Crisi sistemica e cambio di paradigma
Petrolio, Champagne e Clatrati?
...che hanno in Comune (o in Provincia)?
Qualcosina ce l'hanno. Intanto sono rari, insufficienti e costosi.
Poi, l'analogia con la bottiglia di champagne spiega perchè i problemi che sta incontrando la Bp sono cosi grossi.
Confesso di NON aver seguito attentamente, essendo in altre faccende affaccendato, la vicenda della esplosione della piattaforma nel Golfo del Messico. Una vicenda prevedibile, prevista e praticamente messa in conto dalle compagnie petrolifere.
Sarà tra parentesi da vedere chi pagherà DAVVERO il conto.
Immagino il sistema assicurativo mondiale (e sarà un buco da un centinaio di miliardi, un sicuro mal ditesta sistemico, mica noccioline).
Torniamo ai tentativi di tappare la falla.
Imbrigliare un pozzo fuori controllo è una cosa seria già in superficie, ne sanno qualcosa gli spengitori di pozzi dei tempi eroici e i più recenti intraprendenti (ed ora ricchissimi) tecnici cecoslovacchi (se la memoria non falla) che riuscirono a spegnere in 4 e 4 otto, laddove si pensava ci volessero anni, i pozzi del Kuwait incendiati dagli irakeni in ritirata. Utilizzarono, piu' o meno, un motore di jet, residuato bellico russo, montato inclinato verso il basso, sulla scocca di un carro armato.
I tecnici della Bp avevano una paura fregata alla presentazione del loro sarcofago di cemento e si vedeva.
Mi sono chiesto perchè.
In fondo poteva solo succedere che non funzionasse, dopo tutto.
No, il punto è che SAPEVANO che c'erano i famigerati clatrati, stranissimi ghiacci formati da idrati di metano, stabili solo a basse temperature ed altissime pressioni e temevano non solo quel che è successo, ovvero che facessero fallire il tentativo, ma anche quel che poteva succedere.
Ovvero un possibile botto bis.
I clatrati, come scrive Ugo, sono bestiaccie.
Sono più leggeri dell'acqua e quindi la melmina di clatrati una volta che comincia ad uscire, tende a galleggiare.
Cosa succeda mescolando clatrati ed idrocarburi è una bella domanda.
Qualcosa come le zuppe di terriccio che facevamo da bambini sulla spiaggia.
'na schifezza insomma.
'na schifezza esplosiva.
Come si evince da questo articolo, citato da Debora su Petrolio, è stato proprio una piccola bolla di metano formata dall'intercettazione di un livello di clatrati a causare il botto.
Ecco la bottiglia di Champagne.
La bolla nasce piccolina, certo, ma cresce, sia perchè intercetta il metano in soluzione nel petrolio, sia perchè risale.
Tanto più risale tanto più si espande, tanto più si espande tanto più risale...
Ora: dovete capire che a quella profondità ci sono 150 atmosfere di pressione.
Molto di più che in un serbatoio di metano da auto.
La bolla è arrivata in pochissimo tempo in superficie con decine di atmosfere di pressione, facendo schiantare una serie di valvole di intercettazione e poi...swwiissshh-BOOOMMM, come dicono nell'articolo. Una volta stappata, la bottiglia di Champagne è quasi impossibile da richiudere.
I Geyser, per intendersi, hanno un meccanismo simile.
Una cosa interessante è che vi sono vaghi dubbi che una eventuale fuga massiccia di clatrati possa instabillizzare l'intero livello con un effetto a catena.
Ovvero fare la stessa cosa, non a livello di bolla ma a livello di giacimento.
Un incubo.
Ecco perchè hanno paura ed ecco perchè, tra parentesi, i clatrati non costituiscono, per ora, un'opzione facile o attraente dal punto di vista delle risorse di gas.
In ogni caso: tranquilli, hanno già pronto un piano B e poi un piano C, uno D, uno E, uno F...
Tanti piani, nessuna certezza. La BP, questa è la verità, è alla canna del gas.
Letteralmente.
