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La fine della dignità.

Lunedì 17 Maggio 2010, 09:50 in Psicologia, Vita quotidiana di

tregiorni.jpg

Per quanto tempo il lavoro ha avuto una "dignità"? Cinquant'anni? Non di più, penso. E' una moda recente, presto superata.

Per secoli nessuno si è sognato di ritenere che il lavoro dovesse "nobilitare", che chi lavora avesse una dignità da mantenere. Lavoravano i poveracci, schiavi o poco più che tali, perché costretti dalla fame e dal bisogno; lavorava qualche professionista o qualche artista, ma sempre al servizio di un qualsiasi signorotto che gli garantiva una vita decente in cambio della fedeltà assoluta. Gli unici a poter vantare una qualche pretesa di dignità erano i religiosi e i militari, ma solo per il ruolo di potere che ricoprivano, e sempre al servizio di qualcuno.

La dignità del lavoro, e il suo compito di dare un'identità all'uomo, sono un capriccio del secolo ventesimo. E come il secolo, sono già finiti. 

In un call center di Firenze sono arrivati a frustare la gente per vendere aspirapolveri. Chissà in quanti altri call center succedono cose analoghe. Un'infermiera, a Napoli, ha rischiato la vita e ha perso, solo per ottenere lo stipendio che le spettava. E non crediate siano costumi da BelPaese: forse non sapete che i dipendenti della piattaforma messicana, dopo aver vagato sotto choc sulle barche in mezzo al mare, sono stati approcciati da dirigenti della compagnia che hanno chiesto loro di firmare una dichiarazione secondo la quale non sapevano nulla delle cause dell'incidente e non ne avevano riportato alcun danno. O firmi, o non vai a casa.

Ancora qualcuno pensa che il lavoro serva a "realizzarsi"? Il muro di Berlino è caduto, Marx è fuori moda, il comunismo fortunatamente non spaventa più nessuno, e quindi si può tornare al business as usual senza tema di pericolose rivolte. E' ora che il lavoro torni ad essere quel che è sempre stato per millenni, ovvero sfruttamento, paura, minacce, abusi di potere, ricatto.

O credevate mica di aver scampato la maledizione biblica, fortunelli?

 

43
43 commenti
43
21 Mag 2010
alle 13:39

zip

x antonio

le alternative sono 2

o  sei un figlio di papà che non ha mai fatto una mazza in vita sua, che magari ha il posticino dirigenziale in azienda ..uè figa e la barchètta dopo la fabbrichètta

o sei uno schiavo vero di quelli che leccano il padrone e lucidano per bene le catene

in entrambi i casi ti disprezzo profondamente

42
18 Mag 2010
alle 23:42

cav

@20: Gallaco

Conosco un po' di gente con il colletto bianco... Alcuni intelligenti che si danno da fare, altri... Meglio non descrivere.

Un po' come in tutto il resto della societa.

Per questo mi irrrito quando qualcuno giudica/critica un'intera categoria, che siano i Cristiani o gli statali: generalizzare è stupido.

41
18 Mag 2010
alle 22:55

fausto

Tutta sta caccia alle streghe contro gli statali fannulloni mi fa un pò ridere. Io in effetti sono uno di loro: quest'oggi ho passato la giornata a martellare, spazzare, dare una mano in amministrazione, sgombrare banchi da lavoro...

La cosa strana, davvero strana, è che tutte queste offese provengono in gran parte da persone che non sanno distinguere una vanga da un cavatappi. Quando la sera torno a casa, tanto per cambiare, mi devo sorbire un pò di simpatici lavori forzati in campagna. Pensa che culo, oltre che pubblico lavacessi sono pure figlio di contadini! E perfino bamboccione, vista la carenza di soldi. E...beh, direi che può bastare.

Francamente, ho perso l'abitudine di dividere tra pubblico e privato. Divido semmai tra onesto e disonesto, volenteroso e sfaticato, faticoso e leggero....

La vita è complicata.

