Crisi sistemica e cambio di paradigma
L'idea è nata, in modo piuttosto semplice, da un dato tra i tanti disponibili in questo sito, linkato da Debora dtre giorni fa.
Secondo il sito, nel 2010 FINO AD OGGI gli italiani hanno speso 38 miliardi di euro in lotterie, gratta e vinci, supernalotto, enalotto, macchinette etc etc.
Con una semplice proporzione si può verificare che su scala annua la spesa è di circa 50 miliardi di euro.
La spesa per la ricerca in Italia è, IN TOTALE, poco più dell 1% del Pil.
Siamo al ventunesimo posto tra i trenta paesi OCSE.
La spesa per la ricerca Universitaria in italia, nel 2009, ultimo anno disponibile, è di circa lo 0.3% del prodotto interno lordo.
Visto che questo, ottimisticamente è di circa 1500 miliardi di euro se ne deduce che la spesa per la ricerca universitaria è di circa 5 miliardi di euro l'anno.
La proposta, che servirebbe probabilmente a creare circa 150-200.000 posti di lavoro nell'Università per giovani ricercatori, è quella di raddoppiare gli investimenti per la ricerca univerisitaria.
Come?
Semplicemente tramite una imposta addizionale del 10% su lotterie e giochi, da utilizzare ESCLUSIVAMENTE per i fondi destinati alla ricerca universitaria. Farebbero, potrete controllare da soli, ben 5 miliardi di euro.
Se poi volessimo fare di meglio, con una addizionale del 30%, ovvero 15 miliardi di euro potremmo RADDOPPIARE GLI INVESTIMENTI PER TUTTA La RICERCA IN ITALIA, pubblica e privata.
Nel processo creeremmo, ragionevolmente, qualcosa come mezzo milione di posti di nuovi posti di lavoro.
Altamente qualificati.
Non so se a qualcuno fosse già venuto in mente.
Nel caso, vorrei sapere cosa stanno aspettando, i nostri ineffabili decisori, per implementare questa complessa decisione.
@massimouuu. La presa per il culo di questa società è totale e la "ricerca" è uno dei componenti di questa messinscena.
Siccome mi piace la realtà e la verità, l'unico modo per farle emergere è che la baracca crolli. Costi quel che costi.
no cari amici ricercatori, i fondi per la ricerca ve li gestite tra voi buttando fuori chi non fa un ca##o tutto il giorno.
e' inutile che venite a chiedere a noi altri soldi, non ci sono, sono finiti. avete capito bene? finiti!!! anzi, pensavo proprio di chiederne io a voi...
l'ultima cosa da tagliare è proprio la ricerca, che DEVE essere implementata! In parallelo va l'innalzamento qualitativo della scuola pubblica (da elementari a università) , obiettivo fattibile senza alcuno spreco di denaro, piuttosto riducendo il corpo insegnanti ,rendendolo più professionale, più PRESENTE e meglio remunerato. (che nessuno mi venga a dire che gli insegnati non possano dedicare 1 MESE (su 3) nella pausa estiva per dedicarsi alla FORMAZIONE PERSONALE!
@ wise
Ragionando per metafore, è come trovarsi in inverno con pochi soldi per il riscaldamento(per via del debito...magari pubblico) e dover fare una scelta: o vivo con 15/18 gradi in casa e magari mi tengo qualche piumone in più e sto in casa con 2 maglioni! oppure decido di avere sempre 20/22 gradi in casa e mi scaldo vendendo/bruciando i mobili!!! TU CHE FAI? Mi pare che scegliendo di tagliare la ricerca (quella VERA, non quella sullo "sviluppo programmatico del latino come lingua globale nel nuovo millennio") tu opti per la seconda ipotesi...
PS "Quindi, tagli per tutto e risparmi di almeno 100 miliardi di euro all'anno per 10 anni sulle spese pubbliche" sono convinto sia una priorità...ma la ricerca è l'unica speranza che abbiamo! Ti ricordo che nello stivale a parte opere d'arte e qualche spiaggia/montagna non abbiamo NULLA!!!Non possiamo vivere tutti di TURISMO!(anche se il settore ha certamente dei margini)
Marco D [#52], il bello è che poi ti senti anche dire che servono più persone giovani per poter "mantenere" il numero crescente degli anziani! Il tuo commento sottolinea quanto UN lavoratore di oggi possa rendere in termini di produzione rispetto al passato in cui per ogni anziano c'erano due o tre giovani. Ebbene, quell'unico giovane per due o tre anziani del futuro, produce almeno venti volte quel che producevano i due o tre giovani del passato, proprio in virtù della meccanizzazione del lavoro. Evidentemente c'è qualche rapace che preda più di quel che dovrebbe, lasciando a chi lavora "nella vigna" (in senso figurato) solo le briciole. Com'era? «Lavorare meno, lavorare tutti». Quanto sarebbe bello... Quanto sarebbe POSSIBILE...
"Amministrare la cosa pubblica con un pò di sale in zucca", significa rientrare dall'enorme debito pubblico di 1800 milirdi di euro.
Quindi, tagli per tutto e risparmi di almeno 100 miliardi di euro all'anno per 10 anni sulle spese pubbliche.
Se fossimo davvero una famiglia, non ci sarebbe nient'altro da fare. E sarebbe meglio farlo da soli, prima che ce lo impongano gli altri. E senza tante storie.
Pensavo che con i commenti sull'immigrazione avessimo toccato il fondo...purtroppo mi sbagliavo!
Avrei voluto commentare in modo sarcastico, non ne vale la pena , la maggior parte dei commentatori mi prenderebbe sul serio! sigh!
Perfino l'illuminato che vuole tornare ad una economia agricola !STUPEFACENTE !
Mi vien da pensare che molti commentatori non siano nemmeno entrati nell'atrio dell'università...che tristezza infinita.
@ Pietro
i modi per recuperare fondi per la ricerca sono davvero infiniti! Che sia con l'Irpef, con tasse su sigarette, carburante, lotterie, Tarsu,bolli, ...etc...etc. , bisogna solo amministrare la cosa pubblica con un pò di sale in zucca guardando al DOMANI ! Mi trovi un politico che la pensi in questo modo?
@ 69. Succede anche di morire a 8 anni. Come vede la ricerca non è servita a granchè. Ma il mio discorso è più profondo, nel senso che bisogna proprio smetterla di invadere lo spazio collettivo con il negativo, i problemi di ognuno.
Se non vado errato ci dicono che siamo una comunità. Una comunità che si auto-organizza per risolvere le proprie necessità.
Ora, mi pare che queste necessità siano un pò troppe. In più a livello collettivo non sappiamo ormai che esprimere drammi e paranoie. E' un pò come che riempiamo gli spazi collettivi di problemi su problemi, di cronaca nera, di infelicità.
E qui casca l'asino, nel senso che il singolo è stato illuso che la "collettività" si debba far carico di tutti i disagi dei singoli. E lo stato non sa usare che i soldi per questo! Si pensa erroneamente che investendo più soldi si possa risolvere qualcosa! Per come la vedo io questo è molto pericoloso. E' la cosa più urgente: liberarsi dall'idea che la collettività abbia la chiave della nostra vita.
