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Il Picco del nucleare, l'eolico, gli antichi, i moderni

Pietro Cambi avatar Lunedì 1 Febbraio 2010, 12:02 in di Pietro Cambi

 

picco del nucleare

 

Abbiamo una classe di "decisori" antica. Non vecchia. Antica. Non si tratta di età anagrafica ( pure, mediamente, veneranda) ma mentale, propositiva, conoscitiva, culturale. Sono fermi, quando va bene, agli anni '70. Li chiamo "decisori" non casualmente. Chiamarli Governanti sembra, sinceramente, un eccesso di ottimismo e chiamarli politici, se uno ha mai letto un qualunque trattato, libello, saggio, sulla Politica, fine e mezzi, è addirittura offensivo. Per la Politica.

Ovvio, quindi, che quando ci sono da prendere decisioni strategiche per il nostro paese lo facciano in modo "antico", ricercando soluzioni antiche. Una fra tutte: la fissa del nucleare, appalti, strutture e tutto il resto. Anche solo pensare al nucleare dimostra che siamo indietro. Indietro di ALMENO 30 anni. L'abbiamo scritto, certo. Ma sapete benissimo che una imagine vale più di millantaparole.

Allora guardate bene il grafico in "testa" a questo post. Non è chiarissimo ma potrete vedere che il picco della costruzione di centrali nucleari è, con assoluta certezza, alle nostre spalle. Il massimo delle costruzioni si è avuto 20-25 anni fa, con un massimo secondario dieci anni prima, intorno alla metà degli anni'70. Il massimo più antico fu probabilmnte legato all'entusiasmo per questa nuova ( allora) tecnologia, alla necessità di produrre plutonio e comunque  coprire gli enormi investimenti necessari per gli impianti di produzione dell'uranio "bomb grade" e al vorticoso aumento della domanda elettrica di quegli anni.

Il picco nr 2, quello verificatosi intorno alla metà degli anni '80, fu provocato, ovviamente, dal primo shock petrolifero di dieci anni prima e dimostra, su scala mondiale e sperimentalmente, quali sono i tempi di realizzazione di un impianto nucleare (in Italia, lo sappiamo, dovremmo moltiplicarli per 1.5, qualora si sia in una giornata di ottimismo cosmico o magari, più realisticamente, per 2).

Da 25 ANNI ASSISTIAMO AD UN CALO delle realizzazioni senza nessuna particolare inversione di tendenza. Attualmente vi sono 56 reattori in costruzione in tutto il mondo per 52 GW di potenza complessiva. Molti andranno a sostituire impianti obsoleti e pericolosi, ma rimaniamo alle cifre proposte. Se consideriamo validi i dati ( dovremmo, perchè il sito da cui li ho tratti  pare autorevole) allora dobbiamo considerare anche che alcuni impianti saranno prossimi alla conclusione dei lavori ed alcuni saranno stati appena iniziati. Pare ragionevole, quindi che questi 50 impianti in costruzione corrisponderanno ad un massimo di 5 impianti all'anno allacciati per i prossimi dieci anni, in media. In ogni caso quelli saranno, nei prossimi dieci anni. dati i tempi tecnici, già sappiamo che nei prossimi dieci anni saranno allacciati in rete 52 GW di potenza nucleare. Questo è, come dicevo, un valore massimo, dato che nel contempo verranno chiusi molti impianti con quaranta e più anni sul groppone.

Sappiamo anche benissimo che, nello stesso periodo, con ottime probabilità verranno installati generatori eolici per una potenza complessiva ALMENO dieci volte maggiore. In realtà, solo nel 2010, potrebbero essere installati generatori eolici per oltre 40 GW di potenza, corrispondenti, in termini di energia prodotta ed immessa in rete a circa 8 GW di potenza continua, ovvero, in termini reali, circa il DOPPIO di quella producibile dagli impianti nucleari che, se tutto andrà bene, potranno essere allacciati nello stesso periodo. La crescita è esponenziale, come potrete vedere qui. Il rapporto dice, sotto traccia, anche altre cose clamorose, che potrebbero perfino essere conservative e meritano un post apposta. Andiamo invece al sodo: quando si accorgeranno, questi ANTICHI figuri, che il business, le grandi opere ed il icemento potrebbero più utilmente essere concretizzati da una wind farm, possibilmente offshore, possibilmente appena fuori vista dalla costa ed appena dentro le acque territoriali? Ovviamente ci sono ottimi investitori, loro certo non antichi ma anzi modernissimi ed efficienti che l'hanno capito. Ma, domandina, se questo prova il lato commerciale del business, perchè dovremmo lasciarglielo necessariamente gestire?

Danno ambientale? Impatto ambientale? Non nulli, poco ma sicuro.

Vogliamo discutere delle alternative non rinnovabili attuamente evocate dai piani energetici nazionali, oppure, come credo tra persone mediamente ragionevoli, basta evocarle, senza tirare fuori i numeri?

