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Defaults e Blade runners

Pietro Cambi avatar Venerdì 5 Febbraio 2010, 16:00 in Apocalypse now, Finanza, Politica, Vita quotidiana di Pietro Cambi

 

blade runners

 Una scena di "Blade Runner".

 Brutta giornata, ieri, sui mercati finanziari, le borse europee hanno sfondato i supporti di medio/lungo termine di slancio, la fifa è tornata a galoppare, iene, sciacalli ed altri "speculatori" trotterellanti al seguito.

Le virgolette sono d'obbligo. Le borse, sostanzialmente, sono da tempo, forse da sempre, il campo di battaglia SOPRATUTTO degli "speculatori", il cui ultimo scopo è lo scalping che fanno sugli andamenti e sulle oscillazioni, piuttosto che la tenuta del sistema. Se i segnali convergono a rogne, rogne siano, con tanti saluti alla "timida ripresa".

Nessuno stupore, quindi, visto che le rogne erano ampiamente segnalate, perfino sui media e sono quelle ben note: crisi finanziaria che si trasforma in crisi sistemica che peggiora la crisi finanziaria, strangolando i conti pubblici, il che distrugge la possibilità di finanziamento delle banche centrali e quindi in ultima analisi di tutto il sistema di un dato Stato. Lo so, lo so che le cose non stanno ESATTAMENTE così. Resta il fatto che i conti pubblici sono in fuga ovunque e lo sono a ritmo accelerato. Certo: non tutti sono messi allo stesso modo, noialtri italiani abbiamo solo una crisi terminale del comparto industriale, delle istituzioni, dell'istruzione, della ricerca, ma, a parte questo, siamo messi meglio di altri, sopratutto perchè finora siamo stati tenuti abbastanza fuori dai giochi ( mi fanno un po ridere, non da oggi, certi nostri banchieri che parlano della lungimiranza dei loro istituti).

Insomma: che la Grecia e la Spagna abbiano una situazione dei conti pubblici irridimibile ormai lo si dice chiaramente , sia nei mercati finanziari che  a livello istituzionale. Ci si sta preparando, in realtà, a fare terra bruciata tutto intorno ai nosti cugini mediterranei.

Da un momento all'altro potrebbero essere messi in quarantena, fuori dall'euro e/o  sottoposti ai diktat severissimi del fondo monetario internazionale e della BCE, secondo il più classico schema di "shock economy", finora mai sperimentato appieno su un paese del "nostro" lato dell'Europa.

La Spagna, sotto certi aspetti, è perfino messa peggio, perchè la disoccupazione continua ad aumentare, ad un ritmo di circa il 3% mese/mese ed ha raggiunto e superato il 20%, un livello da grande depressione, oltre il quale la stessa tenuta sociale di un paese viene posta in discussione.

La nostra classe politica, che rispecchia una elite di antichi rentier e ex-industriali decotti e tenuti artificialmente in vita non sapendo che pesci prendere, fa finta di nulla, compatta. Lo stile è il più classico degli "io speriamo che me la cavo".

Il bello è che anche gli Stati Uniti, mentre Wall Street disegna scenari catastrofici per questo o quel paese europeo ha parametri dei conti pubblici che sono, brutalmente, molto simili a quelli Greci.

Un rapido confronto?

Grecia:

Deficit pubblico ( fine 2009) 12.7%

Debito pubblico (fine 2009) 113%

Tasso disoccupazione (fine 2009): 9.1%

 

Usa:

Deficit pubblico ( previsioni per 2010) 10.6% (35% del budget statale)

Debito pubblico (fine 2009) 90%

Tasso disoccupazione 9.8%

Ed ecco la Spagna....


Spagna:

Deficit pubblico ( fine 2009)11.4%

Debito pubblico (fine 2009) 55.2%

Tasso disoccupazione (fine 2009) 19.8%

Poi ci sarebbe il Portogallo....

Deficit pubblico 9.3 % ...

Insomma, avete capito: quando il deficit si avvicina alla soglia, forse solo psicologica forse qualcosa di più, del 10% del PIL, cominciano a saltare gli equilibri e i mercati si inervosiscono.

Gli USA faranno eccezione? Credo di no. I maggiori creditori del paese chiederanno, prima garbatamente e poi a gran voce RIFORME STRUTTURALI, un severo pinao di rientro etc etc.

Proprio quello che gli USA, un paese che vive interamente sui debiti, non possono fare.

Quindi? Beh, risponderanno picche. Magari con un certo qual infastidito nervosismo visto che la lezioncina gli verrà impartita, in primo luogo, dai loro poco fraterni amici cinesi.

