Crisi sistemica e cambio di paradigma

Seguo i reportage da Haiti e mi sento rimescolare. No, non solo per la portata storica dell'evento disastroso: ma per il disgustoso linguaggio usato dai media.
Ci sarebbero dei "saccheggi". Ora, vorrei proprio tanto che qualcuno mi spiegasse cosa significhi, appunto nel contesto suddetto, la parola "saccheggio". Non è rimasto in piedi nulla, dubito quindi che qualcuno stia spaccando vetrine di negozi per prendere qualcosa. Dubito anche che i più stiano assaltando ciò che rimane per appropriarsi di cellulari e televisori. Dubito, infine, che gli eventuali proprietari di negozi e supermercati ridotti in macerie si stiano preoccupando della propria merce più che dei propri familiari.
In cosa consisterebbero allora questi "saccheggi", che ho sentito menzionare almeno 5 volte nel corso di un TG? Presumo si tratti di gente disperata che scava alla ricerca di cibo e un po' d'acqua. Chi ha il fegato di definirli saccheggiatori è afflitto da un cinismo senza scrupoli. Non c'è più in piedi nulla, ci sono decine di migliaia di cadaveri, non c'è elettricità né rifornimenti: quel poco che si riesce a reperire in quel casino penso possa essere considerato proprietà di tutti.
Invece, ci si tiene a sottolineare più e più volte che qualche disgraziato sta osando appropriarsi della proprietà altrui. Chissà come fanno a saperlo, peraltro. In ogni caso, c'è da mandare i marines per evitare che all'orrore della strage si aggiunga il raccapriccio dell'appropriarsi di cose che appartengono a chissà chi altro. Va bene i mucchi di cadaveri, va bene i bambini morenti, ma sia mai che si infrangano le più sacre leggi. Non esiste emergenza in cui sia legittimo arrivare a tanto.
Che poi, come da più parti si mormora, il saccheggio di Haiti sia già avvenuto ed a opera di chi ha spinto la popolazione ad abbandonare i campi per ammucchiarsi nella capitale, con la speranza di lavorare per due cent in qualche sweatshop e costruendo interi piani di stamberghe già pericolanti di loro, è argomento che si fa troppa fatica a ricordare.
(Nella foto: si saccheggia Coca Cola tra i cadaveri. Chi riesce a scoprire il negozio saccheggiato ha molta fantasia.)
''Aggiungo che se non avessi il mangiare per mio figlio, e nessuna possibilità di procurarmelo, andrei a cercarne col machete''
Uccidendo i figli indifesi degli altri.
Questo è un post di 5 giorni fa.
E 5 giorni fa i miei colleghi "sul posto" parlavano tutti di Haiti dalle piste dell'aeroporto. Nessuno di loro aveva ancora messo piede in città. Sono anche stati duramente criticati per questo.
Aggiungo che se non avessi il mangiare per mio figlio, e nessuna possibilità di procurarmelo, andrei a cercarne col machete.
Scusa una domanda: ma ad Haiti ci sei stata? oppure scrivi dal tuo ufficio, comodamente seduta in una poltrona? Metti in dubbio il lavoro dei tuoi colleghi "presenti" in loco, loro? Non é di oggi la notizia che Haiti ha un altissimo tasso di criminalità ... e non utilizziamo il solito populismo di maniera : "colpa della miseria..." , perché se veramente non hai nulla da mangiare non vai in giro con il machete a cercartelo !!! Abbi almeno il pudore di rispettare il "lavoro serio" che decine di cronisti fanno sul posto, per favore!!!
wow Molti sono li' da cinque giorni, senza cibo, acqua e servizi sanitari, e hanno assistito, o sono stati protagonisti, di episodi di violenza, stupri, almeno un suicidio. Sette i cadaveri che attendono di essere portati via, secondo quanto riferiscono testimoni oculari.
www.sompost.com
''Se non avessero avuto cibo e acqua per tre giorni, anche gli abruzzesi avrebbero preso il machete: per salvare i propri figli, è più che comprensibile.''
Uccidendo i figli indifesi degli altri.
La realta' sicurmente impone una forza d'azione che funga anche da deterrente, polizia e pronto intervento. L'unica e' il genio-militare.(Tra l'altro almeno portano mezzi pesanti per gli scavi.)
Chi saccheggia le macerie non finira' di certo in galera, (anche perche' non ci sono piu'). Ma sicuramente potrebbe finire vittima di bande armate, o crearne una a sua volta. Peggiorando la situazione. Se ci fossero soldati sufficienti al controllo sicuramente lascerebbero scavare e portare via la roba.
E comunque in situazione del genere senza l'esercito non si va da nessuna parte.
Saccheggi che si chiamano aiuti ? Vedremmo tra non molto...
The Militarization of Emergency Aid to Haiti: Is it a Humanitarian Operation or an Invasion?
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=17000
Oltre a doverla provare - davvero: questo è il primo viaggio lungo di nave Cavour - effettivamente una pista di volo aggiuntiva di 240 metri x 40 e la sala operatoria di bordo sono attrezzature in questo momento mancano totalmente ad Haiti.
