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Nov 0912

World Energy Outlook 2009: tempesta in arrivo

Pubblicato da Pietro Cambi alle 17:13 in Apocalypse now


 

 

L'IEA, International Energy Agency, ha presentato il suo World Energy Outlook 2009.

Siccome non voglio rovinarvi la sorpresa, vi invito a dare una occhiata alla presentazione per la stampa.

Una anticipazione però ve la posso fare: Quello che era uno degli enti più fermamente "negazionisti" rispetto al Picco del petrolio, ammette, ormai chiaramente, che andiamo incontro ad un cronico e serio deficit di offerta, che si protrarrà ALMENO per un paio di decenni.

Questo senza contare il riscaldamento globale, che ormai si profila disastroso, con stime che nello scenario standard prevedono oltre sei gradi di aumento della temperatura media mondiale. Puro catastrofismo, direi. Noialtre Cassandre della prima ora siamo ormai nettamente superati in corsa da coloro che, negli anni passati, più ci infamavano.

Vi pare ancora poco?

Beh, c'è chi dice che i dati dell'IEA, già tremendi, abbiano ricevuto una bella mano di belletto  per non spaventare troppo.

Debora, manco a dirlo, riassume ottimamente la questione.

E poi dice che non la leggo...

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Commenti

1. francesco ganz, Giovedì 12 Novembre 2009 ore 19:35

..Sta arrivando l'inverno per le cicale...O forse dovrei dire cavallette ?!...Almeno gli insetti non hanno senso morale, per cui noi dobbiamo rottamare la nostra il più in fretta possibile.

2. Rec, Giovedì 12 Novembre 2009 ore 20:20

Il report mi sembra ottimista come previsione futura di barili giornalieri...forse troppo

3. Debora/Crisis, Giovedì 12 Novembre 2009 ore 21:20

Ma no che non mi leggi, te l'avranno riferito... :P

4. Gianni Comoretto, Giovedì 12 Novembre 2009 ore 22:42

SEI GRADI? Dico, stiamo scherzando?

Con un aumendo di SETTE gradi abbiamo avuto l'estinzione globale della fine del Permiano, 90% delle specie esistenti sparite di botto.  Ci sono voluti 40 milioni di anni per riprendersi dal colpo e tornare ad una biodiversita' decente. 

5. pablo, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 00:42

Ho sempre pensato che il GW sia solo un espediente narrativo per poter scambiare causa ed effetto nella rappresentazione edulcorata della realtà che viene raccontata al popolino dai media.

In realtà il problema dei problemi non è nemmeno il peak ma la sovrappopolazione, che è un argomento ancora più tabù e non si può nemmeno nominare.

 

 

6. alex8, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 06:41

si, il picco reale e' della popolazione, questo sara' risolto a breve...

7. frank, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 09:32

Come sei gradi? Se non ricordo male a Lucca, Luca Chiari parlava di circa due (complice il picco dei combustibili fossili). Oltretutto già due avrebbero effetti non da poco (vedi "sei gradi" libro di non ricordo chi).Poi ci mettiamo la sovrapopolazione, picco e picchi e io dopo farmi trasferire a un lavoro più vicino, installare controfinestre e comprare il più locale possibile mi metto a cercare il più vicino buco per ficcarci la testa...

8. Paolo, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 09:38

Luca Chiari era ottimista nel parlare di due gradi, mentre i sei mi sembrano eccessivi, almeno per ora. A sentire gli studi e i convegni più recenti, la cifra ricorrente è quella di quattro gradi (tragica, comunque):

http://www.metoffice.gov.uk/corporate/pressoffice/2009/pr20091022.html

9. walter, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 10:07

6 gradi mi pare una mostruosita' .... non é per caso un refuso?

10. Paolo B., Venerdì 13 Novembre 2009 ore 10:14

Sei gradi sono un'assurdità ma fanno buon allarmismo per "preparare" i popoli buoi alle inevitabili politiche di risparmio energetico.

Ragion per cui continuo a credere che il GW(che comunque é reale) sia un ottimo paravento per giustificare agli occhi di chi non sa tali politiche...

 

11. fabio1979, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 10:55

Per ora 6 gradi mi sembrano un'assurdita', pero' ricordo nella presentazione di Luca Chiari una cosa della quale non abbiamo una conoscenza sufficiente cioe' cosa sta succedendo ai poli. Un loop positivo puo' far veramente male e sballare qualsiasi previsione.

12. Paolo, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 11:29

La situazione ai poli non è certo delle migliori:

http://www.sciencedaily.com/releases/2009/09/090923143331.htm

 

13. Hunter76Lima, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 12:01

6 gradi non è un refuso, sarebbe l'effetto previsto entro fine secolo se continuassimo a spandere CO2 nell'atmosfera di qui al 2050 al ritmo di crescita previsto da IEA (e sperato dalle economie occidentali e non, aggiungerei, per proseguire nella corsa sfrenata attuale) che passa attraverso 105 milioni di barili al giorno nel 2030 (a oggi siamo a 83m, dopo aver toccato il picco di 85m nel 2008)

Ovviamente chi è più a conoscenza del peak oil sa che questa stima dei 105m non è raggiungibile di fatto è sta solo nelle mente dei pianificatori e dei governanti.