A questo punto si apriranno scenari di politica estera in vecchio stile, in cui al posto delle cannoniere sono le disponibilità e le leve finanziarie ad essere schierate. I cinesi sono in grado, a differenza degli USA, di reggere un confronto duro, anche se la cosa dovesse avere un impatto disastroso in termini economici e sociali. La struttura dello stato essendo quella che è.

In Usa anche solo a sentir parlare di tasse ai più ricchi diventano compattamente idrofobi. Figuriamoci trasformarsi in un paese di risparmiatori...

Tempi? Chi lo sa. La Storia ha una sua logica che è visible ma i tempi del suo dispiegamento sono, storicamente, POCO prevedibili. Il crollo dell'Euro, tra parentesi, fa malissimo all'economia USA (ed anche a quella Cinese, Giapponese, Indiana...).

Sintesi finale:

Il rischio di default che viene ritenuto concreto per la Grecia, un piccolo paese, che potrebbe anche essere salvato per i capelli da una "pelosa" azione di salvataggio concertata e per la Spagna ( che invece potrebbe mettere a rischio la moneta europea) è MOLTO più elevato per gli USA, semplicemente troppo grossi per essere salvati dal resto del mondo, in caso di crollo della fiducia, più o meno pilotato. Obama non corre sul filo del rasoio. Ci pattina. Con i pattini da ghiaccio.

Qualcuno comincia ad accorgersene.

 

18
18 commenti
18
17 Feb 2010
alle 11:20

Franz

Credo che dovremo ricrederci rispetto alla teoria del 'siamo messi meglio dei P.I.G.S. Perchè siamo fuori dai giuochi, quando rientreranno nel bilanci pubblici tutti i debiti per le opere pubbliche in project financing.
Prendiamo la TAV: costosa tre volte più che nel resto dell'Europa (cercate in merito la conferenza del giudice Imposimato su youtube) causa sistema tangentizio mafioso. 70 miliardi in 15 anni, due finanziarie nella più grossa opera pubblica del dopoguerra. Apparentemente finanziata da privati, le banche anticipano i soldi e gli incassi di gestione copriranno il tutto in futuro. Clausolina nascosta: lo Stato si fa garante i debiti in caso di insolvenza. Che è praticamente certa: le linee sono fortemente sottoutilizzate, non ci sono passeggeri, la maggior parte dei passeggeri è pendolare e non utilizza questi servizi costosissimi. Una cattedrale nel deserto, pagata a debito (pubblico). Questi hanno impegnato anche il nostro reddito futuro, pur di far andare avanti il sistema clientelare. Una bertolasopoli moltiplicata per 70 miliardi.
Siamo davvero tano diversi dalla grecia?

17
07 Feb 2010
alle 14:03

Freddoloso

Mah, io credo che le "catene" di questa schiavitu' che ci opprime ormai siano venute allo scoperto. Mi sembra ovvio ormai che lo scopo, "Il gioco" come lo chiamo io, e' proprio continuare con lo satus quo attuale, a qualsiasi costo: crisi, contro crisi, ribaltoni, ribaltini, riprese, ripresine seguite ancora da altri disastri. In tutto questo marasma l'unica cosa che rimane costante e' la sempre maggior ingerenza di queste entita' non democratiche all'interno delle nostre vite. Ormai non si parla piu' (ma chissa' da quante ere geologiche, poi...) di "programmazione finanziaria", ma di vere e proprie agende politiche e programmatiche. E quali sono lo sappiamo.... far diventare la maggiorparte di noi dei poveri schiavi inermi e silenti. Identificati con un codice a barre o microchip, piu' o meno come gli abitanti della repubblica popolare cinese. Schiavi a basso costo, senza stato sociale, senza diritti. Un bel ritorno ai tempi della rivoluzione industriale, insomma.

Io ritengo non ci sia piu' speranza.

Ieri notte ho avuto la disgrazia di ascoltare il discorso di Sarah Palin alla convention di "quelli del the" (tea parties) e per poco non mi e' venuto da vomitare.. ma a parte quei buffoni dei tea parties, credo che l'unica speranza venga proprio da quelli che a suo tempo una rivoluzione almeno l'avevano fatta... se non si ribellano gli americani per primi credo ormai che non si sia speranza per nessuno.

16
07 Feb 2010
alle 10:19

francesco pulvirenti

concordo pienamente, infatti le scelte delle attuali e future banche centrali non avrano nessun appiglio ad alcuna volonta popolare sancita dalla politica rappresentativa. I partiti giocano ancora un ruolo minimo quando si parla di amministrazioni locali, alle prese con decisioni collettive su scale limitate, ma tutte le altre scelte hanno travalicato i confini nazionali obsoleti e sono ormai gestiti dal vortice macchinico della speculazione finanziasria mondiale. mentre il politico ricadra sempre piu sul locale-gestibile,l'economico andra sempre piu sul globale-ingovernabile. siamo in mano a macchine senza scrupuli alcuni programmate sollo per il massimo profitto?

ad ogni costo?