Inoltre la quantità di roba e atrtezzature che ci si puo' stipare sopra e trasportare è un paio di ordini di grandezza superiore a quello che si puo' portare con gli aerei, soprattutto per le attrezzature pesanti.
Il problema vero è che le vittime sono davvero troppe e per quanto utile posano essere quelle attrezzature per molti di loro sarà una tragedi comunque.
A parte che nave Cavour puo tirare i 20 nodi continuativi senza problemi, quindi in 10-11 giorni arriverebbe al largo delle coste di Haiti........settimane ci mettevano i velieri ;-)
........ma quindi Debora nave Cavour salperebbe alla volta di Haiti per imporre l'italica potenza militare? Per spartirsi le macerie con gli americani?
Suvvia......
Credo, senza tema di smentite, che fra 10 giorni ad Haiti ci saranno ancora decine di migliaia di persone bisognose di cure mediche, e che sicuramente saranno utili gli elicotteri imbarcati sulla Cavour, considerando che a terra le strutture logistiche saranno praticamente inesistenti.
completamente in disaccordo con il post...un semplice,immotivato sfogo privo delle carattestiche di analisi razionale che ho trovato in tanti altri apparsi in questo sito.
Attenzione alle reazioni pavloviane, Berlusconi : Male ; America : Male etc etc
Il mondo è più complesso di questo.
Le "Bande di razziatotori" di certo non sono le persone che si appropriano di ciò che trovano, ma quelle che si organizzano in gruppi e tolgono con la forza o l'intimidazione ciò che vogliono agli altri.
Giustificare ciò in nome di un assurdo mito del buon selvaggio è insensato.
Paragonare gli aquilani agli haitiani ugualmente.
Il budget degli aiuti da solo non significa nulla, è necessario mettere in piedi strutture per distribuirli e ripristinare leggi ed ordine,perciò militari sono necessari.
Detto ciò che gli USA stiano intervenendo più massicciamente degli europei è quasi scontato, sia per la maggiore vicinanza geografica che per meri interessi geopolitici nell'area.
Cordiali saluti
Francesco C
I posti letto della nostra portaerei arriveranno tra chissà quante settimane. Mica è supersonica.
Sapevo che qualcuno avrebbe menzionato l'Abruzzo: gli abruzzesi non hanno sofferto fame e sete neppure per un istante, perché l'intero Paese attorno a loro era sano e integro e in grado di aiutare. Chi saccheggiava a l'Aquila era una bestia e basta. Se non avessero avuto cibo e acqua per tre giorni, anche gli abruzzesi avrebbero preso il machete: per salvare i propri figli, è più che comprensibile.
Concordo con francesco Ganz.
Aldilà del fatto che si possa credere o meno allo spirito umanitario dei soccorsi internazionali, ci vuole tanta fantasia a pensare che americani ed europei mandino unità militari con lo scopo di spartirsi Haiti.
In situazioni come queste non ci vuole molto a capire che i militari sono gli unici ad avere i mezzi e l'organizzazione per intervenire dove non c'è più nulla.
Quanto alla portaerei italiana, credete veramente che vada ad imporre la sua forza militare!? Per quanto possa non esserci spirito umanitario ma solo l'intenzione di "apparire" sulla scena internazionale, rimane il fatto che le sale operatorie i posti letto e gli elicotteri di nave Cavour, possono risultare oltremodo utili.
Naomi Klein Haiti http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/01/articolo/2171/
New Orleans.....
Molti sono li' da cinque giorni, senza cibo, acqua e servizi sanitari, e hanno assistito, o sono stati protagonisti, di episodi di violenza, stupri, almeno un suicidio. Sette i cadaveri che attendono di essere portati via, secondo quanto riferiscono testimoni oculari.
Nella giornata di giovedi', la polizia ha cercato d'assumere il controllo
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=56432
Ad Haiti non si dovrebbe parlare di saccheggi ma di instinto di sopravvivenza.
Se proprio si volesse fare un confronto tra il popolo di Haiti e i popoli occidentali di fronte ad una situazione così disastrosa, forse gli Haitiani sono per una situazione di povertà già contigente prima del sisma, sono, si potrebbe affermare, un pò più pronti a ricorrere all'istinto di sopravvivenza!
Noi occidentali benestanti in una situazione di emergenza siamo meno istintivi (vedi Abruzzo).
Se gli aiuti arrivano entro le 24/48 ore questo meno marcato istinto di sopravvivenza al quale prende posto il senso del dovere e di solidarietà, potrebbe evitare ulteriori tragedie.
Ma se gli aiuti non arrivano in tempi brevi, chi invece avrà la meglio? chi usa la ragione o chi usa la forza????
P.s.: se gli aiuti non arrivano, non solo l'istinto ma anche la ragione stessa ti inducono a ricorrere alla forza !!!
@3: è nuova di zecca: bisogna pur farle il rodaggio per vedere se funziona tutto a bordo. ;-)
...é evidente che c'è bisogno di militari per distribuire al meglio gli aiuti...Debora a quanto ammontano le riserve di combustibili fossili di haiti ? Stai già pensando a come sostenere una accusa di imperialismo nei confronti degli USA che si stanno proiettando ad aiutare quel paese ?
