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Corto circuito

Pietro Cambi avatar Domenica 7 Marzo 2010, 09:39 in Vita quotidiana di Pietro Cambi

Ho passato un paio di notte agitate.

Nonostante il mio pessimismo non credo che tutto sia perduto, anzi.

In ogni caso, per quel che vale, non possiamo certo chiamarcene fuori proprio ora ( anche se, lo dicevo qualche post fa, è un momentaccio per essere italiani).

Tante idee, tanti paralleli, tanti cortocircuiti si affollavano, mentre mi rigiravo qua e la tra le coltri. No, non era colpa del vino. L'abolizione dei solfiti ha effetti prodigiosi in termini di sopravvivenza epatica.

Ve ne propongo giusto uno, tra i mille possibili. Uno che ci ricorda, in modo istintivo, animalesco, "di pelle", come e perchè non è igienico che il potere rimanga troppo a lungo nelle mani delle stesse persone, variamente declinato.

Non sono un giovanilista, anche solo per autoconservazione&salvaguardia della mia classe d'età, ma è di palmare evidenza che questo paese non può più permettersi di avere questi gerontocrati, figli di mille padri e padri di mille figliocci al comando.

E' ora di un ricambio generazionale massiccio, spietato, ove occorra.

Molti, troppi, amici sperano confusamente che qualcosa succederà. Le cose non funzionano cosi, santi numi. Non basta sperare. Proprio per niente.

 

La milano da bere (anche per mangiare erano messi benino)

 

 

Una rivoluzione da fare

 

Convergenze parallele & compromesso storico

 


Troppo alcol fa male
 

 

Troppo potere, per troppo tempo, pure.

 

Corto circuito
(da Il Giulivo sconsiglio di cliccare se avete fatto colazione da poco)

 

14
14 commenti
14
09 Mar 2010
alle 12:35
13
08 Mar 2010
alle 22:12

fabio1979

@12

Ha ragione Paolo stiamo ancora troppo bene per scendere in piazza.

 

12
08 Mar 2010
alle 21:18

louise

"La differenza con l'italia, insomma, oltre ai tagli imminenti (ma appunto anche prima le piazze erano piene), è che in Grecia è GIA' avvenuto un evento scatenante, cosa che da noi ancora manca." (citazione dal commento 5)

scusa, ma gli eventi scatenanti succedono di continuo. ogni giorno una nuova provocazione, solo che in italia nessuno reagisce!! in un paese normale la gente starebbe in piazza e per le strade fino a che un governo del genere non crolla.. semplicemente perchè-in un paese civile-cose del genere non si possono accettare. allora due sono le cose: A) siamo un popolo di m***a e ci meritiamo quello che abbiamo B) siamo un popolo di disonesti nemici della democrazia e quello che abbiamo ci piace C) ecco perchè ho lasciato il paese 7 anni fà. ma speravo che le cose migliorassero e non potevo immaginare che la situazione continuasse a degenerare a questi livelli. in italia la realtà supera la fantascienza.

11
08 Mar 2010
alle 17:35

Enrico

@ 9

Hai ragione, il povero Fidel non sarebbe contento di vedersi mischiato con questi dilettanti, lui è un vero professionista! :P

10
08 Mar 2010
alle 17:07

Alphio

Ci salveremo. Si sveglierà l'opposizione, gli italiani scenderanno in piazza uniti a milioni, i giornalisti si pentiranno di aver mentito in questi anni e inizieranno a fare il loro lavoro. Persino il capo dello stato preferirà dimettersi piuttosto che firmare leggi vergogna. Manifesteremo tutti in maniera non violenta e davanti a questo spettacolo anche il tiranno cederà il passo e restituirà il potere al popolo e sarà una nuova Italia democratica.

No, non può funzionare. Tutto è perduto, si salvi chi può (cioè i soliti).

9
08 Mar 2010
alle 15:41

massimo

Forse Pietro, la tirata su Castro te la potevi risparmiare. E' vecchio e malato.

Non merita di essere mischiato a tirannelli, voltagabbana, ladri e buffoni. 

8
08 Mar 2010
alle 13:10

massimo

Purtroppo, data la crisi, anche gli scioperi a oltranza possono dire poco, almeno per l'industria - finirebbero per dare ossigeno all'industria stessa - forse potrebbero dire qualcosa se congiunti con quelli per i servizi.

Ma molto prima di arrivare all'ingovernabilita' ricorrerebbero alle solite misure e, non bastando, all'esercito. Rimangono le barricate, ma l'Italia non e' paese da barricate... forse lo era, di certo non lo e' piu'.

Quanto alla Grecia, come alcuni sostengono a ragione, e' al momento un banco di prova. Se le misure reggono e si riesce a mantenere l'ordine, le applicheranno al resto dei pigs dans l'espace d'un matin. 

7
08 Mar 2010
alle 13:06

francesco ganz

..oggi non si tratta di ridistrubuire, non equamente e spesso con logiche clientelari ,risorse aggiuntive, ma di tagliare di un buon 20 % la spesa pubblica  e destinare buona parte delle risorse a far scorte per l'inverno, come insegna la storia della formica e della cicala; sapere che chi oggi ha uno stipendio normale, fra 30 anni andrà in pesnione con l'equivalente della minima odierna, (sempre che ci arrivi), non vi spaventa? Bisogna accogliere ed integrare un pò di sana lotta fra generazioni.

