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Post riservato alle ragazze italiane.

Lunedì 2 Agosto 2010, 09:58 in Vita quotidiana di

malizia_antonelli.jpgIo non compro più calze Omsa, Golden Lady, Filodoro, Philippe Matignon, Sisi, Hue, Arwa e Goldenpoint. Sarà una sciocchezza, un boicottaggio infantile, sicuramente non serve a niente, ma l'idea mi fa stare bene come una boccata di aria fresca.

E dato che i signori della Omsa, che ora vanno a sfruttare le donne serbe perché di meno pretese, producono praticamente tutti i marchi principali commercializzati in Italia, farò in modo di trovare altre piccole marche made in Italy. Se ne conoscete segnalatele e faremo loro un po' di pubblicità.

In alternativa, non avrò problemi a comprarmi calze marca Cin-ciao-lin al carretto del mercato. Alla faccia loro.

 

 

36
36 commenti
36
06 Ago 2010
alle 16:38

Puddu

# AndreaX [#13]: si chiama "frode in commercio" ed è un reato. Per "ciurlare nel manico" e evitare i rigori della legge senza cambiare la sostanza delle cose, avrete senz'altro notato come i Maestri del Marketing stanno strutturando campagne pubblicitarie (colme di scrittine illeggibili anche al fermo immagine in alta definizione) e le etichettature (sintomatico quel già citato "designed in Italy").

P.S. La mia moto, una Moto Guzzi dell'85, ha stampigliata in ogni dove la dicitura "Made in Italy"; solo il motorino d'avviamento, per qualche strana ragione, è siglato "Made in England". Provate a verificare una Guzzi attuale: il NOME DEL MARCHIO è italiano, ma sulla effettiva provenienza del veicolo occorre porsi degli interrogativi.

35
06 Ago 2010
alle 16:29

Puddu

@ AndreaX [#3]: magari anche perché, con tutti i soldi che ha incamerato dallo Stato nel corso dei decenni, è ormai difficile parlare di impresa privata nel caso della Fiat?

34
05 Ago 2010
alle 12:41

exception

ma che palle con sta storia del made in italy!

perchè se è fatto in Italia allora è fatto bene e di qualità...e tutti ci pagano le tasse e nessuno sfrutta nessuno...ma dove??

sveglia!!!e viva l'Ikea, almeno sappiamo quanto costa veramente un tavolino

 

 

 

33
04 Ago 2010
alle 16:17

loù

le calze???? e chicaz.. le compra più?

32
03 Ago 2010
alle 23:47

Maurizio

Mia moglie compra gia' le Oro blu...sperando che non siano di qualche altro gruppo del genere

31
03 Ago 2010
alle 18:26

poldo alias marco

@ 29

No, le guerre servono! Che lavoro gli fai fare alla soldataglia occupata nelle missioni all'estero? Li vuoi come vicini di casa armati e incavolati neri? Li assumi come operai dopo che hanno ammazzato e torturato in giro per il mondo per anni e anni? Naturalmente non parlo dei nostri valorosi operatori di pace, dei nostri angeli in uniforme che distribuiscono caramelle ai bambini sfortunati, ma dei cattivi americani. Guarda che il motivo per cui Obama non ritira le truppe da Iraq ed Afganisthan è perchè non sa cosa far fare agli oltre  300.000 psicopatici disoccupati che sanno solo sparare, e di armi in America ne trovano parecchie.

29
03 Ago 2010
alle 16:34

persenaro

28 poldo

E' vero, la socialdemocrazia è morta, ma se morisse per esempio l'attuale paradigma, dove la metà del pil mondiale è speso in armamenti e relative guerre, non si potrebbe ipotizzare la trasformazione della povertà diffusa, in benessere altrettanto diffuso?

 

28
03 Ago 2010
alle 15:23

poldo alias marco

Spiego meglio il concetto: la socialdemocrazia è morta! Lo stato sociale è morto, va aventi da vent'anni con flebo di debiti. L'occidente deve scegliere:

1) Liberismo sfrenato (con dittatura e guerre).

2) Comunismo (con solo dittatura).

3) Povertà diffusa.

Propendo per la terza via. Tanto mi piacete anche senza calze.

