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Addio, Italia.

Mercoledì 28 Luglio 2010, 14:22 in Apocalypse now di

italia-pizza-large.jpg

Oggi mi limito a segnalarvi questo post.

Sono sempre più convinta che stiamo andando verso il completo e deliberato smantellamento del sistema Italia, e non solo del made in Italy. Sarà che quando si parla di cibo e agricoltura divento da sempre un po' sensibile...

 

 

24
24 commenti
24
30 Lug 2010
alle 22:31

federico

sono info riservate, ho avuto contatti tempo fa con IRIS per lavoro.

però ti posso dire che sono di Parma e a casa mia  i prodotti Barilla non entrano. Non posso essere azionista Barilla....nn è quotata e mi sa che è tutto in mano alla famiglia.

Immaginati comunque la retribuzione di una SPA multinazionale fortemente sindacalizzata con contrattazione di 2° livello e una soc. coop piccola  come Iris che magari impiega soci lavoratori anzichè dipendenti.

 

23
30 Lug 2010
alle 21:45

riccardo

aldo, hai talmente ragione che non c'è bisogno di risponderti...

@10 federico, se hai qualche info + precisa o meglio link, passa pure, grazie, sennò potrei pensare che se un azionista barilla :)

22
30 Lug 2010
alle 08:24

Aldo

Articolo indicato nel post: "oltre un terzo della pasta è prodotto con grano che non è stato coltivato nel nostro paese; due prosciutti su tre venduti come italiani hanno all’origine maiali allevati all’estero, la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere"

Ecco un chiaro indicatore d'un fatto che tutti sappiamo ma che l'informazione ufficiale e gran parte di quella "libera" evitano di sottolineare con la dovuta insistenza: in Italia il territorio disponibile è ampiamente insufficiente per sostenere da un punto di vista agricolo la popolazione che vi dimora. Ora facciamo un'ipotesi (che ho già presentato qualche tempo fa ma che è caduta tra l'indifferenza collettiva): a un certo punto, col ridisegnarsi degli equilibri economici internazionali, i nostri prodotti non agricoli potrebbero non essere più abbastanza appetibili per gli acquirenti stranieri facendo venire meno la possibilità di acquistare le materie prime alimentari dall'estero... ops...

P.S. A voler ragionare sull'articolo, si nota che quel 1/3 del grano per la pasta è solo una minima parte dei cereali che importiamo dall'estero, ma non voglio tediarvi con delle spiegazioni che siete senza dubbio in grado di cogliere da voi.

21
29 Lug 2010
alle 16:02

brio (blog)

@12:" Sarà che quando si parla di cibo e agricoltura divento da sempre un po' sensibile..."

Diventerai anche sensibile, ma non abbastanza per partecipare ad un GAS, per capire come funziona, conoscere il mondo del km zero e del biologico,... (tanto da pensare a solo Almaverde quando si parla di bio)? o ho capito male?

Io ho completamente sostituito la mia spesa al supermercato con i prodotti che acquisto con il GAS, senza subire nessun aumento nella spesa mensile.

@8: Si, in Friuli i GAS vanno forte.

@10: federico, dimmi di questa busta paga, se lo sai.

http://briozona.blogspot.com/2010/06/gas.html

20
29 Lug 2010
alle 12:10

riccardo

opps.. l'offesa era per il 12 di debora, non per il 21 !

19
29 Lug 2010
alle 12:09

riccardo

@21: hai per caso mandato in ferie i neuroni? quando rientrano avvisa, che riparte il dibattito

@16: "speriam" certo, quando si fà commercio ci deve sempre essere fiducia... ma i G.A.S. che funzionano bene si controllano loro sia i prodotti che i produttori, così come chi importa prodotti equi&solidali

18
29 Lug 2010
alle 12:08

riccardo

@21: hai per caso mandato in ferie i neuroni? quando rientrano avvisa, che riparte il dibattito

@16: "speriam" certo, quando si fà commercio ci deve sempre essere fiducia... ma i G.A.S. che funzionano bene si controllano loro sia i prodotti che i produttori, così come chi importa prodotti equi&solidali

17
29 Lug 2010
alle 10:44

fausto

Calma, niente allarmismi!

Il collasso dell'agricoltura italiana si è prodotto trent'anni fa; ormai direi che non ci dobbiamo preoccupare. Semmai, bisogna parlare di come rifondare il sistema da zero, visto che a zero ci troviamo da un pezzo.

I nodi della questione sono due. Da un lato, tutte le nazioni del mondo trovano vie traverse per sovvenzionare le proprie agricolture. Non aiuti diretti, ovvio: quelli sono per i gonzi! Usano aiuti indiretti: piani di ristrutturazione finanziati, reti idriche deidicate, incentivi per l'acquiesto di macchine, sostegni forniti dalle amministrazioni locali pressoché incontrollabili....L'Italia non fa quasi nulla; ed i risultati si vedono.

L'altra faccenda è il differenziale di costo della vita: in Brasile, un agricoltore può anche vendere il grano a 15 euri per quintale. Ci campa. In Italia, ci farebbe la fame.

