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Blog, obbligo di rettifica e cozze avariate.

Venerdì 23 Luglio 2010, 12:47 in Ordine Pubblico di

tienanmencart.jpg

"Obbligo di rettifica", si chiama, e impone ai blogger di correggere entro 48 ore (addio weekend al mare!) qualsiasi affermazione salti il ticchio a chicchessia.

Qualcuno lo vede come un miglioramento: prima ci facevano causa, adesso almeno con la rettifica ci sfanghiamo le spese legali. Ma il miglioramento appare minuscolo, rispetto all'immane casino che questa norma può scatenare. Perché, malgrado persino quel che il legislatore può pensare, qui non si tratta di "mettere il bavaglio" per proteggere i politici che le combinano grosse. No no. Non ci credete? Ecco qualche esempio.

Chi, nel suo blog, non ha fatto affermazioni del tipo "il Vaticano protegge i pedofili", oppure "il Comune di Roma è governato da incapaci" o ancora "la Shell è mandante di omicidi in Nigeria" o infine "il partito PXY è un'associazione a delinquere"? Si tratta di linguaggio colloquiale, frasi che sentiamo al bar, e che vengono riproposte nei blog esattamente come se si chiacchierasse tra amici. Finora, il Vaticano o la Shell o il Comune di Canicattì non hanno mai avviato costose cause legali per diffamazione, su simili basi; adesso nessuno potrà loro impedire di chiedere rettifica, a meno di dimostrare carte alla mano che la Shell è davvero mandante di omicidi* o che il Vaticano, su base processuale, protegge fattivamente i pedofili.

Non succederà? Speriamo. Speriamo di non dover raddoppiare i post per rettificare tutti i giorni.

Succederanno invece anche altre cose più piccole ma, per la libera informazione, altrettanto importanti. Sapete che ci sono stati blogger minacciati o trascinati in tribunale per aver detto che al tale ristorante si mangia male? O che la tale marca di jeans non è affatto made in Italy ma made in Bangladesh? O che la tale azienda mobiliera ritarda con le consegne? O che la tale trasmissione TV è brutta? C'è persino gente querelata dalla Massoneria ...voi ne parlate sempre bene, della Massoneria?

In Rete ci sono migliaia, decine di migliaia di post, magari letti da 4 gatti, che denunciano questo e quello, dalle cozze avariate della pizzeria sotto casa all'amianto nascosto sotto un terreno privato, dall'assessore che va a escort alle scarpe di marca con la colla tossica, dall'omogeneizzato con la carne riciclata all'associazione sportiva che propone il doping ai ragazzini, al supermercato che non fa entrare i bambini down. Finora le denunce sono state 1 su 1 milione, ora chi impedirà al ristoratore imbroglione di costringere all'obbligo di rettifica? La giustizia non ha tempo di indagare su cozze, scarpe e supermercati e il blogger preferisce smentire che passare dei guai. E la prossima voltà parlerà della sua gita al mare, invece che delle cozze avariate.

Siamo abituati a considerare la libertà di stampa e di parola solo come diritto contro i Potenti che ci opprimono, e non pensiamo all'immensa utilità che ha contro i piccoli soprusi di ogni giorno. "E il diritto a non essere diffamati?" tuonerà il solito difensore dell'individuo. Certo: se io racconto alla vicina che la parrucchiera con quei prezzi è una ladra è diffamazione, quindi occorre subito una legge che me lo impedisca, che tutelando la parrucchiera mi impedisca di esprimere la mia opinione anche per strada, al bar, in cortile.

...Vedete, dove siamo paradossalmente arrivati pian piano?

 

*(La Shell è stata davvero mandante di un omicidio, come dimostrato dal tribunale di New York e dal pagamento di 15,5 milioni di $ alla famiglia della vittima. Ve la sentite di scriverlo, e magari di finire in tribunale contro la Shell, anche avendo ragione? No vero? Meglio non parlarne, allora: a dimostrazione che con questo provvedimento diventa vietato scrivere anche la verità, se il tizio dall'altra parte è più grosso e ha più soldi di te.)

41
41 commenti
41
25 Lug 2010
alle 07:09

Harold Stevens

Parla Londra, trasmettiamo alcuni messaggi speciali.

Felice non è Felice, è cessata la pioggia, la mia barba è bionda, la mucca non dà latte, Giacomone bacia Maometto, le scarpe mi stanno strette, il pappagallo è rosso, l'aquila vola (!)...

