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Notizie? No: public relations.

Mercoledì 24 Marzo 2010, 18:18 in Mass media di

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Tante volte ci chiediamo come mai la stampa tutta aderisca come un sol uomo a certi progetti (penso alle grandi opere), a determinate proposte economiche (ad esempio le pensioni integrative), oppure ci racconti scoperte scientifiche o mediche palesemente assurde o sciocche. Gli insulti ai giornalisti sono all'ordine del giorno, anche escludendo i casi di servilismo puro: incompetenti, incapaci, neanche verificano.

Una risposta a tali misteri forse può offrirla una ricerca australiana, dell'Università di Sydney. Un gruppo di ricercatori si è preso la briga, per un certo lasso di tempo, di andare a verificare alla fonte le notizie date dai giornali. E indovinate cosa? Hanno scoperto che ben il 55 per cento delle storie analizzate aveva origine da public relations. Insomma, non vengono riportati fatti scoperti e ricercati dal giornalista, ma semplice spin di agenzie apposite. Così i ricercatori:

La nostra investigazione conferma fortemente che il giornalismo di oggi in Australia è pesantemente influenzato da interessi commerciali nel vendere un prodotto, limitato e bloccato dai politici, dalla polizia e da chi controlla il messaggio dei media.  

Con buona pace di chi pensa che è tutta colpa di Berlusconi, gli stessi problemi che abbiamo noi se li ritrovano anche agli antipodi. Ma non dovete immaginare loschi dirigenti d'azienda che allungano bustarelle ai caporedattori: nella maggior parte dei casi, come confermato anche da giornalisti intervistati per l'occasione, è un problema di tempo, di mancanza di risorse umane, e di supina aderenza a ciò che si dice in giro.

Sapendo allora che il 55% delle notizie è frutto di spin, capite ora come si possa influenzare la percezione dei cittadini su un'opera pubblica, su un grande evento, su un farmaco o una terapia, sulle risorse energetiche, su qualsiasi altro tema di interesse collettivo. Quando le uniche fonti che si trovano in giro, magari garantite da "esperti" (profumatamente compensati), sono spinte da un'agenzia di PR appositamente pagata, cosa credete che scriveranno i giornalisti? Si metteranno a ricercare, a sentire altre campane, ad approfondire oppure si limiteranno a scrivere ciò che già riportano tutti?

 

 

17
17 commenti
17
25 Mar 2010
alle 23:32

Maria Ferdinanda

Gio, è ovvio che io non sono in grado di dire se un'affermazione di Rubbia è una cazzata o no. Al massimo posso riferire che Rubbia dice che, nel modo più onesto possibile.

Però, sembra incredibile, ma anche fra i giornalisti non ci sono solo dei somari. In base alla mia limitata esperienza, anche nelle piccole redazioni ci sono competenze sufficienti, non dico a fare le pulci a Rubbia, ma almeno a leggere con spirito critico le dichiarazioni di un Rubbia in materia di energia nucleare.

Il problema dell'informazione italiana, per come la vedo io, non è solo il tempo (certo, ogni volta che bisogna "chiudere" un giornale c'è fretta, e la fretta è una pessima consigliera) e non è nemmeno il fatto che se cerchi di tenere la schiena diritta ti attiri delle ire. Può capitare, altrochè: ma se fosse "solo" quello, se sai fare il tuo mestiere e se all'occasione sai ringhiare, te la cavi in qualche modo.

Il  problema è a monte, almeno per come io l'ho vissuta.

Il punto vero è la corsa scriteriata al taglio del costo del lavoro per ingrassare i profitti, che prescinde dalla fretta della chiusura, prescinde dall'eventuale schiena diritta, e soprattutto prescinde dalla professionalità.

Dunque  via i cronisti; costano e fanno un articolo per uno mentre per fare tutta la cronaca basta un redattore che fa copiaincolla coi comunicati stampa che arrivano gratis.

