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L'occhio di Ivan, gli allocchi ed i gufi

Pietro Cambi avatar Giovedì 17 Dicembre 2009, 17:11 in di Pietro Cambi

 

allocco

E' curioso ma, da quando si è scatenato il babbo di tutti gli uragani, di tutte le tempeste finanziarie. gli uragani veri, quelli a cui si da un nome femminile, perchè all'inizio sono solo delle semplici tempeste tropicali, che poi "crescono", ma qualche volta anche maschili, si sono diradati in maniera anomala.

Resta il fatto che ogni uragano che si rispetti ha il suo vortice depressionario, alias Occhio del ciclone e che noialtre Cassandre siamo specializzate in chiamare cosi ogni momentaneo calo del vento.

Personalmente, voglio fare un poco di outing, ho gridato già due volte all'occhio del ciclone, vaticinando sconquassi successivi. Rileggendo quei due post, tuttavia, devo dire che NON erano del tutto sbagliati o esagerati.

Ponevano problemi reali, che in seguito si sono, almeno parzialmente, manifestati.

Solo che, con ogni probabilità, le cose sono sempre più complicate di quanto si possa descrivere in un post di un paio di migliaia di battute.

Inoltre, mi sembra normale, in una situazione in cui la componente psicologica è diventata fondamentale ai fini della tenuta del sistema, il pervasivo tam tam die media ha un influsso che probabilmente non aveva avuto nelle crisi precedenti.

Resta il fatto che ormai quelli che hanno il coraggio di chiamare il lupo con il suo nome non mancano, perfino nei più paludati media finanziari.

Pur non rivelandomi niente di nuovo, si veda i miei due vecchi post, mi ha in ogni caso colpito questo articolo del titolatissimo Wall Street Journal.

In quell'articolo si leggono cose che finora avevamo letto solo sui siti più "catastrofisti", con frasi che solo le Cassandre più invereconde avevano osato vergare. 

Pare di capire che si attende l'arrivo di Ivan, il terribile e che siamo solo nell'occhio, per l'ennesima volta, di un ciclone.

Ad esempio "The exploding size of that burden suggests that, short of devaluing the dollar and taking a large bite out of the middle class through inflation and taxation, there is no way to ever pay down that bill."

"la dimensione esplosiva di quel fardello ( il Debito Pubblico, ndt) suggerisce che, a parte svalutare il dollaro e dare un grosso morso alla "middle class" attraverso l'inflazione e la tassazione, non c'e' alcun modo di ripagare quel Debito".

Ed ancora "As of Sept. 30, 2009, the national debt was almost $12 trillion and interest on that debt was $383 billion for the year"

"the 2009 budget deficit to be almost $1.4 trillion (about 10% of GDP). In August, the White House Office of Management and Budget (OMB) estimated total government revenues at about $2 trillion. The revenue estimate included $904 billion from individual income taxes. This means the cost of interest on the debt represented more than 40 cents of every dollar that came in from individual income taxes."

"A Settembre 2009 il debito pubblico era di quasi 12 triliardi di dollari e gli interessi su quel debito erano di 383 miliardi di dollari l'anno"

"Il deficit di bilancio 2009 è di quasi 1300 miliardi di dollari (circa il10 del PIL) nel 2009 (come avevo scritto in un post precedente, ndt), l'ufficio del bilancio e delle finanze ha stimato che gli introiti statali totali sono di circa 2000 miliardi di dollari l'anno, di cui 904 dalle tasse sui redditi"

"Questo vuol dire che il cost degli interessi sul debito rappresenta piiu' del 40% di ogni dollaro che arriva dalla tassazione dei redditi."

Si prevede che nei prossimi dieci anni il debito pubblico americani possa quasi raddoppiare arrivando a 23.000 miliardi di dollari, ovvero  il 164% del PIL attuale e, FORSE, il 150% del PIL di allora.

Gli USA, qundi, supereranno di slancio il NOSTRO indebitamento pubblico ed a questo sommeranno il loro IMMANE indebitamento privato, con la conseguenza che NON potranno essere i cittadini americani a finanziare lo Stato, a "comprare" il debito ma dovranno continuare a farlo investitori stranieri.