15
06 Feb 2010
alle 15:22

Freddoloso

Ma chi e' la banca centrale europea, la BCE? Chi la comanda? e chi comanda ormai in europa e nel mondo: gli stati o la BCE e le varie banche centrali???

Secondo  me e' QUESTA, la domanda che URLA per avere una risposta.

Perche' ormai non ha piu' alcuna importanza default e non default, debito o non debito.

Quello a cui assistiamo ormai inermi e' un assoggettarsi con escalation esponenziale a diktat che provengono DA ENTITA' TOTALMENTE ESTRANEE AL PROCESSO DEMOCRATICO.

Ormai lo scopo mi pare proprio sia quello di tenere tutti incatenati a questo gioco perverso.

Per come la vedo io ormai non importa come, fosse anche col default, ma bisogna assolutamente spezzare le catene di questo gioco perverso!

Stiamo assistento ad uno scempio totale delle nostre democrazie, delle nostre civiltà, dei nostri diritti democratici, del nostro stato sociale e dalla pace che da esso deriva. Tutto cio' deve finire.

14
06 Feb 2010
alle 14:10

francesco pulvirenti

la butto li, cosi per provocazione, pero vi prego di rifletterci un attimo: chi ha detto che il default di un paese dell'area euro mette in crisi il progetto moneta unica?

Quello che voglio dire e' che la banca centrale europea potrebbe cavalcare il default delle periferie (non sono solo i pigs a tremare, anche i paesi baltici sono appesi a un filo, mettendo all'asta e svendendo ai russi citta' intere, come la grecia ha dato il pireo ai cinesi) per portare all'ultimo stadio il progetto euro, e cioe scavalcare definitivamente i governi nazionali (ovviamente quelli spendibili, non certo francia germania e uk).

Pensateci: la crisi come grimaldello per sganciare moneta e territorio, per fare della divisa un medium identitario fuori da ogni territorio nazionale, imponendo diktat durissimi ai governi falliti e ormai dipendenti da una linfa vitale globale, non piu nazionale.

 Se la crisi, anziche chiudere la sperimentazione delle monete uniche, aprisse invece un'era di progressive monete continentali distaccate dagli stati nazione, che lavorano in concerto sul mercato globale? se i confini futuri non si misurassero piu' sul territorio, ma sulle fluttuazioni di euro, bolivar,  amero, gulfo, e una divisa asiatica che rappresenti la cooperazione di shangai?

forse non sara' la moneta unica il caproespiatorio di questa crisi, ma gli stati nazione cosi come li conosciamo....

13
06 Feb 2010
alle 12:46

freeman

non per vantarmi ma l'avevo scritto 1 anno fa: http://freemanlogos.blogspot.com/2009/02/e-tutti-vogliono-piu-debiti.html

 default o inflazione: difficile vedere altre vie di uscita, quindi o furto ai danni dei risparmiaatori o furto ai danni di tutti. Non avendo risparmi in effetti a me converrebbe il default, però lo ritengo più ingiusto... certo che i cinesi con tutti quei titoli di Stato americani in tasca non dormono sonni tranquilli 

12
06 Feb 2010
alle 10:50

Korallo

Andy Warhol: Spendere è molto più americano di pensare (Wikiquote)

Moriremo tutti Amerikani.

11
06 Feb 2010
alle 01:49

mikele

in Spagna il reddito è tassato al 33%, tale livello di tassazione è comunque e sono ampi i margini per effettuare un risanamento.. mettiamoci anche che il debito è inferiore del 60%..contro un nostro del 120% e oltre..i margini per effettuare un risanamento li sono tantissimi contro i nostri ormai inesistenti perche sono 20 anni che tentiamo di risanare e siamo spremuti fino all'osso..

le cose so 2: o sulla spagna ci sono solo speculatori che vogliono giocare e che prevedono, fino a quando non li faranno smettere, di ricomprarsi tutto con i prezzi che saranno crollati, o prima della Spagna andremo in default noi che non abbiamo più fondi per sostenere la crisi che si prolunga sempre d più

10
05 Feb 2010
alle 22:44

barbara m.

@6 acc!
temo che la tua previsione sia azzeccata.
ne salvo uno dal default evvabbé che sarà mai, ne salvo due uffa però dai, ne salvo tre ok ma adesso ci siamo rotti.. il quarto ciao ciao!

9
05 Feb 2010
alle 22:27

Spengler

@marbert

Il megastimolo non è la soluzione ma il problema: l'ammalato (=economia globale) di cancro (=finanza speculativa) si è pagato una bella serata in discoteca (=risalita di borsa del 2009) con i soldi (=bailout) con cui avrebbe dovuto comprare le medicine (=ristrutturazione dell'economia in chiave antispeculativa).

