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Dove va il prezzo del petrolio? I dati sperimentali dicono che...

Pietro Cambi avatar Giovedì 29 Luglio 2010, 10:34 in Energia, Finanza, Trasporti, Vita quotidiana di Pietro Cambi

 grafico domanda petrolio

Grafico tratto da the Oil Drum

Dove va il prezzo del petrolio? Sul lungo medio termine ci sono pochi dubbi: sale, ovviamente, ma quanto e, altrettanto importante, quando? Questo memorabile post su The Oil Drum da ottime dritte.

Meglio ancora, si basa su dati sperimentali e sulla loro buona riproducibilità. Il laboratorio in cui si sperimenta è l'economia mondiale. Le cavie siamo noi, tutti quanti.

E' un post di otto mesi fa e faceva previsioni sul 2010.

Possiamo quindi verificare, per intanto, cosa prevedeva.

Quello strano garbuglio tracciato nel grafico su TOD è la verifica sperimentale di una cosa molto importante ovvero della elasticità della domanda di petrolio. Quella della elasticità della domanda è un vero e proprio caposaldo della "trista scienza" ovvero l'economia.

L'elasticità varia, cambia, oscilla, nel tempo, ma nel breve termine è qualcosa di definito: ogni bene ha una sua curva e definita, entro certi limiti questa curva, per un certo periodo, si può prevedere da che parte starà il prezzo di quel dato bene.

Per il petrolio vi sono, sperimentalmente, due mondi diversi: quello che sta sotto una domanda di circa 80-82 milioni di barili al giorno e quello che sta sopra gli 86-87.

Come vedete sotto questo valore l'elasticità è elevata, piccoli aumenti di prezzo provocano grandi aumenti di offerta e viceversa. Oltre gli 86 invece, raggiunti i limiti del sistema fisico e tecnologico/industriale, si incontra un muro.

A grandi aumenti di prezzo del barile corrispondono solo modesti aumenti della produzione.

E' MOLTO importante capire la cosa fondamentale: che si è disegnata una curva sperimentale della domanda e dell'offerta di petrolio e che questa curva è stata sperimentata/verificata con un CERTO SUCCESSO, (guardate i grovigli e capirerete che in tempi diversi analoghe domande di petrolio hanno visto prezzi simili). Ad esempio cofrontate maggio 2008 e Novembre 2009 e vedrete che, a fronte di produzioni quasi identiche, si hanno prezzi quasi identici.

QUINDI si possono considerare attendibili le previsioni/proiezioni che si possono fare in base a questa curva (fino a prova contraria).

L'articolo prevedeva un prezzo medio del barile intorno ai 70-90 dollari al barile per il 2010, considerando il probabile andamento della domanda.

Mi pare che non avesse torto.

Osservate, per curiosità, cosa potrebbe succedere se il "mercato" richiedesse un paio di milioni di barili in più rispetto alla soglia di 85/86 milioni di barili al giorno.

Forse potrete capire, ora, come mai TUTTI coloro che si sono occupati di picco del petrolio non hanno potuto che constatare l'impossibilità di una prosecuzione dell'attuale paradigma economico e questo MOLTI anni prima (personalmente dal 2001) che il sistema finanziario desse segni di stress.

Semplicemente non potremo permetterci molto più petrolio di quello che consumiamo.

Ogni ulteriore (non molto probabile) crescita economica dovrà avvenire senza aumentare il consumo di petrolio ed anzi, almeno per noi picchisti, tali consumi dovranno dimminuire di circa il 3-5 % all'anno, pena la nasata nel muro di cui sopra.

 

17
17 commenti
17
02 Ago 2010
alle 09:32

Hunter76Lima

Concordo gio_bass

Il tuo terzo punto, poi, è da incorniciare.

Tieni conto però che:

- la maggior parte della gente non seguirà queste indicazioni ma proseguirà sulla strada tracciata (crescita indefinita, sfruttamento risorse per sè, reclamo di diritti acquisiti); quindi si scontrerà con astio con altre persone con cui dovrà condividere sempre meno risorse e tenderà a rubarle, tesaurizzarle, distruggerle (a tal proposito emblematico il romanzo di Giovanni Verga, "La roba"; se vi ricordate, Mazzarò, ricco possidente venuto dal nulla, prima di morire preferisce distruggere quello che ha creato piuttosto che lasciarlo agli altri in eredità)

- il consolidare relazioni sociali servirà, eccome, in un primo tempo x contrastare l'effetto devastante della decrescita, in un secondo tempo per riorganizzare a livello locale una nuova struttura sostenibile

- in sostanza, l'emancipazione dall'egoismo imperante non è solo un pio pensiero moraleggiante bensì una necessità per riorganizzare la società e renderla sostenibile; le nuove strutture societarie nasceranno su nuove basi etiche, vi sarà un rinascimento umanistico ma, temo, prima si dovrà passare attraverso un nuovo medioevo.