Ma badi bene, questo non è un discorso libertario o liberista, è semplicente la realizzazione che abbiamo esagerato.
@70:
UN ricercatore italiano ha notto una singolare correlazione tra sclerosi multipla ed un difetto venoso. La cosa è controversa, non sappiamo come andrà a finire, ma è possibilie che almeno in aluni casi possa portare ad una semplice cura che quantomeno stabilizzi la malattia. Il tutto con costi bassi, praticata dal SSN, a vantaggio di tutti.
La risposta come vede è semplice.
@62. laura, Oggi, ore 15:23
Complimenti a sua figlia, Sig Laura, che si occupa di come curare la sclerosi.
Pero' le domando: sua figlia lavora nel pubblico o nel privato?
E se lavorasse in Italia, dato che qui si parla del caso Italiano, lavorerebbe nel pubblico o nel privato, rigurdo la sclerosi?
Dato che qui si parla di ricercatori pubblici ipotizziamo che si occupasse in Italia di ricerca sulla sclerosi come ricercatrice pubblica, pagata dallo stato, in strutture pubbliche.
Ebbene: che senso ha una ricerca pubblica sulla sclerosi?
Esistono forse case farmaceutiche pubbliche che poi dovrebbero usufruire dei frutti di questa ricerca, che poi possano produrre un medicinale per la cura a prezzi popolari e i cui guadagni vadano nelle casse dello stato (cioe' di tutti)?
La domanda e' semplice. A lei la risposta.
@64:
hai centrato il problema. Tagliando la ricerca ci si ritrova tutti più poveri e a sgobbare come dannati a zappare la terra. Se è questo che desideri, accomodati. Personalmente il fatto di non dover costringere la quasi totalità della popolazione a zappare la terra per campare (poco e male), ma poter ridurre la fatica (anche di chi zappa la terra) e poter condurre una vita più salubre ed interessante, incluse queste discussioni, mi sembra un passo avanti.
A lato, ritengo che oggi chi zappa la terra dovrebbe essere pagato in modo più dignitoso, in modo da valorizzarne le conoscenze. Purtroppo non è così.
@67
Un vecchio slogan dice che la rivoluzione si ferma solo alla perfezione della felicità. No, la corsa non ha fine, nessun ricercatore troverà mai la soluzione a tutto. Ma gli scienziati chiedono solo di poter continuare la corsa, non di avere sempre più risorse, che oltretutto difficilmente servirebbero.
Serve preparare da mangiare tutti i giorni, serve curarsi tutti i giorni (persone differenti, si spera), serve istruire nuove persone tutti i giorni.
@66: e ci dice che va tutto bene? Ma questo significa che non serve cercare di risolvere i problemi? E come li risolvi se neppure hai gli strumenti per capirli? Oppure andava tutto bene 100-200 anni fa, torniamo ad allora che si viveva felici e contenti?
Mio padre racconta della vita ai suoi tempi. Il cimitero per i bambini era più grosso di quello degli adulti, e il pane era un genere di lusso, si poteva mangiare quando si era ammalati. La povertà era diffusa, e la sorella di mio nonno ha perso un figlio neonato perchè non poteva badarlo, doveva lavorare.
Andando più vicini un mio cugino è morto di una malattia genetica, una brutta morte a 8 anni. Mio figlio ne ha 18, e ha speranze di vita normale (anche se faticosa). Davvero bisogna smettere di ricercare, e tornare a 100 anni fa che si stava meglio?
Per chiudere in bellezza, vorrei ricordare che la ricerca è proprio come la lotteria. In 99 casi su cento non conduce a nessun risultato. Poi, un bel giorno....
Un invito a tutti gli "scienziati". Ma quanto pensate di poter sostenere questa corsa? Quello che studia la sclerosi, quell'altro informatico, quello di lì, quello di là.....fermiamoci un attimo a riflettere, anzi immaginiamo la fine della corsa. Ebbene la corsa non ha fine! Non si riesce a vedere la fine.
Non sarà che si pecca di ostinazione ossessiva? Siccome voi volete correre e per "risolvere" gli innumerevoli problemi dell'umanità, si deve tutti corrervi dietro. E finanziarvi! E tutti zitti perchè lo "scienziato" ha da fare.
Perchè non mettere nel conto coloro i quali vi risponderebbero sgarbatamente (non lo dico ma ve lo potete immaginare), semplicemente perchè non ne possono più di essere tirati per la giacca?
Non c'è cosa più brutta e volgare di chi si ritiene indispensabile. Volentieri faremmo a meno di voi, sarebbe un vero guadagno per tutti.
@61 e @62
avete descritto la situazione attuale sostenendo che va bene. e' fatica sputare nel piatto in cui si mangia... :-)
pero' allora mi spiegate cos'e' che non va nel mondo di oggi?
perche' se la gente sta qui a lamentarsi un qualcosa che non va ci deve essere.
mi sembra di vedere uno slalom di sci, ognuno cerca di scansare i problemi dicendo che nel suo piccolo mondo siamo a posto. allora e' tutto perfetto!
Mhhh... avete pensato a tutte le persone che ricevono soldi e lavoro dalle varie società di lottomatica? A tutte le tabaccherie che subiranno questo taglio? Creiamo posti di lavoro per toglierne altri?
Ricerca = tanti soldi - pochi posti di lavoro.
Agricoltura = pochi soldi - tanti posti di lavoro
Date la terra ai giovani ed ai disoccupati. Massacrate studentelli viziati, baroni schifosi, precari della scuola mediocri, professori spocchiosi. Chiudete le scuole chiudete le fabbriche chiudete tutto è finita.
Se, come sembra,i contribuenti in Italia sono circa 35 milioni,e ognuno di loro versasse un euro a favore della ricerca,
potremmo essere fra i primi, sicuramente,
anche nella produzione di importanti risultati !
mia figlia si occupa di sclerosi laterale amiotrofica.fa crepare soffocati,ma lucidi.naturalmente fa ricerca all'estero,perchè per lei in italia,dopo due lauree,non c'è posto.forse era meglio se stava in italia?ma se a qualcuno di voi geni viene questa bella malattia da chi ve la fate grattare?auguri!c'è di bello che la malattia non guarda in faccia nessuno,lì siamo tutti uguali...
Mio figlio ha ragione. Mi convien accettre quel lavoro in Francia e partire al più presto. Altrimenti mi tocca litigare con chi ha letto un libo su Tesla, senza neppure avere le conoscenze necessarie per capire le sue (geniali) scoperte, e pensa che la scienza dell'ultimo secolo sia tutta lì. La meccanica quantistica, senza la quale i computer che sta usando non potrebbero esistere, non ci sarebbe. La chimica, la biologia, la fisica di un secolo fa erano MOLTO diverse da quelle di oggi. Le applicazioni pratiche di tutto questo ci circondano. Solo guardandomi intorno: isolanti per tener calda la mia casa, sistemi di controllo che mi consentono di utilizzare efficientemente l'energia, le ottiche della mia machcina fotografica calcolate con un computer (a mano è un incubo per sistemi di più di 2-3 lenti), e un bagaglio di conoscenza che Tesla si sognava, sulla punta delle dita (ma anche cartaceo, fare un libro oggi è molto più facile di allora per mille motivi legati a queste conoscenze). E il fatto che non serve usare il 99% della popolazione per l'agricoltura, con solo l'1% che fa altro.
