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Dopo il picco del petrolio? Jumping Jack Flash !!!

Pietro Cambi avatar Venerdì 16 Aprile 2010, 01:20 in di Pietro Cambi
 

 Il Picco del petrolio è una realtà.

Produttivo o Capacitivo che sia, l'abbiamo, con ottime probabilità, alle spalle.

Per ora la cosa non è evidente, l'abbiamo scritto decine di volte, perchè la Crisi economica ha contribuito a tagliare i consumi. Ma, con il parziale recupero di questi mesi, si torna a raschiare il fondo del barile, i prezzi tornano alti ed è sempre più difficile raccontare che si tratta di speculazione.

In questo contesto, ovviamente, non potendo puntare UFFICIALMENTE sul carbone, si torna a parlare di mirabolanti scoperte nel settore del gas naturale.

Miliardi, decine, centinaia di miliardi di barili equivalenti scoperti qua e la, negli scisti Siberiani e sotto le sabbie Mongole.

Sopratutto negli scisti americani, dove si dice che si riuscirà ad estrarre   ANCHE il petrolio e per potenzialità 4-5 volte più grandi di quelle dell'Arabia Saudita.

Sarà vero? Non credo, non per questi volumi enormi.

Il picco del petrolio resta un fatto checché se ne dica.

Vi sono poi grossi problemi di investimenti, visti i chiari di luna.

In ogni caso, ricordiamocelo, il gas è difficile da trasportare e, di nuovo il problema non è tanto il volume delle nuove scoperte ma piuttosto la tempistica con cui saranno messe in produzione e distribuite. In questi settori dieci anni è il minimo, se tutto va bene.

Lo scenario non cambia in modo sostanziale: riescono solo a renderlo meno drammatico.

Il picco di produzione del petrolio ( ed anche quello del gas, ovunque sia) non si sposta di molto. Cambiano invece ( ed eventualmente) gli andamenti post picco, che diventano più soft, permettendoci di sperare in una transizione non ( troppo) traumatica.

In ogni caso, per ora, si suona la grancassa del gas, con contorno di rigassificatori offshore.

Il mondo gira, le pietre rotolano.

Va tutto bene, arriva il gas.

Come letteralmente previsto nell'antica profezia dei sibillini e diabolici Rolling Stones.

Ecco qui il testo di Jumping Jack Flash:

I was born in a cross-fire hurricane
And I howled at my ma in the driving rain
But it's all right now, in fact it's a gas
But it's all right, I'm Jumpin' Jack Flash
It's a gas, gas, gas

I was raised by a toothless, bearded hag
I was schooled with a strap right across my back
But it's all right now, in fact it's a gas
But it's all right, I'm Jumpin' Jack Flash
It's a gas, gas, gas

I was drowned, I was washed up and left for dead
I fell down to my feet and saw they bled
I frowned at the crumbs and a crust of bread
I was crowned with a spike right through my head
But it's all right now, in fact it's a gas
But it's all right, I'm Jumpin' Jack Flash
It's a gas, gas, gas

Jumpin' Jack Flash, it's a gas

5
5 commenti
5
18 Apr 2010
alle 22:01

loù

...ogni volta che sento queste notizie di favolose scoperte di megagiacimenti di qualsiasi sostanza sfruttabile energeticamente, mi viene in mente la saga di "fascisti su marte" (corrado guzzanti), chissà come mai;-

4
16 Apr 2010
alle 17:09

Giuseppe Corona

A proposito di picco del petrolio.

sull'ultimo numero di Focus DR a pag 42-43 la sezione economia inizia proprio con la domanda  "che cos'è il picco del petrolio?" e la risposta, strananmente, è molto chiara e abbastanza precisa. Si afferma fin da subito che il petrolio, un giorno, finirà. si afferma anche del Guardian che nel novembre 2009 ha riportato in prima pagina un rapporto allarmante sul peak oil.

Che qualcosa stia cambiando nell'opinione pubblica?

3
16 Apr 2010
alle 10:26

Paolo B.

Paradossalmente, ma non troppo, io mi auguro che il prezzo del barile, e di concerto quello del gas, schizzino sempre più su.

Aldilà dell'aumento delle difficoltà economiche per mantenere l'assurdo stile di vita all'occidentale, è innegabile che alti prezzi dei fossili porterebbero a maggiore investimento nelle rinnovabili e nel risparmio energetico.

Il danno maggiore per noi, per l'ambiente, per il futuro(sempre più vicino al medioevo) è un prezzo del barile abbordabile, tanto da farci rimanere ancorati al business as usual.

Meglio abituarsi ai fossili "cari" e quindi usarli di meno e parsimoniosamente(ed investire nelle energie alternative) che continuare a vivere allegramente e sopra le possibilità del pianeta...

2
16 Apr 2010
alle 09:49

Hunter76Lima

Paolo B.

Non preoccuparti per il clima, tanto c'è il Vulcano islandese che ci rinfrescherà le estati (e anche gli inverni) !!! ;-)

Seriamnete parlando, oltre al problema picco delle risorse (già noto e ben approfondito in questo blog),io mi preoccuperei di più dell'aumento dell'inquinamento ambientale nelle zone estrattive e di raffinazione (per effetto di queste migliorate tecniche estrattive), l'inquinamento da traffico veicolare (nubi tossiche varie in zone urbane), l'inquinamento da piogge acide, l'acidificazione degli oceani, l'aumento di malattie legate alla cattiva qualità dell'aria.

Ultimamente (non so se a ragione o a torto) tengo sempre di meno a considerare l'importanza dell'aumento dei gas serra (CO2 e CH4 in primis) per l'effetto potenziale che può avere sull'aumento di temperatura (dilazionato nel tempo) e a concentrarmi di più sull'effetto diretto diretto imposto dall'inquinamento causato da emissione di veleni nell'ambiente (di riscontro immediato e diretto, anche sulla nostra pelle).

Questo perchè il GW va ad inserirsi in un discorso più ampio di cambiamento climatico secolare che è:

- difficilmente prevedibile

- difficilmente quantificabile

- poco o nulla contrastabile (a meno di smettere da subito di consumare qualsiasi idrocarburo e aspettare almeno 50 anni che l'atmosfera si riassesti da sola ai valori pre-petrolio)

- soggetto ad altre varianti di simil peso o addirittura maggiore (leggi variazione della radiazione solare per cicli solari o interazione terra-sole (leggi attività magmatica e biosfera), cicli climatici legati a variabili astronomiche (milankovirch), effetti feedback del pianeta attualmente ancora non noti e non quantiificati)

1
16 Apr 2010
alle 08:47

Paolo B.

Domanda: gli scisti petroliferi americani di cui parli, in che EROEI rientrano con le più sofisticate tecnologie estrattive attuali?

Se è medio-alto, come credo, non risolverebbero un tubo per il business as usual.

Sui giacimenti di gas ancora da sfruttare ci sarebbe da approfondire parecchio.

Comunque questa evenienza non mi tranquillizza per niente se penso che, se fosse reale, avremmo ancora decenni e decenni di economia ad alta emissione di gas serra con imprevedibili effetti sul clima del pianeta e sulla sopravvivenza delle specie viventi...


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