40
25 Lug 2010
alle 07:04

coqui

E' una norma che finirà palesemente per paralizzare la rete, perché tutti potranno chiedere a tutti di rettificare qualsiasi cosa, incluso il giudizio sulla virtù di mamme e sorelle.

E dammi solo il tempo di scoprire il blog di Minzolini. Ma Pippo Pippo non lo sa, che quando passa ride tutta la città...

Ci obbligherà a alludere, a lanciare messaggi trasversali, pizzini, mozzarelle e passeggiate, diventeremo tutti un po' più mafiosi, ipocriti, istrioni e creativi come Italo Calvino, che si dilettava a comporre poesie lipogrammatiche (molto carine) imponendosi, per esempio, di eliminare una vocale da ciascuna parola (primo verso) e poi reintegrarla con il procedimento contrario (secondo verso), oppure di usare una sola vocale negli ultimi tre versi:

Aiuole obliate gialle d'erba, sa
Un cupo brusio smuovervi, allusione
Ad altre estati, cetonia blu-violetta,
enunciando noumeni oscuri: tutto fu,

sarà ed è in circolo: dunque è sempre
presente nelle eterne senescenze
e effervescenze d'ere, nel serpente
d'etere, seme, cenere, erbe secche. 

(Italo Calvino)

39
24 Lug 2010
alle 19:24

Puddu

Mah! Una cosa del genere è senza dubbio pelosa, ma credo che conoscendo bene l'italiano ci sia comunque il modo di non dover chiudere la bocca. Certo, il linguaggio ne risulta molto appesantito, pieno di frasi "di cautela", di rimandi, di precisazioni...

Bisogna anche dire che chi ti vuole colpire e ha i mezzi per farlo, un sistema lo trova sempre, anche quando non c'è nessuna ragione concreta. 

38
24 Lug 2010
alle 14:54

Marco

Per @11 Debora

Ha ha ha! Sarebbe uno spasso leggere il nuovo blog in chiave post obbligo di rettifica!

Si sono dati la zappa sui piedi da soli!

In questa maniera ci hanno dato ancor più libertà di stampa e in più li sfottiamo pure... LOL!

37
24 Lug 2010
alle 09:59

lalica

Questa norma è veramenet un disastro e mi pare veramente prodromica al ritorno dei "vecchi tempi" (trovavate qualcuno che parlava male del duce al bar?)

Ma anche adesso non siamo messi bene e vi racconto l'esperienza che sto vivendo da qualche mese.

Io mi occupo di un sito (oltre al povero blog che linko di solieo e che prima o poi tornerò ad aggiornare) e in questo sito riport(av)o una sorta di rassegna stampa.

Ordunque nel luglio del 2008 riporto sul sito un articolo del corriere della sera (ma ne han parlato parecchi altri giornali) in cui si parlava dell'arresto di un imprenditore che aveva pagato 52.000 euro di mazzetta ad un'impiegata ministeriale.

Ci credereste che sono 4 mesi che un avvocato mi corre dietro per far togliere quell'articolo (che il corriere della sera in effetti ha tolto) perchè gli rovino l'immagine professionale, le banche non gli concedono crediti, gli causo danni morali e mancato guadagno?

Ho chiesto la documentazione (parlava di uno specifico provvedimento del garante della privacy) e mi ha mandato un generico riferimento al dlg.vo 196 del 2003.

L'ultima telefonata dell'avvocato l'ho ricevuta martedì (tra l'altro parla con un accento veneto così pesante che ho veramente difficoltà a comprenderlo), mi faceva notare che non ho ancora tolto quella notizia. 

Io ho risposto: "ah mi scusi, ma comunque se c'è la documentazione che prova il non coinvolgimento del suo cliente sarò ben lieta di pubblicizzarla" 

Risposta? "A noi non interessa che venga pubblicizzato il caso. Le scrivo di nuovo!" (e siamo in attesa di raccomandata ^_^)

Ma tornando a bomba, dalle mie parti c'è stato uno sporchissimo fallimento di una ditta, gli ex operai vengono sul mio forum a scrivere che la ditta sta ancora lavorando con gli operai "accondiscendenti" in nero. Il mio sito è costantemente seguito da palazzo chigi, carabinieri, digos e giornalisti, non mi risulta che nessuno abbia fatto un passo, per contro potrei passare dei guai o potrei trovarmi a dover censurare quel post.