BEH...NEMMENO IO SONO TANTO D'ACCORDO SUL FATTO DI FAR SALTARE TUTTO Xò SE è L'UNICA SOLUZIONE MAGARìì CON APPOSITI MAKKINARI POTREMMO PROVARE A FAR Sìì KE IL PROBLEMA SI RISOLVI AL PIù PRESTO XKè A NOI MANCA POCO FORSE CI PUò SALVARE LO STRETTO DI GIBILTERRA MA FINO AD UN CERTO PUNTO...XKè ...MAH...KISSàà COME ANDRà A FINIRE
da ragazzo lessi un romanzo di fantascienza appartenente al filone catastrofico anni 70 in cui una trivellazione apriva un varco ad un immenso deposito di gas che avrebbe cambiato la composizione chimica dell'atmosfera e quindi il clima e la civiltà, accendere un fuoco e consumare ossigeno sarebbe diventato reato. Per fortuna c'era il lieto fine
@Alby: spero tu non abbia bisogno dell'intelligenza per guadagnarti il pane...
nel frattempo invece ho trovato sia dei video che delle immagini, es: http://albairate.blogolandia.it/files/2010/05/piattnola2.jpg
oppure il video registrato tramite i robot mandati giù "in apnea" http://tv.repubblica.it/mondo/louisiana-il-video-della-falla-spunta-in-rete/46962?video
A chi vuole farsi un'idea di cosa stiamo parlando:
http://www.liveleak.com/view?i=524_1273510578
Siamo nelle mani di Dio.
Appena riemerge il disegnatore che hanno mandato giù con le bombole, anzi, no, in apnea, ti faccio avere il disegnino via email, magari ti viene il colpo di genio ^_^
Ma c'è una foto, un disegno, del problema, con le relative dimensioni? Giusto per capire meglio, probabilmente qualcuno vedendo com'è la situazione riesce ad avere un'idea brillante, chissà. Perchè a parole riesce tutto molto difficile.
Far saltare tutto non è fattibile per svariati motivi:
già è saltata in aria la piattaforma a causa del metano, non andrei a sfrugugliare ulteriormente;
ma soprattutto, visto che il greggio esce a pressione, se fai saltare tutto ma disgraziatamente continua a trapelare come cavolo fai poi ad intervenire sotto una montagna di macerie?
Faccio una summa super-semplificata dell'articolo linkato da Piero.
Ecco le soluzioni/piani previsti dalla BP x tappare "l'ombelico del Golfo del Messico":
piano A: campana grossa (mission failed)
piano B: campana piccola (work in progress)
piano C: intasare il preventer (che sta sopra al buco del giacimento e da cui attualmente esce la perdita) con rifiuti vari attraverso una delle bocche disponibili del riser (parte superiore a cui si connette il tubone che sale alla piattaforma)
piano D: sostituire il riser (questo non so come possa essere fatto, lascio la parola ai tecnici)
piano E: in fase di studio
piano F: in fase di studio
Io noto solo una cosa: i piani che vengono elaborati aumentano via via di complessità e rischiosità.
E intanto il tempo passa e il petrolio esce.La strategia BP è quella di confinare il petrolio in superficie attorno al punto di uscita per fare in modo che il meno possibile vada a finire sulle spiaggie.
Dopodichè quando la falla sarà chiusa si potrà tranquillamente procedere al risucchio del petrolio in questa zona confinata.
Questa mi sembra una cosa intelligente.
Sulla fattibilità/probabilità di tappare il buco ora sono piuttosto scettico.
Forse tra qualche mesetto la pressione della falla sarà diminuita e lavorarci sarà più facile. E' probabile che il massimo della fuoriuscita sia ora, andando a smanettare sul riser in fondo al mare in questo momento secondo me si rischia solo di peggiorare le cose e allargare la falla.
E' ragionevole attendersi pertanto una perdita pari a 6 mesi di spill ininterrotto (5000x6x30 =900.000 barili di petrolio).
Ovvero una milionata di barili penso che allla fine sia un valore che BP abbia già messo a preventivo ed è anche confrontabile con le più grandi passate oil spills.
La strategia è quindi quella di n disastro controllato, mettiamola così.
La cosa più dolorosa sarà probabilmente l'aumento di regole e e restrizioni per l'oil drilling off-shore ... guarda caso proprio dove si puntava per calmierare il peak-oil!!!
ma far saltare tutto no?
E adesso come lo tappano il buco?
E' durissima armeggiare a mano in superficie con un rivestimento da calare in un pozzo per acqua; 40 o 60 metri di foro sono già impegnativi. Lo dico per esperienza diretta.
Alle volte, mi viene il sopsetto che la perforazione off-shore appartenga alla categoria delle stregonerie, più che a quella delle tecnologie.
andate su http://www.flashearth.com
e provate a cliccare le varie opzioni di visuale
nasa, openlayer, virtual earth microsoft ecc
con la seconda mi sembra proprio si veda la macchia, la terza mi sembra oscurata strategicamente
sapete dirmi qualcosa?
Vero, Debora. Però una cosa è affrontare il mostro in terra, o a poca profondità, e tutt'altra cosa è andare a stuzzicarlo 1.500 metri sotto il mare...