Con le conoscenze di Tesla non avrebbe neppure la corrente in casa, visto che le sue teorie sulla distribuzione dell'energia usando onde atmosferiche non funziona. Ma comunque Tesla conosceva bene la distribuzione elettrica con i fili, e sapeva cosa va provato, e cosa conviene comunque usare.
Vivrebbe in una casa senza riscaldamento, con una speranza di vita di 50-60 anni, senza elettronica di nessun tipo, senza onde radio e radiocomunicazioni, morirebbe per la prima infeizone seria (ma già, per lui la medicina non esiste, son tutte frottole), e non avrebbe idea di come sia fatto l'Universo in cui viviamo.
Un appunto per chi criticava la vivisezione. Il fatto che la sperimentazione su animali sia inutile o addirtittura dannosa, è una gigantesca palla. Sta diventando vero ora, GRAZIE a computer, ricerca biologica, ecc., e mi auguro di cuore che questo succeda il prima possibile, ma se torniamo ai tempi di Tesla, cancellando un secolo di ricerca, dobbiamo PER FORZA tornare a sperimentare su animali. O andare alla cieca sugli umani, come si è fatto prima (con vita media attesa di 40 anni).
Bisognerebbe definire esattamente in che cosa bisogna ricercare. Innanzi alla crisi energetica prossima ventura, legata anche all'esaurimento di numerose materie prime, sarebbe importante investire sulla ricerca in ambiti come:
Questi sono soltanto alcuni esempi degli ambiti di ricerca in cui sarebbe molto utile investire. Se la ricerca presenta risultati utili ed importanti, allora anche i gruppi industriali si fanno avanti pagando profumatamente per potersi avvalere di tali risultati ed, eventualmente, per assumere gruppi di ricercatori.
La ricerca deve essere in grado di autosostenersi, altrimenti non se ne viene fuori, non c'è pezza. Anzi, l'università ci dovrebbe addirittura guadagnare.
In merito poi alla possibilità di trattenere parte dei guadagni dalle lotterie per investirli in ricerca, c'è da dire che probabilmente verranno giorni in cui la gente avrà molti meno soldi da buttare in enalotto e gratta&vinci; in parole povere, dovrà decidere fra le giocate o la pagnotta di pane. La Sisal e la Lottomatica, poi, non accetteranno mai di cedere in beneficienza il 10% dei loro proventi, rassegnamoci; piuttosto sarebbero disposte a ricoprire di mazzette l'intero parlamento purché non venga votata una legge del genere.
In sostanza la ricerca deve diventare utile ed importante, e deve essere messa in condizione di non dover chiedere niente a nessuno, è questo il punto.
R Pippo : non fare lo gnorri : seconde te le facoltà umanistiche non hanno borsisti e ricercatori? E se sì, cosa ricercano ? Oppure : secondo te pletora universitaria significa qualcosa ? Il punto è : facciamo camminare con lemloro gambe le sedi e le facoltà parassite per dare soldi in più a chi se li merita e può produrre futuro per tutti.
Grave che questo post in un blog picchista non faccia differenziazioni fra chi deve avere di più e chi deve essere mandato a casa.....
quoto tutto ciò scritto qui sopra da pippo, è facile fare chiacchiere da bar quando non si ha idea di cosa si sta parlando.
Io sono un ricercatore universitario, uno di quelli che ha deciso e sottolineo deciso, di restare in Italia a Lavorare quando poteva andarsene, facendosi 10 anni di precariato ed entrando all'università senza "calci in culo". Da anni mi danno l'anima e faccio ore di lezione qualificata che so che non mi verranno pagate, lotto per fare ricerca di buon livello PROCURANDOMI fondi con bandi pubblici e privati per scrivere i quali mi gioco i fine settimana, e quindi mi sudo faticosamente ogni borsista/collaboratore che viene a lavorare con me. Quei borsisti/collaboratori sanno (nessuno li illude) che potranno lavorare solo per pochi mesi/anni perché poi i fondi finiranno e poi si dovranno riciclare in altri lavori e occupazioni. Personalmente ho solo la "fortuna" di avere un posto fisso, a 1950 euro il mese, con delle mansioni che all'estero verrebbero pagate 3 volte tanto. Non ho nessuna prospettiva di carriera in Italia e, a malincuore, sto cominciando ad attivarmi per andarmene. Credo comunque nel valore della ricerca, e continuerò a crederci.
Perdonatemi ma la domanda se invenzioni o scoperte come la plastica o i corticosteroidi sono nate da fondi pubblici o privati è una domanda proprio poco intelligente. Le invenzioni e le scoperte sono sempre state frutto di molti piccoli passi che qualcuno ha raccolto al momento giusto. L'affermazione: James Watt ha inventato il motore a vapore nel 1769, da tutti ritenuto un punto di svolta nella storia dell'umanità, è sbagliata; Watt si limitò a perfezionare un motore inventato 57 anni prima, che era a sua volta il perfezionamento di altri motori precedenti. Inoltre spesso chi ha inventato qualcosa non è riuscito ad immaginare il vero uso che quell'oggetto avrebbe potuto avere, la storia del grammofono è un esempio per tutte. Secondo il ragionamento di qualcuno dei commenti a questo post, si dovrebbe dire che un prodotto brevettato da una ditta privata è frutto della ricerca privata anche se chi ha raggiunto quel risultato lo ha fatto leggendo e ispirandosi a centinaia di pagine di articoli finanziati con fondi pubblici. Mi pare un ragionamento demenziale. Secondo questo ragionamento visto che Watt ha inventato il motore a vapore mentre lavorava all'Università di Glasgow, toh guarda, si proprio all'università usando fondi pubblici, quindi l'invenzione è solo pubblica, anche se c'erano stati altri ricercatori prima di lui.
A chi sputa sulla ricerca: La prossima volta che comprate un computer, chiedete di farvene dare uno di cent'anni fa. La prossima volta che avrete bisogno di un antidolorifico, antinfiammatorio al pronto soccorso, chiedete di farvene dare uno di cent'anni fa. E per completare l'opera, se dovete attendere in corsia, chiedete di farvi accomodare in una sala d'ospedale dove si usino gli attrezzi e soprattutto le procedure di intervento e disinfezione di cent'anni fa. Infine, la prossima volta che dovrete andare dal dentista, chiedete che usi le procedure di cent'anni fa, soprattutto le anestesie...
<La ricerca non puo' essere un lavoro di quantita', ma di qualita', semplicemente perche' al mondo ci sono poche persone intelligenti.>
si, si , si.
@Illi
tu puoi fare il ricercatore per 2 motivi:
1- c'e' qualcuno che ha bisogno della tua ricerca
2- non c'e' nessuno che ha bisogno della tua ricerca ma ti soddisfa personalmente, in questo caso e' un hobby
bisogna aver chiaro che esistono entrambe le situazioni, non e' che la ricerca sia obbligatoria altrimenti il pianeta terra esplode.