Al prossimo che mi dice che sono un fannullone, prendo la cagna da sotto al banco e gliela metto in mezzo alle corna.

Buonanotte, da uno dei tanti poveri pirla che ancora si rifiutano di usare la rete a fini personali in orario di servizio. Il bel portatile da cui sto scrivendo qui a casa monta Ubuntu 10.04. Ve lo consiglio.

40
18 Mag 2010
alle 20:57

galina cocimelova

Attenti statali a criticare il sistema sul web...si può finire licenziati, soprattutto se non ci si protegge attraverso l'anonimato:

http://laprovinciapavese.gelocal.it/dettaglio/pavia-critica-sul-web-il-sistema-fiscale-e-viene-licenziata/1867757

39
18 Mag 2010
alle 20:57

galina cocimelova

Attenti statali a criticare il sistema sul web...si può finire licenziati, soprattutto se non ci si protegge attraverso l'anonimato:

http://laprovinciapavese.gelocal.it/dettaglio/pavia-critica-sul-web-il-sistema-fiscale-e-viene-licenziata/1867757

http://docs.google.com/View?id=dcczhzpx_212hmqpvm6v

38
18 Mag 2010
alle 20:05

federico

allora TED prendi una bella vanga 2 somari 1 maiale e 2 vacche e comincia a vangare un campo. così lavori e mangi per conto tuo e non dipendi da altri.

Io non lavoro per soldi ...  

37
18 Mag 2010
alle 14:26

barbara m.

@32

ottima sintesi, perfetta direi

alla fine gira e rigira il succo del discorso lavoro è questo: cacciare fuori il cibo e quant'altro di essenziale per la nostra sussistenza, non necessariamente soldi quindi.

il resto, tutto il resto, sono invenzioni recenti e come tutte le invenzioni recenti sono destinate a sparire più presto che tardi. 
36
18 Mag 2010
alle 14:06

gallago

"Anzi: su quale ramo stai."

:D

35
18 Mag 2010
alle 12:42

Pietro/crisis

#30 Lol!!

Di prezzolato ed azzimato cane padronale non me l'aveva dato ancora nessuno !!

Feltri, peraltro, l'ho conosciuto personalmente, dodici anni fa.

Ci scambiai anche qualche parola e gli strinsi, pensa te, la mano.

Eh si, ne ho fatti, di errori, nella vita.

Detto questo: Credi DAVVERO DAVVERO che la scarsa competitività delle nostre industrie è dovuta alla scarsa liberalizzazione del mondo del lavoro?

Ma DAVVERO?

Vorrei sapere, nel caso, di quale ramo sei.

Anzi: su quale ramo stai.

Mica per altro: a cadere dal pero ci si può fare male, se è alto.

8o)))

34
18 Mag 2010
alle 12:09

Ily

X Ialin

Non è vero, per legge uno schiavo era "res", cioè una cosa, e un "instrumentum vocalis", cioè un attrezzo con la parola. La situazione degli schiavi poteva essere molto diversa da caso a caso: gli schiavi rurali (braccianti) vivevano in catene e lavoravano nei campi, mangiavano poco e lavoravano tutti i giorni dall'alba al tramonto. Gli schiavi delle "familiae" urbane, cioè gli schiavi dei ricchi cittadini facevano una vita più agiata della plebe urbana: potevano sposarsi col permesso del padrone, e il lavoro era abbastanza leggero, anche se potevano essere sottoposti a pene corporali o essere venduti per punizione, ad esempio al proprietario di una miniera. Se la passavano molto bene (naturalmente rispetto ai poveri "liberi") gli schiavi istruiti o con un mestiere: ad esempio architetti, segretari, precettori privati, cuochi, pasticcieri, giardinieri ecc. Se la passavano bene anche gli schiavi municipali, addetti come "impiegati" negli uffici pubblici. A volte il padrone comprava una bottega a uno schiavo artigiano e li lasciava una parte dei ricavi, oppure gli dava un salario (ad esempio se lo schiavo faceva da procacciatore d'affari): questi soldi guadagnati dallo schiavo, detti peculium, erano solo suoi e spesso venivano restituiti al padrone per comprarsi la libertà, oppure gli schiavi di fiducia del padrone potevano essere liberati per testamento.

