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Sarajevo? No, è Detroit.

Giovedì 22 Aprile 2010, 14:08 in Apocalypse now di

detroitsky.jpg

Seguiamo da tempo le vicende della città di Detroit , un po' il simbolo di questa grande crisi non solo finanziaria, ma anche energetica e ambientale. Detroit è la città post-paradigmatica, in cui alle grandi fortune della stagione della motorizzazione di massa sta seguendo un destino di abbandono e desolazione.

MSNBC ha dedicato uno speciale alla Detroit di oggi, con splendide riprese dall'alto che mostrano come una metropoli moderna possa rapidamente deteriorarsi al punto da sembrare una città bombardata. Sarajevo, la Cecenia, dalle immagini non si riuscirebbe a capire se non lo si sapesse. Migliaia di case abbandonate, capannoni distrutti, hotel e palazzi in disfacimento, interi lotti cittadini trasformati in campi incolti con qualche casa che resiste qua e là tra rovine bruciate. Uno spettacolo angosciante.

Il sindaco ha deciso di investire i pochi soldi che ha la municipalità per demolire ben 10.000 edifici. La città si restringerà, con la speranza che assuma una dimensione più umana. D'altronde, anche gli abitanti si sono più che dimezzati.

Trovate qui l'intero servizio di MSNBC, e qui i tre brevi video delle riprese dall'alto.

 

 

21
21 commenti
21
26 Apr 2010
alle 09:33

Hunter76Lima

Confermo Gnurant #20,

GS consiglia di scommettere in CDS sul fallimento di banche greche e mediterranee in genere sovraesposte sul debito greco.

Sembra che GS stia tifando Germania affinchè votino contro alla concessione del credito congiunto UE-FMI. E se la Germania rinuncia, secondo il criterio delle quote sono 10 miliardi su 45 del prestito previsto che sfumano.

In sostanza il salvataggio della Grecia è nelle mani dei tedeschi e questi non mi sembra siano molto propensi a sganciare. In cambio vogliono la concessione di un programma di "lacrime e sangue", una austerity 2.0 che ai greci non piacerà per niente.

Tirando le somme, GS dopo aver aiutato la Grecia a truccare i bilanci ora la sta spingendo alla fame sfruttando la stessa speculazione finanziaria con cui li aveva salvati.

Gli avvoltoi sono dei gentlemen a confronto.

20
24 Apr 2010
alle 08:55

Gnurant

Breve termine: http://www.zerohedge.com/article/playing-contagion-ii-goldman-recommends-betting-contagion-risk-portuguese-spanish-and-italia

19
23 Apr 2010
alle 18:38

riccardo

eppure dell'economia cinese come possibile salvezza del nostro vecchio mondo parla la napoleoni, nel suo libro in uscita in questi giorni

mah!

18
23 Apr 2010
alle 18:04

loù

temo che sarà una carneficina globale ai quattro angoli del pianeta.

17
23 Apr 2010
alle 15:11

Paolo B.

@15-16

Permettetemi di dissentire.

La Cina si ritroverà nella stessa fine del paradigma in cui affogherà l'occidente ex opulento, magari un po' dopo(giusto un po').

In ogni caso, con la fine della facile disponibilità delle risorse fossili, non ci sarebbero più le condizioni per avere potenze planetarie economiche, almeno non secondo i dettami di questo paradigma.

Domanda: come si gestiranno 1.300 milioni di Cinesi dopo la fine dell'illusorio stile di vita all'occidentale? E aggiungo, dopo il picco dell'agricoltura petrolifera?

16
23 Apr 2010
alle 13:45

Hunter76Lima

Eh, sì, molto più probabile questa seconda ipotesi, daniele

15
23 Apr 2010
alle 13:40

daniele.spagli

@14

era solo un'iotesi... ma non vedo che futuro avremo se non quello di essere letteralmente "comprati" per poter pagare i nostri debitucci.

In alternativa potremo divenire semplicemente una colonia cinese.