Anzi, via anche il redattore, che avrà una professionalità ma costa pure lui: il copiaincolla lo posso anche appaltare a un lavoratore esterno, a un cococo, a un precario in cambio di un pezzo di pane. E pazienza se quando una notizia esce da un cespuglio e lo morde a una caviglia lui la scaccia violentemente a pedate.

Siamo d'accordo, così non può funzionare. Però, se guardi bene, la corsa al taglio dei costi del lavoro che si ripercuote sulla qualità del prodotto non è solo un problema dell'informazione. Hai presente le case automobilistiche che hanno richiamato un bel tot di vetture perchè non funzionavano bene? 

16
25 Mar 2010
alle 22:18

gio

@mariaf

Magari tutti gli incompetenti facesso solo i giornalisti! No, no, ce ne sono di ingegneri, di avvocati, di medici... trasversale.

Pero', e qui chiedo a te che sei del settore, è un problema di tempo? (hai due ore per le tue tre colonne e domani è un'altro giorno?)

E' un problema di soldi? (pubblica questo e mangia, o controlla questo e non mangerai?)

E' un problema di ignoranza pura e semplice? (Mi passano una velina di Rubbia, che faccio, la controllo e mi servirebbe una laurea in fisica nucleare)

Ma siamo d'accordo che cosi non puo' funzionare? No, non puo' funzionare, l'informazione è troppo importante! (e non mi parlate delle blog.alternative che sono anche peggio da questo punto di vista).

15
25 Mar 2010
alle 19:16

mm

@ Maria F.

Bene così, era comunque inteso come un complimento... ;-)
Good luck per tutto il resto.

14
25 Mar 2010
alle 18:06

Maria Ferdinanda

@ mm: Non sono Debora in incognito. Sono una giornalista.

@ Andrea Gallo: Appunto. Sono disoccupata.

@ gio: Concordo sul panorama desolante. Però i giornali, piccoli e grandi, possono avere un senso e generare profitti solo se ben fatti, e di conseguenza ampiamente acquistati. Invece gli editori, per mantenere i profitti nonostante la crisi, spolpano le redazioni innescando un circolo vizioso di copincolla e vendite in ulteriore calo. Il che non fa solo male ai giornali e ai giornalisti: fa male alla qualità dell'informazione, ergo alla collettività

@ Antonio: Blogger e giornalisti in questo pari sono: c'è chi verifica e chi fa copincolla.

Poi, se vogliamo, possiamo aprire divertenti siparietti sui comunicati stampa. Non voglio sputare nel piatto in cui talvolta parcamente mangio. Ma io, ingenuamente, le prime volte che li ho mandati in giro mi tenevo pronta a ricevere telefonate di verifica. Invece zero. Mai. Nè a me nè ai committenti di cui era inserito il numero di telefono.

I comunicati stampa vengono pubblicati pari pari, bovinamente, senza neanche controllare che le persone che rilasciano dichiarazioni esistano davvero. Questo, almeno, in base alla mia limitata esperienza. E' semplicemente SCANDALOSO.

Di qui il dubbio che talvolta mi rode. E se i comunicati stampa su cui ormai si fonda tanta parte dell'informazione, oltre ad offrire una visione delle cose giocoforza di parte, si basassero anche su fatti totalmente inventati? Verrebbero ugualmente, acriticamente, bovinamente pubblicati e diffusi. Temo.

 

13
25 Mar 2010
alle 17:47

daniele.spagli

http://danielesensi.blogspot.com/2010/03/beppe-grillo-il-contaballe-piu-cliccato.html

TSK TSK !!!!

Di imbecilli li ho conosciuti tanti... ma che dovessi arrivare a pensare questo anche di grillo non me lo sarei mai aspettato

12
25 Mar 2010
alle 17:21

Alby

Per esperienza personale posso dire che:

1) Se hai un sito con un certo seguito che opera che so, nel settore automotive, e mandi alle redazioni qualcosa di nuovo sottoforma di comunicato stampa, bè, la fame di novità è talmente tale che passerà come notiza vera e propria nell'80/90% dei casi.