27
03 Ago 2010
alle 11:35

Guglielmo

Condivido pienamente ed o rilanciato in un gruppo FB esattamente identico ma dedicato ai dipendenti Fiat

http://www.facebook.com/notes/informare-per-resistere/post-riservato-alle-ragazze-italiane/419385491266#!/group.php?gid=113609015357482&v=wall

I  boicottaggi nonsono mai inutili servono a risveglaire le sensibilità (non uso coscienze che mi sembra termine desueto nel nostro paese)

 

26
03 Ago 2010
alle 11:33

Emme

Per quanto l'immagine delle operaie italiane che perdono il posto a favore delle serbe sia di forte impatto emotivo, sul complesso della forza lavoro italiana la globalizzazione ha un effetto non molto rilevante. Per di più l'importazione di prodotti a basso costo contribuisce a limitare il costo della vita.

 

Altri due fenomeni hanno un aspetto decisamente più rilevante: l'immigrazione e l'azione regolatoria e redistributiva dello stato.

 

L'immigrazione contribuisce a diluire la forza contrattuale dei lavoro cosiddetto "salariato", drogando il mercato di persone che accettano condizioni di lavoro (lavoro nero, bassi salari) altrimenti difficilmente praticabile. (La litania che gli immigrati fanno i lavori che gli italiani non vogliono fare è stantia, rende bene solo nei discorsi della sinistra radical chic. Quella degli italiani che fanno pochi figli pure, e con il costante aumento dei bambini che vivono in famiglie povere chi può biasimarci se siamo arrivati ad 1,3 figli per donna).

 

Il secondo aspetto è il quadro regolativo e ridistributivo dello stato. A partire dalla fine degli anni novanta la sinistra (sic!) ha introdotto varie tipologie di contratti che hanno contribuito ad una precarizzazione crescente della forza lavoro. E questo ha ovviamente fatto a pezzi la loro forza contrattuale. Dall'altra parte lo stato avrebbe dovuto tassare senza pietà i sovraprofitti degli imprenditori e redistriburli sotto forma di servizi e trasferimenti diretti; ben sappiamo che la nostra amata patria tassa i poveri per dare alla cricca ed ai loro amici. Evasione fiscale da un lato e pessima qualità dei servizi forniti dall'altro hanno affossato il tenore di vita di ampi strati della popolazione.

25
03 Ago 2010
alle 11:32

gebs74

Alcune considerazioni:

- lo sappiamo tutti, i tempi non è che sono cambiati rispetto al periodo precedente, ma sono in continua evoluzione e quindi quello che andava bene prima, oggi non lo è più

- l'autarchia o comunque la produzione ed il consumo locale in questo momento direi storico, è probabilmente una strada che andrebbe o meglio che varrebbe la pena perseguire per tentare di arginare questa moria di piccole e medie imprese disincentivando la delocalizzazione

- sul fatto che anche i serbi, cinesi, indiani, arabi, rumeni ecc.... abbiano anche loro diritto a lavorare non sono io sicuramente a negarglielo, ma se questo deve semplicemente permettere ad un unico individuo di aumentare la ricchezza personale, attraverso lo sfruttamento del lavoro(in reltà le persone) estero mantenendo i benefici delle leggi italiane, non mi sta bene, ma tempo al tempo prima o poi anche li la coscienza dei lavoratori si risveglierà.......

- se le previsioni "sul picco" saranno confermate io credo che le cose o meglio l'economia Italiana come quella mondiale sarà rivoluzionata radicalmente e questa crisi a confronto ne è solo la prefazione, così chi oggi delocalizza xchè non vede oltre la sua punta del naso,vedrà questa sua scelta tornare indietro come un bumerang(costi energetici per la produzione, costi di trasporto, prodotti finiti a più alto costo e per questo meno appetibili sul mercato ecc......); vedremo!

- oggi chi governa ha ben altre urgenze a cui pensare ma che ahimè per noi sono ben lontano da quelle che sono effettivamente le esigenze vere del paese..... e qui mi fermo!

Ma fintanto che

Panem et circenses ci sarà

mio caro padrone nun te preoccupà,

ma quando il soldo ed il sogno finirà

qui tutti la "Révolution" ed il cul@ vi si farà!