16
31 Lug 2010
alle 10:53

gio_bass

 

  • Il prezzo del petrolio, collocato a livelli medio alti, facilita la ricerca, lo sviluppo e la produzione di energia da fonti rinnovabili.
  • L'abbassamento dell'EROEI del petrolio, unito alla crescita della popolazione mondiale ed alla nascita quindi di nuovi consumatori d'energia, pone seri limiti alla crescita.   
  • Disinvestire da precari strumenti finanziari, acquistare sistemi solari ACS e FV, costruire valide relazioni sociali, emanciparsi dalla culto del denaro mi sembrano le linne guida da seguire in questi anni così importanti.

 

 

15
30 Lug 2010
alle 18:57
14
30 Lug 2010
alle 09:21

Puddu

Trasporti... com'è la situazione del traffico aereo? Cresce, stagna o cala? Chiedo, perché noto molte meno "strisce" in cielo rispetto allo scorso anno.

13
29 Lug 2010
alle 23:54

Noel

ma è vero che a superquark stasera hanno parlato del kitegen???

12
29 Lug 2010
alle 23:53

marco p.

Anch' io non sono "catastrofista", pero' la l' illusione della crescita illimitata e' finita, occorrono altre culture, modi di pensare anche la produzione. L' usa e getta, applicato anche alle automobili, a oggetti costosi, non puo 'esistere.  Poi bisogna tenere conto anche dei rapporti tra le varie zone del mondo. Abbiamo considerato per decenni solo l' occidente industrializzato ed ora si considera solo l' occidente e i paesi emergenti, il Bric(brasile,russia,india,cina) e poco altro. Ma le periferie del mondo sono immense e tra il centro e le periferie ci sono interessi diversi e conflittuali. Io mi sto sempre piu' convincendo che l' energia solare sia l' unica tecnologia per portare l' energia elettrica al miliardo e mezzo di persone che ancora non l'hanno e che questa sia una cosa possibilissima. L' Iea prevede invece che nel 2030 (tra ben 20 anni) ci siano ancora un miliardo e 200 milioni di persone senza energia elettrica. Evidentemente l' occidente non ha interesse allo sviluppo di queste periferie. E lo sviluppo di una tecnologia invece che un' altra e' utile ad alcuni paesi ma non ad altri.

11
29 Lug 2010
alle 20:43

federico

vi sono moltissime forme di energia alternative (vi invito a studiare, leggere i lavori di fisici di grande livello come emilio del giudice e giuliano preparata, per esempio)... il petrolio è obsoleto, concludere che l'unica strada è la decrescita vuol dire cadere nel tranello di alcuni movimenti mondialisti che fingono che non esistano altre tecnologie energetiche sviluppabili con modesti impegni economici, ma che infastidiscono la classe al potere 

 

10
29 Lug 2010
alle 20:23

Gnurant

Di gente che si pone il problema ce n'é eccome, in termini di ricerca ovviamente e, chi se lo puó e se lo vuole permettere, finanzia abbondantemente i settori che DEVONO svilupparsi per poter permettere una transizione. Uno su tutti, se si parla di auto, é quello delle batterie.

Il problema é sempre il sistema, inteso come incrocio di interessi, bisogni, vincoli: il cambiamento é doloroso e il nostro sistema decisionale non si puó permettere dolori eccessivi. Con questo non giustifico la politica, anzi.  

9
29 Lug 2010
alle 19:42

marco p.

Non ho davvero la pretesa di indicare la soluzione nei trasporti. Quello che mi sento di affermare con estrema convinzione e' che questo e' il settore piu' dipendente dal petrolio. L' incremento futuro di consumo di greggio e' in grandissima parte previsto per i trasporti. Come affrontare questo ? Innanzi tutto studiando la situazione e parlarne, mentre invece si fa il contrario, si dice che il problema dell' auto e' solo il suo inquinamento, le emissioni. Ma il sistema auto e' insostenibile anche economicamente per i suoi consumi energetici e diminuire il trasporto pubblico aggrava il problema.E' un tema enorme, non so chi oltre a Guido Viale l' ha studiato seriamente in Italia, ma e' bastato un articolo di Viale sul bluff del programma di sviluppo di Marchionne per la Fiat per fare perdere a questo molta credibilita'.

8
29 Lug 2010
alle 18:24

Gnurant

Due considerazioni veloci: il grafico descrive piú che altro l'elasticitá della produzione rispetto al prezzo. Il modo in cui cambia la domanda (cioé la sua elasticitá) non é discusso se non in parte. Si dovrebbe analizzare la dinamica della crisi, deflazione ecc. Comunque importante capire l'andamento possibile della produzione rispetto alla domanda ancor piú che al prezzo (nel senso che se scarseggia il petrolio comunque si va in crisi e il prezzo é solo un effetto).

Secondo punto: non scordiamoci mai che la "sostituibilitá" del petrolio va analizzata sempre guardando il sistema. Chi pensa di rivoluzionare i trasporti deve pensare all'energia necessaria per rifare progetti di mezzi, apparecchiature e infrastrutture. Costa di piú (in energia) un'auto euro 4 o un'attuale auto elettrica? 

