che ancora si illudono che tutti i cittadini siano uguali di fronte alla legge.
Sarà perchè non par bello sacrificare le vite di tanti ragazzi ( o semi-tali, come tanti precari ultradecennali) italiani per una virtuosità di bilancio che a quanto pare ha come massima fondante "pecunia non olet".
Sarà perchè, come tutti, mi affeziono alle mie idee, continuo a ritenere che un sostanziale aumento delle imposte sui giochi su TUTTI i giochi lotterie, slot machines etc etc
1)avrebbe un ruolo educativo e salverebbe tante famiglie rovinate dalla passione per il gioco
2)permetterebbe, senzao ALCUNA FATICA O STRESS PER L'ECONOMIA, di raddoppiare i fondi per la ricerca non solo Universitaria o statale ma anche privata ( basterebbero 8 o 9 miliardi, quindi una imposta non sueriore al 20-25%)
3)potrebbe utilmente sostituire l'addizionale A3 sulle bollette elettriche di tutti gli italiani, permettendo di far crescere con la necessaria velocità le energie rinnovabili nel nostro paese.
I 3 miliardi e mezzo che cosi verrebbero liberati dalla componente a3, potrebbero essere anch'essi utilizzati per la ricerca e lo sviluppo in tutti i settori delle nuove tecnologie sostenibili, il recupero urbano etc etc.
Centinaia di migliaia di posti di lavoro in più e con un BENEFICIO in termini monetari e cuturali per le famiglie anche non coinvolte dal flusso di finanziamento.
Sarebbero bello che qualche forza politica si facesse carico di questa proposta.
Attendo, moderatamente fiducioso.
Molto, molto, molto, molto, moderatamente.
Ma molto molto.
@ 23
Se hai qualcosa da dire in merito alle mie affermazioni saro' felice di ascoltarti, ma devi motivarlo con fonti e numeri, senza insultare, altrimenti ai miei occhi rimani un coglione fallito.
# 19 "Ecco il solito coglione": oooh, finalmente un po' di autocritica.
Abominii o abominî, si vede che hai studiato al cepu
Debora, scusa al solito, ma questo ce l'ha mandato la mutua, come dicono a Roma quanno ce vo' ce vo'
"Tutto è affidato sempre più alla fortuna, e non alla responsabilità di chi deve amministrare."
si, siamo nel pallone, abituati al piacere momentaneo anche il resto della vita sta diventando sempre piu' momentaneo, non riusciamo piu' a darci un obiettivo che sia piu' in la' di una settimana.
Pietro, con tutto il rispetto, il gioco e le lotterie NON DEVONO ESISTERE, punto. La tradizionale "lotteria Italia" che, ai bei vecchi tempi, si giocava una volta all'anno nel periodo dell'Epifania, sarebbe più che sufficiente. Chi vuole spendere qualche euro in più, vada pure a giocare alla tombola nelle sagre paesane.
Siamo arrivati al punto che comuni indebitati, e scuole senza neppure i soldi per la carta igienica, giocano in ricevitoria nella speranza che qualche colpo di fortuna gli consenta di tappare i buchi di bilancio. Questo è il nulla che avanza, un fallimento per lo Stato e per le amministrazioni locali. Tutto è affidato sempre più alla fortuna, e non alla responsabilità di chi deve amministrare.
Se quei comuni col bilancio in rosso alla fine falliranno, che cosa diranno i loro amministratori, che purtroppo la "dea bendata" gli ha girato le spalle ?!! A me sembra che il gioco stia entrando troppo nelle nostre vite, anzi, nelle vite dei poveri illusi. C'è chi dice "Eh, ma intanto qualcuno vince però!"... bravo, campa cavallo che l'erba cresce!