E' probabile che il peak oil salvi parzialmente il pianeta riducendo di fatto l'aumento previsto non a 6°C bensi a 4°C o forse anche, se fossimo estramamente virtuosi, a 2°C (questi non ce li leva nessuno, neppure se dovessero sparire all'istanet tutti gli idrocarburi fossili sulla terra)

Il problema grosso, dal punto di vista climatico ha 2 nomi: Cina e carbone. Se questi cinesi si mettono in testa che vogliono diventare l'economia + forte al mondo e, in caso di depletion del petrolio si buttassero sul carbone, allora siamo definitivamente fregati, a livello di global warming

14. Paolo B., Venerdì 13 Novembre 2009 ore 12:24

Cindia é il mostro creato dai fautori della globalizzazione e oggi si sta ritorcendo come un boomerang verso loro stessi(e i paesi industrializzati).

Senza il decollo energetico ed economico dei due colossi asiatici, oggi non grideremmo al peak oil ed avremmo potuto continuare allegramente a vivere sopra le righe chissà per quanti decenni ancora, come abbiamo fatto fino ad oggi.

Invece oggi siamo davanti allo spettro reale del crollo della (in)civiltà così come la conosciamo oggi. Altro che Cina ed India potenze emergenti, la fine dell'era petrolifera porterà alla localizzazione spinta delle economie nazionali e alla perdita d'importanza delle grandi organizzazioni globalizzate in favore del recupero delle sovranità degli Stati. Almeno mi auguro...

 

Paolo B.

15. Andrea.de, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 12:42

"Cindia é il mostro creato dai fautori della globalizzazione e oggi si sta ritorcendo come un boomerang verso loro stessi(e i paesi industrializzati)."

E tu credi che una potenza millenaria come la Cina potesse continuare a restare da una parte, mentre i nuovi padroni continuano ad ingrassare? Ma che ragionamento é?

La globalizzazione non é sinonimo di delocalizzazione industriale.

16. Pippo, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 13:55

6 gradi?

mmmmmmmm... speriamo che almeno Bernardo intervenga per bilanciare meglio queste improbabili previsioni.

Non è possibile fare una previsione accurata per i prossimi 3 giorni e vorreste credere ad una previsione per i prossimi 50 anni.

17. Paolo, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 14:07

@pippo 

in realtà per molti aspetti è più facile delineare lo scenario che si presenterà tra mezzo secolo, che uno a breve scadenza. Paradossale, ma vero; specie se continueremo a emettere CO2.

18. Paolo, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 14:11

P.S.: un bell'articolo, in proposito, qui:

http://www.skepticalscience.com/climate-models.htm

19. Pietro/crisis, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 16:03

  • #4 Giannni ed anche #7 #9 #11 #13 # 16 Si, SEI GRADI  confermo. Lo trovate all'ultima pagina del rapporto IEA che vi ho linkato, nella sua versione per il pubblico.
  • SE non vi convince prendetevela con l'IEA, che non casualmente dicevo essere una cassandra perfino peggiore di noi, comunque troppo ottimista, pensa te.
  • E' lo scenario, standard, quello in cui si passa massicciamente al carbone per rispondere all'aumento della domanda. Lo scenario "soft" che prevede un aumento di due gradi e il contenimento della co2 a 450 ppm e' uno scenario che richiede ENORMI sforzi, sforzi misurabili in decine di miliardi di euro/anno, per il nostro paese.Non succedera', velo dico chiaro, non succedera' finche' non sara' chiaramente troppo tardi.
  • Sinceramente ora come ora lo scenario e' solo pessimistico, con punte di TOTALE pessimismo. Le cose non DOVEVANO essere cosi ma ora non possono altro che essere cosi.
  • I tempi?
  • Circa venti anni.
  • tra venti anni PIOVERA' d'inverno, fino alle latitudini di Mosca ed oltre.
  • tutto questo se non succedono sconvolgimenti peggiori, visto che, come sappiamo non e' dato sapere cosa combinera' la corrente del golfo.
  • una sola certezza abbiamo: che saranno ROGNE grosse.
  • E parliamo del clima, ovvero di rogne che si sviluppano in venti anni, o cinquanta.
  • Ma se parliamo degli shortages di energia...beh. E? tempo di elaborare il lutto e poi fare quel che si puo'. Punto.

20. Paolo, Venerdì 13 Novembre 2009 ore 16:28

Oil: future world shortages are being drastically underplayed, say experts

http://www.guardian.co.uk/business/2009/nov/12/oil-shortage-uppsala-aleklett

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