Maria non starti ad indignare troppo! Di clatrati ce n'è in abbondanza anche in Siberia e nell'Artico (a quel che so io, cioè poco) dove trivellano allegramente, e infatti sia su Petrolio che sul blog di Aspo se ne parla spesso. Stanno tutti lì a tremare per il terrore della rivincita dei clatrati! (Quella che io chiamo "il ritorno dell'Etrusco"...)
#9 ehhh ci viene ci viene.
anxi ci abbiamo la fissa ci abbiamo.
MA ma ma deve essere compatibile ANCHE con il paradigma attuale e deve essere insieme economicamente sano in caso di BAu e in caso di collasso...insomma si: la cosa e' sempre complicata. Ma ci stiamo provando.
Bastardi fottuti. SAPEVANO CHE LI' SOTTO C'ERANO GLI IDRATI E HANNO TRIVELLATO LO STESSO.
http://news.sciencemag.org/scienceinsider/2010/05/gulf-spill-did-pesky-hydrates-tr.html
Domanda: ma nessuno pensa che forse sarebbe il caso di predisporre un piano B personale? Cioè che farete quando l'evento X scatenerà la reazione a catena? A me pare che tutti gli eventi degli ultimi 4 anni ci stiano dando dei segnali abbastanza chiari di come si stanno mettendo le cose; il come andrà a finire dipende però da noi!
Per chi volesse...
Estensione del nuovo Golfo di petrolio alle 16:35 UTC del 10 maggio (immagini dal servizio rapidfire.sci.gsfc.nasa.gov) :
http://rapidfire.sci.gsfc.nasa.gov/realtime/single.php?2010130/crefl1_143.A2010130163500-2010130164000.2km.jpg
http://rapidfire.sci.gsfc.nasa.gov/realtime/single.php?2010130/crefl1_143.A2010130163500-2010130164000.250m.jpg
infine ripropongo il piano di estrazione di BP (in inglese) :
http://www.gomr.mms.gov/PI/PDFImages/PLANS/29/29977.pdf
Pietro, le mie nozioni di scienze naturali sono molto rudimentali e tu sei l'unico geologo che io abbia a disposizione. Non ho capito tre cose, e tu sei l'unico che possa spiegarmele.
- I clarati (o gli idrati di metano) sono presenti DENTRO il giacimento o di formano FUORI dal giacimento, quando il metano ne esce e viene a contatto con l'acqua a quella pressione e a quella temperatura?
- Date pressione e temperatura, i gli idrati se ne stanno buoni buoni in fondo al mare (almeno finchè non vengono aspirati da un tubo collegato a una piattaforma petrolifera) o invece vengono a galla, suppongo sotto forma di metano?
- Non riesco a immaginare che quelli della BP siano stati così sciocchi da non accorgersi della presenza di queste bestiacce (o almeno: da non immaginarne la presenza) prima di fare il buco. E allora, perchè caspita l'hanno fatto?
Grazie
@5
Sembra la classica quiete(la normalità quotidiana) prima della tempesta...
x che panik? la cenere del vulcano non ha riempito il tetto di casa con 10 cm di fuliggine, l'acqua del po e' sporchetta come sempre, non vedo macchie di petrolio, il benzinaio e' ancora li' a vendere benzina a buon prezzo [1,40? 1,50? non mi cambia!], la primavera e' piovosa e fresca alla faccia del gw. x che dovrei agitarmi o preoccuparmi? nemmeno gli immigrati quando esco di casa mi aggrediscono! inizio a valutare seriamente l'idea di prendermi un suv e fare un viaggetto fino a dubai con una bella bionda accanto.
Curiosamente nel golfo del Messico si trova quel gigantesco cratere conseguenza dell'mpatto del famoso asteroide che, a detta dei paleontologi, decretò l'estinzione dei dinosauri.
(Mal)augurante, no?
Condivido tutto. Vorrei solo fare una precisazione tecnica al pur sempre ottimo Pietro. 150 atmosfere sono una pressione inferiore a quella di un serbatoio di metano per auto. Tali serbatoi vengono caricati a 220 atmosfere.
Condivido tutto. Vorrei solo fare una precisazione tecnica al pur sempre ottimo Pietro. 150 atmosfere sono una pressione inferiore a quella di un serbatoio di metano per auto. Tali serbatoi vengono caricati a 220 atmosfere.
alle 19:42
rosario
a chi posso inviare una soluzione rapida e per nulla costosa per risolvere il problema della Marea nera nel Golfo del Messico ?
nemelisami@gmail.com