Impossibile, improbabile. Anche perchè, dice l'articolo, questa è una visione ROSEA, un "BEST CASE", visto che prevede una inflazione BASSA, che è, per i motivi accennati, improbabile.

Si ricorda che in un caso con molte analogie con l'attuale, sotto la Presidenza Carter, gli interessi sui titoli di stato arrivarono al 15% .

L'articolista prosegue dicendo che è ragionevole che gli attuali bassissimi interessi, sui cui si basano le stime, ariveranno facilmente a triplicare, con le conseguenze del caso.

Se gli americani non si daranno una mossa, ed in fretta, conclude, "In stark but simple terms, unless Americans are made aware of this financial crisis and demand accountability, the very fabric of our society will be destroyed"

"in termini brutali ma semplici, a meno che gli americani non acquisiscano consapevolezza di questa crisi finanziaria e delle richieste contabili future, la stessa struttura della nostra società sarà distrutta."

Il Debito, come un buco nero, si divorerà l'interezza degli introiti dello Stato, li distribuirà a chi ha investito in dollari, per la stragrande maggioranza stranieri e la sanità. l'assistenza sociale, l'educazione, le forze armate, andranno finanziati con ulteriori prestiti, in un circolo vizioso che può solo portare al default dello Stato, all'inflazione galoppante o a tutti e due, in uno scenario tiipo Weimar.

Infine, afferma l'autore, non basta sperare che gli elettori rimeterranno le cose a posto, bisogna impegarsi attivamente per rendere consapevoli tutti dell'urgenza di rimettere a posto ORA i conti pubblici.

Beh, che dire, un bel gufaccione all'attacco, non trovate?

Di che arruolare il WSJ  nelle nostre sparute quanto agguerrite file di Cassandre, no?

Eh, si, certo, peccato che si rischi di fare la figura degli allocchi, piuttosto che quella dei gufi.

Infatti il vero nocciolo e motore primo non mosso dell'articolo sta in questa frase:

"It is against this background that Washington is now debating whether to create social programs it can't afford."

"E' contro questo background che Washington sta ora dibattendo se creare programmi sociali che non può permettersi"

Ahhh, ecco , te pareva ( direbbe Debb), tutta 'sta pappardella per tirare il crocione addosso a 'sto disgraziato di Presidente cripto-comunista...

Ma risparmiare due dollari, facendo a meno di qualche sommergibile nucleare e di qualche F 22, no, almeno "concettualmente"?

Per il WSJ no, evidentemente.

Sappiatelo, Americani: se il mondo vi cade addosso la colpa è del "medi-care"

13
13 commenti
13
21 Dic 2009
alle 10:12

MARCO

CORREZIONE POST PRECEDENTE

Qualche pensionato che conoscete paga i servizi,acqua elettricita' PIU' (e non meno come ho scritto per errore) dell' esercito USA)

12
21 Dic 2009
alle 10:07

MARCO

Le spese militari statunitensi ,enormi, sono necessarie a questo paese per esercitare la sua egemonia anche economica sul resto del mondo. Probabilmente non era previsto l' impantanamento in Irak e Afghanistan, con conseguente aumento spaventoso di spesa. Gli USA spendono moltissimo ma gli alleati, tra i quali l' Italia, contribuiscono moltissimo ad aiutarla. Fornendo uomini nelle missioni di "pace", cioe' per le guerre necessarie agli USA a mantenere la sua egemonia economica-militare sul mondo. Gli uomini sono il problema piu' grande per gli USA attualmente. Non possono selezionarli ma arruolano tutti quelli che possono e i militari sono ormai superspremuti, soprattutto a livello psichico.Gli alleati contribuiscono anche alle spese per gli armamenti e le basi. In Italia il caso piu' emblematico sono i 13 miliardi per gli F-35.Contribuiamo anche per il 40% alle spese delle basi militari USA sul nostro suolo nazionale. Cari militaristi di casa nostra, sicuramente qualche pensionato che conoscete paga i servizi,acqua, elettricita' meno dell' esercito USA.

11
19 Dic 2009
alle 18:47

medo

#9

Non ci sarà mai nessun botto sul debito USA e forse su nessun debito dei primi paesi al mondo. Questo non significa che non aumenteranno i morti di fame.