Quando si sveglierà (=2010) il cancro sarà peggiorato... Andiamo in discoteca anche stasera? 

8
05 Feb 2010
alle 21:31

Rec

Da mercoledi la Grecia paga il tasso Euribor + il 5% sui propri titoli di stato. Gli investitori internazionali hanno capito che Germania e Francia non sono disponibili a garantire il debito degli altri paesi europei e hanno iniziato a chiedere tassi più elevati per continuare a finanziarli. Il Portogallo e la Spagna sono state le prime vittime con tassi sul debito che crescono a vista d’occhio.

L'Italia sta entrando nel mirino

7
05 Feb 2010
alle 19:30

Marbert

A breve, non ci sarà nessun default, nè della Grecia, nè del Portogallo, nè della Spagna, nè nostro.

Anche nel 2008 ci doveva essere un meltdown finanziario e il petrolio doveva arrivare a 200 $. Non è accaduto niente di questo: ci sono stati dei megastimoli fiscali e monetari che hanno tamponato (non risolto) le falle e la depressione ha fatto scendere il prezzo del barile.

Anche questa volta ci sarà un bailout da parte della EU (esattamente come era successo per l'italia nel '92) e non capiterà nulla di catastrofico.

Anzi, comincierei a valutare oggi i titoli di stato spagnoli. Passata la buriana, e con la certezza di un nuovo bailout, comincieranno a risalire, un po' come l'azionario all'inizio del 2009.

E via... verso una nuova socializzazione delle perdite!

6
05 Feb 2010
alle 19:18

hackatao

In questi casi essere tra i primi ad andare in Default è una fortuna...perché tentano di salvarti e magari ce la fanno. Mi preoccupano i terzi o i quarti... e l'Italia se la gioca tra questi.

5
05 Feb 2010
alle 18:22

andrea

ok...avevano sincronizzato gli orologi ;))

4
05 Feb 2010
alle 18:20

Freddoloso

"ok. debby, ti eri già preparata il nuovo post"

Veramente questo post e' di Pietro Cambi ;D

3
05 Feb 2010
alle 18:06

andrea

ok. debby, ti eri già preparata il nuovo post e segui il tuo filone...se però informare vuol dire prima ragionare.... La spagna sicuramente è cresciuta molto nell'ultimo 30ennio (recuperando in parte il gap che la lunga dittatura franchista le aveva imposto). Ma la Spagna nn è un paese "normale", è il paese enclave del più importante movimento in seno alla Chiesa Cattolica degli ultimi secoli. L'Opus Dei in terra iberica controlla quasi interamente il clero e diciamo che ha surrogato il partito conservatore diventando la vera alternativa ai socialisti. Il fondatore del Mundo è un uomo della "prelatura" come altri esponenti dei media e della tv, per non parlare della finanza. Tanto che lo stesso Aznar era considerato più burattino che burattinaio. E ti posso dire con certezza che è questa forza che sta alzando il tiro per far cadere il bel Luis...sfruttando una contrazione fisiologica dell'economia x disarcionare i socialisti. (e tutta l'europa guarda oggi alla spagna come il prologo di quello che potrebbe succedere, ossia l'alleanza tra clero e destra populista, come guardava "tragicamente" alla sua guerra civile, 80 anni fa quando il fascismo dette prova di se prima di dare il via alla II G M)

2
05 Feb 2010
alle 18:05

andrea

ok. debby, ti eri già preparata il nuovo post e segui il tuo filone...se però informare vuol dire prima ragionare.... La spagna sicuramente è cresciuta molto nell'ultimo 30ennio (recuperando in parte il gap che la lunga dittatura franchista le aveva imposto). Ma la Spagna nn è un paese "normale", è il paese enclave del più importante movimento in seno alla Chiesa Cattolica degli ultimi secoli. L'Opus Dei in terra iberica controlla quasi interamente il clero e diciamo che ha surrogato il partito conservatore diventando la vera alternativa ai socialisti. Il fondatore del Mundo è un uomo della "prelatura" come altri esponenti dei media e della tv, per non parlare della finanza. Tanto che lo stesso Aznar era considerato più burattino che burattinaio. E ti posso dire con certezza che è questa forza che sta alzando il tiro per far cadere il bel Luis...sfruttando una contrazione fisiologica dell'economia x disarcionare i socialisti. (e tutta l'europa guarda oggi alla spagna come il prologo di quello che potrebbe succedere, ossia l'alleanza tra clero e destra populista, come guardava "tragicamente" alla sua guerra civile, 80 anni fa quando il fascismo dette prova di se prima di dare il via alla II G M)

1
05 Feb 2010
alle 17:47

Rec

Anche tu leggi Wall Street Italia, granidissimo!!

Il problema è che se salta uno Stato dell'Euro rischia grosso anche la moneta unica....

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