:-)

14
23 Apr 2010
alle 10:52

loù

"in un mondo con meno mobilità saremo probabilmente manodopera a basso costo per i popoli del nord europa, più ricchi e più capaci di noi nel premunirsi dagli effetti di questa crisi."

beh, veramente manodopera a basso costo per i popoli del nord europa lo sono già stati i nostri nonni e zii negli anni '60, dopodichè la cosa si è esaurita lì e non credo che nel nord europa ci sarà di nuovo un boom economico tale da richiedere nuove orde di gastarbeiter ("lavoratori ospiti")...anche la ricchezza del nord europa è stata costruita tutta sulla base di grandi quantità di materie prime e fonti energetiche a basso costo, nonchè sulla ricostruzione post-bellica e sullo sviluppo dell' industria. certe "congiunture" non si ripeteranno facilmente.  la norvegia senza il suo petrolio? una penisola fredda e inospitale..

13
23 Apr 2010
alle 09:59

Hunter76Lima

Per lou e fabio79,

do ragione a entrambi. Io rimango dell'idea che sia solo fumo negli occhi. Marchionne sta semplicemente battendo cassa allo stato mettendo avanti lo spettro della chiusura degli stabilimenti e disordini sociali. Intanto la previsione a 5 anni chi mai gliele contesterà, tra 5 anni nessuno se ne ricorderà a anche se fosse nel frattempo saranno successe tante di quelle cose che Mr. Fiat avrà migliaia di "buone" giustificazioni da portare come alibi a sua difesa. Alla meno peggio potrà dire, con la faccia di tolla : "L'obiettivo era quello, non l'abbiamo centrato perchè lo stato non ci ha aiutato, ora lo stato si accolli tutti il sostentamento di tutti i lavoratori che abbiamo lasciato a casa"

Già adesso sta minacciando -30% ordini per 2010 a causa di mancati incentivi statali !!! Alla faccia del libero mercato !!!

Per Riccardo: cavolo, e io che avevo pensato ad aprire un'impresa di demolizioni come lavoro proficuo post peak-oil !?!?!

 

12
23 Apr 2010
alle 07:39

daniele.spagli

qualsiasi cambio di portata storica ha provocato spettacoli come questo: pensate ai nostri piccoli borghi di montagna spesso del tutto abbandonati.

L'america poi è sempre stata più sensibile a questi cambi, per una serie di ragioni (ampia disponibilità di territorio, sistemi costruttivi meno costosi, economia più "volatile" ecc.). Pensate alle vecchie città abbandonate o anche ai piccoli centri che erano nati intorno alle vecchie arterie di comunicazione.

In italia in teoria dovremmo essere messi meglio, per via di un territorio più ristretto, di un clima più mite e di un sistema complessivo meno soggetto a grandi balzi e di conseguenza anche meno collassabile... ma pagheremo carissima l'attuale situazione sociale e politica, il nostro disinteresse per la cosa pubblica e la corsa all'arraffo della nostra classe dirigente ed imprenditoriale.

Verremo probabilmente colonizzati ancora una volta: le nostre energie migliori sono già all'estero... in un mondo con meno mobilità saremo probabilmente manodopera a basso costo per i popoli del nord europa, più ricchi e più capaci di noi nel premunirsi dagli effetti di questa crisi.

La bolla edilizia è come congelata... viviamo in una situazione incredibile: con centinaia e migliaia di case invendute o sfitte... con milioni e milioni di euro congelati in investimenti immobiliari futuri che probabilmente non verranno mai effettuati.

Abbiamo un debito pubblico pauroso, buona parte del nostro PIL in attività in piena crisi e un governo che sa solo aumentarlo e aumentarlo.

Abbiamo un sistema bancario sull'orlo del fallimento, con gli insoluti che ormai sommergono le banche ed una capacità di risparmio degli italiani ormai inesistente e disoccupazione ed ammortizzatori sociali ormai in crescita incontrollabile. Come se non bastasse la nostra classe dirigente fa carta straccia di qualsiasi legge obbligo ed impegno... spingendo de facto sempre più italiani a fare altrettanto e, come minimo, a non pagare tasse e finanziamenti.

Tutto questo scoppierà, non so quando e non so come... un po mi spaventa ma certo prima questo accadrà e meglio sarà.

