Crisi sistemica e cambio di paradigma
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Mi segnalano nei commenti al post precedente un articolo di Federico Rampini da Detroit, ove si narra di come la città americana più drammaticamente colpita dalla crisi stia tentando una rinascita attraverso l'agricoltura urbana, i parchi, la solidarietà e la sostenibilità. Interessante.
Questo blog si occupa della situazione di Detroit da circa due anni. C'è persino una tag apposita, che raccoglie i post finora dedicati a quella che qui consideriamo la città simbolo della crisi del secolo ventunesimo e un po' anche del nostro blog. Abbiamo mostrato video sulle periferie "bombardate", esaminato le motivazioni e le prospettive, raccontato degli imprenditori che tentano il business agricolo.
Repubblica invece scopre stamattina l'acqua calda con un ritardo di due anni, e lo fa con "il nostro inviato", che è andato di persona a Detroit per verificare brevi manu lo stato dei centri commerciali crollati ed intervistare vis a vis il sindaco. Noi non siamo arrivati a tanto, né siamo così bravi a scrivere: per carità, figuriamoci se un misero pubblicista blogger può paragonarsi a un professionista 5 stelle di Repubblica.
Però... quanto è costata l'operazione Detroit, all'illustre quotidiano? Qualche migliaio di euro? Probabile. Lungi da me il sostenere che dovremmo (continuare a) sfruttare i giornalisti di serie B, già trattati nelle redazioni come i cinesi alla Nike, però forse la sana via di mezzo in tempi di crisi potrebbe essere praticabile. Un esempio? Eccolo: il giornalista di Detroit intervista il proprio sindaco, un fotografo scatta foto, un cittadino mette un video su YouTube, e poi il giornalista italiano a casa sua riassume il tutto aggiungendo le sue sapide osservazioni e arricchendo con altre informazioni. Se ci pensate bene, è un sistema a filiera corta: niente aerei e hotel di lusso per gli inviati, magari qualche soldino in più per chi è capace di informare con quel che ha a disposizione.
Gli inviati serviranno sempre, per carità: nelle zone di guerra, per scoop clamorosi, e alcuni di loro ci hanno anche rimesso la pelle per onorare il mestiere, basti pensare ad Ilaria Alpi. Ma c'è davvero ancora bisogno di andare fino in USA per raccontare ciò che i blog già raccontano da anni, seppur indubbiamente con inferiore qualità della sintassi e scelta degli aggettivi?
Iniziamo a togliere i finanziamenti statali ai giornali e il giornalismo a filiera corta diverrà una necessità.
E magari i tanti giornalai... pardon ...Rampini di turno non passeranno più mesi e mesi a far vacanza vestiti da cinesi in cina o da John Waine negli USA in cambio di 4 righe scritte perdipiù in ritardo di anni su quel che succede là e che già sappiamo.
Sia ben chiaro, se poi un giornale invece di inviare personale collabora con i giornalisti locali ben venga. Se li sceglie fidati, li paga e poi riporta i loro articoli. In questo modo si risparmierebbero comunque i viaggi e gli hotel, ma si riporterebbero comunque notizie di prima mano.
"Hai per caso una definizione chiara e dettagliata di cosa sia"
Credo che l'espressione l'abbia inventata debora, ma il significato è abbastanza chiaro. Il giornalista riporta le notizie che riguardano luoghi geogrficamente "vicini" a lui.
"Il punto è che il giornalista dice la sua (un "punto di vista") cento e più leggono (ma possono benissimo leggere il falso)!"
Questo è sacrosanto. Infatti le persone che leggono un giornale o un blog o che si informano lo fanno cercando fonti che gli ispirino fiducia. Delegano la ricerca di informazioni ad altri che lo fanno per mestiere o per hobby. Il punto che gli altri non possono a loro volta delegare, secondo me, perchè più si allunga la catena della fiducia e più è facile che le informazioni cambino forma e vengano distorte, come nel gioco del telefono senza fili.
Un conto sono io, che leggo e mi informo (poco) con spirito critico, ma che devo comunque fidarmi di quello che leggo. Un conto è se uno che per mestiere dovrebbe informare il pubblico di cosa succede si limita a farlo riportando il lavoro di altri. E' come se un falegname comprasse i mobili da Ikea (o da un altro falegname) e li spacciasse per suoi.
Che poi per tanti motivi il giornalismo si sia spesso ridotto al riportare pari pari i comunicati delle varie agenzie di stampa è un altro discorso, un conto è l'ideale e un conto la cruda realtà!
@ 14. rompino,
"giornalismo a filiera corta"
Hai per caso una definizione chiara e dettagliata di cosa sia (che io sappia non vi è) per dire che non può andare (la possibilità non vedo come possa essere esclusa quando manca pure una definizione) ?