-------------

Comunque vorrei ricordare che nel Medioevo il lavoro in proprio, cioè artigiano, e alcune professioni come medico, notaio, avvocato, mercante, banchiere erano tenute in gran conto: addirittura il governo di molte città (ad esempio Firenze) era retto dalle Arti, cioè le corporazioni. Ogni Arte aveva la sua festa, i suoi statuti ecc e appartenere a un'Arte come Maestro artigiano voleva dire passarsela piuttosto bene, per l'epoca. Poi certo c'erano Arti più prestigiose e altre meno. E' colla rivoluzione industriale che il lavoro si è veramente svalutato e i lavoratori sono diventati proletari sfruttati. 

33
18 Mag 2010
alle 11:26

TED MARCIANO

Il lavoro e' sempre e solo stato una cosa sola per i poveracci, ovvero vendere il proprio tempo per poter mangiare.E si era disposti a prendere le mazzate, pur di mangiare.Il resto sono acrobazie filosofiche.Per qualche lustro il lavoro era invece diventato il vendere il proprio tempo per comprare cagate.Mangiare si era trasformato in un diritto inalienabile.Non si era piu' disposti a prendere mazzate, sarebbe bastato in compenso rinunciare a qualche cagata.Negli ultimi anni c'e' invece stata una regressione.Si sta di nuovo tornando a vendere il proprio tempo per poter mangiare.Sara' sempre piu' richiesta quindi la disponibilita' a prendere mazzate.

TED MARCIANO

32
18 Mag 2010
alle 11:25

andreaX

Quel gran genio di Paolo Villaggio ha illustrato tanti anni fa, in chiave comica, quella che è sempre stata la realtà lavorativa italiana: umiliazioni, frustrazione, insodddisfazione, servilismo, mediocrità. Tutto questo riassumibile in un nome:

UGO FANTOZZI

Dalla corazzata kotiemkin al supermegapresidente, e chi più ne ha più ne metta, si è fatto portavoce di tutto lo squallore e di tutta la tristezza che appartiene al mondo del lavoro italiano, per questo ha avuto tanto successo.

Ma la cosa che mi fa turbare ancora di più è come veniva giudicata "mediocre" la vita di questo personaggio:

posto fisso, moglie e figli, un appartamento, un automobile.

Quella che allora era considerata una vita piatta, insignificante, per l'appunto mediocre, adesso è diventata il sogno di felicità di tantissimi lavoratori e disoccupati: magari avere un posto fisso, magari avere una casa e potersi poi sposare, per tantissime persone tutto questo non è più la mediocrità ma sarebbe già l'eccellenza, l'idillio.

Ci rendiamo conto che quelli che prima erano diritti consolidati adesso invece sono visti come privilegi riservati a pochi?, ma ci rendiamo conto di quanto qua in italia siamo caduti in basso?.

31
18 Mag 2010
alle 10:51

Antonio

Mamma mia. Cos'e'? La rivolta degli statali?

Mirabile l'intervento di Pietro Cambi. E' stato a scuola da Feltri? 

30
18 Mag 2010
alle 10:11

gallago

@25

Ma a te che male ti ha fatto la Chiesa?

Sempre a criticarla anche senza alcun fondamento!

Scusa ma su che pianeta vivi? La conosci la Chiesa o sei rimasto al catechismo?

29
18 Mag 2010
alle 08:04

g

Doria perche' e' andato in Polonia?

28
18 Mag 2010
alle 01:07

lalica

Tempo addietro ho sentito dire da un personaggio che stimo, che gli schiavi degli antichi romani lavoravano per legge massimo 5 ore al giorno.

non ho mai trovato modo di appurare questa cosa.

a qualcuno risulta?