Vi pare normale questo?

 

p.s. qualcosa sulla mozzarella blu (ma perchè le scoprono sempre in provincia di torino?) te l'ho messa nei commenti del post di giugno

36
24 Lug 2010
alle 08:57

CARLO ALFREDO MARTINI

D'accordo! Questa legge è esplicitamente contro la libertà!

Riflettendo, io punterei il dito verso i direttori dei giornali, sul fatto che sono tutti (o quasi) politicizzati e quindi protetti nelle loro campagne diffamatorie. Non dimentichiamo, che ad esasperare le cose, sono stati proprio i giornalisti, che d'accordo con i loro direttori, hanno pubblicato notizie non provate (notizie pubblicate prima delle sentenze definitive), diffamando personaggi di spicco della politica (ovviamente per motivi di marketing, per promuovere le vendite dei giornali). Di fatto si sono posizionati allo stesso livello dei rotocalchi di gossip. Il rispetto del codice deontologico e la serietà professionale, dove sono finiti? Gli stessi giornalisti, che fino a pochi mesi fa, urlavano nelle piazze che non volevano perdere la loro autonomia di pensiero, hanno accettato, invece il compromesso.... (per conservare il posto di lavoro?). Ecco perchè il cuore del problema, secondo me, sono i direttori delle testate giornalistiche. Forse quando il governo deciderà di abrogare la concessione di aiuti economici all'editoria, le cose cambieranno... Grazie dell'attenzione.

Carlo Alfredo Martini

35
23 Lug 2010
alle 21:31

marco p.

Internet e' uno strumento troppo scomodo per il "potere", perche' rivela quello che e' taciuto,quello che i media tradizionali non fanno conoscere. Ma non e' ancora usato per far conoscere in maniera maggiore culture, correnti di pensiero, minoritarie. Potrebbero nascere giornali indipendenti on-line,anche quotidiani,mettendo insieme giornalisti indipendenti con competenze diverse. Gigi Sullo direttore del settimanale Carta voleva provarci ma la sua proposta e' stata bocciata e ha  lasciato dopo dieci anni il giornale che aveva fondato....mi sento un po' in colpa perche' avevo mandato al giornale un e-mail dove dicevo che era una buona idea.....

33
23 Lug 2010
alle 19:14

sc

Su dai in altri paesi stanno molto peggio. In USA non stanno tornando all'età della pietra come avete detto poco fa? Poveri americani sfigati.

32
23 Lug 2010
alle 18:21

TED MARCIANO

Nano Mio, affrontare con la filosofia un tema pratico e' gia' di per se piuttosto inutile.Continuando comunque sulla tua linea, gia' il fatto che tu faccia sentire la tua voce utilizzando la connessione a pagamento offerta da qualche multinazionale telefonica vuol dire in qualche modo difendere i vertici.Se vuoi realmente smettere di difendere i vertici la sede ideale e' qualche scantinato polveroso che ci riporti ai tempi dei moti carbonari.

TED MARCIANO

31
23 Lug 2010
alle 17:40

Nano Mio

Precisamente: il ricco potrà diffamare il povero (al massimo pagherà per togliersi lo sfizio della diffamazione) mentre il caso contrario sarà sempre più difficile, nemmeno nelle bettole il poveraccio potrà sfogasi.

Più in profondità: l'agenzia di PR pinco pallino potrà diffamare gli attivisti che protestano contro un suo cliente, potrà dir di loro peste e corna, tanto i soldi li ha, ma il contrario (sia pur in misura minore) non potrà esser fatto, già era così, ora nemmeno sui blog.

Il potere fa le leggi in suo favore, e non mi sembra nemmeno così strano. Strano è invece che dei poveracci che si trovano alla base della piramide difendano i vertici, strano sì, eppure così usuale, del resto è il lavaggio dei cervelli, si pensa col cervello del vertice, ma si campa col corpo della base.

Povera umanità ingenuotta!

30
23 Lug 2010
alle 16:59

TED MARCIANO

Debora, queste cose succedono da sempre in Italia, senza tirare in ballo internet e il decreto sull'obbligo di rettifica.A quanta gente piacerebbe denunciare i due falsi invalidi che occupano abusivamente una casa del comune nel condominio a fianco al loro e che sono purtroppo il figlio e il nipote del boss camorristico della zona?Nessuno gli vieterebbe di farlo, solo che vanno ben ponderati gli effetti collaterali.Ecco cosa rappresenta questo obbligo di rettifica, la trasfigurazione telematica dell'omerta' mafioso/camorristica.Lo stato avverte, il cittadino risponde (potrebbe essere il titolo di un vecchio film di Castellari).