Nelle sostanza il gioco e le lotterie stanno depauperando chi è già povero di suo e che dopo lo ritrovi in piazza a protestare perché è cass'integrato e non riesce a tirare a fine mese. Tutto ciò che è gioco prima o poi dovrà essere polverizzato, distrutto, annientato, anche la borsa. Gli investimenti nell'economia reale devono farli LE BANCHE, che è il loro lavoro da quasi 1000 anni! Lo Stato deve invece occuparsi di investire in infrastrutture e servizi, fra cui la ricerca, che è il suo lavoro da quando è stata coniata la parola "stato".
Pietro, so che hai scritto questo ed altri post analoghi in buona fede, e tecnicamente l'idea in essi espressa sarebbe abbastanza buona, ma ritengo che con tale idea tu non faccia altro che dare un contributo, per piccolo o grande che esso sia, a questo nulla che avanza e che inghiottisce le persone trasformandole in consumatori voraci e giocatori disperati di gratta&vinci. Pietro, le strade per le ricerca devono essere altre, fidati ;-)
Guardate che è risaputo che gli orientali (cina india ecc) sono più inteligenti degli arabi, gli arabi più inteligenti dei bianchi "bianchi", i bianchi "bianchi" più inteligenti di noi latini, e noi latini più inteligenti delle persone di colore. Spero che nessuno si offenda se concludo dicendo che gli ebrei sono le persone più inteligenti in assoluto, ma parlo sempre di QI medio misurato tra gli appartenenti a ciascuna etnia. Tra i bianchi "bianchi", quelli dell'est sono più inteligenti degli anglosassoni. Io non sono molto inteligente, non so neanche bene come si scrive inteligente, però farei studiare solo le persone che oltre alla volontà ed all'impegno ci mettano pure il cervello (7 per cento massimo della popolazione); agli altri si insegni un mestiere, io vorrei imparare a restaurare case, rifare i pavimenti impianti elettrici e tubi, perchè nessuno me lo insegna ma per imparare devo andare a farmi sfondare al cantiere dove rischio la vita però lo stato paga chi ionsegna mediazione culturale e fregnacce simili? FORZA CRISI, SFONDALI!
@ 18
Ecco il solito coglione. Non sono un troll, e contrariamente a quanto fai tu ho motivato ampiamente le mie affermazioni a piu' riprese, in questo blog, con interlocutori piu' degni di te che non hanno saputo smontare niente di quanto ho detto. E complimenti per il neologismo erudito, "abominii".
@ 17
Se ho capito bene la tua posizione, concordo in pieno con te. Credo di aver detto qualcosa di simile al mio commento numero 13. L'investimento di far laureare una persona, e' vantaggioso solo se la persona e' veramente intelligente e se lo studio e' in un campo utile. L'educazione superiore non deve essere di massa.
Un buon compromesso potrebbe essere stipendiare chi ha i mezzi intellettivi per studiare, mentre chi e' stupido ma vuole laurearsi comunque, per interesse personale, lo fa a sue spese. Non siamo nella posizione di finanziare i vezzi degli idioti con soldi pubblici.
Spero di aver risposto alla domanda :)
#16 "lasciando il posto ad immigrati neri e di altre etnie piu' o meno scimmiesche, l'intelligenza media scende" da quando ci sei tu è precipitata a livelli infimi senza l'intervento di nessun altro
Ok, questo è chiaramente un troll, ma si può permettergli di affermare abominii degni di un nazista ?
mario,
faccio una domanda:
il livello medio dei laureati italiani e' migliore degli altri europei/americani, ma presi tutti insieme e paragonati a quelli di 100 anni fa, come la mettiamo?
non e' che abbiamo anche qui una scolarizzazione universitaria di massa? dove massa=ignorante...
100 anni fa c'erano meno laureati ma sono uscite fior fiore di scoperte che hanno rivoluzionato la vita, oggi se aspettiamo che inventi qualcosa il nostro bravo comoretto stiamo freschi.
stiamo andando giu' a mio parere, la qualita' e' in calo drastico, oggi un laureato non sa nemmeno perche' ha studiato! la confusione totale sugli obiettivi da inseguire ha portato tutti ad inseguire solo uno stipendio senza sapere quello che sta facendo e soprattutto perche'.
e mascheriamo l'un l'altro la nostra ignoranza abissale attraverso l'uso delle parole ma nei fatti siamo a zero.
stiamo diventando un po' come la tv, dei generatori casuali di suoni con l'ascoltatore che fa finta di capire.