2) L'azienda in cui lavoro (che non c'entra nulla con quello che faccio per diletto in rete) sta valutando di fare una promozione dei propri prodotti con articoli a pagamento su riviste specializzate: sentito dire con le mie orecchie durante una riunione di market(T)ing che un "articolo" scritto da un team di persone dell'azienda per essere pubblicato necessita di "solo" qualche migliaio di €.

Non chiedetemi pero' i riferimenti che vado nei guai...

11
25 Mar 2010
alle 14:44

Andre

Occhio, che questo Solange manfredi scrive spesso cazzate

10
25 Mar 2010
alle 14:12

Debora/Crisis

Antonio, il problema è che se un blogger dice ad esempio che il nucleare fa bene non se lo fila nessuno; invece, se lo scrive il Corriere, magari seguendo una notizia di agenzia di PR pagata dalla lobby nucleare, diventa Vangelo e persino programma di governo.

E' così che stiamo messi...

9
25 Mar 2010
alle 11:49

Antonio

La ricerca riporta i risultati limitati all'Australia. Ma immagino che qui, in pieno delirio di totalitarismo, non sia un problema dar loro validita' universale. A proposito, e' comprovato che piu' della meta' dei bloggers citino fatti senza verificare, andando al traino di quel che leggono sui blog di alcune blogostar (Grillo su tutti). Poi succedeno cose come questa http://danielesensi.blogspot.com/2010/03/beppe-grillo-il-contaballe-piu-cliccato.html 

Vale anche per loro l'estensione universale di incompetenza? 

8
25 Mar 2010
alle 10:50

Paolo B.

@7

Ecco, questo dell'Arma l'ho letto ieri su DonChisciotte, e devo dire che sono rimasto allibito.

Assodato senza alcun dubbio che i media ufficiali di quello che pubblicano almeno il 55% sono cazzate, bisogna stare anche attenti a quello che pubblicano i cosiddetti siti/blog disinformativi.

Premetto che non sono un "complottista" dichiarato, ma certi trattati, leggi, decreti a livello USA, UE e nazionali non si può negare che vadano in direzione di un rafforzamento eccessivo del potere che queste entità(più finaziarie che politiche ormai) potrebbero esercitare sulle popolazioni. 

Qualcuno ha conoscenze "importanti" tra i carabinieri tanto da poter confermare quanto asserisce DonChisciotte?

7
25 Mar 2010
alle 00:27

mm

Bravo fabio1979, l'avevo letto anch'io e hai fatto bene a segnalarlo.

Ora aggiungo il carico da undici al post per il quale Deb. questa volta mi odierà come mai prima... :-D

Per chi ha approfondito la questione "trattato di Lisbona" e con esso la perdita definitiva della nostra sovranità nazionale (se mai ne abbiamo mai avuta una) ecco il passo successivo (dopo le notizie centralizzate) che chiude il cerchio e che mi aspettavo si stesse realizzando in sordina...
(completamento previsto forse 2011, ci siamo)

L’EUROCRAZIA SI PRENDE L’ARMA.
PER OPERAZIONI SPECIALI

L'articolo risponde alla domanda implicita:

come si esercita il CONTROLLO qualora fallissero tutte le precedenti strategie?
Ma con la vecchia e collaudata forza bruta monsieur et madame!
Come è sempre stato fin dalla notte dei tempi, naturalmente. :-)

Consiglio la lettura dei commenti che lo seguono. Uno fra tutti è la sintesi perfetta che se non altro strappa una risata liberatoria.

"Ed ecco che, alla chetichella, con molta vaselina e molta pazienza l'elefante inchiappetterà per le feste la formica."