TED MARCIANO

29
23 Lug 2010
alle 16:55

Mario Serino

io trovo più aberrante questa :

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2010/22-luglio-2010/sfondo-tricolore-contro-verde-padano-politica-si-fa-strisce-pedonali-1703438336888.shtml

io abito vicinissimo..

con tanto di querelle se è giusto o meno o se lo sfondo deve essere verde, non come il colore della lega, ma perchè stacca...

io sono dell'opinione di accorpare un pò questi comuni... visto che è evidente che non hanno un ciufolo da fare

ops, mi sono esposto, che faccio rettifico ?

28
23 Lug 2010
alle 16:06

Debora/Crisis

(Mi piacerebbe tanto parlare di questa notizia sulla Granarolo, ma capisco che dovrei talmente arrampicarmi sugli specchi e fare giri di parole per non essere costretta a rettifiche, anche perché non sono Repubblica, che lascio perdere e imposto un bel post sulle vacanze. Figo, eh? Anche sui blog leggerete "fa caldo, fa freddo!" Tutti minzolinizzati!)

27
23 Lug 2010
alle 15:27

Mario Serino

@24 tu la chiami deontologia professionale ?

io stò parlando di notizie mandate in onda o palesemente false o modificate e non supportate da reali fatti e che spesso accusano quello o quell'altro, è la stessa cosa.

dire che ci sono 7,5 mln di persone intercettate per far pressione sulla pubblica opinione per far passare la legge è distorcere e manipolare la realtà, comunicare una notizia falsa e non suffragata da fatti

di esempi ce ne sono a milioni, basta prenderli in considerazione

 

p.s.: anche non far vedere lo sversamento di petrolio e mandare in onda le webcam della bp solo dopo che sono riusciti a mettere il cap dopo aver creato un disastro di proporzioni bibliche è manipolare l'informazione

26
23 Lug 2010
alle 15:24

TED MARCIANO

Se la mia vocazione (o missione) e' l'informazione a tutti i costi, cosa me ne frega di una querela e di una sanzione?Se questo decreto fa tanta paura, probabilmente siamo dinnanzi a vocazioni (o missioni) fasulle o male interpretate.Fodamentalmente si mettera' uno stop alla lettura di stronzate di ogni tipo, per sentito dire o mal documentate.Di contro, chi si sentira' in dovere di pubblicare notizie "scottanti" a tutti i costi sul proprio blog, rendera' intrinsecamente noto il fatto che la notizia e' ampiamente documentata o documentabile.E capira' al volo, nel profondo, prima di pigiare il tasto "pubblica", se la missione intrapresa e' vera vocazione o moda del momento.

TED MARCIANO

25
23 Lug 2010
alle 15:15

Mammifero Bipede

Se scrivo "i troll hanno rotto il ca**o!" posso essere querelato?

24
23 Lug 2010
alle 15:11

Antonio

@Debora

no, poche ora fa. Ecco il link: http://petrolio.blogosfere.it/2010/07/marea-nera-guerra-tra-governo-e-bp.html#comment-1259364 

Vi trova anche le mie motivazioni del dibattere. 

@Mario Serino

non vedo cosa centri la deontologia professionale dei TG italiani con l'argomento in questione. 

23
23 Lug 2010
alle 15:02

dubbioso

Io non capisco bene qual'è la differenza dispetto ad adesso.

Se io scrivo qualche cosa che "offende" una persona, quella oggi come oggi mi può fare causa per diffamazione oppure chiedermi i danni in sede civile, giusto? E lo può fare chiunque, anche la parrucchiera. In genere spesso i "potenti" imponevano una rettifica con la minaccia della querela.

Adesso che cambia?

Se io leggo un blog in cui uno dice che mi puzzano le ascelle e mi sento offeso che succede? Posso sempre fare causa e chiedere un risarcimento o se quello rettifica entro 24 ore è a posto e io non posso più essere risarcito?

22
23 Lug 2010
alle 14:59

Mario Serino

ma sai Antonio che sono completamente d'accordo con te ?

Puoi andare a spiegare questi concetti ai direttori dei principali telegiornali televisivi ?