:-D
Infatti l'emigrazione di cervelli, tra cui, immodestamente, ci sono pure io, e' un problema piu' grave di quello che sembra.
Gia' che la maggior parte della gente e' stupida, con i cervelli che se ne vanno, lasciando il posto ad immigrati neri e di altre etnie piu' o meno scimmiesche, l'intelligenza media scende e questo trascinera' verso il basso il paese.
@6: sono in una commissione di concorso nazionale per assumere SEI ricercatori a tempo indeterminato. I concorrenti (una sessantina) sono persone con un'età media di 40 anni, decine di pubblicazioni su riviste di prestigio, esperienze tecnologiche in settori di punta. Nessuno ha uno straccio di contributi pensionistici (solo "contributi integrativi", che se non raggiungi il minimo pensionabile non contano nulla). Chi può è emigrato (e quindi non concorre), ma non sempre puoi trascinarti dietro la famiglia.
Ad un altro concorso, per scremare i troppo candidati,han fatto una preselezione con domande di cultura generale. Che so, chi ha vinto il festival di Sanremo nel 1996, quanti sono i senatori e i deputati, in che anno era primo ministro Giolitti....
Sono d'accordo che molti corsi di laurea sono serviti solo a creare cattedre. E mi chiedo se spezzettare gli esami in tanti corsi semestrali non risponda alla stessa logica, mi sono laureato con 18 esami mentre oggi credo si superino i 40. Ma i nostri laureati in genere sono preparati, i nostri ricercatori sono richiesti all'estero, e al LHC i 4 direttori sono tutti italiani.
Sono tutte competenze che servono. Lo sanno quelli che ci assumono, all'estero, i nostri laureati. Che usano le nostre idee, la nostra inventiva.
R commento 13 : bene.
aaa ha centrato il punto, il governo teoricamente migliore e' una dittatura scientifica. La maggior parte della gente e' profondamente stupida, e non intendo ignorante ma proprio non intelligente, indi per cui la democrazia e' dannosa.
Stesso discorso vale per l'universita'. La formazione superiore deve essere un investimento per lo stato, non un diritto. Laurearsi non e' un diritto di tutti, ma di chi ne ha i mezzi. Far laureare un idiota e' un investimento in perdita.
Bisognerebbe anzitutto eliminare quasi in toto le lauree umanistiche e altri parcheggi piu' o meno accoglienti per i perditempo. Poi selezionare brutalmente le ammissioni per le facolta' scientifiche, e pagare chi le frequenta, perche' studiare sul serio e' piu' impegnativo di un lavoro medio.
@ poldo alias marco
Di solito concordo con i contenuti dei tuoi criptici commenti. Stavolta no pero', sul fatto che i laureati italiani siano scadenti, almeno rispetto ai colleghi europei e americani, cioe' le etnie con la stessa intelligenza media. O meglio, un laureato triennale italiano, per la mia esperienza limitata al settore scientifico, batte quasi tutti i colleghi europei, ad esclusione forse di qualche paese dell'est.
Se il discorso interessa ne possiamo parlare in maniera piu' approfondita.
@poldo alias marco
No, spiacente, non confondiamo le mancanze personali con le mancanze dei laureati italiani.
Ci sono punte di eccellenza. Torino, milano, pisa, firenze e molte altre.
Intendo Ingegneri, architetti, fisici, medici, avvocati, insegnanti, storici, filosofi.
Ce ne sono molti. E la qualità è eccellente, se si ha il coraggio e la bravura di andare nei luoghi giusti. Certo che se magari ci si vuole laureare all'ISEF, poi non si trova lavoro.