@52: se non lavori più è perchè hai sempre e solo vendemmiato uva per Tavernello e altra brodaglia di bassa qualità, dove quel che conta è il prezzo e ti sei limitato a fare solo quello senza imparare niente di più mentre lavoravi.
Il pasto gratis non esiste [(c) Uriel Fanelli]
@ Illi
Che noia con 'sta storia del non generalizzare. Almeno non hai detto di "non fare di tutta l'erba un fascio", senno' manco ti rispondevo ma ti insultavo direttamente.
Nessuno di quelli che commentano qui crede che chi studia o fa ricerca sia un fannullone per definizione. O che gli statali siano tutti fannulloni, o i neri tutti stupidi.
Quello che dico, e' che con la situazione lavorativa italiana odierna, dove a grandi linee i genitori stanno bene e i figli male, molti di quelli che studiano lo fanno per passare il tempo, farsi mantenere fino a 30 anni.
Dato che far laureare uno di questi costa allo stato un piccolo capitale, credo che chi valga debba poter studiare gratis o essere pagato, dato che studiare seriamente e' piu' pesante di molti lavori, gli altri possono andare a zappare, friggere BigMac o studiare a loro spese, non a spese mie. Per lo stato sono un investimento in perdita.
La ricerca non puo' essere un lavoro di quantita', ma di qualita', semplicemente perche' al mondo ci sono poche persone intelligenti.
Ricerca=altre persone improduttive che mangiano e vivono sulle spalle di una società energivora....
dalle mie parti ora è periodo di vendemmia,fino a pochi anni fa con migliaia di braccianti veniva fatto tutto a mano, ora con le macchine vendemmiatrici, un ora di macchina=10 persone per un giorno=100 ore di braccianti. Grazie alla ricerca... Era meglio se nessuno inventava la macchina per vendemmiare, grazie alla tecnologia ora non faccio nemmeno il bracciante stagionale!
Gli ultimi commenti mi riconciliano con il blog, con internet, con coloro che io amo chiamare popolo, non si offendano, il popolo è bello. L'aristocrazia poi, se ci fosse ancora, colta, tradizionalista, ricca di oro e di terre, fiera di non aver mai lavorato nei secoli,sarebbe addirittura il massimo.
Si, avete ragione, è finita. Il ceto medio, la piccola borghesia stà percorrendo la sua fase ascendente verso l'inferno della povertà che ha sempre disprezzato e temuto come fosse la peggiore delle malattie...
Presto sarai giudicata per la forza delle tue braccia maledetta borghesia impiegatizia. I tuoi unici beni saranno la salute e quella ciotola di riso e legumi (se sarai fortunata a mangiarne) che riuscirai a procacciarti. Coraggio donne, finalmente nessuno vi giudicherà per le scarpe i pantaloni le giacchette il trucco... La bellezza vince! Ha sempre vinto!
@47: "
Ma sei proprio sicuro che poi qualcuno ti voglia?"
Non penso di essere un genio, ma non penso neanche di essere una capra, di una cosa però sono sicuro: in Italia non c'è posto, indi per cui me ne andrò. Non penso che andando via diventerò ricco, nè che all'estero mi accoglieranno a braccia aperte; dovrò lottare per ottenere un lavoro, questo lo so, ma avrò sempre più possibilità che quì in Italia.
Per quanto riguarda la facoltà, mi è sempre piaciuto programmare, o comunque avere a che fare con il computer, quindi ho scelto ciò che potesse permettermi di imparare. Se mi inca..o è perchè sto sudando per ottenere la mia laurea, in matematica ho sempre avuto difficoltà al liceo, ma all'uni mi son messo sotto ed ho passato gli esami più ostici e sentire certe persone dire che ormai chi frequenta l'università non ha voglia di studiare non posso accettarlo. La scuola è come tutti i lavori, c'è chi lavora e ci sono i fannulloni, è per questo che non posso accettare generalizzazioni.
@ fausto
Non ho capito se mi dai ragione o torto
@32 Mario
"...dovete aggiungerci il 70% di quegli universitari che fanno la bella vita..."
Io studiavo tra lavori in campagna e tasche vuote; ringrazio mia madre per i soldi che mi ha fatto mancare da giovane, e per il rispetto per la conoscenza che mi ha donato.
L'Italia si conferma il paese con la maggiore ignoranza aggiunta planetaria. Ignoranti, disonesti babbei felici e fieri di esser tali. Disonore dei nostri nonni, che non sapevano e lottavano per farci studiare. Disonore dei nostri nipoti, che piangeranno quello che abbiamo ereditato e che disperdiamo.
Ma sei proprio sicuro che poi qualcuno ti voglia?
"studente universitario di informatica"
LOL, queste cose ormai le danno in appalto all'india.. studiano meglio e costano poco.
Sono uno studente universitario di informatica, ho letto i vari commenti contro la ricerca publica in uno stato allucinatorio. Volevo scrivere tante cose, volevo...poi mi è uscito un sospiro, un sorriso di sconforto. Sono stufo dell'Italia, di lavorare sottopagato per pagarmi l'uni e poi sentire persone dire ciò che vogliono sugli studenti universitari "in generale", di sentire idiozie sulla ricerca. Non vedo l'ora di laurearmi, prendere il master ed andarmene via. Dove? Ancora non lo so, un'idea in mente ce l'ho, ma è ancora presto, quando sarà valuterò dove potrebbero volere le mie conoscenze. L'Italia? Non mi mancherà...purtroppo.
Quest'immagine "vincente" della nostra società vi è entrata nel cervello (lavato). E proprio voi con i vostri commenti siete la dimostrazione che in verità tutto è perduto (aimé).
Questa civiltà è alla frutta. Si fa finta di non vedere il disastro. Anche le "menti nobili" di questo blog vorrebbero propinare una visione ottimistica. E' finitaaaaaaaa. Dobbiamo solo renderci conto che:
1)Abbiamo cercato di afferrare la luna in un impeto di "crescita", spinti dai successi tecnici e scientifici ( e da tanto caffè):
2) Abbiamo perso! Non resta che studiare l'atterraggio (piuttosto complicato).
@ Faraday: «A che serve un bambino appena nato?»
Non serve ad una beneamata cippa, siamo in 7 miliardi su questa fogna schifosa traboccante gente che si agita e sgomita per quattro soldi di sovvenzioni. E c'è la ricerca, e c'è la cultura, e i teatri e la lirica e le mostre e i musei e le rottamazioni poi alitalia mò la tirrenia ma quand'è che cominciamo a massacrare sul serio e a chiudere qualche banca che mi stò stufando cin questi pompieri che spengono un incendio dopo l'altro per guadagnare tempo, perchè gli hanno detto che la crisi, prima o poi, passerà.
Durerà 20 anni!
plastica, 1845
http://museo.cannon.com/museonew/storia/storia2.asp?decenpass=
risonanza magnetica, è uno sviluppo nella pratica dell'elettromagnetismo, potremmo tenerci alla scoperta dei raggi X? 1895
http://www.science.unitn.it/~fisica1/raggi_x/storia/storia1.htm
computer, è fatto di tanti componenti ma penso si voglia intendere il microprocessore. 1968
per lo meno abbiamo:
plastica
risonanza magnetica
computer
potresti farci sapere se queste scoperte sono state fatte in ambito pubblico e dove e quando? ti ringrazio in anticipo.