;-)))

____

p.s. per Deb. … eppoi stamo pure a perde er tempo co li ragazzini che ancora credono alle favole, come i Pinnetta e compagnia cantando... ! :-\
(autocritica personale di fine giornata).

6
24 Mar 2010
alle 23:31

fabio1979

Tranquilli l'informazione è libera e senza conflitti d'interesse

http://ilcorrosivo.blogspot.com/2010/03/informazione-libera.html

5
24 Mar 2010
alle 22:06

gio

E' sicuramente un problema di tempo, ma anche di professionalità, scusate.

Io sono personalmente stato coinvolto in un caso di giornalismo 'copia e incolla' e da allora non riesco a non pensare tutto il male possibile della categoria.

Posso capire che si hanno due ore per riempire le tre colonne, posso capire che è piu' facile dar credito alle voci, posso capire che i piccoli giornali NON hanno senso economico di esistere, ma il prodotto che ci viene propinato è davvero scadente; io leggo molto, anche giornali locali di provincie diverse ed è davvero sconfortante vedere che piu' di meta' delle pagine sono identiche in contenuto, grafica, notizie: non avrebbe piu' senso chiudere piuttosto che riscaldar minestra o passar veline?

4
24 Mar 2010
alle 22:00

Andrea Gallo

Sono cose che si sanno.

 E' uscito un libro illuminante sull'argomento di un giornalista italiano, si intitola

 

"I padroni delle notizie", di Altamore.

Posso solo dire che i giornalisti che vorrebbero raccontare la verità, come me, non lavorano facilmente, spesso non lavorano proprio.

3
24 Mar 2010
alle 21:07

mm

Quanto dice Maria Ferdinanda (che sembra la Deb in incognito ;-)) è giusto e ha fatto benissimo a dire quanto ha detto MA io la vedo come la realtà di secondo livello.

Quella di primo livello (il vero motivo) la si comprende risalendo su su fino alle grandi agenzie poi si capiscono i veri motivi della loro esistenza...

 

IL CONTROLLO !!

E dopo si capisce con facilità tutto il resto... 

Come diceva il buon vecchio Chomsky in "Illusioni necessarie" (vado a memoria) "il potere ce l'ha chi stabilisce quali sono gli argomenti all'ordine del giorno" !!

Quando hai capito questo capisci anche come sia facile manipolare (muovendo solo pochi uomini nei posti chiave) grandi masse di individui etc. etc. e-t-c. .... ;-)

A tal proposito consiglio di vedere chi ha fondato l'agenzia delle agenzie in Italia e scoprire anche come si chiama l'irreprensibile e stimatissimo figlio.

Poi proseguite nell'approfondimento QUI e le parole del Chomsky non vi appariranno più tanto peregrine... ;-)

2
24 Mar 2010
alle 19:04

Maria Ferdinanda

Non c'era nemmeno bisogno di scomodare Sidney per accorgersene. Si vede ad occhio nudo che anche i grandi quotidiani sono fatti perlopiù copincollando comunicati stampa e-o dichiarazioni riprese dalle agenzie.

Per questo i grandi giornali italiani si somigliano tutti. Repubblica, Stampa, Corsera, Sole 24 Ore: letto uno, letti tutti.

Un giornalista al desk che fa copincolla "produce" molte più notizie di un cronista che fiuta piste, consuma suole, intervista, scava, approfondisce. Gli editori preferiscono spendere poco: redazioni con organico all'osso, e tutti lì a copincollare.

In questo senso la responsabilità della qualità pessima dell'informazione in Italia è soprattutto degli editori. Che poi si lamentano perchè nessuno compra più i loro giornali copincollati.

1
24 Mar 2010
alle 19:04

Mammifero Bipede

Penso che un'opinione pubblica più sveglia e attenta otterrebbe facilmente una stampa migliore. Ma è questo che vogliamo, farci prendere in giro. Sad but true.

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