E io di ore di lezione ne facevo 8-10 al giorno, compresi i laboratori. e si studia dopo cena, come fanno centinaia di persone che come me hanno fatto gli stessi studi.
Magari non ne conosci, ma gente in gamba e serie esiste ovunque, e non vogliamo che qualche miope si prenda le nostre capacità e le si appiattisca a quelle di chiunque.
1/3 delle facoltà e sedidovrebbe ricevere molto di più, 1/3 si merita quello che ha adesso, 1/3 non dovrebbe più ricevere un euro dallo stato : chi non vuole far differenze fa il furbo ed è pericoloso per il riallineamento ad una rotta sostenibile, che sia di presunta destra o di presunta sinistra.....Napolitano l'ha detto più volte : no ai tagli orizzontali.
L'unico vero sistema di governo valido, in mancanza di un cervellone elettronico che decida in maniera equa, è la monarchia illuminata.
@6
Noi non facciamo venire laureati da altri paesi, spesso non riconosciamo nemmeno il loro titolo di studio (ne sa qualcosa una mia amica filippina laureata in economia). Semplicemente gli passiamo le nostre competenze aprendo fabbriche da loro così che possano un giorno essere autosufficienti. Parte del mio lavoro consiste proprio in questo (e lo faccio con piacere): cercare di far crescere i miei colleghi cinesi per migliorare la qualità del nostro prodotto.
e siccome gli intelligenti e i geniali saono una minoranza della popolazione su di una maggioranza ignorante e stupida allora se lasci il potere di scelta in mano a questi ultimi hai la situazione attuale. non c'e' niente di sbagliato in quello ceh succede, e' tutto unalogica conseguenza di una scelta di base: che la maggioranza ha ragione.
adesso c'e' la situazione che vuole la massa, la massa vuole il gioco d'azzardo e non vuole la ricerca. questa e' la democrazia dove comandano i numeri...
Debora l'Italia non ha bisogno di laureati, ed anche se ne avesse bisogno non è in grado di produrre veri laureati in tempi ragionevoli. Un laureato vero è uno che a diciotto anni sa leggere e scrivere (e parlare correttamente) almeno l'italiano, ma pure un pò di Inglese soprattutto nelle materie scientifiche. Questo ragazzo poi deve seguire una media di 4 ore al giorno tra lezioni e laboratori e studiare come minimo 4 ore al giorno. Sono in tutto 8 ore, pochissime ma aggiungiamone 1 per gli spostamenti, 2 per i tre pasti e 9 per dormire. Rimangono 4 ore. In queste 4 ore dobbiamo mettere ancora internet, le telefonate, la playstation, la televisione, il calcetto, lo shopping, la doccia, la palestra. Qualcuno fa all'amore qualcun altro cerca di fare all'amore. Non c'è tempo. Conviene far venire i laureati dall'India e dalla Cina dove si studia di più perchè si ha più fame. In Italia abbiamo laureati scadenti ed inutili; i professori lo sanno benissimo. Anche tu lo sai Debora.
E ti pareva che non saltasse fuori quello che trova il modo di dare la colpa alla sinistra. Ma chi è che ha il potere di andarsi a prendere quei 98 miliardi di euro, in questo momento, e non lo fa? Chi è che preferisce tagliare i fondi alla ricerca?
Il ciabattino, guarda, si meriterebbe di essere "perseguitato" dalla sinistra già solo per il fatto di votare, ammesso che lo faccia, per chi strumentalizza la "piccola" evasione per poter chiudere entrambi gli occhi sui tesori degli amici.
Per come la vedo io, quel ciabattino lì non è che può anche morire. DEVE MORIRE. Se il 90% delle imprese europee sotto i 10 dipendenti è in Italia, è perché solo qui riescono a sopravvivere, non pagando le tasse. Che al loro posto pago io. Basta con quest'idea romantica della piccola impresa. Basta con le cazzate sulla gestione famigliare. Il più grande esempio di gestione famigliare all'italiana è proprio la mafia.