11
22 Apr 2010
alle 19:55

fabio1979

@10

La risposta riguardo la produzione è semplice fai girare gli stabilimenti al 100% come fa attualmente in polonia qui girano intorno al 60-70% quando va bene.Teoricamente puoi raddoppiare la produzione in Italia anche chiudendo Termini Imerese, ma la domanda a chi le vendi con o senza incentivi non lo so. Io ho sempre in mente quel discorso "a fine crisi rimarranno solo 4-5 forse 6 gruppi automobilistici".

 

10
22 Apr 2010
alle 19:18

loù

a proposito di motorizzazione e crisi, è di oggi la notizia che il prenditore italiota di nome marchionne intende raddoppiare (sì, avete letto bene: RADDOPPIARE) la produzione fiat in italia.......(il doppio delle macchine per chi??? per gli affamati senza tetto?? per i cinesi? ma i cinesi le auto se le fabbricano da sè.....)ed ha però confermato che chiuderà termini  e manterrà pomigliano solo se i lavoratori accetteranno le condizioni di "flessibilità" (vedi stipendi cinesi.....). cioè non ho ben capito come fa a raddoppiare la produzione chiudendo stabilimenti, bah;

9
22 Apr 2010
alle 18:17

riccardo

tanto il calcestruzzo più di 100 anni non dura

8
22 Apr 2010
alle 17:46

paolo zamparutti

le comunità autosufficenti non sono favola, ma un inevitabile modello di arrivo (fra 50, o 100, o 300 anni non fa differenza)

la diminuzione della popolazione avverrà secondo logica e il meccanismo piu' facile: rapida diminuzione dell'aspettativa di vita

7
22 Apr 2010
alle 16:39

andreaX

@5

Intanto però continuano a costruirli, è questa la cosa allucinante.

6
22 Apr 2010
alle 16:33

persenaro

5@

Perchè tirarli giù? Sono necessarie enormi energie per far questo e la sparuta minoranza che resterà in attività, avrà ben altro da fare. Ci penserà il lento trascorrere dei secoli a cancellare le umane follie.

 

5
22 Apr 2010
alle 16:14

Mammifero Bipede

Guardo i nuovi quartieri che sorgono come funghi intorno a Roma e mi domando fra quanti anni (non decenni) saremo costretti a tirarli giù...

4
22 Apr 2010
alle 16:00

Paolo B.

@3

E io cosa ho detto nella @2? L'eccesso di urbanizzazione nel territorio è conseguenza della motorizzazione di massa e la "storiella" delle piccole comunità autosufficienti è la risposta più coerente al collasso delle infrastrutture sociali, industriali e governative.

Nel medioevo le città si ridussero a borgate mentre le piccole comunità rurali subirono meno l'impatto dei secoli bui. Spesso  la storia passata insegna...

3
22 Apr 2010
alle 15:34

Antonio

Guardi, Paolo, che e' esattamente l'inverso. L'umanita' ha potuto invadere ogni angolo della terra abitabile proprio perche' fornita di mezzi di trasporto per le persone - con cui andare al lavoro facilmente senza perdita di produttivita' - e merci - con cui riempire anche il minimarket di Afragola e dar da mangiare alle persone dei piccoli centri. 

Quella delle piccole comunita' autosufficienti e' una favoletta che piace alla Lega che, per essere veramente sostenibile, avrebbe bisogno di dimezzare il numero degli abitanti sul pianeta. Li lasciamo morire di fame o una bella atomica e via? No, per capire come vogliamo comportarci a riguardo.

2
22 Apr 2010
alle 14:51

Paolo B.

L'estensione delle città attuali è conseguenza diretta della motorizzazione individuale selvaggia del secolo scorso e dei primi anni del XXI secolo.

In un vicino futuro le megalopoli, le metropoli, insomma i centri urbani medio/grandi/grandissimi non avranno più motivo di esistere.

Come anche la bruttissima abitudine della "seconda casa" per le vacanze e la costruzione di una miriade di strutture turistiche ecomostri, volano di un abusivismo edilizio da incubo, specie in Italia.

Il crollo della motorizzazione di massa non è solo negatività, però è anche vero che rappresenterà il de profundis di questo paradigma economico...

1
22 Apr 2010
alle 14:27

andreax

Che tristezza, che squallore.

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