Partiamo dall'assunto che il valore di molte scoperte o invenzioni si riconosce anche dopo molti anni e quindi potremmo vedere il risultato di ricerche recenti solo fra qualche tempo, perchè produrre conoscenza richiede tempo e numerosi sforzi.
Potrei farti comunque molti esempi di scoperte o invenzioni che ci hanno in qualche modo modificato la vita (la plastica, la risonanza magnetica, i computer, tanto per dirne alcune di portata gigantesca), ma vorrei sottolineare che parlare di "migliorare" la vita è difficile: cosa si intende con migliorare? Dipende da come le scoperte e le invenzioni vengono usate. Vogliamo condannare Nobel per come è stata usata la sua nitroglicerina o Natta perchè la plastica inquina?
Non è giusto neanche dividere la ricerca fra pubblica e privata, perchè in ambito accademico si fa principalmente ricerca di base, che si chiama così proprio perchè pone le basi per ampliare le conoscenze in un certo campo, conoscenze che poi si tradurranno in risultati tangibili.
Anche il discorso della cina non è vero, basta andare a consultare un qualsiasi giornale scientifico per vedere quanti nomi di cinesi o indiani ci siano fra gli autori delle pubblicazioni. Negli Stati Uniti i laboratori universitari pullulano di cinesi, molti dei quali prima o poi riporteranno in patria le conoscenze che hanno acquisito.
tornando al titolo:
"
Come raddoppiare i fondi per la ricerca Universitaria in Italia? Una semplice proposta"eccola qui. si dimezzano i ricercatori, i piu bravi restano, gli altri se sono abili ricercatori non dovrebbero far fatica a trovare lavoro. il mercato (cioe' persone che lavorano nel privato) li giudichera'.
nella ricerca non serve una gran mano d'opera, ci vogliono idee geniali e non e' il numero che fa la differenza altrimenti la cina cosa sarebbe?
meco,
si parla della ricerca cosi' com'e' oggi, non della ricerca in generale come senso della vita. quella va bene ma oggi si fa ricerca o si tira a campare dicendo che si fa ricerca?
"E per andare sul lato materiale della cosa, pensate che senza ricerca non avreste il 90% delle cose che usate, toccate e vedete ogni giorno."
ok, fai un elenco delle cose scoperte negli ultimi 100 anni che non c'erano prima e che tocchiamo oggi. vai al sodo, scrivi in modo che capiamo se la ricerca ultimamente ha migliorato la nostra vita. poi sarebbe anche utile fare un po' di ricorso storico per vedere se le invenzioni sono venute fuori grazie alla ricerca pubblica o privata (e qui tiro ancora fuori Tesla che ha inventato il mondo che abbiamo oggi).
scrivi dei dati, dei nomi, qualcosa su cui ragionare, non stare sul vago altrimenti si fanno delle chiacchiere per cretini! diobono...
Seriamente, secondo me è una questione di bilanciamento tra spesa e resa, e non parlo di soldi. Al punto in cui siamo, ovvero un punto nel quale per fare ricerca servono finanziamenti da capogiro, occorrerebbe individuare settori davvero promettenti e concentrare gli sforzi su quelli, potando gli altri. Col lievitare della complessità e dei relativi costi, da profano ho l'impressione che non ci si possa più permettere di ricercare ad ampio raggio. Sono finiti i tempi di Redi e di Mendel, che con qualche chilo di bistecche e una scodella di piselli (e la loro indiscutibile originalità di pensiero, rapportata storicamente) hanno rivoluzionato le conoscenze delle rispettive epoche nel campo della biologia. O sbaglio?
francesco, mi trovi d'accordo.
io terrei l'energia al completo per esempio in mani pubbliche, inclusa la ricerca. terrei anche l'agricoltura come ricerca e gestione in mano pubblica, anche le infrastrutture. tutti i bisogni principali li terrei in mano pubblica, il resto ai privati. mi sembra pericoloso lasciare in mano ai privati la gestione dei bisogni di base.
Mi viene sconforto a leggere i commenti di certa gente che sputa sulla ricerca.
Si dice che la ricerca è inutile perchè negli ultimi 100 anni non si è inventato o scoperto niente di importante. Che vi aspettavate? Che si inventasse la pietra filosofale? Che si inventasse l'elisir di lunga vita?
Siamo ancora legati alla visione ottusa che ciò che non produce guadagno non serve a niente, dimenticandoci che la ricchezza forse più grande che abbiamo è la conoscenza. Provate ad immaginarvi un mondo in cui nessuno avesse descritto le leggi fondamentali della natura, un mondo in cui Newton, Lavoisier, Einstein, Mendeleev, Planck e molti, molti altri non avessero avuto interesse, come forse fate voi, a comprendere il luogo dove anche voi vivete.
Pensateci solo un attimo e giudicate se certa gente va ammirata o considerata un manipolo di sfaticati figli di papà che hanno fatto ricerca per occupare il tempo.
Nessuna ricerca è inutile finchè produce una conoscenza più profonda della natura, anche se a voi sembra una perdita di tempo e denaro.
E per andare sul lato materiale della cosa, pensate che senza ricerca non avreste il 90% delle cose che usate, toccate e vedete ogni giorno.
Siete solo dei qualunquisti che non vedono più in là del proprio naso e che sparano a zero su qualcosa che non conoscono, fate ridere e meritate di affondare nella vostra ignoranza.
Faraday: «A che serve un bambino appena nato?»
A creare un futuro cadavere.
...Aumentare i fondi pubblici anche di 5 X per alcuni settori e sedi, eliminandoli del tutto ai 3/4 delle restanti baracche burocratiche universitarie mangia pane a tradimento : buon senso.
A giudicare dal livello degli interventi raddoppiare i fondi per la ricerca ormai è inutile.
L'argomento merita di essere discusso in una sede più qualificata.
In altri paesi, la enorme maggioranza della ricerca avviene a carico di compagnie private, anche chi fa ricerca all'universita' e' finanziato dall'industria. Almeno nei paesi dove ho girato io.
In Italia quasi nessuno ha bisogno di ricerca, semplicemente perche' non necessitano di personale qualificato. Se gli servisse, se lo pagassero da soli, non vedo perche' devono pagarlo i contribuenti.
Invece che tassare il superenalotto, per cavare i soldi, si potrebbe ridurre del 70% i posti di studio all'universita'. A quel livello di studi deve arrivarci solo chi ha la testa per rivelarsi un investimento per lo stato, a quel punto la ricerca sarebbe un buon investimento.
Quando leggete le statistiche in cui un giovane su quattro non lavora, dovete aggiungerci il 70% di quegli universitari che fanno la bella vita a spese dei genitori, e alla fine andranno a lavorare avendo come capo quelli che hanno smesso la scuola a 16 anni. Il numero dei giovani inattivi salirebbe clamorosamente.
L'universita' deve essere un luogo elitario, non un parcheggio per stupidi pagato coi soldi pubblici.
Anch'io come altri non capisco proprio questa cosa della "ricerca" pubblica pagata con soldi pubblici.