Nella tragedia, sarebbe invece utile una analisi seria della popolazione sostenibile di quel povero paese, e di una economia sostenibile, edifici ed uso del territorio compreso , e quanta gente si sarebbe potuta salvare a queste condizioni.
incredibile... qualcuno ha scoperto che la disperazione libera gli istinti..
Facile dai nostri salotti giudicare come fanno in molte televisioni e non solo.
Provate però a fermarvi un secondo.
Immaginate che il giorno 1 tutto il vostro mondo sia crollato, non avete più casa, lavoro e città. Alcuni parenti vicini sono cadaveri, altri scomparsi, altri feriti ed impossibilitati a muovervi. Reazione 1° giorno : sconforto e disperazione
Arriva il 2° giorno, intanto non avete mangiato e bevuto nel precedente da quando è accaduto l'irreparabile. Pian piano incominciate a razionalizzare ed a pensare a voi stessi ed alle persone ferite a voi care. Reazione 2° giorno : civilmente cercate aiuto per sopravvivere
3° giorno : dopo 48-56h che non mangiate e bevete, in condizioni igieniche devastanti, prendete coscienza che i soccorsi saranno lentissimi per molti motivi, capite che il paese praticamente non c'è più e che è tutto allo sbando (più di prima), realizzate che avete oramai poco tempo per organizzarvi per sopravvivere
4° giorno : sono oramai 72-80h che non mangiate e bevete se non da qualche pozzanghere, nel frattempo avete visto morire diversi feriti e non sapete come salvare i vostri cari e voi stessi. Vicino tra le macerie spunta un machete, un bastone, una pietra..
BLA BLA BLA...
provate a bere in qualche pozzanghera e a non mangiare per 4 giorni con la morte che vi circonda in tutte le sue manifestazioni... poi vediamo come si comportano i civili occidentali... non è questione di buon selvaggio è semplicemente sopravvivenza. Per questo parlare di saccheggio è follia.
Interessante invece sono i 10mln di euro investiti dall'europa ed i 100 dagli stati uniti, certo, sono i primi, ma devo complimentarmi per l'estrema generosità che a poche ore dimostra quali sono le priorità dei nostri valori, noi che non siamo rincorsi dai morsi della fame e della sete.
Mi verrebbe voglia di staccare uno dei missili dai nuovissimi caccia bombardieri per infilarlo su in qualche orifizio ai politici occidentali così generosi
Haiti: uomini con i machete nella capitale, una nuova paura
ROMA - Nelle strade di Port-au-Prince sono comparsi uomini che brandiscono "i machete, che irrompono nei pochi edifici rimasti in piedi per rubare il denaro". Lo racconta una residente della capitale haitiana citata dalla Bbc online per spiegare la nuova calamità che si sta abbattendo sui terremotati.
In una città dove gli aiuti arrivano e sono distribuiti con il contagocce, dove la gente è abbandonata a se stessa, dove la polizia e le forze dell'ordine sono allo sbando, i saccheggi e le vessazioni stanno diventando sempre più frequenti.
Le televisioni mostrano le immagini di uomini che si aggirano nelle strade armati di machete, l'antica arma dei Tonton Macoutes, i miliziani dei sanguinari dittatori del passato ma anche, nel non lontano 2006, dell'attuale presidente René Preval nei giorni in cui la sua elezione non era affatto scontata.
Altre immagini fanno anche intuire che, se non si riuscirà ad organizzare in tempi rapidi la distribuzione degli aiuti, la prevaricazione diventerà legge: per arrivare al cibo e all'acqua - sono sempre immagini trasmesse dalle tv a farlo vedere - alcuni giovani si fanno largo tra le donne e i ragazzi con i machete e con i bastoni. Basta farli roteare e chi è indifeso si fa da parte.(swissinfo.ch)
Ma continuiamo col mito del buon selvaggio...
Hai capito.. il petrolio pure la'...
In effetti trovo piuttosto surreale anch'io il termine saccheggio per un posto in cui praticamente non c'era gia' nulla, no?
Ma dai telegiornali non dobbiamo aspettarci nulla, dal momento che oramai sono praticamente semi-analfabeti.
Tuttavia penso che ci sia veramente un enorme problema di sicurezza nell'isola, per cui credo che comuque mantenere l'ordine sia una assoluta priorita' per portare i soccorsi.
Haiti farà la fine di Berlino Ovest. Metà americana, in parte francese e in parte brasiliana. Chissà come mai persino noi corriamo a mandare la portaerei... ;-)
E non fare la solita comunista!Gli americani stanno mandando la vinson la sua una quadra navale,6000 marines e persino quella vecchia carretta sfondata della clinton(hillary) e si va con l'escalescion.....perchè?
http://kiskeyanconnection.com/modules.php?name=News&file=article&sid=58
Intanto cominciano gli sciacallaggi qui a migliaia di chilometri: c'è chi coglie l'occasione per dare la colpa all'anticapitalismo.
alle 18:01
ale
sono proprio d accordo con l articolo..infatti anche a me suonava strano la parola saccheggio...e' solo una disperata corsa alla sopravvivenza..