Entrambi i problemi si risolvono col tempo, e non è cosa bella: sarà la dissoluzione dell'economia di carta a rimettere in gioco la vanga qui da noi. Più tardi arriva e meglio è, ma succederà.

Ricordiamo comunque che a fare la differenza sarà la disponibilità di risorse: così come le acciaierie dei paesi privi di carbone hanno chiuso i battenti, così spariranno le stalle che acquistano foraggi a 2000 km di distanza. All'Italia oggi si vieta di produrre il latte di cui ha bisogno, innescando un gioco demenziale nel quale noi esportiamo foraggio e reimportiamo latte. Vedrete che in qualche modo questo ed altri giochini si incepperanno quando la nafta arriverà a costare più del sopportabile. Allora, riappariranno le stalle ed i campi italiani.

16
29 Lug 2010
alle 01:10

anonimo

"Non mi va di vedere il marcio dappertutto, così si rischia la paranoia."

Non credo si tratti di voler vedere il marcio dappertutto ma di credere solo a ciò che si vede (a pieno)... la fiducia (cieca, senza fondamento) ha portato la società al punto in cui si trova ora --> soluzione: TRASPARENZA (più completa possile)

Altro che togliere la privacy alle persone, la "privacy" va tolta ai prodotti ed alla produzione!!! ;)

...lasciamo stare l'attribuire la colpa dell'andamento dei prezzi del grano ai contadini (poi va a sapere chi si vuole indicare con contadini...?), evito commenti più lunghi...

P.S. Barilla come termine di paragone è effettivamente un poco eccessivo... va a sapere però se Almaverde è peggio... non che BIO sia solo Almaverde...

circa i G.A.S. speriam che abbiano le prove che i prodotti da loro distribuiti siano privi di chimica eccessiva, speriam che siano in buona fede... in altre parole vige sempre il sistema MONETARIO e CAPITALISMO... ergo la certezza della buona fede deve essere intrinsecamente assente

Un quesito: come siamo messi a grano Creso ? cioè quali percentuali, quale l'andamento delle "malattie" collegate, quali le ricerche circa l'incisività del Creso sulla "salute"

15
28 Lug 2010
alle 22:19

poldo alias marco

Prima qualche fesseria che però pratico da anni: mangiate solo farro bollito come carboidrati, c'ha un pò di fibra non è trattato (la farina che ne sappiamo? è sbiancata smerigliata eccetera!) ed è buono ha più proteine (poche meglio di niente) del riso e potrebbe bastare. Poi i contadini chiagneno e fottono, il grano in venti giorni è passato da 95 a 132 dollari al sacco (quintale forse) e questi piangono ancora... zitti e lavorate. Propongo al governo di dare la terra ai giovani ed ai giovani di lavorare la terra. Vedi se i prezzi calano, brutti contadini sfruttatori borsari neri peggio che durante la guerra. Ma a me non la raccontate sciacalli!

14
28 Lug 2010
alle 21:49

Bernardo Mattiucci

L'obiettivo dello smantellamento e' mettere in ginocchio l'Italia... come tassello "fondamentale" dell'Europa.

Se cade l'Italia cadono tutti... uno dietro l'altro.

si colpisce un paese che, storicamente, e' sempre riuscito a cavarsela da solo.

Quando finalmente tutti resteranno senza mangiare a causa del blocco totale delle importazioni... tempo 2 mesi e assisteremo alla moria generale per fame.... con la conseguente crisi della societa' che sfocia in un guerra di sopravvivenza.

Lorsignori puntano a questo... lo fanno da tanto tempo.

 

 

Io pero' ho il vantaggio di abitare a 15 km dalla casa di Fazio... l'Ex governatore della banca d'Italia. Mi auto-invitero' a pranzo, cena e colazione da lui! :)

13
28 Lug 2010
alle 21:28

Noel

Debora la realtà bio è molto varia e solitamente i GAS si forniscono solo da produttori bio, almeno quello a cui sono iscritto fa così ed evita con cura i marchi venduti nella grande distribuzione ma favorisce i piccoli produttori. Non mi va di vedere il marcio dappertutto, così si rischia la paranoia.

P.S. ne avevo già sentito parlare e se questo link non dice menate
http://www.informarmy.com/2008/10/barilla-in-mano-produttori-di-armi.html
sembra che Barilla abbia un bel socio di minoranza che produce/vende armi. La preferiamo ai marchi bio?

12
28 Lug 2010
alle 20:17

Debora/Crisis

A me sto business agrindustriale bio ha sempre assai puzzato, davvero meglio Barilla allora... per mangiare bio, o conosci di persona le mani che hanno coltivato, oppure è meglio non buttare i soldi. Sta fresca Almaverde prima che gli compro qualcosa!

11
28 Lug 2010
alle 19:59

barbara m.

sottoscrivo quel che dice riccardo.

basta coi prodotti industriali! rivolgiamoci ai piccoli produttori locali, meglio se bio.

la pasta personalmente la prendo in un'azienda biodinamica a gestione familiare, ho conosciuto tutta la famiglia, mi pare gente seria, mi fido. utilizzano grani antichi, che quindi dovrebbero essere a minor rischio celiachia (vedi ad esempio qui http://www.ilpastonudo.it/breve-storia-del-grano/), niente pesticidi. non me ne frega nulla di pagarla di più di quella dei più noti marchi industriali, la salute per me non ha prezzo.

