Crisi sistemica e cambio di paradigma
Daniele, nel post di Pietro, ha segnalato un'interessantissima chart fornita da Google. Si tratta di una chart demografica, in cui gli assi incrociano il tasso di fertilità con la prospettiva di vita nei singoli Paesi.
A prima vista, sono rimasta sconcertata: come molti, pensavo che il maggior numero di bambini venisse al mondo in Africa o nei Paesi islamici. In fin dei conti, la vulgata vuole che siano gli africani a sfornare bambini riempiendo il pianeta di bocche da sfamare, e che gli islamici mirino astutamente a sovrastarci col numero. Invece no: anche se il tasso di fertilità è alto, i disgraziati abitanti del continente nero hanno una breve aspettativa di vita (si tolgono di torno presto e non minacciano il nostro lussuoso stile di vita, in poche parole e per tranquillizzare chi ha questo tipo di preoccupazioni), mentre i Paesi musulmani non producono affatto più bambini di noi. Anche come numero non detengono il record, che invece è saldamente nelle mani di Cina e India, e di tutto l'estremo Oriente.
Poi ho scoperto la barra che vedete in basso, e lì ho davvero sentito i brividi. "Divertitevi" a spostare il cursore indietro e avanti: scoprirete che dal 1960 ad oggi la "nuvoletta" di puntini che rappresenta i vari Paesi per continente si è spostata in basso, e poi in avanti. Ciò significa che, negli ultimi cinquant'anni, globalmente si è abbassato ovunque il tasso di fertilità (che tende ad uniformarsi, quindi la vecchia storia del "fanno dieci figli!" è sempre meno vera) ma si è enormemente allungata l'aspettativa di vita. E la Cina è sempre da tenere d'occhio: 50 anni fa aveva un'aspettativa di vita pari a quella della Guinea e del Gabon; oggi ha raggiunto i Paesi dell'Est Europa. Inoltre, sempre all'inizio degli anni '60, ha avuto un clamoroso "babyboom" sfiorando il record di 8 figli per donna. E se consideriamo che, a causa di orrende pratiche di aborto selettivo, India e Cina hanno una sovrabbondanza di giovani uomini, si capisce come anche da un punto di vista politico siano delle bombe demografiche pronte ad esplodere...
Mica ho capito perche' la Cina sarebbe una "bomba demografica pronta a esplodere". Se una donna ha avuto 8 bimbi nel 1960, oggi quei bimbi hanno 50 anni. L'aspettativa di vita di quei bambini era di 50 anni, oggi e' di 75.
Altro che bomba demografica. Uno dei maggiori problemi della Cina e', al contrario, l'avanzata eta' media della popolazione. In 10 anni, la Cina si ritrovera' un'eta' media a livello dell'Italia. E questi sono dati riconosciuti dalla comunita' politologica internazionale.
Non farebbe male abbassare i toni dell'allarmismo e verificare i risultati delle proprie "scoperte", prima dar cibo ai boccaloni.
L'ho letto... come sempre pieno di inesattezze storiche lampanti, tutto per piegare la realta' al concetto che voleve dimostrare. Adesso vado a mangiare, poi se ho tempo scrivo un po' di realta'. Cosa che bardi fa raramente.
@11
Hunter, magari! Con quel punto di equilibrio il rientro demografico dolce della popolazione mondiale sarebbe sicuro, ma prima di arrivarci, se ci arriveremo, può essere che ci sia prima un crollo dell'aspettativa di vita ed un forte aumento della mortalità infantile anche nel mondo "ricco"...
è OT, ma qualcuno ha visto lo scoop di travaglio?
Vorrei fare 2, anzi 4 considerazioni:
- Cina e paesi arabi hanno più che raddoppiato l'aspettativa di vita negli ultimi 50 anni
- il Giappone è in testa con 82,5 anni
- qual'è la nazione che in conseguenza del peak-oil ha visto ridursi la propria aspettativa di vita nonostante tutto il resto del mondo fosse in costante e precipitosa crescita? Risposta: Russia
C'è da aspettarsi una cosa simile estesa a tutto il mondo a partire da quest'anno. Tra 20 anni le statistiche ce lo dimostreranno, sempre se saremo qua a testimoniarlo.
- mi sembra che i pallini, tendenzialmente, puntino ad una zona compresa tra 70/75 anni di aspettativa e 1,5-2 per il tasso di fertilità.
Può trattarsi di un punto presumibile di equilibrio per i prossimi decenni?
Le conclusioni quali sono?, chi è che cresce troppo?, i cinesi già praticano la politica del figlio unico, dovrebbero fare così anche gli altri?.
..Spero abbiate letto tutti il recente post del Prof. Bardi sulla patata come arma di distruzione di massa nell'Irlanda dell' 800...Chi vuole individuare e processare i responsabili dell' olocausto irlandese ?
In effetti, condiderando la fertilità dei suoli e l'abbondanza d'acqua, credo gli 80 milioni dell'Egitto o i 40 del Sudan siano più sostenibili dei 60 dell' Italia o i 100 della Germania...Ah Ah Ah !
@ 4
Concordo.
'Dottore, anzichè allungarla, non la si potrebbe allargare?'
Però mi chiedo che vantaggio si ha se l'aspettativa di vita si allunga quando vedo che quasi tutti i miei conoscenti oltre i 70 anni(genitori compresi) e sotto gli 80, già si portano dietro tanti di quegli acciacchi che umiliano la qualità della vita...
Sarei curioso di sapere quanto manca al picco della durata della vita media in Occidente e Cindia; a mio avviso ci siamo vicini...
Yuk Debora, l'ho fatto anche io il giochino. (grrr ci avevo giusto un bel post da fare rigrrr 8o)) ). E' anche interessante notare cosa sucede ai poveri puntini azzurri dell'affrica, che vanno avanti e poi tronano indietro e poi vanno avanti. Ogni puntino e ce ne sonoche fanno balzi spaventosi in su egiu' e' un paese e potete sapere quel clikkandoci sopra...ci insegna quanto si fa presto a perdere terreno come aspettative di vita, quando arrivano le rogne.
Uau... questo post me lo incornicio. :-)
alle 12:25
Puddu
Paolo: "Però mi chiedo che vantaggio si ha se l'aspettativa di vita si allunga quando vedo che quasi tutti i miei conoscenti oltre i 70 anni (genitori compresi) e sotto gli 80, già si portano dietro tanti di quegli acciacchi che umiliano la qualità della vita..."
Semplice: diventi ancora di più una macchina per far (fare) soldi, tramite il duplice meccanismo dell'innalzamento dell'età pensionabile (lavori finché puoi essere in qualche misura attivo e dunque rendere a chi ti sfrutta) e dell'immediato inserimento nella macchina dell'assistenza agli anziani non autosufficienti (dietro ad ogni forma di assistenza agli inabili si cela una speculazione "di tutto rispetto", quindi anche l'assistenza serve a far fare soldi a chi ha le redini in mano).