"Il giornalista non dovrebbe limitarsi a riportare le notizie scritte da altri, dovrebbe andarsele a cercare di persona"
può essere che debba fisicamente spostarsi, ma nulla impedirebbe di mentire comunque... ;)
Il punto è che il giornalista dice la sua (un "punto di vista") cento e più leggono (ma possono benissimo leggere il falso); il blogger (o giornalista serio) dice la sua (un "punto di vista") ma solitamente prova ciò che scrive o cerca di rendere valutabile l'attendibilità, poi ci sono gli altri blogger, i commenti i link alle fonti (certo la dove mancano i collegamenti, o non si è completi o si mente o si è la fonte): chi lo dice che sul luogo non ci siano già più persone che scrivono come fonti, più persone sono meglio di una sola testa dell'inviato (o metà). Le informazioni sono informazioni, che le scriva l'inviato o che le riporti il blogger con un banale (ma anche a volte faticoso) 2+2 senza la necessità di andare sul posto fisicamente.
Poi vorrai scusarmi ma
"Ognuno scrive qualche cosa del suo paese e tutti scopiazziano le notizie altrui" (differenze tra ognuno e tutti?, poi benvengano milioni di punti di vista, la comparazione è elemento fondamentale nell'evoluzione delle conoscenze)
"Nessuno va a vedere di persona, nessuno verifica, a che serve cercare, ci sono quelli sul posto e hanno detto che è così, che ci frega di verificare" (se hanno solo detto, probabilmente è meglio indagare)
"che in italia la crisi non c'è mai stata"
I vari "nostri inviati" mi pare che abbiano cercato proprio di dipingerla così, fosse per loro (a parte eccezioni) saremmo lobotomizzati e tutti convinti che la colpa di ogni cosa è dei Rumeni
In ogni caso ben vengano i quotidiani come cosa in più (anche se sono uno spreco di materie prime quando, cioè quasi sempre scrivono c......e) basta che non si lamentino che l'editoria delle c......eha problemi e vogliono i soldi dallo stato cioè anche da chi non li legge più perchè si è stancato di farsi prendere per il c....o o (quando sono in buona fede gli articolisti) perchè è evidente che non hanno la minima idea di ciò che scrivono, l'importante è riempire il pezzo.
Le leggi per limitare le possibilità su internet non crediate che non siano molte volte ben viste dai massmedia...
In alcune nicchie informative si hanno notizie e approfondimenti molto superiori a quello che appare sui media ufficiali. A me, che sono curioso e cerco, questo piace, alcune cose pero' dovrebbero arrivare di piu' anche ai pigri, a quelli che hanno troppo da fare, a quelli che credono solo a chi ha un nome perche' hanno paura di ragionare con la propria testa. L' informazione indipendente e intelligente dovrebbe organizzarsi meglio, anche se non e' un problema solo dell' informazione, e' la societa' italiana nel suo complesso che...mah... io vedo una passivita' sconcertante,il conformismo non e' solo nella destra ignorante e egoista e' anche nei progressisti che si affidano a Repubblica e forse in tutti noi. Io pero' sono convinto che se non cambieremo alcune cose la situazione peggiorera'. La convinzione che e' inutile darsi da fare non ce l' ho, penso che se non ci impegnamo saranno guai seri, mentre invece alcuni problemi collettivi affrontandoli in maniera giusta si gestirebbero molto meglio.
Mentre la città dell'automobile vive una crisi epocale alcune raffinate menti saudite tentano di entrare del club di chi conta davvero giocandosi la carta dell'innovazione. L'università del regno dei Saud ha infatti dato alla luce un prodotto di indubbio valore, hanno creato infatti il loro primo.... (rullo di tamburi)... SUV!!!! Da non crederci.
http://canaledisicilia.blogspot.com/2010/07/avanguardia-saudita.html
Bello il giornalismo a filiera corta.
Ognuno scrive qualchec osa del suo paese e tutti scopiazziano le notizie altrui. Nessuno va a vedere di persona, nessuno verifica, a che serve cercare, ci sono quelli sul posto e hanno detto che è così, che ci frega di verificare.
In questo modo sapremmo tutti che quasi tutti i regimi dittaotriali sono il paradiso in terra, che in italia la crisi non c'è mai stata, e tante altre notizie.
Il giornalista non dovrebbe limitarsi a riportare le notizie scritte da altri, dovrebbe andarsele a cercare di persona, in patria e anche all'estero. Che adesso come adesso non lo facciano è un altro discorso, ma credo che il giornalismo a filiera corta non vada molto bene...