6
08 Mar 2010
alle 13:00

Gnurant

"La rivoluzione é reazione. È uno spasmo del corpo politico. Quando é stata l'ultima volta che avete visto qualcuno in piena crisi epilettica? (...) Scegliereste proprio quel momento per chiedere al malato cosa pensa del fisco? O se puó tenervi un attimo in braccio vostro figlio appena nato? No. Perché allora pensate che la rivoluzione sia il momento adatto per proporre uno stile di vita migliore? (...) Il problema non é chi impera. Il problema é cosa impera. Il problema é che le persone vengono incoraggiate a funzionare come macchine. Anzi, come ingranaggi. Le emozioni umane, l'empatia, sono poco professionali. Non si adattano all'esercizio della ragione. Tutto ció che ci rende buoni, umani, é escluso. Al sistema la gente non interessa, ma noi lo trattiamo come se fosse uno di noi, come se fosse la somma dei nostri benesseri e non il prodotto dei nostri compromessi meno ammirevoli. L'unica rivoluzione che conta veramente é quella in cui ci rimbocchiamo le maniche e facciamo le cose da noi"

Nick Hardaway, Il mondo dopo la fine del mondo, 2009 

5
08 Mar 2010
alle 12:30

Andre

In realtà la Grecia protesta sin dai tempi (prima non era granchè estesa) dell'uccisione di quel ragazzo anarchico 1/2 anni fa. Allora ci fu un'esplosione di rabbia popolare (studenti soprattutto, ma anche tanta altra gente), caso ha voluto che nel mentre sia scoppiata la crisi e quella gente ha semplicemente continuato a protestare. La differenza con l'italia, insomma, oltre ai tagli imminenti (ma appunto anche prima le piazze erano piene), è che in Grecia è GIA' avvenuto un evento scatenante, cosa che da noi ancora manca.

Poi quanto detto da Pietro è assolutamente vero: fare il bel corteo (o lo sciopero di 1 giorno) e poi tornarsene a casa non serve assolutamente a nulla, ormai sono forme di protesta istituzionalizzate ed inutili. Anche i viola se ne stanno rendendo conto e cercano alternative (pacifiche). La fortuna è che nessuno oggi cerca strade violente, perchè altrimenti troverebbe un terreno fin troppo fertile.

4
08 Mar 2010
alle 12:16

Pietro/crisis

#1 in questa fase non sono in grado di suggerire nulla.

Posso solo dire, come sembra far capire anche #2, che la Storia ci insegna cosa succederà se non si cerca una via d'uscita pacifica quanto spietata.

Spietata vuol dire che gli scioperi, le proteste ed il blocco sociale e politico non possono finire dopo uno o due giorni. Le parti sociali sane del paese dovrebbero capirlo. Siamo già molto avanti a tangentopoli ed il governo resiste, quasi tranquillo, il parlamento vivacchia, more solito e tutto peggiora, molto rapidamente. Si dovrebbe capire che si DEVE andare avanti fino a che si crolla o si fa crollare.

Cosi stanno le cose. Poichè invece questo prezzo non si vuole ne pagare ne capire che va pagato, le conseguenze saranno quelle di una progressiva uscita dal consesso delle nazioni "civili" in un disordinato crescendo di crisi economica e disordini sociali e poi di un invorticarsi sistemico pericolosissimo, perche' non vi sono forze politiche in grado di resistere e/o sufficientemente organizzate per frenare la rabbia, quando esploderà. Quando la cosa comincerà, nessuno ne qui ne all'estero saprà cosa fare per fermarla.Non sappiamo quando, come ed a che prezzo ne usciremo.

Ecco cosa mi preoccupa.

Notate bene: quando. Non: se.

3
08 Mar 2010
alle 12:10

Paolo B.

@2

Sulla Grecia non ci stanno dicendo tutto, anche perché se tagli le pensioni, le retribuzioni dei dipendenti pubblici, le prestazioni sanitarie ed altre amenità simili per almeno tre anni(il periodo necessario affinché il paese si risollevi secondo la favoletta raccontata da Papandreu), voglio vedere quale governicchio reggerebbe alla furia popolare.

Qualcuno ha notizie reali e di prima mano sulla situazione greca?

2
08 Mar 2010
alle 12:02

Andre

La Grecia insegna...

1
08 Mar 2010
alle 11:52

Paolo B.

Cosa suggerisci Pietro? Una rivoluzione armata? Un colpo di stato? Una rivoluzione democratica elettorale(questa é fantascienza pura)?

Chi o cosa dovrebbe mandare il sistema a gambe all'aria? Non certo i cittadini, in maggioranza ancora con gli stomaci pieni(noi inclusi) e con tanti giovani disoccupati  in casa dei genitori e "mantenuti" da loro.

Però sono sicuro che a gambe all'aria ci andrà, quando la fine di questa economia sarà evidente a tutti con la disoccupazione  diffusa  a macchia d'olio e l'ordine sociale evaporato, e sarà troppo tardi per qualsiasi politica di decrescita dolce...

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