Giusto per capire che inserire un discorso di 15' del presidente del consiglio è modificare la realtà degli avvenimenti della giornata, giusto per far capire che inserire un pubblico falso mentre parla un politico è manipolazione della realtà.

oppure quello va bene perchè palese strumento del potere ?

mai sentito un giornalista in una delle 6 principali televisioni, quando intervistano un politico sulla tag in val di susa e che ne elogia l'importanza, il giornalista dirgli : no guardi che il traffico merci e quello passeggeri è diminuito ed è pienamente sostenibile dall'attuale rete ferroviaria.

quindi loro possono dire una bugia in modo gentile e mascherato, il giornalista servile non lo smentisce e su internet metti la mordacchia.

però Silvio può dire (uso il virgolettato apposta) : 

"Siamo tutti spiati: in Italia 7,5 milioni di intercettati"

con palesi errori matematici...

fa acqua da tutte le parti

21
23 Lug 2010
alle 14:57

Debora/Crisis

Ah si? E quando? Nel 2003? No, perché poi ho preso a parlar male della BP e sono improvvisamente diventata un'incompetente approssimata... Guarda caso...

20
23 Lug 2010
alle 14:55

Antonio

PS mai scritto quelle cose, signora Debora. Anzi, ho scritto proprio sul suo blog che giornalisticamente la vedrei bene a lavorare per Report.

19
23 Lug 2010
alle 14:54

Debora/Crisis

Antonio, finiscila di tentare di diffamarmi sottintendendo la mia incompetenza, che alla fine ti querelo davvero. Ho scritto "il Vaticano PROTEGGE i pedofili", e a te dovremmo spiegarti l'italiano, non le regole del giornalismo che non sai neppure dove stiano di casa.

18
23 Lug 2010
alle 14:51

Antonio

Ma guardi, signora Debora, che una cosa e' un'accusa (es. bambini che accusa dei prelati di molestie), un altra un fatto (quanti? chi?), un'altra ancora una bieca generalizzazione (es. In Vaticano sono pedofili, cosa palesemente non vera).

Fa specie dover spiegare perfino le regole base del giornalismo. Lascio stare il concetto di etica, che e' personale e indubbiamente piu' difficile.

17
23 Lug 2010
alle 14:50

Maria

Post scriptum del post scriptum. E con i commenti, come la mettiamo. Un giornalista sa (di solito) dosare le parole camminando sul filo della querela senza scivolare, anche se è un esercizio decisamente defatigante.

Ma i commentatori no. Del resto, non è il vostro mestiere. Secondo me i lettori rischiano più di noi blogger, e più di noi blogger si dovrebbero decisamente incazzare.

16
23 Lug 2010
alle 14:45

Mario Serino

ovviamente rettifico quanto detto sopra

tengo famiglia

15
23 Lug 2010
alle 14:45

Debora/Crisis

Vorrei notare, sempre con molto divertimento, che quel sepolcro imbiancato di Antonio, DA MESI sta sui blog dandomi più volte dell'incompetente, della disinformata, della persona in malafede, della giornalista improvvisata, pubblicamente e su Internet cercando di diffamare la mia persona e la mia professionalità. Dovrei ragionare come la sua parrucchiera e querelarlo se non smentisce immediatamente.

Bella la libertà di offendere il prossimo, eh Antonio? Ma vale solo per te, e non per gli altri... ci avrei proprio scommesso!

14
23 Lug 2010
alle 14:45

Mario Serino

sono per l'estrema libertà

il giudizio lo danno chi usufruisce dell'informazione, se hanno la capacità di capire che quello che è stato scritto è una cavolata, non andranno più su quel blog screditandolo

se non hanno le capacità di capire la qualità dell'informazione pubblicata su internet, beh, è come il 90% che ascolta un programma televisivo mandato in onda di sera sulla principale rete pubblica di un paese occidentale (quasi), quindi niente di nuovo.

non capisco come si faccia a difendere l'introduzione di una norma del genere

tempo fa ho sentito belpietro parlare di nucleare da santoro, assieme a casini e rubbia, si applica anche a loro ?

si applica anche ad un noto politico che ha detto che un killer era un eroe perchè omertoso ?

13
23 Lug 2010
alle 14:29

Luke

"In una città dell'emisfero boreale è avvenuto un disastro naturale e chi doveva aiutare ha preso un botto di mazzette e si è mangiato i soldi".