27
17 Mag 2010
alle 23:37

federico

a volte penso che qui si radunino tutti quelli che sono stati "rilasciati " dai manicomi, dai "titolati" del blog ai trolley...

vabbè battute a parte, stavolta mi piacerebbe fare un intervento serio ed elevare la discussione perchè l'argomento LAVORO per me è "sacro".

E' ovvio che si potrebbe fare un trattato di dimensioni enormi sulle condizioni di lavoro dalla rivoluzione industriale a oggi, su come è cambiato, su diritti , doveri, dignità...ecc.... 

Io non so che lavoro faccia o abbia fatto Debora con l'acca, non ho nemmeno capito fino in fondo il senso del pezzo da lei scritto ( ma insomma per te deb, il lavoro, nobilita o no?). Vorrei solo esprime il mio pensiero frutto di ciò che mi ha trasmesso mio padre e che a sua volta ha imparato da suo padre.

bene, a mio modo di vedere, chi lavora fa innanzitutto qualcosa per qualcun'altro e non è mosso dal lucro o dall'altruismo, ma in qualche modo si aliena ( forse marxianamente) nella propria attività per produrre un bene, rendere un servizio, che l'altro non avrebbe potuto conseguire perchè non ne avrebbe avuto le competenze, le capacità. 

In questo senso si il lavoro, qualunque lavoro, può essere sinonimo di dignità e nobilitare l'uomo: io con il mio lavoro, la mia fatica le mie capacità e competenze faccio qualcosa per soddisfare una tua esigenza, un tuo bisogno che tu da solo non riusciresti a soddisfare.

Sarebbe bello in una economia primordiale priva di moneta potersi scambiare quantità di lavoro: io faccio un tavolo per te che non sai usare pialle e martelli e tu mi fabbrichi una una ringhiera perchè io non so lavorare il ferro. Entrano in gioco poi tutta una serie di dinamiche: la passione, la dedizione, le tecniche, ecc. che rendono il lavoro dignitoso e nobile.

Non dovremmo dimenticare queste cose anche oggi che il lavoro è salariato, che la moneta rende tutto uguale e non è capace di "prezzare" il lavoro, che esistono le catene di montaggio che i lavori sono ripetitivi monotoni, svuotati del loro significato. No noi lavoratori dovremmo tenerlo sempre a mente:lavoro, dignità, nobiltà e difendere questi principi. E' solo colpa nostra se vengono calpestati i nostri diritti di lavoratori, se qualcuno si permette di frustare una operatrice in un call center, se qualcuno ci ha lasciato le penne perchè il suo lavoro non le consentiva di mantenere sè  stessa e la famiglia.

E' solo colpa nostra. la libertà e le dignità non sono conquiste, sono valori che si difendono ogni giorno ogni minuto, ogni attimo della nostra vita.

Mio nonno è andato in pensione e il giorno dopo è morto. Lui era il suo lavoro, lavorava in un piccolo comune, faceva un po' di tutto. non c'è più, è rimasto tutto il lavoro che ha fatto e tutti lo sanno in paese. E non penso che qualcuno si sarebbe permesso di usare un frustino nei suoi confronti.

P.S: così non sprecate domande inutili, lavoro in un'agenzia per il lavoro, di quelle che creano precarietà, sfruttano, zero diritti, ecc ... bla  ... bla ...  e chi più ne ha più ne metta. 

 

 

 

 

 

 

 

 

26
17 Mag 2010
alle 22:44

cav

@Debora

Ma a te che male ti ha fatto la Chiesa?

Sempre a criticarla anche senza alcun fondamento!

Non fu un ricco cardinale ma un povero frate il primo a benedire il lavoro. 

Vai a studiare la vita di S.Benedetto.

 

25
17 Mag 2010
alle 21:57
24
17 Mag 2010
alle 21:50

Frank

Non posso che condividere le considerazioni di Debora.