Che esiste ancora l'I.R.I. per caso? Lo stato Italiano ha ancora industrie per caso per le quali valga la pena "ricercare"? E se si prego fare l'elenco e produrre anche quello dei risultati ottenuti in rapporto al numero dei ricercatori.
Ma che per caso esistono le aziende farmaceutiche di stato, che poi producono medicinali di stato inventati dai ricercatori di stato pagati dallo stato?
Ma chi vogliono prendere per il culo? Si abbiamo alcune eccellenze come ASI, vari centri di studio e ricerca sulla fisica, ma quanti sono, in totale questi "ricercatori" che vorrebbero lo stipendio pubblico? Siamo sicuri che il loro numero sia realmente commisurato al fabbisogno?
Da che mondo l'industria privata (90% del totale) non ha certo bisogno dei ricercatori pubblici o dei soldi per la """ricerca contro il cancro""" !!! O meglio, gli farebbe comodo!
A Charles Hard Townes, J. P. Gordon, e H. J. Zeiger volevano tagliare i fondi perché le loro ricerche avevano interesse puramente accademico. Poi nel 1953 svilupparono il maser, che è un laser in embrione. Oggi il laser trova applicazione in medicina, nei lettori cd, in ottica, nell'industria, nelle telecomunicazioni e, perché no?, viene utilizzato nei grandi concerti rock. Certo la ricerca, soprattutto di base è un investimento a lungo termine. Se poi della tecnologia si fa un uso futile, questo è altro discorso.
@indoparma
La natura è generosa, perché ci consente di avere un anima, ma l'anima bisogna conquistarsela. (cito a memoria dal film De Reditu)
che traduco liberamente in:
la tecnologia ci dà l'opportunità di migliorare le nostre vite, ma queste possibilità bisogna saperle cogliere, ed ognuno è responsabile per sé.
io non voglio pero' dire che la ricerca non vada fatta, dico pero' che (d'accordo con Barbara) bisogna cercare di scoprire cose che migliorano la vita della gente e non cose che servono solo per fare piu' soldi.
altrimenti ci troveremo con un mare di soldi ed una vita sempre piu' scadente.
ho paura che oggi il 90% della ricerca non vada nella direzione giusta e per scoprirlo faccio presto, guardo se sono migliorati i miei bisogni di base:
la casa
il cibo
il lavoro
la salute
il trasporto
la comunicazione
se in queste cose abbiamo scoperto qualcosa di nuovo che ha fatto migliorare notevolmente la vita allora abbiamo fatto un buon lavoro altrimenti abbiamo sprecato energie preziose.
tutto il resto sono balle che vanno bene ad alimentare quelli che amano nutrirsi di balle. io no.
Lucia ha toccato il tasto piu' balordo del mondo perche' la medicina non cura proprio niente, gli altri che affermano che la ricerca e' stata utile non portano pero' delle prove.
siete bravissimi come al solito a parlare di niente, e' quando andiamo ai fatti che si fa dura...
avanti, fatti concreti, cos'ha portato la ricerca negli ultimi 100 anni?
parto io dicendo che il mondo moderno lo ha scoperto quasi tutto Tesla 100 anni fa e noi abbiamo solo sviluppato nei dettagli le sue scoperte. negli ultimi 100 anni non abbiamo scoperto quasi niente di nuovo che sostanzialmente ci abbia cambiato la vita.
adesso e' ora, per chi afferma il contrario, di portare dei fatti.
@tutti quelli che pensano che la ricerca sia poco importante/produttiva:
Mi dispiace sentire queste cose, soprattutto da persone che poi si curano con l'aspirina appena hanno un mal di testa, o da persone i cui genitori sono ancora vivi e non hanno crisi cardiache solo perchè grazie alla ricerca prendono medicinali utili a sopravvivere.
Chi non ha studiato (non prendetela sul personale), non può capire l'importanza di molte delle ricerche cosiddette "di base". Non da tutte le ricerche si arriva ad un farmaco o ad un nuovo tipo di energia, ma si danno le basi perchè questa nuova conoscenza possa aiutare qualcun'altro a scoprirli! Capite?
@14
Si sta diffondendo l'idea che conoscere, ricercare, sia un divertimento da figli di papà, che non ci sia niente da scoprire...
Ti sbagli, sono ormai molti anni che l'idea è diffusa, non si sta diffondendo ora. Ora semmai inizieranno a pagarne il prezzo interi settori e classi sociali che fin'ora non lo hanno fatto. Pagare un ingegnere meno di un bagnino porta prima o poi a non avere più ingegneri e poco dopo nemmeno bagnini.
Personalmente, non sono contrario alla ricerca; ho delle forti perplessità riguardo i campi di applicazione. Che la voglia di conoscenza sia un desiderio insopprimibile e inscritto nei geni dell'essere umano non lo condanno: la considero una delle cose per cui è bello vivere.
Ma la corrente vulgata riguardo alla ricerca è che serve soprattutto all'economia, ossia è in funzione della competizione internazionale. Corretto, ma non considero la concorrenza internazionale in campo economico un bene assoluto, al contrario.
Così come l'affermare che fare la ricerca sia un modo di evitare di andare a lavorare in un call center: se l'università è stata fondata per creare delle élite in un mondo competitivo, mi aspetto che queste cime siano tre spanne sopra la media, e in Italia non è quasi mai così, perché oramai si è diffuso il concetto del diritto allo studio dai 6 ai 35 anni, anche per persone di nessun talento.
Il 70% degli studenti italiani delle nuove generazioni va all'università: il 70% di persone che sono superiori alla media è un concetto statistico che supera le mie facoltà di comprensione.
E riguardo gli scarsi effetti nella vita di tutti i giorni delle ultime scoperte, non è che si sia arrivati al 'picco' dei risultati della ricerca?
dare soldi alla ricerca per poi affossare quelle scomode...
un pò come castrarsi i cosiddetti...
vedi il microscopio di Montanari per le nanopatologie finito alla ASL!!!
non certo per suo volere, se nelle università è questo lo spirito che domina, facciamo a meno della ricerca e dedichiamo quei soldi a chi ha molto più bisogno
già, prima bisogna vedere che tipo di ricerca perché sebbene possa essere utile, le esigenze sono tante, come chi non ha il minimo di che vivere e son tanti.
Secondo, non la finanzierei mai fino a che:
1) esisterà la vivisezione
2) se sarà scoperto qualcosa di utile dato che si usano i soldi dei cittadini che il brevetto sia pubblico e non che si finanzi ricerca con soldi pubblici poi arriva il privato e quando c'è da recuperare l'investimento se lo frega
3) che tipo di ricerca, ne ho letti di soldi spesi nelle ricerche più insensate e disparate..
attenzione ai fini, perché purtroppo la scienza è troppo votata al profitto e non all'accrescimento della qualità della vita, come qualcuno ha già sottolineato sopra
O anche qualora fossero state trovate buone invenzioni finiscono in mani smagliate
Tecnicamente credo che si confonda la ricerca di base con l'innovazione. Difatto e' normale
che non si vedano relamente i frutti della ricerca di base (tipicamente universitaria). Perche' essa sara' poi trasformata da geniali cittadini in qualcosa di utile.
E' pur vero pero' che l'Italia rimane a galla grazie all'innovativa personale, di individui sicuramente dotati, ma esterni alla ricerca. L'innovazione parte dalle PMI le uniche entita' in italia che hanno ancora reale vitalita'.