Rampini a me ha sempre fatto venire l'orticaria.Da quando era inviato in Cina, vestito da cinese (cosa che oramai manco i cinesi...), che magnificava della crescita cinese, venite in cina, andiamo tutti a produrre in cina...
Adesso ha scoperto l'america, la decrescita, lo slow (cibo, lavoro, divertimento scegliete voi).Per carità, ognuno è libero di vederla in un modo, e il giorno dopo nellla maniera opposta.Speriamo solo che ci risparmi l'abbigliamento alla John Wayne.
;)
E lo sciopero del 9 luglio? Incredibile. Il nano dice sempre che i giornali dovrebbero chiudere e questi cosa fanno? Scioperano e lasciano le edicole vuote per un giorno con somma soddisfazione del nanoasfaltato perchè la sua carta igenica da propaganda - il giornale, libero ecc. - uscirà lo stesso e lasceranno così l'informazione per un giorno intero al partito dei ladrones.
Incredibile il livello di masochismo che si è raggiunto in questo paese
La repubblica è un giornale, o se vogliamo un azienda, come tutte le altre, quindi se lo ritiene opportuno manda i suoi inviati come e quando lo ritiene più opportuno, non vedo cosa ci sia di male o di disdicevole in questo. Sebbene non sia una garanzia assoluta una notizia o un reportage realizzati da una persona inviata sul posto risulta più attendibile di una notizia scritta da qualcuno che si trova li e che non ha legami professionali col giornale che scrive la notizia. Se cominciamo a ragionare sul fatto che non serve mandare qualcuno sul posto allora cosa facciamo?, leggiamo solo notizie online riportate sui blog e sui forum?. Lasciamo che i giornalisti tirino per la loro strada, noi comunque tiriamo per la nostra, secondo me la cosa importante infatti è proprio che si mantenga la giusta dualità tra notizie "ufficiali" come tv, giornali, ecc. e notizie dalla rete, come questo blog, gli altri forum ecc. In qualche modo ciascuno va a "bilanciare" l'altro e viceversa.
Mio, grazie per la segnalazione.
Sicuramente anche loro prendono cantonate e non sempre mi trovo d'accordo con alcuni articoli, però devo dire che è l'unico giornale che racconta molti fatti, almeno per quanto riguarda questo nostro marcio paese. So che Travaglio è filo-isrealeiano e su questo ho una posizione nettamente opposta, però è un ottimo cronista giudiziario e fortunatamente scrive di quello che sa e lascia la politica estera agli altri. Poi certo, niente di male se esprime il suo pensiero anche se diverso dal mio.
Spesso poi si trovano anche articoli scritti da giornalisti diversi con posizioni diversi sullo stesso tema e questo a mio avviso è bene così ci si riesce a fare un'idea.
E' sicuramente diverso da tutti gli altri quotidiani, tutti uguali, tutti con gli stessi articoli e con le stesse cose (non) scritte.
Lo stesso Massimo Fini scrive sul Fatto quello che vuole, senza censure di nessun genere.
Certamente non sono immuni dal far cazzate, ma nel complesso credo che valga la pena leggerlo. E sicuramente terrò a mente la visione dei giornalisti prima di leggere il pezzo.
@Noel,
Solitamente concordo con la tua visione delle cose, circa il Fatto ti indico solo questo (deduci tu, ovviamente non significa che anche gli altri articoli sono dello stesso stampo, solo che sommandolo alle posizioni su Israele vien fuori che se sono parziali da qualche parte, perchè allora non su tutto, cioè l'obiettivo è sempre e solo uno incassare e trovare uno zoccolo duro di lettori, certamente ha un che di meglio rispetto a moltissimi altri quotidiani)
http://www.nuovaresistenza.org/2010/07/05/il-fatto-quotidiano-difende-i-bancarottieri-venezuelani/
Non che voglio toglierti l'ultimo quotidiano che pareva uscire dagli schemi (oltre ad Il Ribelle) però non ci avessi fatto caso (poi magari concordi con l'articolo originale, altrimenti la prossima volta che leggi i nomi di quei giornalisti tieni a mente la loro visione)
Saluti.
Louise, hai provato il Fatto Quotidiano? c'è anche l'edizione online. Personalmente è l'unico che ancora leggo volentieri e scritto da giornalisti con ancora la schiena dritta
fino a qualche mese fa repubblica era l'unico giornale che ancora leggevo (on line), ma ho smesso anche con questo perchè è anch'esso un covo di venduti......ora mi informo solo su blog come questo (grazie di esistere!!)
comunque quoto mio (#2), c'è bisogno di inviati stranieri in italia, altrimenti all' estero vedono solo quello che passa il regime, e la cosa non ci fà onore;
se tagliamo i viaggi poi Repubblica come li spende i milioni di € di finanziamento pubblico che si frega ogni anno?