Linko un paio di post che avevo lanciato qualche tempo fa su ASPO, che ben si legano:

http://aspoitalia.blogspot.com/2008/09/il-picco-dei-raccomandati.html

http://aspoitalia.blogspot.com/2009/02/il-picco-dei-licenziamenti.html

23
17 Mag 2010
alle 19:46

Statale riposato

Per Antonio

Sono uno statale e non mi ammazzo di fatica, leggo molti blog, e tutto sommato arrivo pure alla fine del mese. Bye bye.

22
17 Mag 2010
alle 19:43

Andrea Doria

x Antonio,

 io sono un imprenditore Italiano in Polonia;oggi ho lavorato "solo" 12 ore, ma fra un paio devo tornare in ditta per spegnere le macchine e chiudere.Ho per questo piu' titolo a parlare rispetto a chi di ore ne lavora 8?Tanto per sapere...

Ho fatto per tanti anni l'operaio ed ho giurato che, il giorno in cui avessi avuto un attivita', avrei trattato i dipendenti come Esseri Umani.I risultati mi stanno dando ragione: il fatturato nell'ultimo anno e' esploso (insieme ai premi produzione), e fra qualche anno tornero' nella mia Liguria a pescare, lasciando ai dipendenti la ditta e i macchinari.Anche questa scommessa la sto vincendo...pur non essendo uno statale.

 P.S. Se Sabato smette di piovere facciamo la consueta grigliata di fine settimana, e' invitato anche lei...

21
17 Mag 2010
alle 17:35

cassandro

x huru

io faccio il bracciante.quano piove non lavoro.e navigo.non ho la malattia non ho le ferie...prendo la disoccupazione agricola...ma cercoi di istruirmidi stare informato.so potare vangare e seminare.e tu?

20
17 Mag 2010
alle 17:28

uhuru

Antonio leggendo la repubblica:

"ma che lavoro faranno le persone che scrivono su questo giornale?!? boh! Secondo me saranno lavoratori statali, altrimenti dove trovano tanto tempo per scrivere!"

19
17 Mag 2010
alle 17:24

Pietro/crisis

#13 Ancora a credere che la colpa del collasso industriale italico è imputabile al caro stipendi?

Mavviaaaaaaaa Siamo dietro il 90% dei paesi OCSE ed ancora con questa storia?

Il povero padroncino che risciha in proprio, quando lo fa, è sempre piu' raro.

O vogliamo raccontare che quelli dell'Eutelia, per fare un caso concreto sono cosi?

O Il Tronchetto (Provera) dell'infelicità ( altrui?)

18
17 Mag 2010
alle 17:16

Attenti al troll

Ma su, non sapete riconoscere un troll quando ne vedete uno? Questo è uno che rompe le uallere sui blog di mezza italia!!!

17
17 Mag 2010
alle 17:07

Pietro/crisis

#15 Seguendo il filo "logico": Antonio è invece un dirigente di un istituto bancario decotto, prossimo al collasso, altrimenti dove trova tutto questo tempo per fare il troll?

Ma mi facci il piacere, mi facci ( avrebbe detto toto', persona per altro molto seria).

16
17 Mag 2010
alle 17:03

Debora/Crisis

Hai quasi indovinato, Antonio. Sono una pensionata che non ha una mazza da fare tutto il giorno.

E tu, invece......?

:D

15
17 Mag 2010
alle 16:35

Antonio

@13

La signora Billi e' probabilmente una statale. Senno' dove lo trova tutto questo tempo per bloggare?

14
17 Mag 2010
alle 15:48

lonewolf

@12

Initalia lavora il 17% della popolazione , dove sta scritto  che lavorare e' un dovere?xche tanti disattendono??

13
17 Mag 2010
alle 15:46

con il centro-glutei degli altri

la precarietà è un problema, sono d'accordo, però il 99% di coloro che fanno discorsi tipo la signora Billi, o quelli che parlano di stipendi inadeguati ecc. non hanno mai assunto nessuno, non hanno mai aspettato con terrore il 15 del mese per controllare se in banca ci sono i soldi per pagare i contributi ai dipendenti; eppure ci sono tante aziende in crisi e persone in cerca di lavoro...