E adesso querelatemi! HAHAHAHAAAAAAAAAAA

12
23 Lug 2010
alle 14:27

francesco ganz

I blog e lestesse edizioni on line dei quotidiani stanno agli stessi in forma cartacea come gli mp3 alle case discografiche e SIAE : crollo inevitabile dell'occupazione delle rendite di posizioni nel giro di anni, lustri al massimo...Dovrebbero essere tutti contenti : più servizio, meno co2.

11
23 Lug 2010
alle 14:18

Debora/Crisis

Ma LOL! Che idea fantastica Antonio! Sto preparandomi il vocabolario:

"Non ho gradito il comportamento di Totò Riina."

"Disapprovo che i preti conversino e prendano il té con bambini."

"C'è un'azienda che sversa fanghi tossici nel torrente ma dovete indovinare voi qual è. Aiutino? Il proprietario oggi aveva un pullover rosso."

"Sospetto che i vigili urbani del mio quartiere intrattengano rapporti troppo amichevoli con alcuni soggetti di onestà non lapalissiana."

"Il capo di un governo occidentale si accompagna con signorine di cui la moralità non è ancora stata accertata."

LOLLISSIMO!

MI diverto un sacco!

E pensa che livello di informazione arriveremmo ad ottenere! Da premio Pulitzer!

:D

10
23 Lug 2010
alle 14:17

Maria

Post scriptum. Se a proposito della Shell mandante di omicidi in Nigeria metto il link al rapporto di Amnesty International e dico esplicitamente che l'informazione è tratta di lì, il caso dovrebbe ricadere nel diritto di cronaca. Quindi niente querela.

Se sbaglio di corrigerete, ma questo (questo soltanto) non dovrebbe essere un ostacolo grave.

Poi, sia chiaro:  questo obbligo di rettifica lo vedo come il fumo negli occhi

9
23 Lug 2010
alle 14:12

Maria

Io non sono riuscita a capire una cosa che reputo fondamentale. L'obbligo di rettifica in questione prevede la cancellazione del post rettificando? E il divieto di rispondere alla rettifica?

Perchè ho visto arrivare alle redazioni dei giornali interi silos di minacciosissime rettifiche che, a leggerle bene e ad analizzarle, non rettificano assolutamente niente e si possono agevolmente ridurre allo spessore di una barzelletta attraverso due righe di risposta.

Per il resto,  concordo con Debora. E trovo assolutamente inumana la norma che impedisce ad un blogger di non accendere il computer per 48 ore.

8
23 Lug 2010
alle 14:11

Mau

No, secondo me la legge non e' fatta per i piccoli soprusi; la parrucchiera non leggera' il mio commento, molto probabilmente, e anche lo leggesse potrebbe decidere che non vale la pena cercare la rettifica, scrivere o far scrivere (a chi poi se nel sito non ci sono indirizzi mail di riferimento?) al provider che...

E' fatta, la legge, invece, per i grossi soprusi, per non consentire ad alcuno di scrivere che berlusconi e' un ladro, anche laddove avesse prove abbastanza circostanziate, che so, le norme salva-mondadori che sbucano come funghi dentro ogni legge che esce dal parlamento; perche' gli scagnozzi del B. leggeranno e li' partira' la richiesta di rettifica.

E poi,  se io in un blog scrivo una 'chiacchiera da bar' che pero' e' falsa e/o tendenziosa nei confronti di alcuno, oggi passa e amen, ma sotto sotto, la cosa non e' affatto giusta.

In altri termini, che i blog si devano documentare prima di scrivere cose e cercare riscontri a cio' che scrivono a me non pare cosi' male, di per se'.

Prendete facebook, se si tolgono le cazzate, i buon-giorno buona-sera, gli evviva e' venerdi' oppure ahime' e' lunedi', non resta quasi piu' nulla!

Un blog, invece, dovrebbe puntare a dire cose un po' piu' sensate e circostanziate e questa legge potrebbe essere un'occasione, non fosse che sappiamo bene tutti che sara' abusata dai criminali, per proteggersi, anche laddove hanno torto.

A rileggere mi accorgo che il commento e' molto fumoso... al momento pero' non riesco a chiarirlo meglio :/

M.