Negli USA ad oggi è successo ancora poco, anche la disoccupazione è tutto sommato NON da catastrofe, ma hanno 36 milioni di persone alimentate con dei buoni ed 1 americano su 4 è a rischio di finirci entro un annetto. Parliamo di un totale di 60 milioni di americani che al 2011, anche avendo un piccolo lavoro, dovranno attendere il loro buono per acquistare pane al pesticida, verdure di serra di bassa qualità e carne di scarto. Quindi default o no, la tragedia sociale ed economica è iniziata da anni, oltremare e pure da noi, e non finirà solo per un gioco di firme o di controfirme su debitini o debitoni.

10
19 Dic 2009
alle 09:29

hackatao

Si sperava che con questa crisi potesse rendere consapevoli e stimolare un dibattito di cambiamento serio verso una direzione nuova, un nuovo modello economico sostenibile. Evidentemente c'è bisogno di schianto colossale, globale e che faccia male... soprattutto a chi muove i fili.

 

9
18 Dic 2009
alle 17:34

gordon pym

c'è una cosa però che quasi nessuno pensa,e cioè che un botto sul debito lo vedi solo se il creditore esige di essere pagato e non se continua a farti credito all'infinito e sempre di più.Finchè sono tutti d'accordo,la finanziarizzazione del mondo continuerà,crisi e movimenti di espansione si alterneranno,ovviamente sempre negli interessi dei pochi.

8
18 Dic 2009
alle 15:55

Pietro/Crisis

#6 francesco sto con tutta evidenza parlando degli USA.

Non mi mettere in bocca cosa che non ho detto, per favore.

7
18 Dic 2009
alle 12:58

andreaX

Se c'è un paese che spende poco per l'esercito questo è proprio l'italia.

6
18 Dic 2009
alle 12:54

francesco ganz

R 3 Pietro/crisis : le spese militari europee sono nell'ordine del 2-3 % di Pil; si tratta peraltro non solo di stipendi e manenimento mezzi ma anche ricerca su nuovi materiali e processi di lavorazione : sarebbe controproducente tagliare ulteriormente..osservo invece la tua ottusità babyboommista nel non voler tagliar nemmeno di un 20 % il welfare iniquo fra generazioi che ci ritroviamo a favore di rinnovabili e recupero del territorio : complimenti vivissimi .

5
18 Dic 2009
alle 12:46

Carlo

Nessuno è a conoscenza del fatto che l'Italia sta realizzando la sua seconda portaerei? Mi sembra la "Garibaldi", molto più grande della prima, che permetteva solo decollo verticale. La prima costò 3000 miliardi di lire, mi pare. Della seconda non so il costo... 6 miliardi di euro? Qualcuno ha notizie documentate?

Carlo

4
18 Dic 2009
alle 10:11

medo

Dal 1990 in poi la percentuale di americani impiegata dall'esercito è drasticamente calato, nonostante tutto. L'Italia e la Francia hanno molti più militari rispetto alla popolazione. 0,16% gli USA, contro 0,28 dell'Italia e 0,33 della Francia ad esempio. Quindi non mi pare siano i più bellicosi anche se continuano ad essere la prima "economia di guerra" del mondo con, solo nel 2005, un'esportazione di armi pari a 5 miliardi di dollari che copre solo l'1% del budget di tutta la difesa (518 miliardi di dollari).

3
18 Dic 2009
alle 09:19

Pietro/Crisis

#2 Sarà anche la solita retorica ma, se permetti, colpisce che si dia la colpa al medi-care di Obama per i futuri sconquassi.

A me pare che la superiorità USA sia tanto evidente da non lasciare spazio a dubbi, in termini militari.

Come dicevo, non casualmente non saranno i 240 F 22 e i NUOVI sommergibili nucleari che permetteranno di mantenerla quanto piuttosto, anche in termini di RealPolitik, un uso sensato della loro immane forza militare.