12
17 Mag 2010
alle 15:22

Francesco Ganz

Il lavoro è un diritto ma nache un dovere; sarebbe opportuno anche che offrisse condizioni similari a tutti, per cui stesse garanzie per tutti .( Più garanzie per o precari, meno per gli assunti a tempo indeterminato )

11
17 Mag 2010
alle 14:56

andreaX

Intanto il governo della Gran Bretagna ha dichiarato di avere finito tutti i soldi...

10
17 Mag 2010
alle 14:29

Antonio

ipse dixit: "La dignità del lavoro, e il suo compito di dare un'identità all'uomo, sono un capriccio del secolo ventesimo. E come il secolo, sono già finiti."

Il tono lapidario ma stentoreo mi ricorda le provocazioni di Maurizio Mosca all'appello del Martedi', circa 20anni fa. Almeno la' riuscivano a non credere davvero a quel che dicevano. 

9
17 Mag 2010
alle 14:26

Antonio

Oh, questa e' la prima cosa sensata che scrive oggi.

Ma perche' tutta questa segretezza sul suo lavoro? Si vergogna a dirci quel che fa? 

8
17 Mag 2010
alle 13:51

Debora/Crisis

Ma detto "tutti o nessuno". Infatti c'è anche l'altra categoria di lavoratori a cui è stata tolta la dignità: non li frusta nessuno, e sono i precari.

7
17 Mag 2010
alle 13:44

Antonio

Ma signora Debora, e' lei quella che fa discorsi assoluti - tutti o nessuno. Dobbiamo dunque capire che valgono solo sugli altri? E quali altri poi? Tanti o pochi? 

6
17 Mag 2010
alle 12:25

andreaX

Il punto di vista dei datori di lavoro è così riassumibile:

TUTTI UTILI, NESSUNO INDISPENSABILE.

E' sempre stato cosi e sempre lo sarà, però è chiaro che quando c'è crisi quei pochi che offrono il lavoro hanno ancora di più il coltello dalla parte del manico, questo rende tutto il quadro ancora più sconfortante.

5
17 Mag 2010
alle 12:01

Debora/Crisis

Perché, Antonio, ti è parso che parlassi di me?

:D

4
17 Mag 2010
alle 11:53

Antonio

Magari l'autrice ci puo' dire quali sono le condizioni lavorative dove lavora lei? Frustano? Minacciano? Altro?

3
17 Mag 2010
alle 11:49

Paolo B.

Debora sempre più cassandra :-).

Come dice Pietro, la storia non si ripete ma fa il verso, però io dico che a furia di sfruttare, a furia di elite dirigenti che vanno avanti a testa bassa incuranti di calpestare esseri umani e diritti, prima o poi si ricreano le precondizioni della rivoluzione francese o di quella d'ottobre.

Qualcuno oggi preconizza le grandi manovre per arrivare alla nuova dittatura anglo-israelo/americana economica globale conclamata di matrice lobbistico-finanziaria( e la bufera sull'euro di questo periodo farebbe parte di tutta una serie di passi per arrivarci), però la rabbia futura dei popoli viene grandemente sottovalutata dai tanti divulgatori/commentatori sui media ed in rete.

E' anche vero però che prendersela con i propri governi, oggi come oggi è riduttivo, visto che le redini del potere sono ormai sovranazionali.

Stiamo a vedere cosa succede in Grecia...

2
17 Mag 2010
alle 11:38

gallago

è ora di rivoltarsi, in stile thailandese.

E di avere il coraggio di usare violenza contro chi la usa contro di te. Il problema è che spesso questa gente di merda se la prende soprattutto con le donne... perchè se un mio superiore dovesse provare ad usare una frusta con me lo manderei all'ospedale per un paio di settimane

1
17 Mag 2010
alle 10:50

Mammifero Bipede

Da questa nazione, ormai, mi aspetto solo che accetti supinamente la reintroduzione della schiavitù.


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