PS. sara' interessante capire come posso esercitare il "diritto" di richiedere una rettifica per un pezzo ospitato su un sito estero in un blog che non ha email visibili alle quali inviare la richiesta di rettifica! Cioe', tecnicamente, scrivo al provider chiedendo chi ha aperto il blog, mi rispondono dicendo pinco-pallino email: xxx@yyy, mando li' la mia email, ma ottengo un bounce per casella piena (ad esempio) a questo punto che faccio? Avvocato e richiesta al provider di sospendere il blog? 

7
23 Lug 2010
alle 14:06

Debora/Crisis

Vedi, caro Pablo, che la Shell sia stata mandante di omicidi è stato ampiamente dimostrato dalla giustizia nigeriana.

Secondo te, io lo scrivo, la Shell mi impone la rettifica e io grido: "Giammai! Andiamo in tribunale! Sosterrò un processo internazionale e andremo in fondo a questa faccenda! Sto per vendermi la casa per pagare gli avvocati italiani, olandesi e nigeriani!"

No. Io farò la rettifica e non scriverò mai più di quella storia. E tu, e mille altri, non lo saprete mai.

Mission accomplished.

6
23 Lug 2010
alle 14:04

Luigi Ruffini

Speriamo che stavolta Piero capisca la LEGGERISSIMA differenza...

5
23 Lug 2010
alle 14:03

federico

ahahah Antonio! non c'è la faccina che ride con una lacrimuccia, ma quando ho cliccato su "commenti" ero sicuro che ci fossi anche tu! 

sei IMPAGABILE! 

4
23 Lug 2010
alle 13:58

Antonio

Se i prezzi dalla parrucchiera in questione sono troppo alti comparati alla concorrenza, sul blog posso benissimo scrivere "la parrucchiera XYZ ha prezzi troppo alti rispetto alla concorrenza" (numeri alla mano) e non ho problemi. Se invece scrivessi "la parrucchiera XYZ e' una ladra", mi pare sacrosanto che la parrucchiera XYZ si incazzi. Soprattutto se lo scrivo in un luogo pubblico come internet, dove tutti possono leggere.

Stessa cosa per il ristorante: si puo' benissimo scrivere "ieri sono andato a cena nel ristorante AB, ma il cibo non era di mio gradimento" - che in effetti corrisponde ai fatti - senza dover dover ricorrere al "il quel ristorante si mangia male", che e' cosa ben diversa.

3
23 Lug 2010
alle 13:58

Luigi Ruffini

Siamo arrivatri che prima di inventarsi castronerie bisogna avere uno straccio di prove.

Se su un blog si scrivesse che sei un pedofilo, che sei stato visto in compagnia di ragazzini in atteggiamenti inequivocabili, o qualcuno si inventasse che sei stato arrestato per falso in bilancio e triffa aggravata chi scrive dovrebbe andare in galera.

Altro che libertà di stampa. E' anarchia.

Come si fa ad asserire che chiunque può scrivere quello che gli pare? Un minimo di codice etico ci vuole.

2
23 Lug 2010
alle 13:55

pablo

In una conversazione privata con la vicina puoi dire quello che ti pare, ma parli in un contesto pubblico devi rispettare i diritti delle persone. E' semplice e non è affatto una novità.

Se qualcuno ti offende in pubblico, ad esempio al bar, puoi querelarlo per villipendio e questo è un tuo sacrosanto diritto.
Non vedo nessun motivo logico per cui uno si debba aspettare che in una pagina internet di pubblico dominio uno possa calpestare le leggi e i diritti che valgono al di fuori di internet.


Affermare (ad esempio) che una azienda è mandante di un omicidio è una cosa grave, perciò è ora di ricominciare a pesare le parole restituendo loro il senso.

Io non la vedo necessariamente in negativo.
Con internet dove tutti possono dire tutto senza conseguenze, le parole hanno perso di significato.
Il liquame appiccicoso dei blog farlocchi che strillano tutti con lo stesso copione radicalchic senza nemmeno sapere quello che dicono ha ricoperto ogni cosa, rendendo invisibili anche quei blog che avrebbero qualcosa da dire.

Tra l'altro, esiste il modo di affermare qualsiasi cosa senza necessariamente prendersi la responsabilità diretta.

Inoltre, a livello pratico credo comunque che questa parte del decreto sia di difficile applicazione. Internet ha gli anticorpi per rigettare questo tipo di tentativi di controllo senza problemi.

1
23 Lug 2010
alle 13:31

Gio78

Ce ne eravamo già accorti, di essere arrivati lì...

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