Ben detto! ho scritto articoli con notizie e foto inedite cercando direttamente le notizie du Internet, Youtube, Flickr... e quando ho detto lla caporedattrice che avevo delle foto prese da Flickr, questa mi è cascata delle nuvole: "Flickr!? è che cosa è?"
"nulla capo!, è solo la pià grande agenzia fotografica del mondo" le ho risposto.
Questo è il livello medio dei giornali italiani, dove il sottoscritto non scrive più perchè mi sembrava inutile continuare a farlo.
Interessante, anche se un po' scontato a volte...
(in francese)
Primo http://www.youtube.com/watch?v=ekaYruZz11Q&feature=related
Secondo http://www.youtube.com/watch?v=meOPV7Bsb7M&feature=related
Terzo http://www.youtube.com/watch?v=IbNl0oSaqR0&feature=related
Quarto http://www.youtube.com/watch?v=X12Jao5ZmJI&NR=1
Quinto http://www.youtube.com/watch?v=Y9KHTc9u7fE&feature=related
Concordo pienamente, tant'è che un po' mi è venuto da ridere stamattina leggendo il titolo su repubblica che ho pensato esattamente la stessa cosa (arrivano in ritardo di 2 anni), stessa cosa hanno fatto per la crisi, e quindi cosa ci dobbiamo aspettare dall'informazione mainstream?
Svegliaaaa!!!!!!!!!!
Bel post, che mi ha fatto capire anche un altro problema.
Quando questo tipo di notizie arriva a quotidiani come repubblica o corriere, la cosa viene "spettacolarizzata" a tal punto che il tutto assume un aspetto quasi poco reale, nonostante la veridicità del fatto.
Il nome del giornalista, la qualità (vera o esibita) delle testimonianze,l'impacchettamento da grande inschiesta, tutto contribuisce a rendere la cosa "speciale", ma forse per questo, non ripetibile.
Anche se blog come questo ne scrivono da anni, ragionando quotidianamente su quello che non è un evento speciale, ma appunto un cambio di paradigma.
Rampini scrive meglio, certo.
Ma di cosa?
:)
...ancora... filiera corta anche qui? ...così distruggi il PIL... :D
a mio parere l'idea è ottima, solo non vorrei che in Amerika i giornalisti riassumessero sulla base di quanto scritto in Italia circa l'Italia da Minz...lini :D
...no davvero prima sarebbe necessario che i giornalisti dei mass media scrivano rendendo accessibili le fonti dei loro dati o ciò che espongono, insomma rendendo facile la verifica (dell'attendibilità) di quanto scrivono (per fare un'esempio quando si parla di dati Istat è facile che in internet non vi sia alcun link e sulla carta non vi sia nessun riferimento, certo se si cerca si trova ma chi scrive l'articolo mettere una riga in più non invecchia mica di colpo) altrimenti la filiera sarebbe si corta ma ad uscire sarebbero sempre le solite balle di fieno...
Al termine del tuo di articolo hai fatto notare come gli inviati serviranno sempre nelle zone di guerra (...già magari non embedded, intendo) ... e per le zone di censura (non parlo della cina, sarebbe facile) ? :D
Saluti. (nel senso, se ci sono repliche che chiedono risposte quando le leggo poi rispondo)
LOL!
Categorie privilegiate, eh??? ;-)
alle 13:11
Mio
@ rompino
Intendevo: parlare di filiera corta non vuol dire che tutto resta uguale tranne la distanza (necessariamente cambiano altre cose), il giornalismo a filiera corta non dovrebbe consistere solo nel riportare o riferire i reportage per ambito geografico (cambierà pure qualche cos'altro! come metodi per valutare la veridicità di quanto riportato, come pure il fatto che un'articolo su un determinato luogo non sarà fatto da uno solo che scrive, ci saranno pure altre anime vive in quel luogo che possono scrivere in modo indipendente, la comparazione... insomma, la definizione è un poco vaga)
Il punto è tutto qui (o quasi)
"che leggo e mi informo (poco) con spirito critico, ma che devo comunque fidarmi di quello che leggo."
Spirito critico e fiducia sono un poco distanti tra loro, in primis la fiducia va esclusa, secondis la comparazione, i ragionamenti fallaci, le contraddizioni... l'informarsi poco è quello in cui sperano coloro che scrivono fesserie nei quotidiani... certo, se filiera corta volesse significare che a srivere sui fatti di un luogo c'è un solo tizio, allora le cose cambierebbero assai...