 

Gianni

24
03 Ago 2010
alle 10:27

Astroganga

@23

sentimentale???? ;)))))

23
02 Ago 2010
alle 23:52

poldo alias marco

Innanzitutto cominciamo col dire che quella nella foto dovrebbe essere Laura Antonelli nel film malizia, film cui si deve l'iniziazione sentimentale dei maschi della mia generazione. A questo aggiungerei che a salari bassi seguono deflazione brutale ed abbassamento del costo della vita (case affitti vestiario cibo eccetera). Poi diciamo che 20% che lavora e 80% che fa altre cose (cucina pulisce la casa studia accudisce i figli ed i suoi vecchi coltiva l'orto fa le marmellate e le conserve lo yougurt ed i formaggi) mi sembra una ottima proporzione

 

22
02 Ago 2010
alle 21:14

lalica

@21 e dunque l'80% farà il parassita?

ti auguri questo per il tuo paese?

 

@19 può darsi che la testa l'abbiamo tirata su da tempo, magari da oltre 15 anni, quando vedevamo l'eccellenza artigianale chiudere perchè non riusciva a stare sul mercato.

ma era duro combattere contro il 99,99% di teste di piffero che se ne fottevano di tutto, senza alcuna visione del futuro e senza nessun senso di appartenenza ad una comunità.

ora viene + facile dirlo perchè molti altri struzzi han sollevato la testa ed agiscono a livello individuale come qui debora suggerisce (e cos'altro fare? potremo mai, come nazione, andare contro gli enti sovranazionali? Giammai! abbiamo già rinunciato al nostro territorio, alla nostra costituzione, e poi quel banchiere fa regali tanto carini... l'industriale invece mi ospita in villa per le vacanze.... *sput* )

ma va bene, aspettiamo che questo anno passi, che il lusso dei 600 euro al mese finisca e vediamo cosa succede ^_^
l'assistenzialismo ad oltranza non può funzionare e dunque vedremo se la gente si tira su le maniche di suo (magari anche diventando "nazionalista" come gente + educata di noi ha fatto) o se semplicemente prenderà lo schioppo per andare a reclamare la sua parte da chi i 600 euro li percepisce ancora...

(c'è anche la possibilità che la gente, delusa da uno stato del fico, decida di sopravvivere lavorando per quel che sa fare totalmente in nero, è un poco come capita in meridione o come capita al nord ai tanto ligi piccoli imprenditori eheheheh, d'altra parte lo ha detto berlusca no? oltre un certo tot è morale cercare di evadere le tasse, e dunque! perchè no?) 

21
02 Ago 2010
alle 20:36

fame di vento

Per me siete come Don Chisciotte contro i mulini a vento...Davvero mi risulta assurdo come non capiate che noi occidentali abbiamo vissuto dal dopoguerra in qua alla grande...anzi no alla grandissima...benessere per tutti Yeaahhhh...uno sapeva fare una mazza ma un computer e una scrivania si trovava sempre....RAGAZZI SVEGLIA...quei tempi sono finiti....D'ora in avanti chi lavorerà lo farà pe rmeriti propri, resteranno le ditte che fanno innovazione...e non traino come sinora è stato...è da un aanno che leggo di impossibile ripresa senza aumento dell'occupazione...io dico che è possibilissimo...Si tornerà ad un 20% che lavora che produce l'80% del pil...

20
02 Ago 2010
alle 19:57

emiliano

ovvia ..oggi allora approfitto per farmi pubblicità..

www.h-earth.com

non faccio calze ma eco intimo hight tech ..

avrei da scrivere dei tomi e belli pesi in merito a questo tema ma mi limito a due righe semplici..

Io produco qui a Plato..pardon..Prato.. una provincia della cina..tant'è che in autunno è previsto perfino la visita del presidente cinese..che  onore vero?? vi prende un pò di invidia adosso perchè noi sì e voi altri no ?? ci tenevo a sapere che  sono controcorrente ma preferisco pagare il doppio ma affidare la lavorazione a mani italiane che agli okkini a mandorla..propio per la ragione che i soldi rimangano nella collettività .. invece i lor signori tutti i giorni trasferiscono milioni di euro con il money transert al loro paese..conosco ragazzi cinesi che a 25 anni in cina hanno decine e decine di appartamenti di pregio con i soldi che guadagno qui a Prato .. 

finisco qui altrimenti  mi *ç@*#^  

 

19
02 Ago 2010
alle 19:07

poldo alias marco

@ laliac

Cassa integrazione? Dopo un anno deve finire, massimo due quella straordinaria e comunque a 600 euro al mese massimo (buttali via...) poi si emigra e si va a fare le badanti in serbia. Bella la democrazia ed il libero mercato quando ci sono i soldi. La festa è finita, i soldi pure, qualcuno non ha ancora capito quello che sta succedendo e ragiona con le categorie mentali degli anni settanta. Amaro risveglio, su la testa dalla sabbia struzzi! 