Sono quindi convinto che un aumento delle sovvenzioni statali alla ricerca di base finirebbe per produrre pochissimo, se non venisse strettamente legata a concetti meritocratici rigidi. Cosa che paesi piu' avanzati fanno, come in Inghilterra o in USA dove professori che non producono vengono semplicemente licenziati, come capita hai dipendenti fannulloni nelle PMI.
(ps. uno puo'lavorare su 8 ore anche solo 2-3 se e' un genio ed arrichisce il datore di lavoro, che sia stato o privato se lo tengono stretto)
Infine: all'estero i ricercatori italiani sono ricercatissimi (gioco di parole), come i lavoratori dipendenti (operai ed impiegati), perche' lavoriamo secco il doppio com produttivita' ed orari di chiunque altro (be i cinesi li escludo, come gli schiavi). Dobbiamo quindi renderci conto che liberarsi di una classe dirigente inutile e parassitaria (quelli si che sono parassiti) e' l'unica opzione allo sfacelo. Ovviamente vale anche i famosi grani ricercatori italiani inutili, e qui mi sento di inserirci 80% dei cosi' detti baroni incartapecoriti.
Personalmente conosco tre persone che stanno benone e qualche anno fa avevano la leucemia.
Non so se la cura sia di origine italiana o meno (me ne frega poco) ma dubito che sia stata 'ispirazione' di un privato cittadino.
#20 ci sei mai entrato in una univerisità?
siamo sicuri di volere dare dei soldi a chi in realtà non ha trovato e non sta trovando niente? (per chi vuole smentire prego portare dei fatti e non solo parole).
a me sembra che negli ultimi 100 anni tutte le scoperte siano venute da privati cittadini con l'ispirazione.
dalla ricerca nelle università non ho ancora visto qualcosa di concreto che abbia migliorato la nostra vita.
l'università è un luogo strano.
un'addizionale di quel tipo avrebbe il MERITO di far calare le giocate al superenalotto, non quello di aumentare il gettito delle entrate
scordiamoci di trovare i soldi tentando di aumentare le entrate, siano esse tramite tassazione normale od occulta (lotterie), non ce n'è piu' da questo punto di vista.
# 14 e 17: premesso che sono totalmente d'accordo con le vostre osservazioni, desidero sottolineare un aspetto della questione parecchio triste. Che si debba giungere a finanziare la ricerca con i soldi che gli italiani gettan via - in questo sono più drastico di Gianni: la strategia meno perdente, o meglio vincente, è quella di non giocare MAI, risparmiando i soldi a ogni giocata -, o che i ricercatori lavorino quasi gratis - conosco diversi esempi in tal senso - è avvilente per una nazione autoproclamatasi o quasi potenza economica mondiale. Destinare fette consistenti degli investimenti ad assurdità come il ponte sullo stretto, alla tav, agli inceneritori anziché educare i cittadini, di oggi e di domani, al risparmio energetico, al riciclo, etc, significa condannare il Paese a un rapido declino, tutt'altro che indolore
Ma domani c'è al campionato, e chi si perderà le prodezze di Ibrahimovic e di Milito ? Ecco
A me la cosa che impressiona di piu' è che non sembri interessante fare ricerca.
Che non sia meglio quello che lavorare in un call center, per un nostro laureato.
Concordo con l'ultimo commento.
Chi non ne vede la necessità, tanto per cominciare è morto.
Intellettualmente, per ora.
Un poco meno metaforicamente, in un futuro non lontanissimo.
@ quelli che criticano la ricerca
Non so voi, ma io personalmente leggo questo blog (& simili) perche' l'informazione che mi da mi aiuta a capire come funziona la nostra societa'. La ricerca basicamente ha un obiettivo simile: studiare il mondo in cui viviamo e capire il perche' delle cose. Le applicazioni che ne nascono (che possono essere buone o cattive, dipendendo da come vengono usate) sono poi il frutto di queste scoperte. Un paese, come l'Italia, dove non si fa ricerca e' come una persona senza curiosita', morta, che non ha piu' nulla da scoprire.
@7
Fabio hai tecnicamente ragione. L'interesse sul debito è circa 65 miliardi all'anno, ma se il debito aumenta circa 100 mld ogni anno questo significa che il PIL generato (e anche le tasse) non basta per fare fronte alle spese e che il paese è sempre più indebitato e che quello che possediamo non è veramente nostro ma dei nostri creditori. Non è "interesse", ma realmente una condizione di schiavitù senza possibilità di disporre del prodotto del nostro lavoro. Essendo la volontà dei creditori di tenerci in debito, figurati se ci lasciano sviluppare vera ricchezza con la ricerca scientifica!
Leggendo questi comenti mi sembra ci sia da preoccuparsi, e molto.
Si sta diffondendo l'idea che conoscere, ricercare, sia un divertimento da figli di papà, che non ci sia niente da scoprire, che
C'è sicuramente da DIFFONDERE cultura scientifica. Ad esempio non è per niente diffusa l'idea che "tentare la fortuna al superenalotto" sia già una tassa sull'ignoranza, che i metodi per vincere che troviamo in ogni edicola o nelle trasmissioni notturne siano semplicemente una truffa legalizzata. E la gente ci casca, quando giocano cifre consistenti non stanno "tentando la fortuna" ma nella loro testa investendo per migliorare le probabilità di vincere (peggiorandola, la strategia meno perdente, perché si perde SEMPRE, è quella di giocare UNA SOLA cartella con numeri qualsiasi, anche 31,32,33,34,35).
A cosa serve la ricerca? A parte a conoscere il mondo in cui viviamo, che È GIÀ un valore (o sarebbe meglio immaginare di vivere in un mondo piatto in balia di dei dispettosi?) cito alcune cose che interessano chi bazzica qui
- l'idea del picco del petrolio nasce da ricercatori che conoscono bene quantomeno geologia e dinamica dei sistemi
- energie alternative: fisica dei materiali, fisica quantistica (per fotovoltaico), elettronica e controllistica (per tutto, ma pensiamo ad un kitegen senza controllo di assetto delle vele, impossibile), termodinamica
- riscaldamento globale: fisica solare, astronomia, meteorologia, fisica dei sistemi, oceanografia, fisica del trasporto radiativo, ...
- agricoltura biologica: agronomia, chimica (sì, anche senza chimica di sintesi serve cooscere cosa succede e cosa si può fare con le sostanze chimiche che esistono nei preparati biologici)
- risparmio energetico: termodinamica, fisica dei materiali, ....
E naturalmente c'è tutto il resto, medicina, telecomunicazioni, trasporti, ....
Sui fannulloni e figli di papà. Nella ricerca sono molti meno che altrove, e la ricerca italiani, NONOSTANTE difficoltà allucinanti (per cui chi può scappa) è tra le migliori del mondo, e i nostri ricercatori vanno a ruba. Finché dura, perché oggi, tra gente che va in pensione (e di solito continua a lavorare gratis) e "giovani" quarantenni che scappano passando da precari italiani a direttori di laboratorio francesi la conoscenza si sta predendo. Per sempre.