10
28 Lug 2010
alle 19:20

federico

irisbio?!?!?!??!?!

chiedete come e quanto pagano i lavoratori ... e confrontate una busta paga loro con una di un operaio Barilla. 

9
28 Lug 2010
alle 18:49

Noel

in effetti la pasta che uno dei nostri prodotti nazionali dovrebbe essere più tutelato, con l'obbligo di riportare la provenienza della materia prima così come per la provenienza delle olive per l'olio

8
28 Lug 2010
alle 18:24

Massimouuuuu

credo pure io che i km 0 siano un rimedio per molti mali di oggi, ma le esperienze mie personali di questi tempi, almeno per la mia regione che si chiama Friuli sono del tutto fallimentari:

parlo di latte, uova, verdure, divani , mobili per la casa.

Altro non ho cercato "dal produttore al consumatore", questa è la mia esperienza personale che come potete capire è certamente negativa. Proverò con dei gruppi di acquisto, chissà che non se ne ricavi qualcosa di buono.

 

7
28 Lug 2010
alle 18:10

riccardo

@5 molti comuni si sono già strutturati secondo quanto da te auspicato, per esempio a conegliano c'è ogni settimana il farmer market

6
28 Lug 2010
alle 18:09

riccardo

@4: su retegas trovi un sacco di info sui GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE, buona ricerca!

consiglio: trovati un gruppo vicino a casa, e buona spesa solidale!

se invece voui sapere quale marchio uso io:

http://www.irisbio.com/

ciao

5
28 Lug 2010
alle 17:46

Mario Serino

@2 non puoi generalizzare.

Gli agricoltori, ne conosco personalmente un pò nella bassa veronese, sono schiacciati dalle grandi aziende agricole e dai costi, spesso producono ed il prodotto rimane invenduto, basta girare per i campi, un anno sono le fragole, un altro i cocomeri... lasciati a marcire nei campi.

Ci sono un sacco di limitazioni ed imposizioni, l'unica cosa che salva l'economia dei medi agricoltori (i piccoli non esistono più, almeno al nord), è la pac, cosa tra l'altro assurda, un drogare il mercato che crea posizioni che non sono sostenibili.

Il prodotto a km 0 è sicuramente l'unica via di salvezza per l'agricoltura, ma non bastano i gas e qualche mercatino, occorre che i comuni si strutturino con aree che dedicano agli agricoltori della zona, poi ovviamente tra questi ci sarà il furbo, il pirla, l'onesto e quello bravo e si potrà scegliere.

Ovviamente non si farà mai, tutti hanno le mani in pasta nella grande distribuzione

4
28 Lug 2010
alle 16:28

Federica

Massimouu, io ho comperato dal contadino pesche a 40 dico 40 centesimi al chilo. Ho fatto della marmellata buonissima. Zucchine pure a 40 centesimi.... Mi dicevano che portano la loro merce in città e la vedono nei negozi a prezzi quintuplicati.

 

Per Riccardo: mi dai maggiori informazioni su questa pasta comprata col G.A.S per favore?

3
28 Lug 2010
alle 15:54

riccardo

aSVEGLIA GENTE!

COMPRATE LA PASTA COL G.A.S !

tutto grano italiano bio, buona e costa circa come quella del supermercato

2
28 Lug 2010
alle 15:24

Massimouuuuu

La penso come te Deb, ma sono convinto pure che siamo pure noi la causa dello smantellamento.

Approfitto del post per riparlavi del AGRICOLTORE A KM 0!!!

Proprio 6/7 giorni fa, portando a spasso i miei cani ho voluto riprovare ad acquistare un prodotto a km 0, avendo finito la frutta , a 100 metri da casa mia c'è un "simpatico" baracchino che propone i prodotti coltivati nei campi dietro l'angolo....beh, ovviamente i prezzi non sono esposti, ho preso un kg e mezzo di pesche .....sorpresona!!! A parte le numerose ammaccature varie(ovviamente non posso sceglierle io) e le dimensioni nane .... 5 euro e 50!!!!

Chiaramente pubblicità positiva a tutto il vicinato (chissà come mai il baracchino è sempre vuoto mi chiedevo) e ai conoscenti vari....

Gli agricoltori hanno tutti gli strumenti in mano per vivere dignitosamente a cominciare dai consorzi! Ma appena possono approfittano del sistema per guadagnare speculando e fregando il prossimo. Qualcuno pensa che sia la natura umana ad essere così? NO io non ci posso credere! Bisogna smetterla di pensare al benessere personale e iniziare ad avere un pò di senso civico ma se gli esempi sono la nostra classe politica....beh campa cavallo che l'erba cresce!

1
28 Lug 2010
alle 14:43

Luigi Lucato

l'agroalimentare causerà la prossima crisi

http://www.adevarul.ro/financiar/Se_pregateste_piata_mondiala_de_o_criza_a_graului_0_306569548.html

e il conto ci viene presentato subito.

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