18
02 Ago 2010
alle 19:07

TED MARCIANO

Io invece mi stavo chiedendo quando tocchera' a noi fare i serbi.

TED MARCIANO

17
02 Ago 2010
alle 18:30

Noel

Debora fai bene

16
02 Ago 2010
alle 17:14

persenaro

15 marco

Tutti sulla stessa barca in Europa? Purtroppo non è possibile perché i biscazzieri amici della globalizzazione, giusto per non sbagliare, stanno parametrando i redditi dei lavoratori europei, con  quelli del Burkina Faso.

 

 

15
02 Ago 2010
alle 16:57

marco

Nei giorni del referendum a Pomigliano qualcuno scrisse che doveva essere rifiutata la gara tra operai di diversa nazionalita' a farsi pagare di meno e sfruttare di piu'. Non c'e' alcuna differenza tra Marchionne, la Omsa e i "caporali" che in piazza decenni fa arruolavano i braccianti per una giornata cercando di pagarli il meno possibile. Ma basterebbe poco per ridimensionare questi nuovi caporali, sarebbe sufficiente capire che almeno i lavoratori che vivono in Europa (compresi i migranti) sono tutti sulla stessa barca.

14
02 Ago 2010
alle 16:33

tulkas

Se è per questo io ho smesso di acquistare delonghi da quando ha iniziato a delocalizzare: tantovale acquistare LG, perchè pagare a delonghi o ad omsa la TRUFFA del "made in italy"?

Non compro neppure benetton o luxottica da quando i deficenti hanno distrutto la loro rete di laboratori contoterzisti.

PS: ho visto tempo fa dei cartelli in cui la luxottica cercava (apparentemente in modo disperato) operai nel settore meccanico di precisione da far lavorare nel bellunese ... non è che hanno preso delle sino-cantonate? Qualcuno ha delle notizie in merito?

13
02 Ago 2010
alle 16:29

andreaX

@10

Infatti le calze cinciaolin lo so in partenza che sono cinesi quindi se le compro ne sono consapevole, ma quando compro una marca che io credo italiana e mi accorgo che di italiano ha solo il nome ed il prezzo con cui l'ho pagata mi rode non poco, perchè ho arricchito stranieri pagando tanto per una qualità che credevo fosse italiana e che invece non esiste proprio.

Cinciaolin la pago poco perchè so che vale poco e quindi può anche bene così, ma quando mi fanno passare per italiano e prodotto in italia un prodotto che dovrebbe essere di qualità ed invece non lo è e non è nemmeno prodotto in italia mi sento preso in giro.

12
02 Ago 2010
alle 16:21

marta

arba sono ottime,bisogna controllare dove producono le sanpellegrino, le elledue e le pompea (altre marche molto diffuse)

11
02 Ago 2010
alle 16:19

laliac

per 5 poldo.

uei padrone!

ma la cassa integrazione alle operaie italiane e agli operai italiani te l'accolli tu?

o me la devo accollare anche io per fare in modo che gli industriali guadagnino di più?

10
02 Ago 2010
alle 16:16

jojo

Se queste calze "serbe" si chiamassero "Omsic" probabilmente nessuno urlerebbe allo scandalo.

E perché invece le "Cin-ciao-lin" prodotte a Shangai dovrebbero essere preferibili? Oppure perché NON dovremmo preferirle?

E cosa hanno di italiano gli "italianissimi" capi Benetton prodotti in Romania da operaie cinesi con lana argentina?

Sveglia, che il mondo di una volta non c'è più...