Pur non convidendo il manicheismo di Poldo, anche io, da non studente universitario per scelta, mi chiedo quali siano le scoperte FONDAMENTALI degli ultimi 30 anni; sicuramente ce ne sono, ma non mi vengono in mente. Cura per il cancro, no... non ci si capisce ancora una mazza (e comunque sono circa 20.000 euro a ciclo, un po' troppini per le finanze di qualsiasi stato); Fonti di energia alternative a basso costo... no, mi sa che qui non si va da nessuna parte (sotto al Kitegen, col rischio che ti cada in testa, chi ci vuole stare?); Diffusione del telelavoro no, troppo avanti; Mezzi di trasporto meno inquinanti: mi pareva si fosse tutti d'accordo che gli spostamenti vanno limitati al massimo; Nuove medicine per allungare la vita: non si è detto che siamo in troppi e che si vive troppo a lungo? Intelligenza artificiale: idea da esaltati e morta sul nascere; Ricerca sulle staminali: ancora nulla di nulla, e comunque con risvolti etici di non poco conto; Progetti Genoma, per ora altro buco nell'acqua, e anche qui non capisco dove siano gli aspetti positivi in questo tipo di ricerca.
Dall'altro lato, vi passo in rassegna le fondamentali invenzioni degli ultimi anni: 1. il telefono cellulare, fondamentale per l'economia di mercato, non affidabile per la comunicazione interpersonale; 2. il navigatore satellitare, idem (con una bussola, in un bosco non ti puoi perdere). 3. internet, già molto meglio, ma ha i suoi bei lati negativi, tra cui la dipendenza e la modalità di comportamento isterico di quasi tutti i suoi frequentatori.
In parole povere, sono gli stessi discorsi che facevo ai miei amici universitari più di vent'anni fa: nuovi materiali, sì ma per farci cosa?
@11
Sscusate, m'è sfuggito ca..te. Volevo scrivere esternazioni.
@8
Caro poldo, sappi che l'idea del web nasce al CERN il 6 Agosto 1991 dal ricercatore
Tim Berners-Lee. Senza questo ricercatore, oggi non avresti la possibilità di scrivere le tue cagate su questo blog.
Dunque nel 1991 c'era ancora qualcosa da inventare, come probabilmente anche oggi. E non si può sapere a cosa serve una nuova scoperta. A che serve un bambino appena nato? (Faraday)
un bambino direbbe che per raddoppiare basta moltiplicare la cifra per 2, perche' la fate tanto difficile?
...Chiudere i rubinetti alle sedi e facoltà non utili al paese ma solo a chi ci lavora ?...Troppo difficile da comprendere ? ...ma "picchisti" de chè ?!, se queste sono le proposte......
Perchè finanziare con soldi pubblici la ricerca? A che cosa serve la ricerca oggi che è già stato inventato tutto, cosa devono inventare ancora, la pillola che ci fa campare tutti fino a 150 anni senza acciacchi, così ci parcheggiano all'università e ci fanno studiare 100 anni di fila perchè il lavoro vero non c'è e ce ne sarà sempre di meno, ma così faremmo lavorare i professori ? Che cosa devono ricercare questi grandi geni trentenni e quarantenni, tutti fenomeni soprattutto quando il padre squalo li raccomanda.. Ed io devo tassare ancora di più un poveraccio magari padre di famiglia che tenta la fortuna al superenalotto o che gioca la schedina dopo che s'è fatto il culo tutta la settimana per finanziare un puttaniere fallito strafatto di canne che fa ricerca spulciando siti di trans? Ma non mi fate essere volgare che mi dispiace se Debora legge queste cose, ma regolatevi quando scrivete certe fesserie. Pale e forconi a questi studentelli buffoni!
@1
Non farti fregare il debito è aumentato di oltre 100 miliardi di euro è gli interessi sono intorno ai 60.
Concordo con l'idea, comunque attualmente con i giochi ci si sta pagando di tutto, dal terremoto alla CIG ad alcuni lavoratori socialmente utili.
Un'altra idea per raggranellare soldi sarebbe riaprire le case chiuse e tassare la prostituzione
I ricercatori improduttivi sono più frequenti in Italia (ma mica così tanti) per un motivo semplicissimo: quelli in gamba vanno all'estero. Tra quelli che restano, le sòle tendono ad aumentare.
Questo è un esempio fenomenale di come la legge dei ritorni decrescenti si applichi anche ai tagli alla ricerca. Se il magnifico ministro taglia il 30% dei fondi, non perdiamo il 30% del servizio; ne perdiamo magari il 50%. A parte i numeri inconoscibili (sic), il problema è che stiamo tagliando cose utili (insegnamento e ricerca) e facciamo aumentare in proporzione i costi gestionali / amministrativi, che non ci riesce di eliminare. Come dire che questi tagli sono un investimento in netta perdita.
Per non parlare dei paraculati incapaci: esistono ovunque, ovviamente. Solo che in una nazione normale vengono messi a concorso 10 posti, e c'è un paraculato da sistemare; in Italia, c'è sempre un paraculato da mettere a sedere, ma di posti ne abbiamo magari solo due. L'effetto è intuibile, e ribadisco: riguarda la nostra povera nazione, non altri.
Scusate l'off topic, ma penso sia una cosa importante: sia a me che ad altri amici, con diverse compagnie telefoniche ma nella stessa notte di ieri, è saltata la connessionie internet per parecchie ore, e da quello che sto verificando pure negli states pare sia successa la stessa cosa. Ho provato a chiamare l'assistenza telefonica ma il sistema mi metteva in perenne attesa poi cadeva in un silenzio preoccupante.
Cinismo a parte , ho conosciuto 'ricercatori' che erano paragonabili ai falsi invalidi. Il problema è, al solito, chi controlla chi?
E se i nostri ricercatori sono quelli che scrivono quegli striscioni, forse è bene tagliare.
"Soldi per la ricerca..." Ma quale ricerca?
Ho letto da qualche parte che vengono usati soldi destinati alla ricerca per finanziare inutili esperimenti con l'idrogeno...
Se è così aumentare i fondi sarebbe inutile.
L'idea parte dal principio che le imposte servono per pagare le spese utili alla società. Nulla di più falso, le imposte servono esclusivamente per pagare l'interesse sul debito pubblico ai banchieri. Comunque, l'idea è ottima se vivessimo in un mondo di politici onesti e coscienti del proprio dovere nei confronti del paese.
alle 14:39
Massimouuuuu
@ wise
che la baracca debba crollare (magari con qualcuno dentro) penso sia una priorità da condividere al 100%!!!!!!
...che poi la VERA ricerca vada fatta ed implementata penso sia la logica conseguenza per l'ITALIA senza più baracche!
poi apro una parentesi personale su quella che è stata la mia esperienza universitaria (che ritengo magnifica):
non ho mai capito perchè i docenti debbano fare per forza ricerca e viceversa. Essere un luminare in qualche campo non vuol dire essere un buon maestro, solo in rari casi questi due distinti talenti collimano....i peggiori docenti dal punto di vista "qualità espositiva e cura degli argomenti" sono stati proprio i più FAMOSI e quotati!! Questa almeno è stata la mia esperienza e non so se sbaglio a generalizzare....