7
29 Lug 2010
alle 17:23

marco p.

Aggiungo un osservazione al post precedente. Lo scenario descritto da TOD era prima della "Marea nera", puo' darsi che questo disastro peggiori queste dinamiche e anticipi i problemi.

6
29 Lug 2010
alle 17:19

marco p.

Si possono gia' tagliare quantita' enormi di consumi petroliferi, sostituendo il petrolio dove e' possibile, dalla produzione di energia elettrica, al riscaldamento di ambienti e acqua, rivoluzionando i settori dove ancora non e' possibile sostituirlo, come il settore trasporti. Sara' fatto ? Penso proprio di no, si tagliano i trasporti pubblici, si continua a dire che le rinnovabili servono solo per ridurre le emissioni, l' ultra liberista Unione Europea da parecchi soldi a Marchionne per andare in Serbia a costruire auto. E allora ? L' economia non si riprendera' piu', ma arrivera' ugualmente qualche momento critico e ci si accorgera' che l' anello debole sono i trasporti. Ma per ora nuovi aeroporti, soldi alle auto e tagli al trasporto pubblico collettivo.

5
29 Lug 2010
alle 15:58

poldo alias marco

Ringrazio l'autore del post per la notizia riportata ma chiedo: il prezzo del gas come lo vedete? Stiamo a dei minimi spaventosi altro che il petrolio a 40 dollari, è laterale da mesi se il petrolio vola lui che fa? Il gas promette molto ma se scende ancora sono dolori. Perchè la bolletta aumenta piuttosto?

4
29 Lug 2010
alle 15:51

listening

c'è un autore tra i più importanti tra coloro che si occupano di picco petrolifero che da tempo osserva  l'iraq e il contributo che questo paese potrebbe dare ad un rinnovato rally dell'offerta con potenziali 12 milioni di barili al giorno in più. Si chiama Stuart Staniford e crede ad una soglia intorno ai 90 milioni di barili al giorno di picco. mi preme qui citare un suo recentissimo intervento sul suo blog, che forse è in tema; tra l'altro egli scrive:

nel breve termine, la produzione petrolifera è un indicatore sensibile dello stato dell'economia globale e non sono a conoscenza di altre approssimazioni pubbliche dello stato globale dell'economia che siano altrettanto puntuali.
in questo caso, dato che i prezzi stanno calando piuttosto che andando verso l'alto e che l'OPEC ha indubbiamente capacità inutilizzata, la domanda diventa non quella riguardo un 'offerta che stenta a crescere quanto quella che chiede se la domanda stia stagnando o addirittura declinando.
se questo è un presagio di una rinnovata contrazione dell'economia globale, di una stagnazione o di un momentaneo disturbo di una ripresa economica in atto, di ciò non sono ancora certo ...

http://earlywarn.blogspot.com/2010/07/global-oil-supply-now-contracting.html

 

 

 

3
29 Lug 2010
alle 12:55

Antonio

E' una ottima notizia. Perche' vuol dire che l'incremento della produzione d'energia non potra' basarsi sul petrolio, ma si dovra' cercare altrove. Le rinnovabili, per esempio.

2
29 Lug 2010
alle 12:16

Hunter76Lima

Questo grafico l'avevo già visto ma nn l'avevo preso troppo sul serio. Col senno di poi invece risulta essere di straordinario aiuto in ottica previsionale. 

Prendendo buono il grafico, infatti, e ritenendolo più che attendibile, ne deduco che allo stato attuale (75-80$/barile) il livello critico di domanda si situa a 88Mbd.

Livello che si abbassa quanto più il prezzo al barile cresce

L'ultima revisione (luglio 2010) parla di 86Mbd di consumo mondiale in ripresa dalla caduta a 84Mbd dell'anno scorso (2009) dopo la caduta dal picco di 88Mbd del 2008.

Quindi ci possiamo giocare ancora 2Mbd (a naso un 2% di crescita del PIL mondiale), facciamo 6 mesi , un anno ad essere buoni, poi nuovo patatrac.

Mia previsione personale è che a livello mondo non si riuscirà mai a superare un tasso di produzione di 90Mbd indipendentemente dalla quantità di denaro/moneta che saremo disposti a pagare/stampare

Limit to Growth, si chiama. Cose vecchie, già se ne parlava nei primi anni 70.

Sbaglio qualcosa?

1
29 Lug 2010
alle 10:47

francesco ganz

...Questa è cultura di base : credo che il club di Roma o gli slides di Simmons andrebbero studiati nella nostra scuola pubblica, pena produzione di diplomati e laureati davvero ignoranti.Sto fondando un club del libro in cui discuture, informalmente, un testo scelto qualche settimana prima : sarebbe opportuno che molti insegnanti della scuola pubblica, i nostri dipendenti, come li chiama Grillo, vi partecipassero numerosi...Altro che promuovere fossili locali a nome Manzoni e Dante...

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