Paolo B, la mafia è l'Uomo (con quella maiuscola includo pure la Donna, of course) nella sua incarnazione più profonda. Le modalità mafiose le abbiamo stampate in ogni cellula, sotto forma di molecole a doppia spirale. Le forme che la "mafiosità" può assumere sono sicuramente variegate, ma nessuno di noi ne è esente (per quanto possa impegnarsi, sotto la spinta di alcune culture, per tenerle a freno senza successo). Certo è che la concentrazione dei poteri permette a questa indole spontanea di diventare particolarmente perniciosa... Ecco, se si volesse infliggere un danno AGLI EFFETTI della nostra natura mafiosa, occorrerebbe tentare strade che permettano di disperdere il potere, ma io di quelle strade non ne conosco e sicuramente non saprei come percorrerle.
Sono d'accordo sull'ultima parte del post. Sicuramente le slot machine stanno rovinando moltissima gente, al pari di tante droghe, e lo Stato, in quanto garante e tutore del benessere dei suoi cittadini, dovrebbe almeno limitarne l'uso. Una bella tassazione alta sarebbe buono, a patto che come dici il ricavato vada per scopi di ricerca a e non per sanare il debito di qualche ASL malfunzionante.
Certo vedresti insorgere la castina degli esercenti che sulle slot machine ci vivono, ma quello è un altro problema.
Sono invece in disaccordo sulla prima parte del post. Non credo che ci sia un piano preciso volto a rendere la gente più ignorante. I frutti di tale piano si avrebbero solo tra una decina di anni, quando chi ci governa potrebbe non essere più al suo posto e beneficiarne, se mai l'avesse pianificato.
Diciamo che la logica che porta a questi tagli, come a quelli sulla sanità o altri, è figlia di un certo modo di ragionare, che privilegia l'imprenditoria privata contro quella pubblica. PEr cui si aiuta chi investe nella sanità privata, nella scuola privata, etc. E' un modo forse estremo d'interpretare l'economia moderna, che non sta dando i frutti sperati.
Funzionerebbe, a mio modesto parere, se lo Stato desse regole certe e chiare a chi investe come privato in aree di competenza pubblica. Il privato guarda al profitto, lo Stato dovrebbe obbligarlo, instradarlo verso altri criteri di valutazione, altrimenti...punizione.
Sai cosa fa schifo a me?? La sinistra, che non sa fare altro che pigliarsela col ciabattino che evade la fattura e l'idraulico che lavora al nero, come se tutti questi sfigati (hai capito che evasione!) fossero i responsabili del tracollo del paese. Poi scopriamo che ci sono vagonate di miliardi regalati alla mafia, vagonate di miliardi regalati agli amici della Moratti, vagonate di miliardi rubati dai politici... ma la colpa dei conti in rosso di chi è? Dell'evasore ciabattino!
Ma andassero affa....! Non ci facciamo infinocchiare più!!!!
La mafia non é solo quella siciliana, la mafia é gran parte della classe politica, gran parte di confindustria, gran parte della finanza italiana d'elite, la massoneria nazionale ed extranazionale; in altre parole é il sistema.
Sì, attendiamo moderatamente fiduciosi che l'IdV riesca ad "intaccarlo" o che un popolo tra i più lassisti d'Europa faccia la rivoluzione.
Come no...
alle 07:52
Massimouuuuu
NOOOO!!! Non ci credo, per una volta (a parte qualche "coglione" di troppo) sono daccordo con Mario! Credo sia la prima volta....a parte il discorso in merito alle facoltà umanistiche! A tal proposito ritengo che le facoltà in questione vadano parzialmente ridotte e i ricercatori di tali materie(se esistono) interamente eliminati.
A chi dice che i nostri laureati sono scarsi, consiglio di documentarsi un pò meglio, magari leggendo qualcosa in merito al CERN.
@ Pietro
Penso proprio che il "progetto popolo bue" stia andando a gonfie vele!