Rimanere in Afghanistan è un errore evidente, perche' e' una guerra che non possono vincere, che fa esattamente il gioco che gli estremisti (islamici e non, perche' ci sono anche i NOSTRI estremisti, cristiano massimalisti etc etc, inutile negarlo, basta aver visto un qualche sermone via tv negli USA)

vogliono giocare. Ma non voglio parlare di questo, perche' si fa va subito ad un gioco di opposte tifoserie. Se sono antimilitarista, en passant, è perchè il militare l'ho fatto, da ufficialetto operativo,e conosco la mentalità dal di dentro, qualora ce ne fosse stato bisogno.

Torniamo al punto.

Vogliamo vedere quanto danno hanno fatto ai conti pubblici le politiche dissennate di Reagan, Bush padre e figlio, per rimanere agli ultimi trenta anni?

Quanto dell'attuale debito è determinato da spese militari dissennate ( le lobby, certo, ma anche politiche miopi, ANCHE in termini di suprematismo USA) e tagli alle tasse altrettanto dissennati, quanto costerà la delinquenzaile politica monetaria di Greenspan e quanto è o sarà determinato dal medicare?

Il punto, con tutta evidenza è ideologico, negli USa, come scrisse Debora si va a toccare un nervo scoperto che rende tutti tifosi, ciecamente ed acriticamente.

Ma noi europei credo che lo si sappia che garantire un MINIMO di assistenza medica ai propri cittadini venga PRIMA delle spese militari e che se ambedue contribuiscono ad un deficit che concordo nel ritenere ingestibile ( secondo me in modo irrecuperabile) si DEBBA, logicamente e moralmente tagliare PRIMA quelle militari, certo senza ridurre la "sicurezza nazionale".

Un buon modo per ridurre queste costi e' non cacciarsi in guerre inutili, idiote e controproducenti.

Capisco la necessita' interna ed esterna di dare la zampata a qualche cattivone, ogni tanto.

Ma poi basta.

Vai, zampi e torni.

Che tronino pure i talibani basta che non rompano piu'.

Immorale?

Ma certo.

Ma, aho, sono DECINE i regimi indegni a questo mondo,a star bassi con le cifre e scegliendo i "piu' peggio" e mi pare che non ci siano problemi a lasciarli fare a casa loro quel che gli pare, purche non danneggi gli interessi nazionali.

Immorale, certo ma e' normale realpolitik da che mondo e' mondo, di politica estera.

Inventarsi una missione, un mandato morale, in Afghanistan crea un imbarazzante confronto con le tante spietate dittature con le quali si intrattengono amorevoli rapporti di sensi e d'affari...

2
18 Dic 2009
alle 00:20

francesco ganz

..La solita retorica antimilitarista ! Per tua informazione gli f 22 programmati sono 240, dai 1400 previsti di 10 anni fa....Per carità, gli stati uniti dpvranno ridurre la quantità dei loro mezzi militari a vantaggio della qualità, visto che entrambi non sono possibili...Ma se vogliamo palrlare di spese militari, vorrei prendere ad esempio, in senso buono quellom che fece l'ex URSS per 40 anni : 40 % del Pil in armamenti! ...Se l'Italia postbellica avesse dedicato una fetta di PIl comparabile al settore militare, sarebbe stata da sola capace di fronteggiare ina eventuale scontro armato convenzionale...Sto cercando di dire che bisogna cambiare la destinazione delle risorse degli stat occidentali con spese diwelfare elevato, e cioè l'Europa, non certo l' America : credo che untaglio del 20 % permanente dle welfare a favore delle rinnovabili e recupero del territorio per una decina d'anni sarebbe più che sufficiente per farci guardare al futuro con meno angoscia ed evitare un collasso della società...Intendo dire che dovrebbe essere un trasferimento di risorse programmato, e non un semplice depauperamento per il sopraggiungere del tempo massimo di reazione...Non siamo capaci dia fre questo perchè anziutto sono i nostri valori morali a buon mercato ad essere intrisi di light crude.

1
17 Dic 2009
alle 22:06

persenaro

Il sistema americano realizza un 20-30% del Pil grazie all'industria bellica, che si esprime anche con le famigerate guerre per esportare "pace e democrazia".

Immaginare un taglio drastico a queste spese dirottando i fondi per il welfare o per pagare i debiti contratti, è quasi impossibile, rimanendo inamovibili le formidabili lobbies che in pratica impongono e dirigono la politica interna ed estera di quel paese.

 

 

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