9
02 Ago 2010
alle 15:44

Wurzu

Io già salto a piedi pari Granarolo e Galbani al supermercato.
(Scandalo latticini e mozzarella blu), vorrà dire che mia moglie salterà anche le suddette marche.
La delocalizzazione dell'industria italiana nelle sue varie forme (fiat in primis..) porterà ad un ulteriore ampliamento della forbice reddituale esistente tra ricchi e poveri.
E ad un progressivo ridursi della cosiddetta "classe media", che funge da ammortizzatore sociale tra l'avidità della classe dirigente e lo scontento di quell che una volta era denominato proletariato (ora non si fanno manco i figli, con quello che costano).
E creerà sacche di povertà sempre più ampie in zone tradizionalmente definite "ricche".
La distopia non è più un utopia.

:P

Mi si passi l'ossimoro...

8
02 Ago 2010
alle 15:44

persenaro

7 gio

Certo che tutti devono lavorare, ma non nella prospettiva della oligarchia finanziaria apolide, che impone la globalizzazione, cioè  la ricerca spasmodica di disperati a cui affidare lavorazioni che saranno loro tolte, non appena i costi si riveleranno di qualche frazione percentuale superiori all'ultimo disperato da sfruttare.

Si ritorni velocemente a una adeguata autarchia, dove gli interessi reali dei popoli e la sovranità delle nazioni, vengano prima di quelli rappresentati dalle solite lobbies e biscazzieri vari, che si stanno di fatto sostituendo ai governi.

 

 

 

 

7
02 Ago 2010
alle 15:22

gio

lasciando perdere il 'padrone torna padrone' che mi fa venire i brividi, poldo ha messo il dito nella piega.

Perchè le operaie serbe non devono lavorare? Son paria? Devono solo morire di fame? Ma vi rendete conto del razzismo che state facendo?

6
02 Ago 2010
alle 15:21

Astroganga

Caspita! Che bel paio di gambe la modella nella foto!

5
02 Ago 2010
alle 15:13

poldo alias marco

Diventerò gay e mi travestirò da travone pur di comprare calze italiane prodotte in serbia da operaie serbe. Perchè le serbe il posto da operaio non lo devono trovare? Devono venire in italia a fare le badanti delle donne italiane viziate che conciliano lavoro parassitario in ufficio e figli lamentandosi in continuazione di genitori e suoceri che si fanno il mazzo a 70 anni per aiutarle fino allo sfinimento? Donne italiane viziate, allora è vero che volete tutto, il lavoro privilegiato la carriera i figli adesso anche le calze fatte in italia, però volete che le operaie siano provincialotte bergamasche o trevigiane, oppure napoletanine che si sa, da loro la vita costa meno.

La festa è finita donne, torna il padre padrone. Era ora!

4
02 Ago 2010
alle 14:42

persenaro

Un amico ambulante mi diceva che una delle loro organizzazioni sindacali, si sta attivando per organizzare dei mercati specifici, in cui saranno  posti  in vendita SOLO articoli di provenienza italiana. Mi raccontava inoltre come intere filiere di produzione tessile, con le relative professionalità, stanno lentamente ma inesorabilmente scomparendo, nella assoluta indifferenza del governo, il quale è attualmente occupato nello svendere le ultime briciole di sovranità secondo i desiderata delle lobbies apolidi.

3
02 Ago 2010
alle 14:40

andreaX

Tempo fa ci fu uno scandalo perchè la calzedonia aveva usato l'inno nazionale proposto in chiave femminile per farsi pubblicità:

"sorelle d'italia..."

ora per queste stupidaggini tutti a condannare, mentre sul fatto che ormai anche i marchi italiani producano all'estero nessuno dice niente?, tranne quando lo fa la fiat in quanto come azienda è più in vista?. 

Questa cosa fa riflettere

 

2
02 Ago 2010
alle 13:57

barbara m.

d'accordissimo su tutta la linea. l'ho sempre detto, perché limitare il km zero agli alimentari?

più  che segnalare le aziende però, cercherei la scrittina 'Made in Italy' sulle confezioni. occhio, non 'designed in Italy' o 'styled in Italy' ma proprio 'made'.

1
02 Ago 2010
alle 13:50

barbara

sono d'accordissimo, sostengo il boicottaggio..

dobbiamo supportare solo il made in italy

 ps questa azienda produce in italia, e vende on line

http://www.arba.it/

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