15
15 commenti
15
05 Feb 2010
alle 11:38

Paolo Marani

Allungare l'età media di esercizio delle centrali nucleari, è un arma a doppio taglio. Da una parte sposta il picco di produzione di energia nucleare appena più in la (il picco dell'energia non coincide ovviamente con il picco di apertura di nuovi impianti), dall'altra rende MOLTO PIU' RIPIDO il calo di energia da fonte nucleare quando il picco sarà superato.

 

Il motivo ? Molto semplice, allungando la vita utile dell'impianto diventa più probabile, di anno in anno, che si cumuli la necessità della loro dismissione in tempi brevi, a causa dei costi economici di manutenzione, di eventuali incidenti, di normative che impongono fermi centrale per l'adeguamento dei dispositivi di sicurezza.

E' come gli SWAP in finanza, rinegoziazione delle dismissioni ora, per dismetterli più rapidamente in futuro. E' una legge dalla quale non si scappa.

14
03 Feb 2010
alle 08:44

PGZ

Sono d'accordo, volevo solo sottolineare l'ingenuità (e l'inutilità) dell'aspettarsi la salvezza, o anche solo la soluzione di qualche problema, da una sollevazione popolare, come se questa "massa di ladri e ignoranti" non fosse proprio espressione del "popolo" che l'ha votata. Tutto qua :-)

13
02 Feb 2010
alle 12:57

Debora/Crisis

Non è che se avessero votato diversamente ci saremmo ritrovati tanto meglio, con una centrale a carbone e un rigassificatore ogni tre passi! :D

12
02 Feb 2010
alle 08:48

PGZ

@10. nickvandeerpeers

Ti chiedi quando il popolo si solleverà.... guarda che "questa massa di ladri e ignoranti" è lì perché il popolo, questo popolo, se l'è votata.

 

11
02 Feb 2010
alle 01:29

daniele.spagli

Non c'e' niente da fare, quel grafico non convincera' nessuno... perche' noi italici siamo piu' furbi e geniali degli altri... infatti le leggi della termodinamica e le disponibilita' geologiche le riscrivono sempre apposta per noi.

10
02 Feb 2010
alle 00:33

nickvandeerpeers

Beh, per non parlare della trasformazione delle DIfesa in S.P.A. vuol dire che se gli servirà una centrale nucleare magari te la costruiscono in una bella ex caserma senza dirti nulla.

Alla faccia della democrazia, se non è dittatura questa?!

Io mi domando ma quando il popolo si solleverà per cacciare questa massa di ladri e ignoranti? Sarà sempre troppo tardi.

 

9
02 Feb 2010
alle 00:01
8
01 Feb 2010
alle 22:00

francesco g

@5 inutile questo rinnovabile vs nucleare (senza specificare quale..) si ha e avrà bisogno dello sviluppo di entrambi...entrambi non hanno di certo raggiunto i loro limiti tecnologici....

7
01 Feb 2010
alle 17:05

Ste

Non è che magari c'entra qualcosa il picco di debiti finanziari delle grosse imprese italiane del settore energetico, che si può facilmente vedere sui dati cumulativi di Mediobanca a questo link? http://www.mbres.it/ita/mb_pubblicazioni/dati_cumulativi_edizioni.htm

Ipotizzo...

6
01 Feb 2010
alle 14:36

louise

@5

in molti parlano della possibilita´di far andare i reattori col torio, che a quanto dicono e´molto piu´abbondante dell´uranio. ed io, non avendo molte conoscenze tecniche sull´argomento, domando a lei ( o a te, diamo del tu o del lei?)cosa ne pensa/i.

5
01 Feb 2010
alle 14:30

Ugo Bardi

Pietro, più che il numero di impianti devi guardare la produzione energetica nucleare, che ha nettamente piccato nel 2007. Il nucleare ha avuto il suo picco prima di quello del petrolio - è un altro fossile che piano piano se ne va.

4
01 Feb 2010
alle 14:02

louise

il fatto e´che l´italia ha una lunga tradizione nel fare cazzate,  incrementandone il livello di idiozia, quando gli altri smettono...per esempio le invasioni coloniali del secolo scorso. avremmo potuto fare una gran figura ad essere l´unico paese europeo a non avere invaso terre altrui, e invece...e poi, che terre! l´etiopia...dove non c´e´nulla, neanche abbastanza per dare da mangiare ai suoi abitanti! vabbe´, qualcuno dira´che non c´era rimasta una grande scelta e bisognava accontentarsi di quello che gli altri avevano lasciato.....e col nucleare l´atteggiamento e´molto simile.

3
01 Feb 2010
alle 13:49

eco1

e chi ha detto che gli investimenti debbano seguire il trend mondiale?

questi blog sono sempre più contro-perchè-di-sì

2
01 Feb 2010
alle 13:16

andreaX

Forse non hanno soldi da investire in nuove centrali.

1
01 Feb 2010
alle 12:46

Lego

Anche la Spagna ha deciso di allungare la vita delle centrali nucleari esistenti sul suo territorio.Le faranno lavorare fino al quarantesimo anno di età, e anche un po di più.

La stessa decisione, se non sbaglio,è stata presa anche dalla Francia. Appare evidente, quindi, che il picco lo abbiamo decisamente raggiunto.

p.s: Pietro, i nostri politici non sono antichi, sono dei Dodo...

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